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Il Suicidio: un male Maschile

Ogni anno in Italia ci sono circa 3.361 suicidi (dati ISTAT 2003). Di questi suicidi ben 2.526 riguardano i maschi, ciò significa che in media ogni giorno in Italia 7 uomini si tolgono la vita. Non c'è voce, cenno, menzione di questa tragedia nei giornali o nei salotti televisivi, le sofferenze e la morte di questi uomini sono invisibili, non godono nè di "pubblicità" nei mass-media e tanto meno della "compassione" della società. Al contrario le sofferenze (vere o reali) delle donne paiono aver monopolizzato l'attenzione di ognuno, al punto da raggiungere situazioni di vera e propria isteria di massa. Il motivo di tutto ciò è molto semplice, ed è lo stesso motivo per cui quando si parla di "morti sul posto di lavoro" non si specifica mai che il 94% di queste morti riguarda lavoratori di sesso maschile. 1.400 morti all'anno, circa 4 morti al giorno.

Nell'Occidente evoluto e progressista si è venuta a creare una sorta di omertà "politicamente corretta" che impone ai vari burattini di turno (siano essi capi di stato, giornalisti o casalinghe) di non far mai riferimento al sesso di un "sofferente" qualora costui non appartenga alla Razza Eletta del Genere Femminile (a parti invertite invece si fa sempre una certa enfasi nel ricordare il sesso della "sofferente", a tal punto da diventare il nodo cruciale dell'intera questione). Il sentire comune che questa situazione ha generato è che da una parte (quella maschile) la vità è una festa ininterrotta, mentre dall'altra parte (quella femminile) un eterno calvario. Se le statistiche riguardanti i suicidi (o anche le morti sul lavoro) presentassero un maggior numero di femmine che perdono la vita, rispetto ai maschi, potete star certi che tale situazione verrebbe ben messa in risalto da giornali, telegiornali, talk-show televisivi e probabilmente anche nei sermoni dei politicanti di turno. Si farebbe a gara per descrivere quanto le donne stiano soffrendo (per mano degli "sporchi maschi", sia ben chiaro) e i vari politici di ogni schieramento proporrebbero misure adeguate per risolvere il problema. Ad esempio il "Ministero per le Pari Opportunità" si farebbe in quattro per mettere in piedi iniziative volte a migliorare la vita delle povere donne sofferenti, siano esse aspiranti suicide o possibili vittime di qualche fatalità sul posto di lavoro. Ad oggi, che si sappia, tale "Ministero" non ha ancora avviato nessun programma per portare la "parità" anche in situazioni dove a soffrire son per la stragrande maggioranza gli uomini.

Il fenomeno dei suicidi maschili in Occidente ha raggiunto proporzioni epidemiche: in Canada si stima che ogni giorno 10 uomini si tolgano la vita (dati WHO - World Health Organization), negli USA ogni giorno ben 68 uomini si tolgono la vita (dati WHO - World Health Organization), mentre in Australia sono 5 gli uomini che ogni giorno si suicidano. Le statistiche, simili un pò in tutto l'Occidente, mostrano che i maschi hanno una probabilità di suicidarsi circa 4 volte superiore delle femmine. Se tale dato fosse invertito, adesso associazioni come Amnesty Int. o qualsiasi altra istituzione governativa o non governativa avrebbero già lanciato una campagna mondiale di sensibilizzazione al problema per cercare di fermare questa tragedia. Ma i dati son quelli che sono, e da anni (da sempre) il silenzio su queste questioni rimane di tomba.

C'è anche il pericolo, nel caso qualche giornalista decida di affrontare il problema, che l'interpretazione dei fatti venga a creare un'altra, ennesima opportunità per praticare quella tanto amata pratica occidentale chiamata male-bashing (pestaggio anti-maschile), ovvero sparare a zero su quanto i "maschietti" (termine sempre più in voga ultimamente, anche per descrivere uomini di 20 o 60 anni) siano stupidi, goffi, tonti, deboli, vigliacchi, e di quanto invece le Donne siano Maestose, Sublimi, Fortissime e Inarrivabili. Il tutto si tradurrebbe cioè nell'ennesima situazione per cui quando è il male a colpire gli uomini, questa è la prova di quanto gli uomini siano dei poveri deficienti (e quindi motivo di scherno universale), quando invece il male colpisce le donne, questa è la prova di quanto stia soffrendo il dolorante Universo Femminile (e quindi motivo di simpatia e compassione universale). Due pesi e due misure insomma: i maschi non vogliono sentir parlare delle sofferenze di altri maschi, anche perchè non potrebbero sfruttare tale situazione (nella loro perversa e fantasiosa mente) per 'abbordare' un pò di "figa". Mentre alle femmine delle sofferenze dei maschi non può proprio fregar di meno, essendo state cresciute a latte e vittimismo femminista.

Non c'è da preoccuparsi comunque, il Paritario* e infallibile "Ministero per le Pari Opportunità" starà sicuramente studiando il problema dei suicidi maschili e tra non molto sentiremo che strategia hanno deciso per arginare il fenomeno. Così come fece il Ministero del governo Berlusconi (tra sfilate di moda e altri impegni gravosi...)
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* Paritario per davvero, mica per scherzo.
Così "paritario" che dei 25 membri della commissione nemmeno uno è dotato del pene
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Presidente

Ministra per i Diritti e le Pari Opportunitā, On. Barbara POLLASTRINI

Vicepresidente
Dott.ssa AnnaMaria PARENTE

Commissarie
Prof.ssa Alessandra ODDI BAGLIONI
Dott.ssa Eugenia BONO
Dott.ssa Lųcia BORGIA
Dott.ssa Rossana CAGGIANO
Dott.ssa Ivette CAGLIARI
Dott.ssa Germana CALVIELLO
Dott.ssa Margherita CARTA VELLER
Avv. Marina CAPPONI
Dott.ssa Benedetta INSINGA CASTELLI
Dott.ssa Maria Teresa COPPO GAVAZZI
Prof.ssa Alba DINI MARTINO
Suor Marcella FARINA
Dott.ssa Maria Grazia FASOLI
Rag. Rosa GENTILE
Dott.ssa Aitanga GIRALDI
Dott.ssa Consolata GOLFO
Arch. Teresa GUALTIERI
Avv. Elisabetta GUIDI
Dott.ssa Santina LEONZI
Dott.ssa Maria Armida LEUZZI
Dott.ssa Nirvana NISI
Dott.ssa Aurora RICCARDI
Dott.ssa Anna Clemente ROSI
Dott.ssa Alessandra SERVIDORI

La chiamano "discriminazione favorevole"...