Novembre 2008
 
   
Opinioni e Approfondimenti


















 
 

La strada femminista per Abu Ghraib
10.10.2008






Traduzione di un articolo di Angela Fiori, pubblicato subito dopo che scoppiò lo scandalo delle torture americane a danno dei prigionieri Irackeni nel carcere di Abu Ghraib:

La Strada Femminista per Abu Ghraib
di Angela Fiori - 11 Maggio 2004

Madeline Albright il 7 maggio su Fox News, ha detto di esser rimasta scioccata e disgustata dallo spettacolo sadomasochista sponsorizzato dagli USA nella prigione di Abu Ghraib. Questa è la stessa Madeline Albright che pensava "valesse la pena" condannare (al tempo) alla morte per fame circa mezzo milioni di bambini Irackeni tramite le sanzioni delle Nazioni Unite.

Lo scandalo di Abu Ghraib, più di ogni altro scandalo dell'esercito USA in tempi recenti, ha messo in evidenza l'assoluta depravazione dell'aver permesso alle donne di entrare nelle forze armate. Mentre le foto della soldatessa maschiaccia Lynndie England si diffondevano nel mondo, la scorsa settimana, è venuto fuori che contrariamente a certe notizie che la descrivevano come una guardia della prigione, la England era invece una funzionaria per il trattamento dei prigionieri. In altre parole, le molte foto dove si vede lei che trascina con un guinzaglio un uomo steso a terra, oppure dove mostra il pollice sù mentre sta sopra un mucchio di uomini Irackeni nudi, o ancora mentre sta davanti a uomini incappucciati mimando il gesto di sparare con le mani ai loro peni, queste foto sono tutte state scattate mentre stava visitando il suo fidanzato, il Caporale Charles Granes, quando lui era in carica per il comando dei prigionieri di Abu Ghraib.

Adesso la England è detenuta a Fort Bragg, nel North Carolina, ed è incinta di quattro mesi del figlio di Graner. Quindi, anche se non avesse partecipato allo spettacolo sadomaso di Abu Ghraib, non sarebbe comunque rimasta in servizio e non sarebbe perciò stata di nessuna utilità all'esercito. Probabilmente più che la England ha avuto un ruolo ben più importante un'altra donna, Sabrina Harman. La Harman scattò le foto (da notare il tentativo della femminista Laura Berman di incolpare il maschio Graner per questo), partecipò nella tortura dell'uomo Irackeno incappucciato che si vede in una foto, mentre sta sopra una scatola con dei fili legati nelle mani, scrisse "rapeist" [Ndr. in inglese "stupratore" si scrive "rapist"] nella gamba di un altro prigioniero, e ancora meglio, posò per una foto con un cadavere, il corpo di un uomo che venne picchiato a morte nella prigione [Ndr. durante un interrogatorio da parte dei soldati americani]. Mentre i genitori della Harman stanno sostenendo che la figlia scattò le foto per documentare gli abusi, i fatti dimostrano invece che lei era una partecipante entusiasta di questi abusi, spesso correndo e saltando sopra una pila di uomini Irackeni nudi, per schiacciarli e ferirli.

La grande quantità di donne in questo scandalo ha prodotto parecchi articoli da parte di femministe e compagnia che hanno cercato di deflettere la colpa. Queste difese però dimostrano solo quanto deboli sono i loro argomenti.

La prima è Cathy Hong, di Salon, stupita dal fatto che le donne possano compiere simili atti di crudeltà. Hong ironicamente cita gli animati dibattiti degli anni '80, quando le femministe sostenevano che le donne avrebbero portato un'influenza civilizzatrice nell'esercito, una forza che avrebbe in effetti indebolito l'innata barbarie degli uomini. Cos'è successo ad Abu Ghraib ? La femminista Cynthia Enloe, della Clark University, ha la risposta: le donne erano "sotto una grande pressione per inserirsi in una cultura altamente sessualizzata e mascolina". Secondo la Hong, la spiegazione di questa catena di comando maschile è la stessa che sta trovando consensi a Washington D.C.

