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Nel nome del patriottismo
10.12.2008
Discorso di Ron Paul dinanzi alla Camera dei Rappresentanti il 22 Maggio 2007:
Trascrizione del discorso:
On. RON PAUL, Texas
Dinanzi alla Camera dei Rappresentanti, U.S.A. - 22 Maggio 2007
[Traduzione: antifeminist.altervista.org]
Per alcuni, il patriottismo è "l'ultimo rifugio di un farabutto". Per altri, significa dissenso contro l'abuso del governo sui diritti delle persone.
Non ho mai incontrato un politico a Washington, o qualsiasi altro americano, che sceglie di esser chiamato "non patriottico". Non ho nemmeno incontrato qualcuno che non credesse di cuore di sostenere le nostre truppe ovunque esse fossero.
Quel che ho sentito troppo spesso, da diverse persone, sono accuse taglienti di essere "non patriottici, non-americani, malvagi e meritevoli di disprezzo" perchè i loro avversari politici non sono d'accordo con loro sul bisogno di avventure militari all'estero.
I patrioti originali americani erano individui coraggiosi abbastanza per resistere con forza il potere oppressivo di Re Giorgio. Io accetto la definizione di patriottismo come l'impegno a resistere il potere oppressivo dello stato. Il patriota vero è motivato da un senso di responsabilità, e da interessi personali -- per se stesso, la sua famiglia, il futuro del suo paese -- a resistere gli abusi di potere del governo. [Un vero patriota] respinge la nozione secondo cui patriottismo significa obbedienza allo stato.
La resistenza non dev'essere violenta, ma la disobbedienza civile che potrebbe servire include il confronto con lo stato e la possibile incarcerazione.
Rivoluzioni non-violente e pacifiche contro la tirannìa hanno avuto tanto successo quanto quelle fatte con le armi. Mahatma Gandhi e Dr. Martin Luther King Jr. hanno ottenuto grandi successi politici praticando la non-violenza, e nonostante ciò loro patirono fisicamente per mano dello stato.
Ma sia che la resistenza contro i tiranni del governo sia non-violenta o fisicamente violenta, l'impegno per rovesciare l'oppressione dello stato si qualifica come vero patriottismo.
Il vero patriottismo oggi ha assunto una brutta fama - almeno dal governo e dalla stampa. Quelli che ora sfidano i metodi incostituzionali dell'imposizione di una imposta sul reddito, o che ci obbligano ad usare un sistema monetario modellato per servire i ricchi alle spese dei poveri, vengono quotidianamente condannati. Questi patrioti americani vengono tristemente denigrati da molti. Non vengono mai lodati come campioni della libertà come Gandhi o Martin Luther King Jr.
I liberali, che rifiutano di pagare le tasse come protesta contro la guerra, vengono anche loro calunniati - specialmente dagli statisti conservatori.
In tempi di guerra, la lealtà senza condizioni verso lo stato viene richiesta con forza. La carenza di supporto per una politica di guerra viene detta non-patriottica. Argomenti contro una certa politica che sostiene una guerra in corso, vengono definiti come pericolosi per le truppe nel campo di battaglia. Questo, sostengono rumorosamente, è non-patriottico e tutto il dissenso deve terminare. Ma è proprio il dissenso verso le politiche attuate dal governo che definiscono il vero patriota e campione di libertà.
Viene convenientemente ignorato che il solo modo autentico per sostenere le truppe è di tenerle lontane da guerre pericolose, non vincibili, non dichiarate, e ispirate da ragioni politiche. Mandare le truppe in guerra per ragioni che non sono realmente legate alla sicurezza nazionale - e che anzi potrebbero danneggiarla - è difficilmente un modo "patriottico" per sostenere le truppe.
Chi sono i veri patrioti: quelli che si conformano o quelli che protestano contro le guerre prive di un motivo ? Come può venir detto che il cieco sostegno per una guerra, nonostante le politiche disastrose, deve essere il dovere del patriota ?
