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Preside donna afferra bambino per i
testicoli
Il 23 Settembre scorso, in Scozia, la Preside
di una scuola è stata inserita nel 'Registro dei
Molestatori Sessuali' dopo esser stata giudicata colpevole
di molestie a diversi suoi alunni di età compresa fra
i 4 e gli 11 anni.
Catherine Taylor -questo il nome della donna- è stata
giudicata colpevole di diverse molestie, anche a sfondo sessuale,
nei confronti degli alunni della scuola primaria/elementare
di Aberdeen di cui la Taylor era la Preside.
Tra le accuse mosse alla donna c'è quella di aver aggredito
fisicamente una bambina colpevole di aver mentito sul fatto
che aveva mangiato la propria merenda. A quanto si è
venuto a sapere, la vittima era una bambina "tranquilla
e timida" che aveva la tendenza a non mangiare la propria
merenda. Il giorno dell'incidente, la bambina non aveva finito
di mangiare la minestra. La Taylor allora afferrò
la bambina per un braccio, trascinandola per tutta la mensa
per poi metterla sopra un bidone della spazzatura.
"Solo adesso, dopo 18 mesi, sta iniziando a riprendersi",
ha dichiarato la madre della bambina. "Sta lentamente
tornando ad essere la piccola e felice bambina che era prima.
Ma adesso è sempre in guardia con gli insegnanti, ha
paura di farli arrabbiare, e anche se sono bravi insegnanti
che non le farebbero mai del male, lei proprio non riesce
ancora a superare le brutte esperienze che ha subito. Sono
felice che la Taylor abbia ricevuto ciò che si merita".
[ndr. la sentenza definitiva è stata rinviata
al 27 Ottobre]
Ma l'accusa più grave mossa alla Taylor è
stata un'altra, ovvero
quella di aver afferrato e violentemente stretto per i testicoli
un bambino, colpevole -a detta della Taylor- di
aver "toccato" altri alunni della scuola.
Lo Sceriffo Graham Buchanan ha dichiarato che le azioni della
Taylor sono state "innaturali, anormali e volgarmente
eccessive". Ha poi aggiunto che il gesto della Preside
è stato progettato con l'intenzione di "scioccare
e umiliare" il bambino di fronte agli altri alunni
della scuola.
Tra
le varie accuse, un altro bambino di 7 anni ha testimoniato
che la Taylor -come punizione per aver infastidito un altro
alunno- gli abbassò i pantaloni [1] e afferrandolo
per i piedi lo mise a testa in giù e lo tenne in questa
posizione per circa 10 secondi, il tutto davanti agli altri
bambini della scuola.
La Taylor è anche accusata di aver afferrato un bambino
per il mento ed avergli sbattuto due volte la testa contro
il muro, di aver scaraventato per terra un altro bambino ed
essercisi seduta sopra, e per finire di avere afferrato per
il collo -graffiandolo con le unghie e procurandogli piccole
ferite- un altro bambino ed averlo scagliato contro un muro
continuando a stringergli il collo.
Il 23 Settembre scorso la Taylor ha rischiato di venir linciata,
all'uscita del tribunale, da un gruppo di madri inferocite
che hanno urlato e inveito contro la Preside accusata di aver
molestato i loro figli. Una donna è anche stata arrestata
per aver lanciato una bottiglia contro la Taylor.
[Catherine Taylor, la Preside
accusata di molestie]
Qui sotto ecco presentati alcuni casi recenti di abusi sui
minori da parte di maestre.
Troppo preparato, cerotto su
bocca Bosnia, maestra punisce scolaro modello
Troppo preparato e saputello per i suoi gusti, al
punto da meritare una punizione esemplare, che però
le è costata una sospensione. Per questo incredibile
motivo una maestra elementare di Banja Luka, in Bosnia,
ha deciso di punire uno scolaro tappandogli la bocca
col nastro isolante. Era stufa di quel bambino che
ogni giorno arrivava in classe vantandosi di aver
fatto compiti extra di matematica. Boban Jakovljevic,
ovviamente primo della classe nella scuola elementare
della città, ha incautamente comunicato di aver risolto
a casa 52 problemi di matematica che la maestra non
aveva assegnato. Per tutta risposta l'insegnante,
con del nastro adesivo, gli ha tappato la bocca e
lo ha costretto al silenzio per oltre un'ora. "In
33 anni di esperienza non mi era mai capitata una
cosa del genere" ha commentato la preside dell'istituto
che ha sospeso l'insegnante ventiseienne. Ovviamente
infuriato per l'episodio anche il padre del bambino:
"Mio figlio è vivo per miracolo. La maestra gli ha
tappato la bocca ben sapendo che aveva difficoltà
a respirare soltanto con il naso". 30/3/2005
[FONTE: TGcom]
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Foglio in bocca scolaro, condannata
Alunno disegnava, maestra lo punì Maestra condannata
a 20 giorni di reclusione, con il beneficio della
sospensione, per abuso di mezzi di correzione. L'insegnante
aveva prima rimproverato un alunno che disegnava invece
di seguire la lezione, poi gli aveva strappato il
foglio, infilandolo in bocca al bambino. Per questo
Luisa Taddei, 56 anni, di Villa Santa Maria (Chieti),
è stata condannata dal giudice del Tribunale di Atessa,
Francesco Marino. L'introduzione forzata della carta
nella bocca del bimbo, che allora aveva dieci anni
– l’episodio avvenne nella scuola Benedetto Croce
nel novembre del 2000 - gli provocò una leggera ferita
al labbro. L'alunno, inoltre, turbato dal gesto della
maestra, non voleva più tornare a scuola. La madre,
appreso l'episodio dai compagni di classe del bimbo
e dai loro genitori, presentò denuncia alla magistratura.
