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Discriminazione anti-maschile nella
Finanziaria 2007
Zitte zitte -nella bufera mediatica in cui
è immerso da anni l'Occidente, fra notizie di guerre,
omicidi, rapine e presunti stupri- le care Ministre
per le (im)Pari Opportunità del Governo
Prodi hanno inserito nella nuova Finanziaria alcuni articoli
che dovrebbero "favorire" le donne attraverso una
vera e propria discriminazione sessuale anti-maschile.
Ma andiamo con ordine e vediamo cosa le furbette Ministre
hanno inserito nel testo della Finanziaria 2007. Il primo
articolo che salta agli occhi è il seguente:
CONTRASTO
ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E A CAUSA DELL’ORIENTAMENTO
SESSUALE
• Nasce un organismo specifico contro la violenza
di genere, del tutto nuovo: l’Osservatorio
per il contrasto alla violenza nei confronti delle
donne e per ragioni di orientamento sessuale.
L’attività dell’Osservatorio si svolgerà in raccordo
con gli Enti locali, dei centri antiviolenza e degli
operatori.
• Per la nascita dell’Osservatorio
è previsto un impegno di spesa pari a 3 milioni di
euro annui per il triennio.
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Un
"Osservatorio per il contrasto alla violenza nei
confronti delle donne" ? Per quale motivo un
Paese civile avrebbe interesse ad instaurare un organismo
che si preoccupa esclusivamente della "violenza sulle
donne", quando la stragrande maggioranza delle persone
che subiscono violenza nel nostro paese sono di sesso maschile
?
Secondo un rapporto EURES del 2002 in Italia le vittime degli
omicidi sono stati per il 70% uomini (circa 444 vittime) e
solamente il 30% donne (circa 190 donne), quindi già
da questo dato si può capire facilmente che se esiste
un problema di "violenza", a subirne i danni maggiori
sono senza alcun dubbio gli uomini.
Per cui, tranne nel caso ci sia una percezione che la violenza
sulle donne sia più grave della violenza sugli uomini,
aprire un "Osservatorio per il Contrasto alla Violenza
sulle Donne" non ha alcun senso, a meno che il "senso"
venga qui dato da un'ideologia sessista e discriminatoria
(il femminismo) che pone, in un'ipotetica Scala di Valore,
il Genere Femminile in una posizione più alta rispetto
al Genere Maschile.
La morte di una donna, o la violenza commessa su una donna,
sarebbe cioè più grave della morte o della violenza
commessa su un uomo. Dunque non stupisce quando, ad esempio,
si leggono articoli di giornale che -descrivendo stragi o
sciagure- riportano la casistica delle vittime dicendo "nell'incidente
sono morte 30 persone. Tra queste anche 2 donne".
Per quale motivo ci sarebbe da sottolineare che fra le 30
persone c'erano "anche due donne", se non
per il fatto che il Valore che viene dato alla vita di una
Donna viene percepito come incredibilmente più alto
rispetto a quello dato alla vita di un Uomo ?
Ma andiamo avanti con il rapporto EURES 2002 sugli omicidi.
Nel rapporto, che sorprenderà di certo le femministe
(abituate come sono alle statistiche contraffatte), si riporta
che nei delitti per motivi passionali nel 30,7%
dei casi ad uccidere sono gli uomini,
e nel 23,6% dei casi ad
uccidere sono le donne.
Non solo, nel 2002 dei 223 omicidi che si sono consumati in
ambito familiare nel 63,3%
le vittime son state donne,
e nel 36,8% le vittime
son stati uomini. Un dato
ben diverso da quello presentato solitamente nei giornali
e nei telegiornali dalle femministe e dai loro seguaci maschi,
che vorrebbero far credere che nel 99,9% degli omicidi in
famiglia ad uccidere sia un uomo. I dati del rapporto EURES
2002 vanno anche a confermare gli altri studi seri che esistono
sulla violenza domestica e che possono essere visionati
in questa pagina.
Viene
sbriciolato così uno dei pilastri fondamentali del
vittimismo e piagnuccolismo femminista, una lagna costante
e logorroica (quando non sistematicamente operata per innalzare
la sensazione di "allarme sociale" nei confronti
della "violenza sulle donne") che ha il fine -oltre
a demonizzare l'intero Genere Maschile- di rimpinguare
le casse delle tante organizzazioni e comitati femministi
sparsi per il Bel Paese, e continuare a dare da mangiare
così a inutili e inacidite burocrati femministe.
C'è
anche da aggiungere che la stragrande maggioranza delle liti
in ambito familiare vengono iniziate dalle donne stesse, che
sono le prime a passare dalle "parole" alle azioni
violente con il lancio di oggetti per poi passare agli schiaffi
e ai pugni. Quando poi capita che l'uomo reagisce all'aggressione,
e per via della sua maggior forza fisica finisce per fare
danni seri, allora l'unica cosa che ha risalto è il
risultato della lite. Senza tener conto che quindi,
molto spesso, l'uomo si sta difendendo da un'aggressione
fisica iniziata dalla donna (difesa che però spesso,
per l'eccessiva forza usata, finisce per diventare criminale).
