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"Donne, occhio alle trappole..."
Due settimane fa circa il Comitato della Provincia
di Bolzano per le Pari Opportunità ha dato il
via ad una nuova, singolare campagna "d'informazione
e sensibilizzazione" dal nome "Donne, occhio
alle trappole!". Chi già si occupa di questioni
come la "parità fra uomo e donna" ha già
capito da parecchio tempo che il "Ministero per le Pari
Opportunità" altro non è che un Ministero
per il Femminismo, e che in quanto tale la sua
funzione è quella di fare azione di lobby, per favorire
le donne tramite la discriminazione anti-maschile e la promozione
di leggi anti-costituzionali e anti-meritocratiche come le
"Quote Rosa" o le "Azioni Positive".
Detto ciò, non deve dunque stupire che ancora una volta
tale Ministero spenda i soldi delle nostre tasse per
promuovere iniziative impregnate di propaganda femminista
e misandrica. Tale è quest'ultima, demenziale trovata,
messa in atto dalla sezione di Bolzano del Ministero per le
Pari Opportunità.
Ecco, in breve, di cosa si tratta: saranno divulgati una serie
di opuscoli informativi, molto simili a degli annunci pubblicitari
e quindi di facile assimilazione, con su scritti una serie
di "consigli" che le donne dovrebbero seguire per
evitare di incappare nelle tante trappole che qualcuno (uomini,
o meglio, gli "sporchi
maschi")
avrebbe disseminato in lungo e in largo per il Bel Paese al
fine di "truffare" le povere e ingenue appartenenti
al Gentil Sesso.
Ma per meglio capire di cosa si tratta, ecco come questa iniziativa
viene descritta dagli stessi organi divulgativi del Min. per
le Pari Opportunità:
"Pensata ed ideata proprio
per il «sesso debole», la Campagna nasce dall'esigenza di
tutelare, informare e ricordare quali sono i pericoli più
comuni in cui le donne rischiano quotidianamente di cadere.
La vita familiare, quella lavorativa e quella sociale frequentemente
nascondono trappole e trabocchetti che possono portare a gravi
conseguenze."
Chiamandosi
"Ministero per le Pari Opportunità", fa un
pò senso vedere come ogni singola iniziativa portata
avanti da quest'ente sia sempre "pensata ed ideata"
per le donne. Delle 1.450 morti sul lavoro (il 94%
dei quali sono maschi) che ogni anno si verificano
in Italia nessuno/a sembra interessarsene. Dei circa 7
uomini che ogni giorno in Italia si suicidano nessuno/a
sembra preoccuparsene, nemmeno con degli stupidissimi volantini
informativi per dire a questi giovani uomini di farsi forza
e non "cadere in quella trappola". Degli uomini
che in seguito ad una separazione finiscono in mezzo ad una
strada senza più un quattrino e vanno ad infoltire
il crescente popolo dei senzatetto (fenomeno quasi
esclusivamente maschile) nessuno/a sembra preoccuparsene.
Del fatto che in media gli uomini vivono 6 anni meno delle
donne e vanno in pensione 5 anni più tardi nessuno/a
sembra preoccuparsene. Del fatto che gli uomini ricevano
sentenze più pesanti per lo stesso crimine rispetto
alle donne nessuno/a sembra preoccuparsene. Delle vergognose
leggi che discriminano i padri dopo la separazione, strappandogli
via i figli, la casa in cui vivono, i soldi e trasformandoli
in cittadini di serie B nessuno/a sembra occuparsene.
Del vergognoso pestaggio anti-maschile di cui tutti i mezzi
d'informazione sono impregnati neussuno/a sembra occuparsene.
E sarebbe da folli pensare che il "Ministero per le Pari
Opportunità", che è
costituito interamente da donne, si possa prender
la briga di perseguire una parità di trattamento
per le problematiche maschili e femminili che sia reale e
non di maschera come invece è adesso. E' giusto quindi,
da ora in poi, chiamare tale ministero con il proprio nome,
senza più ipocrisie: Ministero
per il Femminismo.
