Novembre 2008
 
   
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Il caso contro le femmine nell'esercito
18.12.2007


L'8 Novembre è uscito negli Stati Uniti un nuovo libro, scritto da Kingsley Browne, che mette in discussione l'efficacia delle "donne soldato", suggerendo quindi che l'esercito torni ad essere un'istituzione completamente al maschile.

Ecco una breve recensione dal sito ElitesTV:


Nuovo e controverso libro attacca, su basi scientifiche,
l'uso delle donne in combattimento

"Le guerre possono anche esser combattute con le armi, ma vengono vinte dagli uomini. E' lo spirito degli uomini che seguono e dell'uomo che guida che porta alla vittoria." -George S.Patton, Jr.

Co-ed Combat:
Nuove Prove che le Donne non Dovrebbero Combattere le Guerre della Nazione

di Kingsley Browne


Nel suo ultimo libro, "CO-ED Combat: Nuove Prove che le Donne non Dovrebbero Combattere le Guerre della Nazione" (Sentinel- Novembre 2007 -$21.95), il professore di legge della Wayne State University, Kingsley Browne, espone un'importante e controversa argomentazione contro le donne in combattimento.

Mentre molti sostenitori del crescente trend delle donne in combattimento vedono il fenomeno come un avanzamento verso un esercito migliore e più "sessualmente neutro", le argomentazioni accademiche di Brown sfidano e smentiscono le congetture delle femministe secondo cui l'entrata delle donne in ruoli di combattimento sono un progresso naturale, mentre Browns suggerisce invece che questo fenomeno sta rappresentando una seria minaccia all'efficacia delle nostre forze armate.

Donne hanno servito in ruoli di combattimento nell'aviazione e nella marina per oltre un decennio, ma adesso alcuni stanno chiedendo per l'integrazione sessuale nelle fazioni armate terrestri della fanteria, mezzi corazzati e anche dell'artiglieria. "L'obiettivo di fare la cosa giusta", dice Browne, "ha troppo spesso prevalso sull'obiettivo di fare la cosa intelligente - cioè forgiare un esercito il più forte possibile".


Dal 2002 oltre 170,000 femmine soldato hanno prestato servizio in Iraq e Afghanistan, e oltre 70 di queste donne sono morte. Nonostante si tratti di una piccola frazione delle perdite degli USA, quelle morti hanno superato in numero quello delle donne soldato che morirono complessivamente in Korea, Vietnam e nella prima Guerra del Golfo.


In CO-ED COMBAT Browne sostiene che basandosi su studi di antropologia, biologia, storia, psicologia, sociologia, di giurisprudenza, e anche su scritti di memorie militari, la politica di avere donne in combattimento contribuirà a creare delle forze armate più deboli e umenterà il rischio di incorrere in disastrose conseguenze per la nostra nazione. E tutto ciò verrà pagato con la vita dei nostri figli e delle nostre figlie.


La spinta verso l'integrazione sessuale nelle forze armate si poggia su uno dei dogmi centrali delle scienze sociali del ventesimo secolo, e cioè che uomini e donne sono in gran parte interscambiabili e che ogni differenza esistente è primariamente, se non esclusivamente, un risultato della socializzazione. Un crescente corpo di evidenze scientifiche rivelano adesso che ci sono delle fondamentali differenze fra i sessi e ciò mette sotto discussioni credenze femministe come:

Le guerre sono cambiate a tal punto dal dover rovesciare la quasi unanime storia delle forze armate completamente al maschile ?
Gli uomini e le donne sono davvero uguali nelle abilità di combattimento, anche lasciando fuori dall'equazione la forza fisica ?
Le femmine soldato rispondono a motivazioni di tipo tradizionale ?
I legami della coesione di un'unità si possono formare in unità militari miste ?
Un esercito basato sulla coscrizione volontaria si può permettere di rifiutare le donne ?

Sia che tu sia un conservatore o un liberale, CO-ED COMBAT sarà sicuramente
in grado di provocare in te una reazione appassionata.

[ FONTE: ElitesTV.com ]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]



Il Professor Browne è anche stato intervistato dal settimanale americano Newsweek, ecco la traduzione dell'intervista:


Il Caso Contro le Donne in Combattimento
L'autore di un nuovo libro sostiene che le donne non dovrebbero essere al fronte
di Martha Brant, Newsweek Web Exclusive - 24 Ottobre 2007

Kingsley Browne, professore di legge alla Wayne State University di Michigan, ci ha fatto il callo ad essere chiamato un maschio-sciovinista. In un precedente libro sosteneva che le differenze biologiche fra i sessi—piuttosto che l'ingiustizia—fossero la spiegazione del perchè esistesse il soffitto di cristallo. Il suo nuovo libro, "Co-Ed Combat: Nuove Prove che le Donne non Dovrebbero Combattere le Guerre della Nazione", che uscirà l'8 Novembre, sostiene che le donne non sono fisicamente e psicologicamente adatte al combattimento. La sua argomentazione: la loro presenza al fronte arriverebbe perfino a mettere in pericolo le nostre stesse forze armate. Browne ha spiegato le sue opinioni a Martha Brant, di NEWSWEEK. Ecco alcuni estratti:

NEWSWEEK: Ci sono donne nelle missioni aeree e nella marina, ma ancora non prestano servizio nella fanteria. C'è qualche possibilità che le donne combatteranno un giorno nelle truppe di terra ?
Kingsley Browne: E' una questione che potrebbe venir influenzata dalle elezioni presidenziali del 2008. Se ne è discusso durante i dibattiti dei Democratici, e i candidati hanno espresso dei dubbi sull'esclusione delle donne da ogni posizione all'interno dell'esercito.