La maestra si è sempre difesa sostenendo l'infondatezza
dell'accusa e dichiarando di avere strappato il foglio
per gettarlo nel cestino e permettere all'alunno di
seguire regolarmente la lezione. 8/3/2003
[FONTE: TGcom]
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Salemi: maestra lega e imbavaglia bimbo di 7 anni,denunciata
Alunno era 'troppo vivace'. Coinvolto anche dirigente
scuola (ANSAweb)
- TRAPANI, 11 NOV - Un bambino di 7 anni sarebbe stato
legato e imbavagliato dall'insegnante di una scuola
elementare di Salemi, nel trapanese, perche' troppo
vivace. La maestra e' stata denunciata, insieme al
direttore didattico. I carabinieri hanno compiuto
indagini dopo che in paese si era sparsa la voce che
l'insegnante usasse metodi duri nei confronti dei
bambini. In assenza di denunce i militari hanno raccolto
le testimonianze di genitori e insegnanti e sono venuti
a conoscenza del fatto, avvenuto il 7 ottobre: la
maestra aveva legato alla sedia con una corda il bambino
della terza elementare, imbavagliandolo con del nastro
adesivo. Il dirigente scolastico, al corrente dell'accaduto,
aveva taciuto. Mentre il bimbo era legato, la maestra,
secondo quanto appreso dai Carabinieri, aveva scritto
alla lavagna la frase 'A mali estremi, estremi rimedi',
facendola copiare agli altri 12 bambini della classe
e dicendo loro di impararla a memoria. S.A., queste
le iniziali della maestra, 31 anni, deve rispondere
di sequestro di persona e e abuso dei mezzi di disciplina.
Il dirigente scolastico e' accusato di omessa denuncia.
11/11/2004
[FONTE: ANSAweb]
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Maestra picchia i bambini, aperte due inchieste.
L'insegnante di una scuola materna picchiava, minacciava
e ricattava gli alunni: una madre ha deciso di denunciarla
LECCO, 27 marzo 2006 - 'Non solo aveva l'abitudine
di dare botte sulla testa ai bambini, ma li minacciava
e li terrorizzava': questa la testimonianza della
mamma di un bambino della scuola materna di Annone
Brianza che ha deciso di denunciare la maestra di
suo figlio. 'Li costringeva al silenzio - continua
la donna - dicendo loro che, se avessero raccontato
a casa quello che succedeva in classe, non sarebbero
stati creduti. Non permetteva nemmeno che piangessero
altrimenti, 'la mamma oggi pomeriggio non vi verrà
a prendere'. La signora, D. M., venuta a conoscenza
di quanto avveniva in classe, è andata dalla polizia.
Sul caso sono state aperte due inchieste: una dalla
Questura, una dai dirigenti scolastici. Il sindaco
di Annone Brianza, Carlo Colombo, pur ammettendo che
alcune famiglie in passato hanno trasferito i figli
in altri istituti, è comunque prudente. 'Aspettiamo
il risultato delle indagini. - dice - Una volta qualche
sgridata, e magari qualche scappellotto era considerata
una cosa normale, ora invece, certi metodi educativi
non vengono più tollerati'. La bambina è stata intanto
trasferita in una scuola materna di un Comune vicino
e ora dice di trovarsi bene.
[FONTE: Il Giorno]
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Picchia alunni: maestra arrestata Pescara,sotto
inchiesta già 5 anni fa
Schiaffi, pugni, calci, e una costante atmosfera di
tensione in classe: questi i metodi utilizzati da
Ida Di Francescantonio, maestra elementare della provincia
di Perugia, per "educare" alunni di appena 7 anni.
