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Femministe Indiane alle prese con la
"violenza domestica"
E' di pochi giorni fa la notizia che il Governo
Indiano ha passato delle nuove leggi (sotto forti pressioni
delle lobby femministe, come precedentemente anticipato in
questo articolo) per combattere
il fenomeno della violenza domestica. Tutto ciò sarebbe
molto onorevole e degno di rispetto, se solo le leggi in
questione valessero sia per gli esseri umani dotati del pene
che per quelli dotati di vagina.
Infatti
come spesso accade in Occidente, e adesso anche nel resto
del mondo, le leggi sulla "violenza domestica" assumono
i toni di un atto d'accusa contro l'intero Genere Maschile,
tralasciando il fatto che la violenza domestica femminile
esiste, è in crescita, e in taluni casi supera perfino
quella maschile. Per maggiori informazioni leggere queste
statistiche.
Ma andiamo a vedere cosa i politicanti Indiani hanno incluso
nelle nuove leggi per combattere la violenza domestica. Questi
sono alcuni passaggi:
"La
legge fornisce protezione alla moglie o alla partner dalla
violenza commessa dal marito o dal partner o dai suoi parenti."
Quindi
già nel testo della legge si sancisce uno dei pilastri
fondamentali dell'ideologia femminista: le vittime della
violenza domestica possono essere solo donne. Non importa
che tutti gli studi seri in campo internazionale smentiscano
categoricamente questa bugia.
Se "la legge è uguale per tutti",
per quale motivo una legge sulla violenza domestica viene
scritta esplicitamente con l'equazione donna=vittima
e uomo=carnefice ? Non dovrebbe essere il Giudice,
caso per caso, a stabilire chi sia la vittima e chi il carnefice,
indipendentemente dal sesso di appartenenza dell'imputato
?
Ma andiamo avanti, ecco un altro importante passo della legge
in questione:
"Il 'Domestic Violence Act'
definisce il termine 'abuso' in senso largo, includendo l'abuso
verbale, fisico, sessuale, emotivo e il maltrattamento economico.
I trasgressori rischiano una pena di 12 mesi in carcere, una
multa di 435 dollari, o entrambi."
No, non è uno scherzo.
Non è il passaggio di un libro di fantascienza, questa
legge è da pochi giorni realtà in India.
Il termine "abuso" viene definito in "senso
largo", recita la legge. Ciò include anche l'abuso
"verbale", "emotivo" ed
"economico". Stupisce il fatto che non si
sia preso in considerazione l'abuso "visivo", dato
che le ultime che provengono dagli Stati Uniti ci dicono che
le femministe americane stanno teorizzando l'esistenza di
nuovi abusi contro il Genere Femminile, tra i quali lo "stupro
emotivo" e lo "stupro visivo". Ma
su queste due ultime chicche di demenza pura femminista che
provengono dagli USA verrà scritto un apposito articolo
in futuro.
Dunque, ecco in pratica come cambierà la vita degli
uomini Indiani appena le donne Indiane prenderanno coscienza
dell'esistenza di queste nuove leggi:
ogni
"Abuso Verbale" contro una donna da parte di
un uomo potrà essere punito fino a 12 mesi di reclusione
e una multa di 435 dollari, o entrambi. Quindi anche il solo
alzare il tono della voce durante una discussione può
venir definito come "abuso", tutto sta al "sentire"
della donna in questione. Una potrebbe prendersela per una
frase scortese, un'altra per molto meno. Un'altra ancora potrebbe
inventarsi tale "abuso" ed accusare ugualmente il
compagno. Le possibilità sono infinite, e data la natura
della legge in questione, tutte portatrici di guai seri per
gli uomini Indiani.[1]
ogni
"Abuso Emotivo" contro una donna da parte di
un uomo potrà essere punito fino a 12 mesi di reclusione
e una multa di 435 dollari, o entrambi. La domanda sorge spontanea:
come fa un uomo a difendersi da un'accusa simile ? Come fa
un uomo a dimostrare di non aver "abusato emotivamente"
una donna, se già l'accusa di Lei lascia poco spazio
ad ogni interpretazione esterna (trattandosi della sua intima
sfera emotiva) ? La risposta è semplicissima: non ci
si può difendere da una simile accusa.
ogni "Abuso Economico" contro una donna da
parte di un uomo potrà essere punito fino a 12 mesi
di reclusione e una multa di 435 dollari, o entrambi. E' difficile
prevedere cosa le donne Indiane riterranno essere un "abuso
economico", ma una cosa è certa, sia questo che
gli altri tipi di "abusi" sopra elencati verranno
usati come arma di ricatto
contro i conviventi maschi (mariti, fidanziati etc.) per instaurare
un vero e proprio clima di terrorismo psicologico,
una situazione da film di fantascienza in cui una moglie,
o una fidanzata, potrà ricattare, minacciare o più
semplicemente punire il proprio compagno come meglio crede.