Randolph Bourne disse che "la guerra è la salute dello stato". Con la guerra, disse, lo stato prospera. Coloro che credono nello stato potente vedono la guerra come un'opportunità. Coloro che non credono nelle persone e nel mercato per risolvere i problemi non si fanno problemi nel promuovere una "psicologia di guerra" per giustificare il ruolo espansivo dello stato.
Questo include il ruolo che il governo federale gioca nelle nostre vite personali, come anche nei nostri scambi economici. E certamente il credo neo-conservatore secondo cui abbiamo un obbligo morale di diffondere i valori americani nel mondo, attraverso la forza, giustifica le condizioni di guerra per accrescere il sostegno verso la mano pesante del governo qui a casa nostra. E' attraverso questa politica, e non dovrebbe sorprendere nessuno, che le nostre libertà vengono minacciate, l'economia si allarga troppo, e il nostro coinvolgimento nel mondo diventa proibitivo.
Per paura di venir chiamati non-patriottici, la maggior parte dei cittadini diventa condiscendente e accetta l'argomento secondo cui un pò di perdita di libertà è richiesta per combattere la guerra e restare al sicuro. Questo è un pessimo scambio a mio modo di vedere, specialmente quando fatto nel nome del patriottismo.
La fedeltà allo stato e ai leaders autocratici viene sostituita per il vero patriottismo - che è la volontà di sfidare lo stato e difendere il paese, le persone e la cultura. Più si vive in tempi difficili, e più diventa forte l'avvertimento che i leaders non vengano criticati.
Dal momento che l'atmosfera di crisi di guerra sostiene la crescita dello stato, qualsiasi problema invita alla soluzione dichiarando "guerra" - persino per problemi sociali ed economici. Ciò provoca il patriottismo in sostegno delle varie soluzioni governative e nel frattempo ingrandisce il potere dello stato. La fede nella coercizione del governo e una mancata comprensione di come funzionano le società libere, incoraggiano i liberali e i conservatori che sostengono un governo grande, a fabbricare una psicologia di guerra che pretende fedeltà politica per gli affari interni allo stesso modo con cui si pretende per quelli esteri. Il costo a lungo termine in dollari spesi e in libertà perse viene trascurato nel mentre che i bisogni dell'immediato vengono enfatizzati.
E' per questo motivo che attualmente siamo impegnati simultanemante in molteplici guerre. Quindi la guerra alla droga, la guerra contro il possesso di armi, povertà, analfabetismo, terrorismo, come anche le nostre avventure militari all'estero sono senza fine.
Tutto questo promuove la crescita dello statismo ai danni della libertà. Un governo progettato per una società libera dovrebbe fare l'opposto: prevenire la crescita dello statismo e preservare la libertà. Una volta che una qualsiasi guerra viene dichiarata, il messaggio che viene mandato è di non fare obiezioni altrimenti sei non-patriottico. Ma non dobbiamo dimenticare che il vero patriota è colui che protesta nonostante le conseguenze, le condanne, l'ostracismo e persino l'incarcerazione.
I contestatori non-violenti della normativa fiscale vengono frequentemente imprigionati - sia che stiano protestando contro la incostituzionalità della normativa o la guerra che quelle tasse stanno finanziando.
Chi si oppone alla leva obbligatoria, o anche solo a registrarsi al servizio selettivo, vengono minacciati e incarcerati per aver sfidato questa minaccia alla libertà.
Lo statismo dipende dall'idea che il governo ci possiede e noi cittadini dobbiamo obbedire. Confiscare i frutti del nostro lavoro tramite l'imposta sul reddito è cruciale per la salute dello stato. La leva obbligatoria, o anche solo la semplice esistenza del servizio selettivo, enfatizza l'idea che andremo in guerra a seconda del desiderio dello stato. Una società liberà respinge tutte le nozioni di servitù involontaria sia che siano per la leva obbligatoria o per la confisca dei frutti del nostro lavoro attraverso l'imposta sul reddito.