Questi sono però "dettagli" (importantissimi)
che i raffinati giornalisti "intellettuali" non
vedono o fanno finta di non vedere, anche perchè
l'empatia verso i maschi non paga e non ha mai pagato.
Ben diversa è la questione sulla sproporzionata "empatia"
che molti maschi rivolgono alle femmine, sempre pronti a "linciare",
a "castrare" ed a "giustiziare" qualsiasi
maschio accusato dalla sola parola di una femmina (che nella
vita sociale, così come in ambito giudiziario, vale
almeno 10 volte di più rispetto alla parola di un maschio).
Un'altro punto d'ombra di cui nessun giornalista o intellettuale
sembra occuparsi -oppure fa finta di niente- è il fatto
che la stragrande maggioranza della
violenza sui minori viene commessa da donne. Secondo
un rapporto congiunto della "US Department of Health
and Human Services (DHHS) - Bureau of Justice Statistics (BJS)"
l'87% di tutti i bambini maltrattati
e il 93% di tutti i bambini abbandonati hanno subito questa
violenza dalle mani di una donna. In un altro rapporto
del 1997 [DATA: National Clearinghouse on Child Abuse and
Neglect Information] si evidenzia come nel
62% dei casi di infanticidio l'assassino è una donna.
E sempre nello stesso rapporto viene evidenzato che nel
57% di questi omicidi la vittima è un bambino maschio.
Bambini affogati nella vasca da bagno, uccisi a percosse,
buttati nei cassonetti dell'immondizia (gran bel luogo che
scelgono per uccidere e abbandonare i propri figli queste
"madri affettuose": il bidoni dell'immondizia, come
se stessero buttando della volgare spazzatura) e quant'altro.
Sarebbe il caso quindi di creare un "Osservatorio
per il contrasto alla violenza nei confronti dei bambini da
parte delle Donne".
Ma ciò non potrebbe mai succedere, perchè creare
un organismo con un simile nome verrebbe giudicato "sessista".
Invece crearne uno dove si descrivono tutti gli uomini come
assassini e potenziali violentatori non è considerato
"sessista". E tutto questo
costerà almeno 3 milioni di euro all'anno
(soldi dei cittadini, per metà maschi, che sicuramente
potrebbero essere indirizzati a cose ben più importanti).
Oppure, se si è coerenti fino in fondo, e ciò
che si vuole è "ridurre" (perchè eliminare
è impossibile) la violenza (in generale), avrebbe
senso creare un "Osservatorio per il contrasto alla violenza".
Un Osservatorio che si occupi per prima cosa di individuare
quali sono le cause che spingono molti uomini, o molte donne,
ad uccidere e delinquere e poi vedere cosa si può fare
in merito.
Ma andiamo avanti e vediamo cos'hanno nascosto all'interno
della nuova Finanziaria le silenziose e infide Ministre Femministe:
• Art. 18 – Per di più, per la prima volta,
allo scopo di favorire la crescita dell’occupazione
femminile, si adottano incentivi
selettivi diversi tra donne e uomini, che tengono
conto della mancanza di parità nelle posizioni di
partenza. Le azioni positive
si estendono pertanto a livello economico, nella logica
dell’art. 3 comma 2 della nostra Costituzione e dell’art.
141 comma 4 del Trattato Ue (riproposto come art.
III-214 del nuovo Trattato costituzionale). Concretamente,
grazie allo sconto Irap legato all’abbattimento del
cuneo, nelle zone del Sud e nelle aree depresse del
Centro-Nord assumere una
donna farà risparmiare alle imprese tra i 150 e i
170 euro in più al mese.
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I
politici sono davvero una razza viscida e meschina, con i
loro miseri sotterfugi con cui intendono fregare la gente
(i maschi, in questo caso). Vediamo dunque di tradurre in
"parole semplici" l'Art.18 della nuova Finanziaria:
"...si adottano incentivi selettivi
diversi tra donne e uomini, che tengono conto della mancanza
di parità nelle posizioni di partenza..."
Gli "incentivi
selettivi diversi" sono nient'altro che
i vantaggi che avranno i datori di lavoro al momento dell'assunzione
di un nuovo lavoratore. Quindi se per un posto di lavoro si
presentano un uomo ed una donna, ai datori verranno dati degli
"incentivi"
per non assumere l'uomo.
"...Le azioni positive si estendono
pertanto..."
Le "azioni positive",
come le chiamano le Ministre Femministe italiane, sono nient'altro
che le "affirmative actions" americane, cioè
delle disposizioni per la discriminazione
anti-maschile che danno "favoreggiamenti"
alle donne e nel frattempo discriminano gli uomini.