E come se tutto ciò non bastasse, ecco il colpo finale
per rendere praticamente vano ogni tentativo di difesa da
parte degli uomini accusati di "abuso" da parte
della moglie-fidanzata-sorella-amica-zia etc.etc. :
"Quando una donna presenta
una denuncia, adesso l'onere della prova è sull'uomo
per provare di non aver abusato la moglie."
Quindi
un uomo accusato dalla moglie di averla "abusata emotivamente",
o "abusata verbalmente", sarà considerato
colpevole finchè non riuscirà a dimostrare di
essere innocente. Viene buttata nella spazzatura dunque la
presunzione d'innocenza, uno dei cardini della società
civile e democratica nella quale ad ogni cittadino viene data
la garanzia dell'innocenza finò alla presentazione
delle prove che dimostrino il contrario.
L'Imperatore
romano Flavio Claudio Giuliano, rispondendo ad una provocazione
fattagli ad un processo, disse: Se
่ sufficiente accusare, cosa ne sarเ dell'innocente ?
E soprattutto, se già l'imputato viene definito
"colpevole" in partenza, come potrà mai presentare
le prove di non aver "abusato emotivamente"
una donna, quando proprio entrando nella sfera emozionale
di una persona non si può giudicare dall'esterno il
"sentire intimo" di detta persona ? Se una donna
afferma di essersi sentita
abusata emotivamente, quali prove un uomo -già indicato
come colpevole- potrà mai portare per provare che ella
non si è sentita
abusata emotivamente ?
La domanda
è retorica, ovviamente.
Ma
senza alcun dubbio la cosa più incredibile di tutta
questa storia, e che ne sottolinea il carattere esplicitamente
anti-maschile, è il fatto che una parte della nuova
legge da pochi giorni in vigore in India recita:
"Il Querelante può
essere solo una donna, e l'Accusato può essere solo
un uomo."
Follia allo stato puro.
Quindi la legge potrà funzionare solo se una donna
che si è sentita "abusata" è
stata abusata da un uomo. Una donna che viene picchiata, vessata,
o anche torturata da un'altra donna non può sporgere
denuncia -e perciò ottenere i privilegi speciali derivanti
da questa nuova legge- perchè la sua carnefice è
di sesso femminile.
E' anche importante sottolineare che la nuova legge indiana
sulle "violenze domestiche" si rifà molto
alle leggi in vigore negli USA, patria mondiale del femminismo,
dove alle donne basta un semplice colpo di telefono alla stazione
di Polizia per ottenere un ordine di custodia cautelare
immediato per i mariti-fidanzati accusati di "abusi".
Uomini che vengono spediti in carcere in base alla sola parola
di una donna, e che spesso passano giorni -quando non settimane
e mesi- prima di potersi difendersi in un "giusto"
processo.
Era ormai da anni che in India avevano messo le radici, come
un tumore, varie organizzazioni femministe occidentali. Tra
le varie richieste deliranti anche quella di far si che ogni
caso di "violenza nei confronti delle donne" venga
affidato nelle mani di un Giudice di sesso femminile. Il tutto
per velocizzare i processi e spedire in galera senza intoppi
il maggior numero di uomini possibili, condannando cioè
l'imputato solo in base al sesso di appartenenza, in una sorta
di spirale isterica, vendicativa e irrazionale che fa dell'odio
anti-maschile il proprio cardine.
Renuka Chowdhary, la ministressa indiana del Ministero
per le Donne e i Bambini (si, anche in India hanno l'equivalente
del nostro "Ministero per le Pari Opportunità"),
riferendosi alla nuova legge ha dichiarato: "Questo
è il mio dono di Diwali per tutte voi donne la fuori".[2]
Chissà se la ministressa in questione sa che nel 63%
dei casi di infanticidio l'assassina è una donna.
Non uno "sporco maschio".
Un dono anche per i bambini trucidati dalle amorevoli madri
non ci sarebbe stato poi male.
Note
[1]
Questi sono
alcuni tra gli esempi di "abuso verbale" che sono
diventati reato in India (se diretti contro una donna, gli uomini
si possono ancora insultare tranquillamente):
Insulti (NdR.
così, generico, giusto per includere qualsiasi cosa...)
Parolacce
Accuse sulla persona e sul modo di comportarsi etc.etc.
Ogni altro abuso verbale o emotivo (NdR. detta in parole povere,
la legge è dinamica, si modifica in tempo reale col "sentire"
della donna).
[2]
"Diwali"
è una festività Hindu che si svolge usualmente
nel mese di Ottobre oppure di Novembre.
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