L'insegnante, che era già stata accusata di maltrattamenti
nel 2000 e aveva patteggiato sei mesi di detenzione,
è ora agli arresti domiciliari. La notizia è stata
riportata dalle pagine del Messaggero. Secondo quanto
riportato dall'accusa, l'insegnante elementare avrebbe
fatto subire ai bimbi soprusi e maltrattamenti di
ogni genere tra i quali pugni, schiaffi e calci con
le scarpe a punta, che i piccoli allievi definivano
"scarpe a spada". Ecco alcuni degli episodi avvenuti
in classe, raccontati da genitori e alunni, e riportati
nel capo d'imputazione: ad un bambino alzatosi per
andare in bagno la maestra avrebbe dato uno schiaffo
talmente violento da fargli uscire sangue dal naso;
una bambina chinatasi per raccogliere una biro avrebbe
ricevuto un calcio sulla caviglia, la cui prognosi
sarebbe poi risultata di tre giorni; un altro bimbo
sarebbe stato colpito e fatto cadere dalla sedia.
Ma l'episodio più grave è avvenuto lo scorso 25 maggio,
quando la maestra ha impedito ad un alunno che si
sentiva male di telefonare ai genitori. Il piccolo,
recatosi in ospedale nel pomeriggio, è stato ricoverato
per cinque giorni. L'ospedale del paese ha spesso
dovuto prestare i primi soccorsi ai bimbi giunti con
ecchimosi evidenti sul corpo, inferte loro dalla maestra
nella classe che ormai era diventata per loro "un
piccolo lager". La procura ha dichiarato che "l'insegnante
creava nei giovani alunni uno stato di prostrazione
e di turbamento psico-fisico" costante. La donna,
arrestata con l'accusa di maltrattamenti nei confronti
di minori, sta ora scontando gli arresti domiciliari
su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice
Campli; ma il pm Giampiero Di Florio aveva addirittura
domandato nei confronti della maestra la detenzione
in carcere. Sconcertante in questa vicenda è anche
il fatto che la donna fosse già stata sottoposta a
un'inchiesta cinque anni fa per le stesse ragioni.
Al termine del procedimento nei suoi confronti l'insegnante
aveva patteggiato i sei mesi di reclusione che le
erano stati imposti. In quell'occasione, però, l'unica
decisione presa nei suoi riguardi fu il solo trasferimento
dalla scuola elementare di Bussi a quella della vicina
Popoli.
[FONTE: Nonsolosalento.it]
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Molestava i suoi alunni. Arrestata maestra in Puglia
BARI, 12 NOVEMBRE 2004 - Un'insegnante di scuola materna
di Gravina di Puglia (Bari) è stata arrestata dai
carabinieri perchè ritenuta responsabile di aver indotto
ad atti sessuali alcuni alunni di quattro anni. Alla
donna, 41enne nubile, sono stati concessi gli arresti
domiciliari. Altre due le persone implicate nella
vicenda: un bidello, di 61 anni, ed un'altra maestra,
di 53 anni, entrambi coniugati, che sono stati denunciati
a piede libero per concorso nello stesso reato. Secondo
l'accusa, gli atti sessuali sarebbero avvenuti in
classe, durante le proiezioni di filmati didattici
sulla nascita dell'uomo, quando la maestra avrebbe
fatto spogliare e toccare fra loro i bambini. Il bidello
avrebbe anche fotografato i piccoli e nel corso delle
perquisizioni eseguite dai carabinieri è stata sequestrata
l'attrezzatura per le riprese e materiale ora al vaglio
degli investigatori. Chi si sottraeva alla lezione
«particolare» veniva punito o minacciato di «tottò»,
botte che almeno un bambino ha ammesso di aver subito,
mentre un altro, che non si era voluto spogliare,
sarebbe stato cacciato dall'aula e lasciato nel corridoio
vicino al bagno. Le indagini, avviate dopo i sospetti
di alcuni genitori che avevano notato strani comportamenti
dei figli, si sono concretizzate quando il bidello
della scuola materna ha trovato in modo casuale la
telecamera nascosta dai carabinieri, e l'ha fatta
sparire, ma ormai la polizia giudiziaria aveva già
raccolto le dichiarazioni dei bambini in presenza
dei loro genitori. L'inchiesta è stata coordinata
dal sostituto procuratore della Repubblica, Lidia
Deiure, che ha fatto ascoltare a una psicologa il
racconto di quattro dei 19 bambini costretti - secondo
l'accusa - a compiere gli atti sessuali. Il provvedimento
restrittivo è stato disposto dal gip presso il Tribunale
di Bari, Michele Parisi. Resta ora da chiarire se
gli altri insegnanti e il dirigente scolastico sapessero
o meno delle inquietanti lezioni delle loro colleghe.
[FONTE: LaNazione]
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Arrestata maestra d'asilo, "atti sessuali" con
i bimbi.
