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Immagina,
un giorno, di comprare un quotidiano qualsiasi, magari La
Repubblica, e di trovare in prima pagina un titolo del tipo
"Le femmine ? Sono inutili ". Immagina
poi di proseguire nella lettura dell'articolo e scoprire di
fantomatici studi che prefigurano la scomparsa del Genere
Femminile, il tutto fortemente auspicato da qualche sogghignante
"intellettuale" maschio. Immagina, ad esempio, che
in quell'articolo ci sia una frase del genere:
"Perchè continuare ad avere femmine in questo
pianeta ? Ogni cultura deve iniziare a dichiarare che il futuro
sarà maschile. La responsabilità della specie
deve esser riportata nelle mani degli uomini in ogni cultura.
La proporzione delle femmine deve venir
ridotta e mantenuta ad una percentuale del 10% della razza
umana"
Immagina che l'intellettuale maschio in questione sia un "maschilista"
dichiarato, ma cosa ben più importante un docente universitario
in un corso di laurea chiamato "Studi degli Uomini".
Immagina cosa sarebbe successo, a tale persona, se davvero
avesse osato portare avanti una tesi riguardante un progetto
che si prefigge di sterminare il 90% del Genere Femminile.
Come minimo tale individuo avrebbe immediatamente perso
la propria cattedra universitaria, costretto alle dimissioni,
poi sarebbe stato esposto alla pubblica gogna in ogni talk-show
televisivo di tutto il mondo, innumerevoli organizzazioni
femministe ne avrebbero chiesto la decapitazione (o i testicoli
su un piatto, come la madre di Zidane...) e avrebbero
usato tale storia per i prossimi 200 anni per colpevolizzare
l'intero Genere Maschile, definendolo "misogino",
"maschilista", e tante altre belle paroline.
Quella frase sopra riportata in grassetto è stata pronunciata
per davvero. Così come esiste per davvero una
persona (anzi, più di una ) che crede fermamente
in un genocidio di genere dove solo il 10% di un certo genere
dovrà essere mantenuto in vita. Tale persona era anche
un docente universitario, e di un corso che si chiamava (si
chiama) "Womens Studies". Ovvero "Studi
delle Donne". Quella persona è infatti una donna,
Mary Daly, ex-docente universitaria del Boston College,
prestigiosa università statunitense. La Daly è
anche una femminista dichiarata, e una delle più famose
e influenti femministe del mondo. E quella frase sopra riportata
in grassetto è stata sì pronunciata, ma con
il termine "maschi" al posto di "femmine".
Infatti la frase originale è questa:
"Perchè continuare ad avere MASCHI
in questo pianeta ? Ogni cultura deve iniziare a dichiarare
che il futuro sarà femminile. La responsabilità
della specie deve esser riportata nelle mani delle donne in
ogni cultura. La proporzione dei MASCHI
deve venir ridotta e mantenuta ad una percentuale del 10%
della razza umana"
Questa
frase era contenuta in un manifesto del 1982 scritto non dalla
Daly ma da Sally Miller Gearhart (femminista americana)
e intitolato "Il Futuro - Se ce n'è Uno - E'
Femmina". La Gearhart è un'accanita sostenitrice
della partenogesi, ovvero dello sviluppo di un ovulo
femminile senza fertilizzazione (da parte del maschio) e quindi
della possibilità di riprodursi senza bisogno di un
uomo. Da tale processo, va sottolineato, possono nascere soltanto
femmine, e non maschi. Da qui deriva la forte attrattiva che
la Gearhart (e altre femministe come lei) nutre verso la partenogenesi
:
"Se
una metà della popolazione si riproducesse per via
eterosessuale, e l'altra metà per partenogenesi, nel
giro di una sola generazione si potrebbe raggiungere una proporzione
della popolazione del 75% di femmine e il 25% di maschi."