Ed ecco, finalmente, il punto forte di questa iniziativa,
ovvero alcuni degli "opuscoli informativi" che verranno
sparsi dalle consigliere del Ministero per il Femminismo a
Bolzano:
Il Primo opuscolo:
"La donna non sposata non
può contare su un contributo al mantenimento in caso
di separazione dal partner."
E per quale motivo, la donna non sposata,
dovrebbe contare su un contributo al mantenimento in
caso di separazione dal partner ? Ma come, queste femmine
indipendenti, emancipate, forti e moderne vogliono ancora
oggi, nel 2006, che qualche uomo le porti in braccio per tutta
la vita passandogli un assegno di mantentimento ? Dove sono
andati a finire tutti i discorsi "sull'indipendenza economica",
sulle "donne in carriera", sulle donne come "vero
sesso forte" ?
Il primo opuscolo si riferisce ai PACS, ovvero i Patti
Civili di Solidarietà, una proposta di legge che
dovrebbe dare alle "coppie di fatto" gli stessi
diritti che hanno adesso le coppie regolarmente sposate. Era
ovvio, naturale, palese che anche qui si sarebbero infiltrate
le lobbyste femministe, così desiderose di poter inserire
piccoli e grandi privilegi per le donne in ogni legge possibile
immaginabile.
Una settimana fa in Gran Bretagna è stata avanzata
una nuova proposta di legge che, se andrà in porto,
dovrà equiparare le convivenze delle "coppie di
fatto" alle coppie regolarmente sposate. Con tutto ciò
che ne consegue: convivi con la tua ragazza per 7-10 anni
nel tuo appartamento, e poi la storia finisce. La tua ragazza
avrà gli stessi diritti (privilegi) di cui godono adesso
le mogli: assegno di mantenimento, e nei casi peggiori persino
il diritto alla casa coniugale (cioè il tuo l'appartamento,
pagato con i tuoi soldi).
Nel primo opuscolo, dunque, le furbette Ministre Femministe
stanno già da adesso informando le donne che se non
si sposano, ma vanno solamente a convivere, dopo la fine della
storia "d'amore" non avranno diritto al "buonuscita",
ovvero ai soldi del perfido fidanzato contro il quale bisognerà
in qualche modo vendicarsi. Tramite i PACS (o leggi di simile
fattura, come la proposta di legge inglese), invece, ci sarebbe
l'opportunità di trasformare le convivenze tra uomo
e donna nella stessa trappola che sono adesso i matrimoni
per gli uomini, ovvero convivere con una moglie che minacciando
di porre fine al matrimonio minaccia anche implicitamente
di metterti al lastrico, in mutande, togliendoti soldi, casa,
e figli quando ci sono.
Com'è tipico nella assurda rappresentazione femminista
delle dispute economiche che inevitabilmente sorgono quando
fallisce un matrimonio (o una convivenza, se simili leggi
passeranno), nel primo opuscolo invece di esserci raffigurata
una mazzetta di banconote è
invece raffigurato un cuore...
Come se quell'opuscolo stesse parlando "d'amore",
invece che di soldi.
Il Secondo opuscolo:
"Con la separazione dei beni
tutto quello che viene acquistato durante il matrimonio appartiene
solamente a quello dei coniugi che l'ha acquistato."
Che idea medievale, quella della separazione
dei beni. E' giusto e saggio che le donne sappiano che, con
la separazione dei beni, alla fine del matrimonio non potranno
appropriarsi indebitamente
(per vendetta, magari...) degli oggetti, magari di valore
intimo, di proprietà del marito. Non potranno,
cioè, mettere in atto tutta quella serie di amabili
operazioni astiose e rancorose che ormai vengono tutelate
dalla legge quando un matrimonio finisce e, in questo caso,
suggerite dalle Consigliere del Ministero per il Femminismo.