Questo è incredibilmente stupido, anche per D.C. Primo, è un'ammissione (sicuramente involontaria) del fatto che nonostante le grandi scorrerie non solo nell'esercito, ma anche nelle accademie (West Point, Annapolis, CO Springs) e nei college di tipo militare (VMI, The Citadel, etc.), le donne hanno fallito nell'ingentilire la cultura militare. (Come se l'ossimoro di un "esercito civilizzato" avesse anche un senso degno di essere discusso). Il secondo problema è che là sopra in questa malvagia catena di comando "maschile" (cioè sopra Graner, che è colui su cui si stanno concentrando le femministe) c'era non altro che una donna: la Generale Janis Karpinski, che era al comando di Abu Ghraib e di due altre prigioni. La Karpinski, per fortuna, è stata rimossa dal suo incarico.

Poi ci sono stati altri parecchi strani commenti (qui e lì) che hanno disegnato un contrasto antitetico tra la England e l' "eroina" dello scorso anno, Jessica Lynch. Ma dov'è il contrasto ? Vero, Jessica Lynch non ha torturato nessuno, ma (contrariamente ai resoconti iniziali) non è nemmeno mai stata torturata. Invece, i prigionieri di Abu Ghraib non sono mai stati trattati tanto bene quanto lo è stata la Lynch nelle mani degli Irackeni che le salvarono la vita. La stessa Lynch ha ammesso che l'intera versione del Pentagono, di lei che combatte coraggiosamente fino all'ultima pallottola orde di Irackeni ostili, era una bugia. La storia era vera, ma la battaglia coraggiosa venne invece fatta dal Sergente Donald Walters, che è morto in battaglia.

E per finire c'è il solito psicopatico Neocon. A questo punto la maggior parte delle persone penserebbe a V.D. Hanson, e invece no, questa è la volta di Charles "Stranamore" Krauthammer. Krauty ha detto che i militanti radicali Islamici non solo ci odiano per la nostra "libertà e democrazia", ma odiano anche la nostra "liberazione delle donne". La guerra, vedete, è "profondamente circa"... il sesso.

Krauty ci informa che i militanti Islamici sono totalitari unici per via del "loro particolare odio per la libertà delle donne... Per gli uomini, quello è un buon affare – un affare minacciato dall'Occidente con le sue dottrine gemelle di parità e liberazione sessuale".

Questo, amici miei, è forse il più intellettualmente disonesto pezzo di giornalismo dell'intera campagna di guerra fatta di bugie e inganni. Giunge sicuramente come una novità, per quelli di noi che non venerano Rousseau e Naomi Wolf, che le dottrine gemelle della Civilizzazione Occidentale siano "la parità e la liberazione sessuale". Il risultato dell'opera dei neocon in Iraq è che il paese (se rimane unito) si sta avviando velocemente a diventare uno stato Musulmano Sciita. Quando questo avverrà, le donne Irackene (in particolar modo il tipo di donne che Krauthammer e i Neocon specialmente odiano – le Cristiane) rimpiangeranno la libertà di cui godevano sotto Saddam.

La responsabilità delle donne verso la carriera militare è sempre stato un mito. Attualmente c'è almeno tanto sesso che sta avendo luogo nelle navi della Marina quanto nei sedili posteriori delle macchine. Kara Hultgren non fu mai una grande pilota, ma morì nel 1994 cercando di far atterrare un F-14 in una portaerei. La Marina cercò inizialmente di insabbiare la sua incompetenza dicendo che l'incidente era dovuto ad un guasto meccanico. Le indagini vere trovarono però che alla donna venne dato il via libera per volare nonostante avesse per ben due volte commesso lo stesso errore di atterraggio che alla fine le costò la vita. Ma il mio caso preferito di presunto eroismo femminile è quello di Linda Bray. La Bray fu la donna eroina di Panama, che, si diceva, sfidò in stile Audie Murphy muro dopo muro di fuoco nemico per alla fine portare a termine la sua missione. Dopo che tutto il polverone che circondava il racconto del suo "valore" iniziò ad abbassarsi, si venne a sapere che la sua vera missione fu solo quella di mettere al sicuro un canile.

Tutte queste bugie unite ai problemi di Abu Ghraib sono ammucchiate sopra le solite esasperanti storie sui doppi-standard fisici fra gli uomini e le donne e i costi aggiuntivi per l'esercito sulla fraternizzazione intersessuale. La soluzione a tutti questi problemi è che l'esercito faccia con le donne la stessa cosa che ha fatto con la Generale Janis Karpinski: rimuoverle permanentemente tutte quante dal servizio nelle forze armate.

[ FONTE: Lew Rockwell ]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]


[Angela Fiori]


Qui si possono vedere oltre 200 foto e video delle torture nel carcere di Abu Ghraib:

Galleria Fotografica
Foto e video


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