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Lo sperma sintetico e il folle sogno femminista
11.9.2009
Lo sperma sintetico fa avanzare di un altro passo il folle sogno femminista
Il demente chiacchiericcio su internet in seguito alla creazione
di sperma umano artificiale rievoca gli scritti di pazze femministe
che sognavano un mondo senza uomini
di Neil Lyndon, 9 Luglio 2009, The First Post
Traduzione: Antifeminist.altervista.org
La notizia che gli scienziati della Newcastle University hanno artificialmente creato dello sperma umano - nel mentre che ricercavano le cause dell'infertilità maschile - ha provocato l'ennesima messa in scena di quella vecchia e grezza fantasia femminista di un mondo senza uomini.
"Un mondo senza uomini ? Sarebbe meraviglioso !!!!" scrive un commentatore nel sito del Daily Mail.
"Le donne hanno sempre saputo che gli uomini sono uno spreco di spazio", dichiara il Daily Mirror. "Adesso gli scienziati Britannici hanno provato quanto siano veramente inutili i maschi, creando lo sperma umano dalle cellule staminali".
"Bye bye baby", celebra il blog Fairfield Life. "La nuova scienza significa che il ruolo biologico del padre è sotto minaccia".
Queste voci leggere e stravaganti stanno continuando una tradizione vecchia quanto il femminismo stesso. Una vena pazzoide eugenetica ha sempre infettato quell'ideologia e continua tutt'oggi, dato che viene frequentemente sostenuta dalle persone più influenti della nostra cultura.
Frances Swiney, una signora di Cheltenham con un raffinato pedigree Indiano-Raj, fu una delle prime scrittrici del 20° secolo ad unire un gusto per l'eugenetica Malthusiana con un entusiasmo per il femminismo. Vedendo gli uomini come spazzatura nella riproduzione, e con il desiderio di vederli eliminati, scrisse in 'La Donna e la Legge Naturale' (1912) che "la prima cellula maschile, e il primo organismo maschile, fu un fallimento iniziale da parte dell'organismo materno a produrre un suo simile, e ciò fu dovuto ad una deficienza chimica nel metabolismo o nel fisico della madre".
Questa visione stramba è stata tramandata attraverso una successione di - ahem - testi seminali femministi per tutti gli ultimi 100 anni. Venne rafforzata dal libro 'La Naturale Superiorità delle Donne', di Ashley Montague e scritto nel 1952, dal quale poi continuò a diffondersi, ignorato dall'intelligenza critica, negli scritti di un esercito di influenti femministe contemporanee.
Shulamith Firestone ne parlò nel suo libro del 1969, La Dialettica del Sesso, e Andrea Dworkin lo ripeteva continuamente. Arrivati al 1970, una giovane donna (ora Professoressa di Economia alla Open University) stava parlando per una rispettata tendenza del moderno femminismo quando scrisse: "Noi non saremo in grado di raggiungere l'emancipazione completa del potenziale di entrambi i sessi senza prendere in considerazione la questione della riproduzione, e in questo intendo nel senso più basilare di avere dei bambini".
Una linea diretta collega quella dichiarazione con Jane McLoughlin, l'autrice di La Rivoluzione Democratica (1990) che scrisse: "Una delle piacevolezze antropologiche degli anni 90 sarà vedere come gli uomini faranno fronte al loro nuovo ruolo - quello del maschio inutile".
L'abbagliante colonnista del New York Times, Maureen Dowd, ha recentemente chiesto, "Come specie è possibile che gli uomini dureranno per un altro secolo ?", e la vincitrice del Premio Nobel, Doris Lessing, recentemente ha lodato il libro di Bryan Sykes, "La Maledizione di Adamo: Un Futuro Senza Uomini", con una solennità così dolorosa che sembrava quasi che si stesse compiacendo in vista di un simile futuro.
Nessuno di questi studiosi sembra però mai penetrare l'enigma filosofico che il mondo senza uomini nel quale sognano di vivere non risulterebbe in un mondo di donne ma in un mondo di esseri senza sesso. Nessun uomo significa nessuna riproduzione sessuale, che significa nessun genere sessuale.
E nemmeno ci dicono mai cosa si dovrà fare di quelle centinaia di migliaia di maschi che stanno venendo procreati, ogni secondo, con il vecchio e disprezzato metodo. Cosa ne sarà di quei bambini e di quegli uomini che avranno intere vite da vivere prima che la lontana possibilità di una riproduzione umana asessuata possa realizzarsi ?
Forse bisognerebbe sbarazzarsene, come avrebbe raccomandato la Sig.ra Swiney ?
Questo - come abbiamo visto - è stato il prodotto logico di altre fantasie eugenetiche.
[
FONTE: The First Post ]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]
Della natura eugenetica-pazzoide del femminismo originale (quello della Prima Ondata, fine 1800 e primi decenni del 1900) si era già parlato in questo articolo. Il "femminismo" delle due ondate successive è niente più che una continuazione della Prima Ondata: i famosi "frutti" che non cadono mai troppo lontano dall'albero.
Note
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