Novembre 2008
 
   
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Poliziotta svedese arresta uomo per "eccesso di muscoli"
21.8.2007


Una poliziotta svedese, con evidentissimi problemi di invidia del pene e quindi crisi d'identità femminile, ha arrestato un uomo "muscoloso" per sottoporlo ad un test delle urine e verificare se i suoi muscoli fossero naturali oppure il risultato dell'uso di steroidi.

Ecco la traduzione dell'articolo, pubblicato il 13 Agosto sul sito svedese 'The Local' :


Uomo arrestato per avere grossi muscoli

The Local, 13 Agosto 2007 - 08:30 CET

Un uomo ben messo fisicamente è stato recentemente costretto a sottoporsi ad un test anti-droga a Stoccolma, dopo che una poliziotta ha ritenuto che il solo modo per sviluppare muscoli così grossi fosse quello di ricorrere all'uso di sostanze proibite.

La poliziotta iniziò a parlare con Tomislav Boduljak e un suo amico di notte tarda nel centro di Stoccolma.

Secondo quanto riferito da Boduljak, 27 anni, la poliziotta era inizialmente cordiale, ma ha successivamente cambiato il suo atteggiamento quando l'uomo ha detto che sollevava pesi. La poliziotta, dicendo che i muscoli dell'uomo erano 'anormali', ha sostenuto che l'unico modo per avere quei muscoli era di fare uso di droghe.

"Le ho chiesto se non ritenesse possibile che mi son fatto questi muscoli semplicemente allenandomi molto e seguendo un'alimentazione corretta. Lei ha detto che quando vede qualcuno come me, pensa subito che abbia preso droghe", ha detto Boduljak al giornale Metro.

Nonostante l'assicurazione di Boduljak sul fatto che non usasse steroidi, la poliziotta l'ha costretto a recarsi alla stazione di polizia ed effettuare un test sulle urine. Nel suo rapporto la poliziotta ha scritto che l'uomo aveva "muscoli grossi fuori dalla norma, in particolare muscoli delle braccia molto grossi, che son segno dell'uso di steroidi".

I risultati del test furono negativi, e Boduljak fece un reclamo ufficiale contro la poliziotta.
Il pubblico ministero ha esaminato il caso, ma ha deciso di non portare avanti la causa.


Janne Magnusson, un poliziotto dell'unità anti-droga della Polizia di Stoccolma, ha detto al giornale Metro che la poliziotta è stata "un pò troppo ambiziosa".

[ FONTE: The Local ]
[ TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]


Per chi non ne fosse al corrente, la Svezia è quello stesso paese dove alcuni anni fa la femminista Gudrun Schyman (ora a capo del partito 'Iniziativa Femminista') propose una tassa speciale che solo i maschi avrebbero dovuto pagare.

La Svezia è altresì quel paese in cui si rimuovono gli urinali dai bagni delle scuole perchè urinare in posizione eretta sarebbe un segno dell'antico "dominio patriarcale maschilista", e in quanto tale va rimosso (traduzione: se le femmine non possono urinare in piedi, allora non lo devono fare nemmeno i maschi).

La Svezia, poi, è quel paese dove il pugilato professionistico è vietato dal 1970. Troppo 'violento', troppo 'virile', troppo... 'maschile'. "Il pugilato professionistico è molto brutale, e molto disumano", disse nel 1998 Rafik Finir, allora segretario del Ministero dello Sport svedese.

Nella storia sopra riportata, una poliziotta ha ritenuto che una "muscolatura possente", in un uomo, sia sempre e comunque sintomo di uso di sostanze proibite. La poliziotta deve aver interpretato la possente muscolatura dell'uomo come una sfida alla sua presunta autorità di donna-poliziotta, che ella credeva, magari, essere stata definitivamente cementata il giorno in cui per la prima volta indossò la divisa. Una gravemente disturbata identità femminile, unita ad un falso senso di potere che è conseguito dopo esser diventata "poliziotta" (anzi, "donna-poliziotto"), deve aver dato a questa donna la botta finale a quel poco di sanità mentale che le rimaneva.

Va infatti allargandosi la massa di pseudo-LaraCroft che credono di avere un qualche potere speciale (sugli uomini) solamente perchè indossano un'uniforme, che sia dell'esercito o della polizia poco importa
.

Ma le uniformi sono pezzi di stoffa.

Indossandone una non ci si tramuta magicamente in "uomini", o in qualcos'altro che sia qualcosa di meno "femmina". La statura non accresce, la massa muscolare rimane quella che si aveva prima, il testosterone non aumenta, la resistenza alla fatica e al dolore non migliora... detta in parola povere, non ci si trasforma in "uomo". Si ha soltanto un pezzo di stoffa, con attaccato sopra un distintivo, cioè un pezzo di latta, e un falso senso di potere che chissà per quale oscuro motivo da alla testa più alle donne che agli uomini (l'abbondante casistica sul fanatismo borioso, arrogante ed estremista delle vigilesse si spreca).


E quando questo falso senso di potere inizia a vacillare, magari grazie alla vista di un uomo muscoloso, ecco allora partire la reazione, uterina e feministoide, tipica delle bambinette isteriche e invidiose che odiano quel che loro non sono e non possono diventare, nemmeno indossando una "divisa" (cioè, un pezzo di stoffa).

Si chiama 'misandria'.
Le femministe ci hanno ricamato per decenni su questo tipo di odio.