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Ancora sulla femminilizzazione delle
scuole
Questa
è la traduzione di un altro articolo sulla questione
della femminilizzazione delle scuole, pubblicato sul Daily
Mail (giornale Inglese) e scritto dalla giornalista Jill Parkin.
L'articolo è lungo ma vale la pena di leggerlo, specialmente
se si hanno figli maschi.
'Stop alla femminilizzazione delle nostre scuole -
I nostri bambini stanno soffrendo'
di JILL PARKIN - Daily Mail | Mercoledì, 31
Gennaio 2007
La
sacca per il nuoto cadde con un gran tonfo nel
tappetino della macchina, e mio figlio chiuse
la portiera con un colpo ancora più grande,
brontolando: "Che senso ha ?"
La scuola primaria che frequenta aveva appena
perso una gara di nuoto, principalmente perchè
il loro insegnante decise di formare la squadra
non in base alla bravura dei componenti ma al
loro entusiasmo.
Per
parafrasare quel vecchio clichè, non era
il vincere che importava, ma il partecipare.
Bè, mi spiace, ma nella vita reale è
pieno di vincitori e perdenti. E in questo momento
i perdenti sono una generazione di bambini maschi
che son stati traditi da un sistema educativo
che non riconosce più le differenze fondamentali
tra i sessi.
Perchè la storia della gara di nuoto di
mio figlio è anche la stessa storia che
sta dietro le recenti cifre che mostrano come
i maschi che frequentano l'università sono
inferiori di numero rispetto alle femmine in ogni
materia, con circa 23,000 posti in più
concessi alle donne piuttosto che agli uomini.
Mi piacerebbe poter dire che questi numeri son
stati una sorpresa per me. Ma sia come genitore
(di un maschio e due femmine) che come scrittrice
in materie educative, mi spiace affermare che
quei numeri erano fin troppo prevedibili.
La verità molto semplice è che quando
ormai i nostri bambini hanno frequentato per 12
o 14 anni l'ambiente femminilizzato delle nostre
scuole, tutti ad un certo punto chiedono: "Che
senso ha ?"
Se
i ragazzi non stanno entrando nelle università,
o nemmeno facendo richiesta d'iscrizione, è
perchè son stati privati dell'interesse
per l'apprendimento. Gli è stato mandato
il messaggio che questa non è roba per
loro.
E
questa è una tragedia per tutti noi. Perchè
io non voglio che le mie figlie crescano in una
società piena di giovani uomini alienati
e non voglio vivere in una società che
soffoca tutti i buoni aspetti delle mascolinità.
Si, questo è proprio ciò che sta
succedendo nelle nostre scuole.
Dimenticate
tutta la storia sulle "slugs, snails and
puppy dogs' tails". [1]
Ciò
di cui i bambini maschi sono fatti è questo:
tremenda capacità di memorizzazione che
può immagazzinare anni e anni di partite
di FA Cup [NdR. 'Football
Association Challenge Cup', la coppa nazionale
di calcio inglese] nei più piccoli
dettagli; abbondanza di testosterone che ha bisogno
di bruciare in continuazione in un campo sportivo;
e una spaventosa capacità competitiva che
è quasi tanto vitale per loro quanto lo
è la vita stessa.
Sfruttati
nella giusta maniera, questi grezzi ingredienti
possono aiutare i bambini ad ottenere il meglio
dalla loro istruzione. Ma troppe scuole oggi cercano
di soffocare questi istinti in favore di un programma
di studi femminilizzato che favorisce le bambine
in praticamente ogni singolo aspetto.
I
problemi iniziano in classe. Invece dello sprint
o-la-va-o-la-spacca [NdR.
"make-or-break"] verso la scadenza
dell'esame, i bambini devono sopportare lunghi
e instupidenti corsi di studio.
Questo
sistema di continua valutazione significa che
chiunque può andare su Google in un computer
da casa e prendere da lì le risposte necessarie.
Le bambine, con il loro approccio più paziente
all'apprendimento, riescono molto bene in questo
tipo di sistema.