Una tecnica più sofisticata e meno conosciuta per ingrandire lo stato, è la manipolazione e il trasferimento della ricchezza attraverso il sistema monetario 'fiat' messo in pratica dalla Federal Reserve. Chi protesta contro questo sistema monetario incostituzionale viene considerato un criminale non-patriottico, e spesso viene incarcerato per le proprie idee. Il fatto che, secondo la Costituzione, solo l'oro e l'argento sono valuta legale, e le banconote no, ha poca importanza. Il principio del patriottismo viene rovesciato sulla sua testa.
Che si tratti della difesa del welfare qui a casa, della imposta sul reddito, di un sistema monetario immorale, o del sostegno per una guerra combattuta sotto falsi pretesti e senza una dichiarazione legale, i difensori della libertà e della Costituzione vengono rappresentati come non-patriottici mentre quelli che sostengono questi progetti vengono visti come dei patrioti. Se c'è una "guerra" in corso, sostenere l'impegno dello stato a vincerla viene richiesto ad ogni costo. Senza che sia permesso il dissenso.
Il vero problema è che coloro che amano lo stato troppo spesso spingono per delle politiche che portano alla guerra. In patria questi sono molto desiderosi di fabbricare un'atmosfera di crisi e poi sostenere che c'è bisogno di una guerra per risolvere il problema. Sotto queste condizioni le persone son più disposte a sopportare il peso di pagare per la guerra, e a sacrificare irresponsabilmente le proprie libertà perchè gli viene detto che è necessario.
Gli ultimi sei anni sono stati molto benefici per la "salute dello stato", che viene a danno della libertà personale. Ogni aumento incostituzionale del potere dello stato si può raggiungere solamente a spese della libertà individuale.
Anche se in ogni guerra in cui siamo stati le libertà civili hanno sofferto, alcune sono state ristabilite alla fine della guerra, ma mai completamente. Questo ha portato ad una stabile erosione delle nostre libertà nel corso degli ultimi 200 anni. Il nostro governo venne originariamente progettato per proteggere le nostre libertà, ma è diventato adesso l'usurpatore di queste libertà.
Stiamo vivendo adesso in tempi difficili per fare la guardia contro un governo centrale in espansione, con una costante erosione delle nostre libertà.
Ci viene continuamente ricordato che "l'11 Settembre ha cambiato tutto". Sfortunatamente, la politica che più di tutte doveva venir cambiata - cioè il nostro interventismo negli affari di altre nazioni - è invece stata ingrandita. Non c'è più alcuna scusa sul perchè una politica di umiltà negli affari esteri, senza fare i poliziotti del mondo e occuparsi di "nation building", non sia degna di considerazione. Viviamo adesso in un'america post-11 Settembre, dove il nostro governo dice di volerci rendere sicuri ad ogni costo. Ci viene richiesto di far buon viso a cattiva sorte e adeguarci ad ogni perdità delle nostre libertà nel nome del patriottismo e della sicurezza.
Nonostante la maggioranza degli americani inizialmente abbia accettato questo impegno dichiarato di renderci sicuri, ed erano disposti a sacrificarsi per questo, sempre più americani adesso si stanno preoccupando per le nostre libertà civili che vengono pericolosamente e inutilmente sacrificate. Il problema è che la guerra in Iraq continua ad andare avanti e c'è un pericolo reale che possa espandersi. Non c'è alcun segno che una pace verrà firmata presto in Iraq, o nella guerra al terrorismo o alla droga. La vittoria non si può nemmeno definire. Se il Congresso non è in grado di dichiarare una guerra ufficiale, è impossibile sapere quando finirà. Ci è stato detto che il conflitto mondiale in cui siamo adesso potrebbe durare ancora per molto a lungo.
