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Poliziotta svedese arresta uomo per
"eccesso di muscoli"
21.8.2007
Una
poliziotta svedese, con evidentissimi problemi di invidia
del pene e quindi crisi d'identità femminile,
ha arrestato un uomo "muscoloso" per sottoporlo
ad un test delle urine e verificare se i suoi muscoli fossero
naturali oppure il risultato dell'uso di steroidi.
Ecco la traduzione dell'articolo, pubblicato il 13 Agosto
sul sito svedese 'The Local' :
Uomo arrestato per avere grossi muscoli
The Local, 13 Agosto
2007 - 08:30 CET
Un
uomo ben messo fisicamente è stato recentemente
costretto a sottoporsi ad un test anti-droga a
Stoccolma, dopo che una poliziotta ha ritenuto
che il solo modo per sviluppare muscoli così
grossi fosse quello di ricorrere all'uso di sostanze
proibite.
La poliziotta iniziò a parlare con Tomislav
Boduljak e un suo amico di notte tarda nel centro
di Stoccolma.
Secondo quanto riferito da Boduljak, 27 anni,
la poliziotta era inizialmente cordiale, ma ha
successivamente cambiato il suo atteggiamento
quando l'uomo ha detto che sollevava pesi. La
poliziotta, dicendo che i muscoli dell'uomo erano
'anormali', ha sostenuto che l'unico modo per
avere quei muscoli era di fare uso di droghe.
"Le ho chiesto se non ritenesse possibile
che mi son fatto questi muscoli semplicemente
allenandomi molto e seguendo un'alimentazione
corretta. Lei ha detto che quando vede qualcuno
come me, pensa subito che abbia preso droghe",
ha detto Boduljak al giornale Metro.
Nonostante l'assicurazione di Boduljak sul fatto
che non usasse steroidi, la poliziotta l'ha costretto
a recarsi alla stazione di polizia ed effettuare
un test sulle urine. Nel suo rapporto la poliziotta
ha scritto che l'uomo aveva "muscoli grossi
fuori dalla norma, in particolare muscoli delle
braccia molto grossi, che son segno dell'uso di
steroidi".
I
risultati del test furono negativi, e Boduljak
fece un reclamo ufficiale contro la poliziotta.
Il pubblico ministero ha esaminato il caso, ma
ha deciso di non portare avanti la causa.
Janne Magnusson, un poliziotto dell'unità
anti-droga della Polizia di Stoccolma, ha detto
al giornale Metro che la poliziotta è stata
"un pò troppo ambiziosa".
[
FONTE: The
Local ]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org
]
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Per
chi non ne fosse al corrente, la Svezia è quello stesso
paese dove alcuni anni fa la femminista Gudrun Schyman (ora
a capo del partito 'Iniziativa Femminista') propose una tassa
speciale che solo i maschi avrebbero dovuto pagare.
La Svezia è altresì quel paese in cui si rimuovono
gli urinali dai bagni delle scuole perchè urinare
in posizione eretta sarebbe un segno dell'antico "dominio
patriarcale maschilista", e in quanto tale va rimosso
(traduzione: se le femmine non possono urinare in piedi, allora
non lo devono fare nemmeno i maschi).
La Svezia, poi, è quel paese dove il
pugilato professionistico è vietato dal 1970. Troppo
'violento', troppo 'virile', troppo... 'maschile'. "Il
pugilato professionistico è molto brutale, e molto
disumano",
disse nel 1998 Rafik Finir, allora segretario del Ministero
dello Sport svedese.
Nella storia sopra riportata, una poliziotta
ha ritenuto che una "muscolatura possente", in un
uomo, sia sempre e comunque sintomo di uso di sostanze proibite.
La poliziotta deve aver interpretato la possente muscolatura
dell'uomo come una sfida alla sua presunta autorità
di donna-poliziotta, che ella credeva, magari, essere stata
definitivamente cementata il giorno in cui per la prima volta
indossò la divisa. Una gravemente disturbata identità
femminile, unita ad un falso senso di potere che è
conseguito dopo esser diventata "poliziotta" (anzi,
"donna-poliziotto"), deve aver dato a questa
donna la botta finale a quel poco di sanità mentale
che le rimaneva.
Va infatti allargandosi la massa di pseudo-LaraCroft che credono
di avere un qualche potere speciale (sugli uomini)
solamente perchè indossano un'uniforme, che sia dell'esercito
o della polizia poco importa.
Ma le uniformi sono pezzi di stoffa.
Indossandone una non ci si tramuta magicamente in "uomini",
o in qualcos'altro che sia qualcosa di meno "femmina".
La statura non accresce, la massa muscolare rimane quella
che si aveva prima, il testosterone non aumenta, la resistenza
alla fatica e al dolore non migliora... detta in parola povere,
non ci si trasforma in "uomo". Si ha soltanto un
pezzo di stoffa, con attaccato sopra un distintivo, cioè
un pezzo di latta, e un falso senso di potere che chissà
per quale oscuro motivo da alla testa più alle donne
che agli uomini (l'abbondante casistica sul fanatismo borioso,
arrogante ed estremista delle vigilesse si spreca).
E
quando questo falso senso di potere inizia a vacillare, magari
grazie alla vista di un uomo muscoloso, ecco allora partire
la reazione, uterina e feministoide, tipica delle bambinette
isteriche e invidiose che odiano quel che loro non sono
e non possono diventare, nemmeno indossando una "divisa"
(cioè, un pezzo di stoffa).
Si chiama 'misandria'.
Le femministe ci hanno ricamato per decenni su questo tipo
di odio.
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