Ma dov'è l'eccitazione e la sfida per i
bambini maschi ? Gli esami erano una possibilità
per loro di mettersi in mostra e pensare con la
loro testa. Adesso non più. Non stupisce
che troppi di loro ormai si stanno perdendo lungo
la strada, e stanno decidendo di non iscriversi
all'università.
In
poche parole, i bambini maschi adesso trovano
che l'educazione scolastica sia noiosa. Si usava
dire che la maggioranza delle prime e terze posizioni
a Oxford e Cambridge andavano ai maschi, mentre
le femmine erano più probabili finire seconde.
Perchè ? Perchè ai maschi piace
prendere rischi, finendo o in un glorioso trionfo
oppure in disastro. Le femmine tendono a correre
meno rischi e "giocare" sul sicuro.
E
i programmi di studio di oggi sono decisamente
privi di rischio. Questo è maggiormente
ovvio nella scienza, dove gli esperimenti con
vere fiamme e vero sangue son stati rimpiazzati
con dati in un foglio di carta o video dimostrativi.
La
Royal Society of Chemistry ha detto di avere delle
serie preoccupazioni riguardo al declino dell'insegnamento
della chimica pratica. Ma, dopotutto, le scuole
sono diventate assopenti anche in molti altri
aspetti.
I
temi adesso sono così sicuri che possono
persino venir corretti da un computer. Una delle
mie figlie è venuta a casa con dei brevi
articoli modello e le parole chiave per il suo
saggio d'Inglese già fornite.
Che
succede se uno avesse una brillante idea, un argomento
appassionato oppure un'analisi spietata ? Queste
non sono incoraggiate perchè non si adattano
ai piani del tema modello.
L'esposizione,
la consistenza e la diligenza possono tranquillamente
essere delle virtù, ma se vogliamo avere
fisici che pensano l'impensabile, politici con
idee radicali, compositori ispirati e musicisti,
allora dobbiamo inserire un pò di fuochi
d'artificio anche nei programmi di studio scolastici.
E'
un fatto ben conosciuto dagli insegnanti che le
bambine vogliono accontentare e i bambini vogliono
vincere. Il problema è che il nostro intero
sistema scolastico è adeguato su una strana
idea di egualitarismo che è in qualche
modo stato confuso con l'equità.
E'
egualitario mettere chiunque galleggi in un gara
di nuoto, ma è ingiusto verso quelli che
sanno nuotare e vogliono competere. E così
non si raggiunge niente.
La
stessa cosa si può dire per i premi scolastici.
Sono stata in tante assemblee scolastiche per
l'assegnazione di questi premi, e posso dire che
sono una farsa.
Coloro
che eccellono, quelli che genuinamente realizzano
grandi cose, difficilmente ricevono qualche riconoscimento
perchè qualcuno ha deciso che in nome degli
interessi dell'egualitarismo la maggior parte
degli attestati debbano andare ai meno capaci.
Quindi ci sono premi per la buona educazione e
premi per chi non dice parolacce.
E
va anche bene che questi premi ci siano, ma è
anche ugualmente importante premiare l'eccellenza
assoluta. Ai bambini maschi piacciono i premi
- ma solo quelli veri. Una volta che capiscono
che il sistema è truccato, non vogliono
più giocare.
Il
loro testosterone e la loro natura competitiva
vanno riconosciuti e accettati. Se vengono ignorati,
i bambini diventanto indifferenti e iniziano a
nascondersi nelle loro felpe e a terrorizzare
tutti noi.
Alla fine iniziano a spendere il loro tempo facendo
risse e prendendo ASBOs invece che A-levels. [NdR.
ASBO è un acronimo che sta per 'Anti-Social
Behaviour Order', ovvero un ingiunzione civile
che viene fatta contro persone che hanno esibito
comportamenti anti-sociali. Gli 'A-levels' sono
invece dei certificati che gli studenti ricevono
alla fine della scuola secondaria in Gran Bretagna]
Gli esperti nel campo dell'istruzione faranno
anche notare che esiste anche un problema di classe.
