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Accusatrice seriale di stupri rimane
anonima
Questa è la traduzione di un articolo
apparso il 12 Settembre 2006
sul DailyMail.
E' il caso di un uomo che ha speso 3 anni e quattro mesi della
sua vita in carcere in seguito ad una falsa accusa di stupro.
Un uomo è stato liberato, ma l'accusatrice
seriale di stupri rimane anonima
di SAM GREENHILL - 12 Settembre 2006
Un uomo innocente incarcerato per stupro
è stato liberato dopo che è emerso che
la sua "vittima" era una bugiarda patologica
con una lunga storia di false accuse di stupro.
Ma per via della leggi che proteggono il suo anonimato
[ndr. e quello delle donne che
fanno accuse di stupro], i giudici sono impossibilitati
a nominare il suo nome e metterla alla pubblica gogna,
lasciandola libera di continuare a lanciare altre
false accuse di stupro contro uomini innocenti.
Il signor Blackwell, 36 anni, abbracciava sua moglie
Tanya e piangeva nel mentre che la Corte d'Appello
annullava la sua condanna.
Blackwell ha descritto la sua accusatrice come "il
peggior incubo di qualsiasi uomo".
Il
signor Justice Tugendhat ha però ammesso che
simili casi potrebbero ripetersi in futuro per via
delle bugie della donna, Miss A.
"Sembra
che il Parlamento non abbia ancora contemplato questa
situazione. A quanto pare non c'è modo per
rimuovere il suo diritto all'anonimato."
Negli
anni '70 il Daily Mail condusse una campagna affinchè
le donne coinvolte in casi di molestie sessuali avessero
automaticamente garantito l'anonimato, ma
adesso iniziano ad esserci dei dubbi se questa legge
abbia superato i limiti.
L'incubo
di Warren Blackwell iniziò quando Miss A, che
adesso ha 38 anni, affermò di essere stata
sequestrata con un coltello fuori da un club, il primo
Gennaio 1999, e poi portata in un vicolo e brutalmente
violentata.
Più tardi individuò il signor Blackwell
come colpevole dell'aggressione. Non c'era però
nessuna prova contro Blackwell, il quale aveva anche
una fedina penale pulita.
'Qualcuno
deve fermarla'
Nonostante
ciò il signor Blackwell, originario di Woodford
Halse (Northamptonshire), fu
giudicato colpevole e spese 3 anni e quattro mesi
dietro le sbarre.
Più
tardi il caso di Blackwell venne affidato alla Criminal
Cases Review Commission (CCRC) che assegnò
le indagini all'ispettore capo investigativo Steve
Glover. Egli scoprì che la donna:
•
Fece almeno altre 5 false accuse di stupro e aggressione
sessuale.
• Fu sposata per due volte e lanciò false accuse
di stupro contro entrambi i mariti, uno dei quali
era un poliziotto.
• Una volta accusò suo padre di stupro, ma
la polizia arrivò alla conclusione che l'accusa
era falsa.
• Quando era ancora un'adolescente accusò un
bambino di stupro, finchè un dottore che la
esaminò scopri che era ancora vergine.
• La CCRC concluse che, per quanto riguarda il caso
del signor Blackwell, la donna ha "mentito
sull'aggressione, e che non fu proprio aggredita,
le ferite che aveva se l'era procurate da sola".
[ndr. vedi anche questo
articolo]
La Crown Prosecution Service non si oppose all'appello
presentato dalla CCRC.
David Farrel, della Crown Pr. Service disse: "Questa
condanna non è sicura. Ciò che è
emerso dai lavori d'indagine descrive l'immagine di
una donna con enormi problemi personali e con serie
difficoltà nel distinguere fra la verità
e le bugie."
Farrel disse anche che se queste informazioni fossero
state note ai tempi del processo "questo caso
non sarebbe nemmeno iniziato".
Il signor Blackwell disse: "Chiaramente qualcosa
va fatto contro questa donna. Qualcuno deve fermarla.
L'accusa dice che è psichiatricamente disturbata,
ma le persone malate di mente che commettono un omicidio,
e vengono processate, se trovate colpevoli poi vengono
incarcerate."