(-S.M.Gearhart)
E
se "quella metà" della popolazione continuasse
a riprodursi per partenogenesi, dopo un pò si arriverebbe
alla fatidica proporzione del 90% di femmine e il 10% di maschi.
Questa è, in sintesi, la teoria e il sogno confessato
di Sally M. Gearhart, di Mary Daly, e di altre femministe
radicali come l'ormai defunta Valerie Solanas. Due anni dopo
l'uscita del manifesto per il genocidio di genere, la Gearhart
pubblicò un altro libro, una sorta di storia fantastica
ambientata nel futuro in cui le donne vivono in un'enorme
comunità lesbica nelle "colline" e sono in
grado di comunicare per via telepatica tra di loro, e per
di più son capaci di comunicare anche con gli animali
e con gli alberi. Nel primo capitolo di questo libro la Gearhart
assicura il lettore che i "maschi" sono creature
piene d'odio e che perciò meritano di morire.
Sally
Miller Gearhart non è però una mosca bianca.
Nel corso degli anni sono state numerose le accademiche femministe
che si son favorevolmente espresse per una "decontaminazione
del pianeta terra" attraverso un genocidio di genere.
Mary Dely venne costretta a lasciare la sua cattedra
del Boston College non in seguito alle polemiche riguardo
il suo sperato genocidio di genere, ma per il più semplice
motivo che aveva trasformato il suo corso di laurea del "Women
Studies" in una zona off-limits per gli studenti maschi.
La Daly aveva vietato infatti l'accesso a quel corso ad ogni
studente dotato di un pene, in barba a tutte leggi contro
le discriminazioni sessuali. Quando la Daly fu costretta a
lasciare il suo posto, immediatamente nel campus universitario
del Boston College gruppi di femministe manifestarono per
contestare la decisione, e nell'occasione utilizzarono tali
manifestazioni per celebrare la vita e le "opere"
di Mary Daly. Una di queste opere è un libro che la
femminista radicale pubblicò nel 1999, intitolato Quintessence.
Il libro è un'opera di fantasia ambientata nel futuro
e di cui il personaggio principale è la stessa Mary
Daly. La Daly visita un utopico continente nel quale, grazie
ai suoi stessi studi e libri, una comunità di lesbiche
è riuscita a prendere il sopravvento ed ha sterminato
sia il genere maschile che le donne eterosessuali. In questo
fantasioso continente di sole lesbiche la vita viene creata
tramite la partenogenesi.
In
un'intervista del 2001, contenuta nel magazine "What
Is Enlightenment ", alla Daly venne chiesto cosa
ne pensasse dell'idea di Sally Miller Gearhart di sterminare
il 90% del Genere Maschile e di mantenerlo ad una percentuale
fissa del 10%. La Daly rispose testuali parole:
"Penso che non sia affatto una brutta idea. Se vogliamo
che la vita continui in questo mondo, ci
dovrà essere una decontaminazione del pianeta.
Io penso che tutto ciò verrà accompagnato da
un processo evolutivo il cui risultato
sarà una drastica riduzione della popolazione maschile.
La gente ha paura di fare affermazioni simili però."
(-Mary Daly, 2001)
Immaginate cosa accadrebbe se un qualche scrittore, intellettuale
o accademico maschio avesse il coraggio di affermare una cosa
del genere. A questo punto il lettore disinformato, potrebbe
pensare che la Daly, la Gearhart, Valerie Solanas (autrice
nel 1968 del Manifesto SCUM, ovvero il "Manifesto per
l'eliminazione dei maschi"), o altre femministe simili
(come la scrittrice e giornalista femminista del NY Times
Maureen Dowd, che nel 2005 ha pubblicato un altro libro
intitolato "Gli Uomini Sono Necessari ?") rappresentino
solo una branca estrema dell'ideologia femminista. Così
però non è, come dimostrato dal supporto che
la Daly ricevette da innumerevoli organizzazioni e attiviste
femministe. Infatti ad esprimere totale solidarietà
ed ammirazione verso Mary Daly fu anche la più grande
e potente organizzazione femminista del mondo, ovvero la NOW
(National Organization of Women), la quale può contare
in oltre 500'000 membri contribuenti ed in più di 550
filiali sparse per tutti gli Stati Uniti d'America. Il potere
di lobby di una simile organizzazione è talmente forte
che, si dice, è l'unica lobby a cui nessun politico
ha mai osato mettere i bastoni fra le ruote. Questo in un
paese, gli Stati Uniti, dove virtualmente ogni singola organizzazione,
ideologia o persona può venir criticata senza troppi
contraccolpi.