Quando l'ingresso all'università è
stato esteso alle famiglie i cui figli sono normalmente
passati subito al lavoro dalla scuola, son state
ammesse più ragazze-lavoratrici che ragazzi-lavoratori
e questo fatto giustifica una parte di quelle
statistiche.
Questi
sono proprio quei ragazzi che molto probabilmente
vengono alienati dallo stile dei programmi di
studio odierni, e, con la loro cultura macho,
questi sono quelli che maggiormente rischiano
di finire nei guai se lasciano la scuola con nessuna
capacità e con molte poche possibilità
di lavoro.
Per
esempio, un bambino tremendo che stava in classe
con mio figlio era impossibile da trattare fino
al giorno in cui il suo esasperato insegnante
maschio lo sfidò a braccio di ferro (si,
oggi è probabilmente una violazione che
potrebbe costare il licenziamento).
Il bambino perse la sfida, la prese con buona
grazia e divenne notevolmente più disciplinato.
C'era in funzione un codice maschile che quel
bambino riconobbe.
Lo
stesso insegnante maschio sapeva anche quando
le liti nel cortile della scuola erano serie e
quando invece si devono lasciar fare. Le insegnanti
femmina invece, volendo sempre un cortile ordinato,
le fermavano sempre.
Questo
tipo di bisogni macho per attirare l'attenzione
vanno incanalati, non ignorati. I bambini maschi
hanno bisogno dello sport, degli esami, della
competizione e di riconoscimento.
Bisogna
solamente fermarsi ad osservare come i bambini
maschi spendono il proprio tempo. Urlano fino
a diventare rauchi nelle partite di calcio, si
pestano senza esclusione di colpi nel mondo virtuale
dei computer. In parole povere, competono. Il
mio (figlio maschio) lo fa, anche se nel frattempo
'divora' anche i libri.
Prima
non c'era nemmeno bisogno di dirlo che i bambini
e le bambine sono diversi.
Ma le scuole odierne stanno negando questa basilare
verità biologica.
Infatti,
ogni società ha bisogno che entrambi i
sessi raggiungano il successo e siano ispirati
dall'educazione scolastica. In questo momento,
però, i bambini maschi stanno buttando
i loro zainetti per terra e chiedendo: "Che
senso ha ?".
E, francamente, non li biasimo per niente.
[
FONTE: Dailymail.co.uk
]
[
TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]
[ Articolo in Inglese: [2]
]
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Molto interessanti anche alcuni commenti all'articolo postati
nel sito del DailyMail:
"Che cosa vi aspettate quando le scuole vengono usate
come campi d'addestramento PC [NdR.
'politcamente corretto'] per droni." -Ryk,
UK
"Colpito nel segno. Viviamo in una società dove
le persone e i politici vengono assunti per coprire delle
quote. Le abilità non vengono più premiate,
a meno che tu non sia parte di una minoranza che deve riempire
una quota. Recentemente sei giovani persone che conosco hanno
fatto richiesta per diventare vigili del fuoco. Due persone
son state prese, un uomo e una donna. La
ragione fu che avevano bisogno di più donne perchè
erano sottorappresentate nei vigili del fuoco. Questa
situazione è ridicola e si riflette nella scarsa qualità
di tutti i nostri servizi pubblici e di molte compagnie private."
-Kenneth, UK
"Siamo nel mezzo di un progetto di 'ingegneria sociale',
e quando ci sveglieremo, e capiremo che non sta funzionando,
sarà troppo tardi. Questa 'ingegneria' è presente
in ogni aspetto della nostra vita, non solo nelle scuole.