Il signor Blackwell, che intende querelare la polizia
per il tormento che ha dovuto subire, avrà
il suo nome rimosso dal Sex Offender Register [ndr.
il registro dove vengono schedate tutte le persone
accusate di violenza sessuale].
La
sua accusatrice ha una storia di infermità
mentale e auto-lesionismo - una volta incise la parola
'ODIO' nel suo corpo con delle forbici. Tuttavia,
per via del fatto che ha cambiato nome almeno otto
volte, e cambiato indirizzo in almeno tre nazioni,
la polizia non sembra essersi resa conto che avevano
a che fare con la stessa donna.
Per il signor Blackwell le false accuse di stupro
che ha dovuto subire hanno significato la perdita
di tre anni di vita con la sua famiglia. Suo figlio
Liam, 10 anni, e sua figlia Holly, 16 anni, avevano
rispettivamente 3 e 9 anni quando questa travagliata
vicenda ebbe inizio.
Sua moglie Tanya, 36 anni, ha dichiarato: "Non
ho mai dubitato di lui nemmeno per un secondo. Siamo
stati insieme per 6 anni prima di questa vicenda,
e continuiamo ancora oggi a stare insieme."
FONTE
[
TRADUZIONE: Antifeminist.altervista.org ]
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Quest'uomo
ha perso tre anni della sua vita per una falsa accusa di stupro.
Ma ci sono uomini che hanno passato 20 anni in galera per
false accuse di stupro.
Nel 1991, in un articolo del Time Magazine, la femminista
Catherine
Comins
affermò:
"Gli uomini ingiustamente accusati
di stupro possono comunque imparare da tale esperienza"
Un
tipico atteggiamento di "severità materna",
anche se il bambino monello non è colpevole di un pasticcio,
comunque gli si ricorda che essendo "monello per sua
natura" potrà comunque imparare da "tale
esperienza". Le femministe ritengono gli uomini "stupratori
per loro natura", quindi se un uomo innocente viene punito
per qualcosa che non ha commesso, egli potrà comunque
imparare da "tale esperienza". Quello che sta accadendo
in Occidente è l'infantilizzazione forzata della società,
in particolar modo dei maschi, per riprodurre in grande scala
quello stesso ambiente familiare in cui la Grande Mamma giudica,
sgrida, rimprovera e punisce tutti i suoi figli. Tenendo in
uno stato di soggezione e sottomissione psicologica l'intera
prole. Non per caso oggigiorno le donne si riferiscono
agli uomini chiamandoli maschietti.
I maschietti sono bambini, e i tanti surrogati di donne che
si aggirano per l'Occidente hanno già assunto in pieno
il ruolo di "Grande Mamma".
La stragrande maggioranza delle femministe sostengono che
"non esistono false accuse di stupro", e quindi
se una donna sostiene di esser stata stuprata, ciò
è vero e non può esser messo in discussione.
E' per questo motivo che una Direttiva Europea adesso vorrebbe
invertire l'onere della prova per quanto riguarda i reati
a sfondo sessuale. Non più innocenti finchè
provati colpevoli, ma colpevoli finchè provati innocenti.
Nel Medioevo l'inversione dell'onere della prova venne attuata
per colpire gli eretici, i quali si dovevano discolpare da
accuse fumose che molto spesso provenivano da accusatori anonimi
(proprio come nelle attuali false accuse di stupro). E' il
Medioevo Femminista che si sta spargendo a macchia d'olio.
Recentemente in India le associazioni femministe hanno
chiesto che venga varata una legge per far si che in tutti
i processi per molestie sessuali il giudice sia una donna,
il tutto per facilitare e velocizzare la condanna dell'imputato
di turno.
La questione delle false accuse di stupro è lunga e
complessa, e certamente non si può sviscerare in un
unico articolo. Ci sono diversi studi sull'argomento che suggeriscono
che tra il 40% e il 70% delle accuse di stupro sono in realtà
false accuse di stupro. Ad esempio uno studio del 1988, condotto
in un arco di tempo di tre anni dal ricercatore Eugene J.
Kanin in due università del Midwestern, scoprì
che dei 64 casi di stupro presi in esame, almeno il 50% erano
falsi.