La mentalità di guerra, e la paura pervasiva di un nemico non identificabile, permette una perenne erosione delle nostre libertà, e con questo il nostro rispetto per l'indipendenza e la fiducia in sè stessi viene perduta. Pensate solo al sacrificio e all'umiliazione a cui andiamo incontro abitualmente nei controlli degli aeroporti. Nonostante non ci sia alcuna prova scientifica di liquidi e gelatine che mischiate in un aeroplano possano fare una bomba, miliardi di dollari vengono sprecati buttando dentifrici e lacche per capelli e perquisendo vecchie donne in sedie a rotelle.
I nostri nemici ci fanno 'boo', e noi saltiamo, nel panico, e poi ci auto-puniamo. Siamo peggio di un bambino spaventato del buio. Ma in un certo modo, la paura per un terrorismo non definibile è basata sulla nostra inabilità ad ammettere la verità sul perchè un esiguo numero di militanti islamici arrabbiati hanno il desiderio di uccidere degli americani. Non è certamente perchè sono gelosi della nostra ricchezza e delle nostre libertà.
Non riusciamo a capire che gli estremisti, disposti a sacrificare le loro stesse vite per uccidere i loro nemici, lo fanno per un senso di debolezza e disperazione contro attacchi reali e percepiti al loro stile di vita, alla loro religione, al loro paese e le loro risorse naturali. Senza i mezzi diblomatici e militari convenzionali per rispondere a questi attacchi, e per via di una riluttanza dei loro stessi governi a risolvere questi problemi, fanno ricorso a quella tattica della disperazione che è il terrorismo suicida. La rabbia contro i loro stessi governi, che loro credono essere co-cospiratori con il governo americano, è uguale o anche maggiore di quella che hanno verso di noi. Questi errori di giudizio nel capire i motivi del nemico e la paura costante che viene generata ci hanno portato in questa crisi dove le nostre libertà civili e la nostra privacy vengono stabilmente erose nel nome della sicurezza nazionale. Potremmo anche essere i giganti militari ed economici del mondo, ma il tentativo di fermare questa guerra alla nostre libertà qui a casa, in nome del patriottismo, sta venendo persa.
L'erosione delle nostre libertà personali è iniziata molto prima dell'11 Settembre, ma l'11 Settembre ha accelerato il processo. Ci sono molte cose che motivano coloro che seguono questa direzione - sia dettati da buone intenzioni che da maligne intenzioni. Ma non sarebbe successo se le persone fossero rimaste vigili, e avessero capito l'importanza dei diritti individuali, e non si fossero fatte convincere che il bisogno di sicurezza giustifica il sacrificio della libertà - anche se è solo occasionale.
Il vero patriota sfida lo stato quando lo stato inizia ad aumentare il proprio potere a spese dell'individuo. Senza una migliore comprensione e una più grande determinazione nel contenere lo stato, i diritti degli americani che vennero ottenuti con la frattura rivoluzionaria dagli Inglesi, e con la scrittura della Costituzione, svaniranno.
La lista, sin dall'11 Settembre 2001, è lugubre. Il rispetto per la libertà si è deteriorato rapidamente.
Molte delle nuove leggi passate dopo l'11 Settembre vennero infatti proposte molto prima degli attacchi. L'atmosfera politica dopo gli attacchi ha semplicemente reso più semplice passare simili leggi. La paura generata dall'11 Settembre è diventata un'opportunità per coloro che cercano di promuovere il potere dello stato entro i confini nazionali, come anche è servita per giustificare falsamente l'invasione dell'Iraq, pianificata molto tempo prima.