I nostri 'padroni' politici sono così arroganti che
pensano di poter cambiare quel che la natura ha impiegato
migliaia di anni per creare." -Susan,
Scotland,UK
Molto duro e amaro invece il commento di 'Roy':
"Di
che cosa si sta lamentando Jill Parkin ? Sono state le donne
che negli ultimi 40 anni hanno voluto bambini maschi gentili
ed effemminati, con tutta la loro mascolinità risucchiata
fuori. Il problema è, la biologia umana non funziona
in questo modo. Il risultato è una generazione di giovani
maschi sotto-educati e inutilizzabili per il lavoro che
si stanno riempiendo di risentimento. Già nelle
nostre strade si vedono bande di ragazzini adolescenti a cui
non importa nulla di niente e di nessuno e che fanno tutto
ciò che vogliono. Credete forse
per un momento che costoro si trasformeranno magicamente in
affettuosi e amorevoli mariti e padri ? Questo è
ciò che le donne hanno voluto, e adesso ce l'avete.
E non andrà via molto facilmente." -Roy,
Southend, UK
"Il
risultato è una generazione di giovani maschi sotto-educati
e inutilizzabili per il lavoro che si stanno riempiendo di
risentimento. Già nelle nostre strade si vedono bande
di ragazzini adolescenti a cui non importa nulla di niente
e di nessuno e che fanno tutto ciò che vogliono. Credete
forse per un momento che costoro si trasformeranno magicamente
in affettuosi e amorevoli mariti e padri ?"
Note
[1]
Questo è la variante di un verso
di una filastrocca inglese
per bambini che dice più o meno:
"Di che cosa son fatti i bambini ?
Di martelli e chiodi, e code di cuccioli di cane,
Ecco di cosa sono fatti i bambini.
Di che cosa sono fatte le bambine ?"
Di zucchero e peperoncino, e di tutto ciò
che è dolce,
Ecco di cosa sono fatte le bambine."
A
proposito di questa famosa filastrocca, qualche anno fa (nel
2004) il giornale svedese The Local pubblicò un articolo
che presentava uno "studio" in cui si diceva che i
bambini maschi svedesi era già da piccoli intrisi di
razzismo e omofobia. Nel sottotitolo dell'articolo si prendeva
in giro questa filastrocca in questo modo:
"Di che cosa sono fatte le bambine?
Di zucchero e peperoncino e tutto ciò che è dolce!
Di cosa sono fatti i bambini ?
Di omofobia e razzismo, a quanto
pare."
La
questione del pestaggio anti-maschile che ormai non
risparmia più nemmeno i bambini piccoli era già
stata affrontata in questo
articolo.
[2] L'articolo in
inglese:
'Stop feminising our schools - our boys
are suffering'
by JILL PARKIN
-
31st January 2007
The swimming bag hit the car floor with a thump and my son
hit the car seat with an even bigger thump, grumbling: "What's
the point?"
His primary school had just lost a swimming competition,
largely because their head teacher had picked a team on the
basis of enthusiasm rather than ability.
To paraphrase that old cliche, it wasn't the winning that
mattered, it was the taking part.
Well, I'm sorry, but in the real world life is full of winners
and losers. And right now, the losers are a generation of
boys who have been betrayed by an education system that no
longer recognises crucial differences between the sexes.
For the story of my son's swimming competition is also the
story behind recent figures showing that boys going to university
are now outnumbered by girls in every subject, with 23,000
more places awarded to women than to men.
I'd like to say the figures came as a surprise. But both
as a parent (of a boy and two girls) and as a writer on educational
matters, I'm sorry to say the figures are only too predictable.
The simple truth is that by the time our boys have done 12
or even 14 years in the feminised environment of today's schools,
they all ask: "What's the point?"
If boys are not getting into university, or not applying
in the first place, it's because they've been turned off learning.
They've been given a message that it's not for them.
And that's a tragedy for all of us. For I don't want my daughters
growing up in a society full of alienated young men and I
don't want to live in a society which suffocates all the good
aspects of masculinity. Yet that's exactly what is happening
in our schools.
Forget all that stuff about slugs, snails and puppy dogs'
tails.
What boys are made of is this: tremendous data banks that
can recall years of FA Cup ties in minute detail; lashings
of testosterone that needs constant burning off on a sports
field; and a hideous competitive streak almost as vital to
them as lifeblood itself.
Harnessed in the right way, these raw ingredients can help
boys make the most of their education. But far too many of
today's schools try to stifle these instincts in favour of
a feminised curriculum that benefits girls in almost every
single regard.