Ragion per cui il secondo opuscolo suggerisce alle donne -quelle
che si sposano per amore, ovviamente, non pensate
male- di rifiutare la separazione dei beni perchè in
caso di separazione poi non potranno godere di tutte quelle
piccole soddisfazioni come vendicarsi dell'ex-marito sottraendogli
i suoi oggetti più o meno cari.
E' chiaro che se le femministe vogliono lanciare simili messaggi
alle donne, chi invece ha un minimo di Orgoglio e Solidarietà
di Genere Maschile suggerirà invece ai giovani uomini
due cose semplicissime:
1) Non sposatevi.
2) Se passeranno leggi che
equiparano le "convivenze delle coppie di fatto"
al matrimonio non andate a convivere con la vostra fidanzata.
Ne vale del vostro patrimonio, la vostra casa, i vostri soldi,
e cosa più importante, la vostra libertà.
E per finire:

Il Terzo opuscolo:
"Una firma davanti al notaio
può significare la rinuncia alla proprietà della
casa."
Detta in parole povere: all'acquisto di una
casa, magari pagata interamente con i soldi del marito, qui
le Ministre Femministe mettono in guardia le donne a non firmare
la "rinuncia alla proprietà della casa" perchè
in caso di separazione non darebbe loro il diritto di reclamare
la propria metà della casa (che altrimenti possono
reclamare anche nel caso in cui non hanno speso un centesimo
per l'acquisto).
Anche in questo caso, per controbilanciare i consigli delle
Ministre Femministe, ai giovani uomini si possono solamente
consigliare due cose semplicissime:
1) Non sposatevi.
2) Se proprio dovete, sposatevi una
donna più ricca di voi e andate a vivere nella casa/appartamento
di sua proprietà. [1]
Come ultima cosa c'è da notare che l'intera iniziativa,
con gli opuscoli presentati in maniera semplice, con frasi
ad effetto e con lo slogan "Donne, Occhio alle Trappole!",
ricorda tanto le campagne anti-pedofilia che mettono in guardia
i bambini piccoli a non accettare caramelle dagli estranei,
oppure le campagne -sempre dirette ai bambini- che suggeriscono
di bere tanto latte, perchè così cresceranno
"alti e forti".
L'intera modalità con cui le donne vengono rappresentate
come delle ritardate mentali, da questi enti femministi,
dovrebbe quantomeno far riflettere le donne stesse se intendono
continuare ad essere rappresentate da queste istituzioni ed
associazioni che mettono in giro un'immagine della donna non
troppo dissimile dall'immagine di una persona incapace di
intendere e di volere e con grossissimi limiti mentali. La
stessa frasetta finale al termine dell'opuscolo "Le
Donne Informate sono Donne Forti" ricorda tanto la
frasetta che spesso gli adulti dicono ai bambini piccoli per
incoraggiarli a bere il latte: "Forza, bevi tanto
latte, così crescerai alto e forte!".
Sarebbe forse il caso di iniziare a mettere in dubbio l'utilità
di un Ministero per il Femminismo come l'abbiamo qui in Italia,
che ogni anno succhia dalle casse dello Stato decine e decine
di milioni di euro per finanziare campagne demenziali (e anti-maschili)
come quella presentata in questo articolo.
E forse sarebbe anche il caso che le donne stesse iniziassero
a prendere le distanze da questa massa di burocrati femministe,
a meno che non intendano continuare ad essere rappresentate
come delle ingenue, delle creature incapaci di intendere e
di volere, o ancor peggio come delle ritardate mentali.
Note
[1]
Cosa
comunque molto difficile, dato che è già stato
confermato da diversi studi come le donne ricche tendano, in
genere, a sposare uomini ancora più ricchi di loro. Cioè
a "marry up", come dicono gli americani, sposarsi
esclusivamente con uomini più ricchi. Tutto in nome dell'amore
libero senza secondi fini, chiaramente...
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