La mentalità di guerra è stata generata dalla guerra in Iraq in combinazione con il perenne suono di tamburi di terrore a casa. Al Qaeda e Osama bin Laden, che molto probabilmente si trova in Pakistan, il nostro presunto alleato, vengono ignorati, mentre le nostre truppe combattono e muoiono in Iraq e sono facile bersaglio per i terroristi nel loro cortile di casa. Mentre i nostri leaders usano costantemente il caso che abbiamo creato per giustificare ancora di più l'erosione dei nostri diritti costituzionali qui a casa, dimentichiamo i nostri stessi confini e sosteniamo la mossa inesorabile verso un governo mondiale - difficilmente un buon piano per l'america.
L'attacco accellerato alla libertà è iniziato velocemente dopo l'11 Settembre. Nel giro di poche settimane il Patrioct Act è stato approvato dal Congresso. Nonostante la versione finale fosse irreperibile fino a solo un paio di ore prima del voto -nessun Membro ha avuto tempo sufficiente per leggerla o capirla- la paura politica del "non fare qualcosa", anche qualcosa di pericoloso, ha portato i Membri del Congresso a non mettere in dubbio il contenuto della legge e semplicemente votarla. Un pò di libertà in meno per un pò di sicurezza percepita in più è stato considerato un buon affare - e la maggioranza degli americani ha applaudito.
Il Patrioct Act, però, ha pericolosamente danneggiato il sistema di controlli e contrappesi dando al governo il potere di spiare cittadini onesti senza alcuna supervisione giudiziaria. Le molte disposizioni che minacciano le libertà di tutti gli americani includono: le perquisizioni illegali; un'allargata e più vaga definizione di terrorismo domestico; il permesso accordato all'FBI di accedere ai database di librerie e negozi di libri senza autorizzazione o causa ragionevole; facilità maggiore per l'FBI di iniziare perquisizioni e intercettazioni telefoniche, come anche intercettazioni ambientali; un più facile accesso sull'uso di internet da parte dei cittadini americani; e un più facile accesso alle e-mail e ai resoconti finanziari di tutti i cittadini americani.
L'attacco alla privacy non è rallentato negli ultimi sei anni. Il Military Commissions Act è un pezzo di legislazione particolarmente grave, e se non verrà abrogato, l'america cambierà in peggio perchè i poteri incostituzionali garantiti alla Sezione Esecutiva vengono usati e abusati.
Questo decreto garantisce eccessiva autorità nell'uso di commissioni militari segrete al di fuori di luoghi in cui si svolgono attività ostili. Il Military Commissions Act permette la tortura, la detenzione arbitraria di cittadini americani come combattenti nemici illegali a piena discrezione del presidente e senza il diritto dell'Habeas Corpus, e permette perquisizioni senza permesso della NSA (National Security Agency). Dà anche al presidente il potere di imprigionare persone solo sulla base di testimonianze segrete.
Dall'11 Settembre, dichiarazioni esecutive presidenziali, che indicano porzioni di legislazione che il Presidente non intende rispettare, anche se non legale per la Costituzione, si sono enormemente moltiplicate. Gli Ordini Esecutivi incostituzionali sono numerosi e malevoli e vanno ridotti.
I trasferimenti eccezionali (extraordinary rendition) verso prigioni segrete in giro per il mondo sono diventate la norma, anche se sono ovviamente non legali.
Una crescente preoccupazione del dopo 11 Settembre è la lista del governo federale dei potenziali terroristi basata su prove segrete. Vengono fatti degli errori e spesso è virtualmente impossibile far si che un nome venga rimosso, anche se l'accusato è totalmente innocente di qualsiasi cosa.
Un documento nazionale d'identità è adesso in processo di venir implementato. Viene chiamata la "Real ID card" ed è collegata ai nostri numeri della Sicurezza Sociale e alla nostra patente. Se la Real ID non viene bloccata diventerà una patente nazionale/documento d'identità in tutta l'america.
Alcuni dei cambiamenti nella legge, meno notati e discussi, sono quelli fatti all'Insurrection Act del 1807 e al Posse Comitatus del Defense Authorization Act del 2007.