The problems start in the classroom. Instead of the make-or-break
sprint to the exam deadline, boys have to endure stultifying
coursework.
This system of continuous assessment means that anyone who
can call up Google on a computer can cut and paste answers
from the internet at home. Girls, with their more patient
approach to learning, thrive under such a system.
But where's the excitement and challenge for boys? Exams
used to be a chance for them to show off and think on their
feet. Not any more. No wonder all too many of them fall by
the wayside, and are opting out of the chance to go to university.
To put it bluntly, boys now find education boring. It used
to be said that the majority of firsts and thirds at Oxford
and Cambridge went to boys, while the girls were more likely
to get seconds. Why? Because the boys like taking risks -
ending either in glorious triumph or disaster. The girls tend
to play it safer.
And today's curriculum is pretty risk-proof. This is at its
most obvious in science, where actual experiments with real
flames and real blood have been replaced by facts on paper
or video demonstrations.
The Royal Society of Chemistry has what it calls serious
concerns about the decline in the teaching of practical chemistry.
But, in fact, schools have become anodyne in many other ways,
too.
Essays are now so safe they can practically be marked by
computer. One of my daughters comes home with starter paragraphs
and keywords for her English essays already provided.
What if you have a brilliant idea, a passionate argument
or a ruthless analysis? Those are not encouraged because they
don't fit model essay plans.
Presentation, consistency and diligence may well be virtues,
but if we are to have physicists who will think the unthinkable,
politicians with radical ideas, inspired playwrights and musicians,
we need to have fireworks in the curriculum, too.
It's a teacher truism that little girls want to please and
little boys want to win. The trouble is that our whole system
is geared to a strange idea of egalitarianism which has somehow
been confused with fairness.
It is egalitarian to put anyone who can float in a swimming
gala, but it is not fair to those who can swim and want to
compete. And it won't get you anywhere.
The same thing goes for school certificates. I've sat through
many certificate assemblies in school and they're a farce.
Those who do best, who genuinely achieve great things, get
hardly any recognition because someone has decided that in
the interests of egalitarianism, most certificates should
go to the less able. So there are certificates for kindness
and certificates for not using bad language.
And so there should be, but it's equally important to reward
sheer excellence, too. Boys like prizes - but only real ones.
Once they are convinced the system is rigged, they don't want
to play.
Their testosterone and its companion competitive streak need
to be acknowledged. If they're ignored, boys get listless
and they start retreating into their hoodies and terrorising
the rest of us.
Eventually, they spend their time brawling, picking up ASBOs
instead of A-levels.
Education experts will point out there's a class issue here
as well. As university admission has extended to families
whose children have normally gone straight to work from school,
it has picked up far more working-class girls than working-class
boys and that accounts for some of the statistics.
These are the very boys most likely to be alienated by today's
style of curriculum, and, with their macho culture, they are
the ones most likely to slide into trouble if they leave school
with no skills and little chance of a job.
For example, a disruptive boy in my son's primary class was
impossible to deal with until the day his exasperated male
teacher challenged him to an arm-wrestling match (yes, it's
probably a sackable offence).
The boy lost, took it with good grace and became considerably
better behaved. There was a male code at work that he recognised.
The same teacher also knew when playground fights were serious
and when they should just be allowed to run their course.
The women teachers, wanting a tidy playground, always stopped
them.
Such macho attention-grabbing needs to be harnessed, not
ignored. Boys need sports, they need exams, competition and
recognition.
You only have to look at how boys spend their spare time.
They shout themselves hoarse at football matches, they knock
hell out of each other in the virtual world of the computer.
In short, they compete. Mine does, anyway, even though he
devours books, too.
It ought to go without saying that boys and girls are different.
But today's schools are denying this basic biology.
In fact, any society needs both sexes to succeed and to be
inspired by their education. Right now, though, the lads are
chucking their kit on the floor and asking: "What's the point?"
And, frankly, I don't blame them.
[
FONTE: Dailymail.co.uk
]
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