Eugene J. Kanin scoprì poi anche qualcosa di davvero
preoccupante, ovvero che le donne
dei dipartimenti di polizia delle università avevano
il "vizietto" di archiviare i casi di false accuse
di stupro come "validi", anzichè
come "falsi".
Nel 1991 venne fatto un altro studio, condotto dalla EEOC
[ndr. la "Equal Employment Opportunity Commission",
un'agenzia federale degli Stati Uniti], che prese in esame
2.119 casi di molestie sessuali, e scoprì che almeno
il 59% dei casi si basavano su delle false accuse. Nel giro
di un anno la percentuale delle false accuse salì al
64%, e continuò quindi a rimanere stabilmente oltre
il 50%.
Sulla questione delle false accuse di stupro verrà
aggiunto un esaustivo articolo in futuro, nella sezione "Documenti
e Risorse".
In una società dove le donne si vantano di essere delle
maestre addirittura nel simulare l'orgasmo (cioè mentire
su quello che è il momento più intimo dell'unione
fra uomo e donna), molte anime ingenue non riescono ancora
ad accettare il fatto che le bugie non si esauriscono sotto
le lenzuola. Ma possono benissimo arrivare in tribunale, specie
quando gridare "stupro" può servire ad uscirne
indenni da situazioni spiacevoli, come ad esempio una perdita
al gioco:
Una
donna di 47 anni a Cinisello Balsamo, alle porte di
Milano
Inventa stupro per coprire perdita
al gioco
Aveva paura di dire al marito di aver perso 100 euro
alle slot machine. Ha incolpato due extracomunitari
MILANO - Una
donna italiana di 47 anni ha perso cento euro alle
slot-machines, e per la paura che il marito si arrabbiasse
si è inventata giovedì una rapina con violenza carnale
da parte due extracomunitari in un parcheggio di un
supermercato a Cinisello Balsamo (Milano).
È stato uno dei suoi due figli maggiorenni a imporle
di denunciare l'aggressione, ma già gli inquirenti
avevano avuto alcuni dubbi a causa delle contraddizioni
manifestate nel racconto. E infatti le cose stavano
in modo molto diverso: non era una delle cinque donne
che giovedì in Lombardia avevano subito violenze carnali,
ma una mitomane che ora dovrà rispondere di simulazione
di reato. Diversi particolari e contraddizioni, però,
hanno insospettito gli investigatori, ha spiegato
il dirigente del commissariato di Cinisello Balsamo,
Stefano Silvestris, sebbene talvolta anche i racconti
più inverosimili si sono dimostrati veri. La violenza
sarebbe avvenuta alle 9 di mattina in una zona all'aperto
con molti palazzi abitati vicini all'area; la donna
ha rifiutato una visita ginecologica per accertare
la violenza (anche se molte vittime scosse per la
violenza subita si rifiutano); la versione resa ai
poliziotti e ai sanitari sulle modalità dell'aggressione
fisica è stata confusa e poi in parte smentita. Di
fronte a una serie di contestazioni la donna ha ammesso
di avere mentito e di essere spaventata per il clamore
che aveva creato.
[Corriere della Sera, 2 Dicembre 2005]
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Gli
accusati in questo caso furono degli "extracomunitari",
così come Erika De Nardi dopo che uccise la madre e
il fratellino, il 21 Febbraio 2001 a Novi Ligure, incolpò
del fatto un gruppetto di extracomunitari. Alcuni anni fa
i quotidiani riportarono anche un'altra notizia di un gruppo
di ragazzine adolescenti che accusarono di essere state stuprate
da un "branco di extracomunitari", salvo poi ammettere
pochi giorni dopo, durante gli interrogatori, di aver inventato
tutta la storia per far ingelosire i loro ex-fidanzatini che
le avevano lasciate pochi giorni prima.
Finchè non ci saranno leggi che puniscono le donne
che lanciano false accuse di stupro, rovinando letteralmente
la vita e la reputazione di innocenti cittadini, questo triste
fenomeno continuerà ad esistere e ad ingigantirsi,
raggiungendo le proporzioni preoccupanti che ha assunto negli
Stati Uniti d'America.
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