Anche
in Italia non siamo messi meglio. Nell'agosto del 2003 vari
quotidiani e riviste riportarono le dichiarazioni di un certo
scienziato di Oxford, tale Bryan Sykes, secondo cui
tra circa 125'000 anni i maschi del pianeta terra andranno
incontro all'estinzione. La notizia, tra risatine e sberleffi
nei confronti degli "stupidi maschietti destinati
all'estinzione", fece il giro del mondo. Qui in Italia,
tra i vari articoli ironici e sbeffeggianti, spiccò
per "simpatia" quello della giornalista Daniela
Romiti:
"...uno scienziato di Oxford, Bryan Sykes, che immagina
un mondo di sole donne costrette a riprodursi artificialmente
per assicurare la sopravvivenza della specie umana. La
colpa di questo disastro (o fortuna,
a seconda dei punti di vista)... sarebbe tutta
del cromosoma Y, quello che determina il sesso maschile dell'embrione"
Quindi
l'estinzione del Genere Maschile sarebbe un "disastro"
o come meglio evidenziato più tardi una fortuna.
A seconda dei punti di vista. L'articolo proseguì con
l'onnipresente menzione alla partenogenesi, e ad un
futuro "mondo delle donne", segno inequivocabile
che la voce delle femministe americane fa molto velocemente
il giro del mondo:
"...Ovviamente, senza piu' sperma per fertilizzare
gli ovuli, le donne non potranno assicurare la continuazione
della specie. In loro soccorso potra' arrivare pero' la scienza.
Al momento la fertilizzazione avviene attraverso la fusione
di due set di materiali genetici, uno maschile e uno femminile.
Nel futuro mondo delle donne
la fusione potra' avvenire tra due set di materiali genetici
femminili..."
La
cosa più preoccupante di tutta questa storia, è
che simili psicopatiche come Mary Daly, Sally Miller Gearhart,
Maureen Dowd e altre femministe della stessa genìa,
non solo vengono tollerate ma addirittura esaltate e celebrate.
Queste sono persone che ricoprono ruoli di potere e quasi
nessuno ancora oggi ha il coraggio di criticarle o mettere
in aperta discussione le loro tesi misandriche di stampo neonazista.
I libri di Mary Daly fanno parte delle letture che ogni giorno
studenti e studentesse americane devono ascoltare e quindi
assimilare durante le lezioni dei corsi di laurea "Women
Studies". E se qualcuno decidesse di tirare un sospiro
di sollievo perchè tanto simili nefandezze stanno accadendo
solo negli USA, è meglio che si ricreda, in quanto
il famigerato corso di laurea "Women Studies" è
stato recentemente importato in Italia, in via sperimentale,
nell'Università di Bologna. Infatti gli Stati
Uniti, oltre ad esportare cultura spazzatura, guerre illegali
e di aggressione in giro per il mondo, e tante altre "belle
cose", esportano anche la feccia più marcia delle
stupide ideologie razziste, sessiste, xenofobe che impregnano
la loro società, una fra tutte il femminismo.
C'è solo da sperare che prima di diventare un clone
della società americana, qui in Italia si inizi a rigettare
un pò della spazzatura che ci arriva da oltre oceano.
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