Questi cambiamenti rappresentano una minaccia alla sopravvivenza della nostra repubblica, dando al presidente il potere di dichiarare la legge marziale per ragioni come restorare "l'ordine pubblico". Il 1807 Act proibiva severamente al presidente l'uso dell'esercito dentro gli Stati Uniti, e il Posse Comitatus Act del 1878 rafforzava queste restrizioni sotto un rigoroso controllo del Congresso. La nuova legge permette al presidente di aggirare le restrizioni di entrambe queste leggi. L'Insurrection Act è adesso diventato l' "Atto per l'Imposizione delle Leggi per Restaurare l'Ordine Pubblico". Difficilmente si può dire che questo è un titolo che suggerisce che gli autori fossero interessati alla natura di una repubblica costituzionale.
Adesso la legge marziale può venir dichiata non solo per una "insurrezione", ma anche per "calamità naturali, ragioni di sanità pubblica, attacchi terroristici o incidenti" o per la vaga motivazione di "altre cause". Il Presidente può chiamare la Guardia Nazionale senza l'approvazione del Congresso o quella dei governatori e può anche mandare le truppe di questi stati in altri stati. La repubblica americana è in uno stato moribondo. Il palcoscenico è allestito in modo che il nostro paese eventualmente evolva in una dittatura militare e pochi sembrano interessarsene.
Questi precedenti cambiamenti della legislazione sono estremamente pericolosi e cambieranno la giurisprudenza americana per sempre se non vengono annullati. I risultati benefici della nostra rivolta contro gli abusi del Re stanno per essere eliminati e pochi Membri del Congresso e pochi americani sono coscienti della serietà della situazione. Compiacenza e paura guidano la nostra legislazione, senza alcuna seria opposizione da parte dei nostri leaders eletti.
Tristemente, quei pochi che si oppongono a questo ovvio trend di costruzione di un impero e contro la libertà personale vengono rappresentati come non-patriottici e insensibili.
Nonostante il socialismo e il welfare falliscano sempre, i loro detrattori vengono accusati di mancanza di compassione. Nonostante l'opposizione a guerre assolutamente non necessarie dovrebbe essere l'unica posizione morale possibile, la retorica viene distorta per sostenere che i patrioti che si oppongono alla guerra non stanno "sostenendo le truppe". Il clichè "sostenete le truppe" viene usato costantemente come un sostituto per la nozione inaccettabile del "sostenete questa politica", indipendentemente da quanto sia fallimentare. Cattive politiche non potranno mai aiutare le truppe. Tenere le truppe fuori dal pericolo e da guerre non relazionate alla nostra sicurezza nazionale è l'unico modo per proteggere le truppe. Capendo questo, chi è che può reclamare il titolo di "patriota" ?
Prima che la guerra in Medio Oriente si espanda e diventi un conflitto mondiale, per il quale verremo ritenuti responsabili, o che le libertà di tutti gli americani vengano così soppresse che non potremo più resistere, molto dovrà venir fatto. Manca poco tempo ma il corso delle nostre azioni deve essere chiaro. La resistenza contro l'usurpazione illegale e incostituzionale dei nostri diritti è richiesta. Ognuno di noi deve scegliere quale strada prendere - istruzione, azione politica convenzionale, o anche disobbedienza civile e pacifica, per portare ai cambiamenti necessari.
Ma che non venga detto che non abbiamo fatto niente.
Che non si lascino coloro che amano il potere di uno stato di guerra e di welfare etichettare i dissidenti dell'autoritarismo come non-patriottici e insensibili. Il patriottismo è molto più legato al dissenso che al conformismo e ad un cieco desiderio di sicurezza e protezione. Capire le magnifiche ricompense di una società libera ci rende senza rimorsi nella sua promozione, realizzando che la massima prosperità viene creata e che la più grande possibilità per la pace proviene da una società che rispetta la libertà individuale.
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