In casa sequestrato 'materiale probatorio'. Acquisite
le testimonianze degli alunni
GRAVINA (BARI) - Arrestata una maestra di scuola dell'infanzia
di Gravina in Puglia: è accusata di "atti sessuali"
nei confronti di alunni di 4 anni. La donna, di 44
anni, nubile, è agli arresti domiciliari. Un'altra
insegnante, di 53 anni, ed un bidello, di 61 anni,
sono stati denunciati a piede libero. Secondo l'accusa,
la maestra, che insegna in una scuola materna di Gravina,
faceva spogliare gli alunni nel corso della proiezione
di un filmato su Adamo ed Eva, aiutata dalla collega
e dal bidello. I bambini, invitati a simulare pratiche
sessuali, venivano fotografati e sottoposti a molestie
dalla maestra d'asilo con il pretesto di insegnargli
la creazione dell'uomo. L'indagine è partita dalla
denuncia dei genitori ai quali i bambini avevano raccontato
gli strani metodi 'educativi'. Chi si sottraeva alla
lezioni "particolari" veniva punito o minacciato di
"tottò", botte, che almeno un bambino ha ammesso di
aver subito mentre un altro, che non si era voluto
spogliare, sarebbe stato cacciato dall'aula e lasciato
nel corridoio vicino al bagno. La proiezione del film
'La creazione dell' uomo, Adamo ed Eva', avveniva
in un'aula appartata davanti a 19 bambini di quattro
anni. Le due maestre chiedevano ai bambini di spogliarsi
completamente e di mettere davanti ai genitali foglie
di fico tenute insieme con spilli. Gli alunni venivano
quindi invitati a palparsi a vicenda e ad assumere
posizioni tipiche dell'atto sessuale, pose che venivano
filmate e fotografate dal bidello. Maestre e bidello
oscuravano le finestre con attaccapanni e armadi.
I bambini - sempre secondo gli investigatori - erano
totalmente assoggettati alle minacce e alle raccomandazioni
degli insegnanti che costringevano i piccoli a mantenere
una certa riservatezza sull'argomento facendo con
loro una sorta di 'gioco del silenzio'. In una circostanza
un bambino si punse i genitali con uno spillo mentre
si attaccava la foglia di fico e perse del sangue.
Durante un'intercettazione ambientale nella scuola,
una collega della maestra arrestata disse: "Temo di
aver coperto qualcosa che avevo scoperto". Gli altri
insegnanti, quindi, sapevano delle inquietanti lezioni
delle loro colleghe? "Non è chiaro - spiegano i carabinieri
- quale fosse il ruolo degli altri insegnanti e dello
stesso dirigente scolastico, del grado di conoscenza
del grave fenomeno che con difficoltà si poteva ritenere
strettamente riservato all'aula". Riprese video di
quanto accadeva nell'aula non ce ne sono perchè la
microcamera che i carabinieri installarono fu subito
scoperta dal bidello indagato ed oscurata. Inoltre,
almeno al momento, non è stata trovata traccia di
fotografie e filmati che ritraggono i bambini nudi
e in pose di atti sessuali. Durante le perquisizioni
compiute all'alba di oggi a casa degli indagati sono
state sequestrate numerose videocassette, dvd e cd
rom. Agli atti dell' inchiesta ci sono i racconti
di quattro bambini che avrebbero confermato quanto
accadeva nella loro classe. Scrive il giudice per
le indagini preliminari nel provvedimento cautelare:
"I loro racconti non possono essere stati ingenerati
da negative , pregresse esperienze, anche a sfondo
sessuale, che possano averli turbati e segnati al
punto tale da riviverle nel proprio ricordo attribuendole
alla propria maestra; appare inoltre difficilmente
ipotizzabile un concerto calunniatorio da parte di
soggetti così piccoli da rendere meramente ipotetica
la possibilità che costoro possano essersi accordati
al fine di architettare un racconto falso". La maestra,
arrestata oggi all'alba, sarà interrogata dal giudice
prima di domenica. (12 novembre 2004)
[FONTE: Repubblica.it]
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Note
[1]
Sia nel
caso del bambino afferrato per i testicoli, che in quello del
bambino messo a testa in giù con i pantaloni calati,
c'è da sottolineare il carattere di umiliazione a sfondo
sessuale ed anti-maschile che quasi sempre ricorre in questi
casi. Infatti nel caso della Preside scozzese Catherine Taylor,
la punizione della bambina non era a sfondo sessuale, mentre
quella dei due bambini maschi lo era. Entrambi costretti a rendersi
'vulnerabili' all'umiliazione sessuale anti-maschile tramite
l'abuso (fisico o solo visivo) delle loro parti intime. Cioè
la stessa cosa che succede -in scala maggiore- nelle carceri
americane in Afghanistan, in Iraq ed a Guantanamo, dove i prigionieri
maschi vengono fatti spogliare davanti alle soldatine americane
e poi umiliati, derisi e torturati dalle stesse.
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