NEWSWEEK: Se parla con gli ufficiali superiori dell'esercito, loro sono sempre molto favorevoli alla presenza di donne nei loro ranghi.
Kingsley Browne: Negli ultimi due decenni uno non va molto lontano nella carriera se non dimostra un impegno chiaro verso l'avanzamento delle donne. Ci sono un sacco di persone nell'esercito che pensano che l'idea di avere donne in combattimento sia orribile, ma dirlo apertamente rappresenterebbe un suicidio per la loro carriera. Molti pensano anche che non dovrebbero stare nemmeno nella marina e nell'areonautica.

NEWSWEEK: Lei fa un ulteriore passo avanti e sostiene che le donne non dovrebbero far parte nemmeno delle unità di supporto.
Kingsley Browne: Attualmente il Dipartimento della Difesa vieta alle donne di venir incluse nella fanteria, ma questa linea di condotta viene costantemente violata. Ci sono molte mansioni che le donne svolgono in Iraq e Afghanistan e dove il nemico tenta di attaccarle. Quando la "sparatoria" ha inizio, non devi essere in grado di fare solo ed esclusivamente la tua mansione. Se la tua unità di rifornimento viene colpita, allora devi rispondere al nemico. Il tuo lavoro potrebbe essere quello di "cuoca", ma improvvisamente la vita di qualcuno dipende dalla tua abilità di tirarlo fuori dalla linea di fuoco.

NEWSWEEK: Ma nell'esercito di oggi ormai conta il cervello tanto quanto i muscoli.
Kingsley Browne: I muscoli chiaramente contano ancora. I soldati di oggi spesso portano con sé 30kg di equipaggiamento. E ciò non include nemmeno il cibo, l'acqua e le batterie. E' una gran quantità di roba. Ricorda l'aereo spia EP3 che venne abbattuto in Cina ? Il pilota pesava 100kg. Disse che dovette usare ogni grammo della sua forza fisica per mantenere stabile il velivolo.

NEWSWEEK: Le donne generalmente non sono forti fisicamente quanto gli uomini. E psicologicamente ?
Kingsley Browne: Le donne stanno venendo colpite da disturbi di stress post-traumatico ad una percentuale più alta rispetto agli uomini. Sappiamo che le donne in generale soffrono maggiori effetti emotivi negativi in seguito ad un'aggressione fisica. Le indagini hanno mostrato che le donne nell'esercito, in particolar modo quelle che prestano servizio, non vogliono andare in combattimento. La percentuale delle donne arruolate sta calando, e ciò sembra esser collegato alla loro esposizione al combattimento.

NEWSWEEK: Quale "nuova evidenza" sta offrendo per mostrare che le donne non sono adatte alla guerra ?
Kingsley Browne: L'evidenza proviene dal campo della psicologia evolutiva, che riconosce come la mente umana sia il prodotto della nostra storia evolutiva. La ragione per cui agli uomini non piacciono le femmine soldato nelle situazioni pericolose è perchè non si fidano di loro quando ha inizio la "sparatoria", e ciò probabilmente ha a che fare col fatto che le donne non posseggono nessun segno che possa evocare fiducia negli uomini. E la fiducia è centrale per la coesione durante il combattimento. Gli uomini non dicono, "Questa è una persona che seguirei fino alle porte dell'inferno". Gli uomini non sono stati programmati per seguire le donne in situazioni di pericolo. Quando le seguono è dovuto in gran parte ad una reazione emotiva.

NEWSWEEK: Quando gli Afro-Americani si stavano integrando nelle forze armate venivano fatti molti argomenti simili sulla coesione delle unità.
Kingsley Browne: Le ragioni
per cui le persone si oppongono alle donne in combattimento sono molto più legate alla diversità biologica, non sociale. L'integrazione delle diverse razze nell'esercito è stata in gran parte un successo. L'integrazione delle donne è molto più difficile, e ci sono molti motivi per ritenere che il problema non è risolvibile.

[ FONTE: NewsWeek ]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]



Titolo: Co-Ed Combat:
The New Evidence That Women Shouldn't Fight the Nation's Wars
Autore: Kingsley Browne
Editore: Sentinel
Pagine: 368
Prezzo: € 22,25
Lingua: Inglese

Acquistabile su:
-InternetBookShop.it
-LibreriaUniversitaria.it



Scriveva circa settant'anni fa la femminista francese Madeleine Pelletier (1874-1939):

"...le bambine devono venir sottoposte ad un rigoroso addestramento fisico, che includa l'apprendimento all'uso dei revolver ... Una pistola nella mano di una bambina (o di una donna) rappresenta la dimostrazione tangibile del suo potere, una protesi fallica che la fa sentire uguale ad un uomo".



[Madeleine Pelletier, vestita da "uomo" per simboleggiare il suo
distacco da quell'imposizione patriarcale che è la "femminilità"]