Il motivo per cui le furbette Ministre Italiane hanno chiamato
"azioni positive" quella che, di fatto, è
una discriminazione basata sul sesso, è molto semplice:
la gente normale non avrebbe accettato di buon grado che la
discriminazione sessuale (vietata dall'Art.3 della
nostra costituzione) fosse inclusa in programmi governativi
volti a discriminare i cittadini
di sesso maschile. Il nome esatto, pulito, per
definire le "azioni positive" sarebbe stato "discriminazione
anti-maschile". Ma è chiaro che nessun politico
potrebbe mai darsi la zappa sui piedi chiamando le cose con
il proprio nome. Ecco quindi che vengono introdotte, nel neo-linguaggio
femminista, tutta una serie di espressioni e parole che servono
per nascondere il vero significato di certe politiche sessiste
e discriminatorie.
In 1984, il famoso libro di George Orwell, il Regime decide
di chiamare i propri Ministeri con nomi che rappresentano
l'esatto opposto di ciò di cui i Ministeri stessi si
occupano. Per cui il Ministero Della Verità
si occupa di mistificare e raccontare bugie al popolo, il
Ministero della Pace si occupa di fare le guerre, il
Ministero dell'Amore si occupa di spargere l'odio,
e il Ministero dell'Abbondanza si occupa di mantenere
il popolo in uno stato di povertà.
Qui
in Italia abbiamo il Ministero per le Pari Opportunità,
che si occupa di discriminare contro i maschi. E dunque non
è un caso che tutti i componenti di tale Ministero
siano di sesso femminile. George Orwell ci aveva visto non
bene, ma benissimo.
"...assumere
una donna farà risparmiare alle imprese tra i 150 e i 170
euro in più al mese..."
Come
volevasi dimostrare.
Ecco le "azioni positive", ovvero la discriminazione
anti-maschile promossa dal "Ministero per le Pari
Opportunità". Essendo "pari opportunità",
è normale che si discrimini il Genere Maschile...
Ma
andiamo avanti, le sorprese delle "Ministre per le Pari
Opportunità" nella Finanziaria 2007 non finiscono
qui:
• Art.104 – Rispetto ai fondi per l’innovazione
industriale vi è il vincolo di sentire il Ministero
per i Diritti e le Pari Opportunità relativamente
al rispetto degli obiettivi di Lisbona che comprendono
l’incremento dell’occupazione femminile e gli investimenti
per l’imprenditoria femminile.
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Quindi
coloro che dovranno distribuire finanziamenti per l'innovazione
industriale saranno costretti ad interpellare il Ministero
per le Pari Opportunità, e chiedere a loro il permesso
per elargire i fondi a chicchessia. Essendo tale Ministero
intrinsecamente sessista e discriminatorio contro gli uomini,
i fondi per l'innovazione industriale dovranno molto probabilmente
essere direzionati verso l'incremento
dell'occupazione femminile e
l'imprenditoria femminile,
che già adesso riceve enormi sgravi fiscali e facilitazioni
tramite le sopracitate "azioni positive". Alla faccia
delle "pari opportunità".
E
non finisce qui, ecco il successivo articolo nascosto nel
testo della Finanziaria 2007:
• Art. 194 - Il Ministero per i Diritti
e le Pari Opportunità è dotato di un fondo pari a
20 milioni di euro per ogni anno del triennio.
In tal modo sarà possibile avviare una più forte azione
di impulso per la piena uguaglianza tra uomini e donne
nell’ambito lavorativo, applicando la recente Direttiva
europea di luglio, per aggiornare il Codice delle
pari opportunità in modo da colpire tutte le forme
di discriminazione, per affermare l’equilibrio di
genere rispetto alla rappresentanza politica, per
vedere riconosciuti i diritti delle persone nelle
coppie di fatto e per prevenire e punire le varie
forme di violenza di genere.
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Questo
Ministero per le Pari Opportunità, che si occupa
della discriminazione contro i maschi, spende ogni anno circa
20 milioni di euro per promuovere le "azioni positive"
(discriminazione anti-maschile), per promuovere fiere
e sagre campagnole sullo sciovinismo femminil-femminista,
e più in generale per diffondere quell'odio anti-maschile
di cui la nostra società è già impregnata
fino al midollo. Tutto questo con i soldi delle nostre
tasse (d'altronde i politici saranno pure viscidi, ma
non sono stupidi, quando ci devono far del male lo fanno con
i nostri stessi soldi).
"...In
tal modo sarà possibile avviare una più forte azione di impulso
per la piena uguaglianza tra uomini e donne nell’ambito lavorativo..."
Tradotto
dal linguaggio femminista: in tutti i lavori di potere
(non sentirete mai una femminista chiedere "quote rosa"
per lavori quali il minatore o il carpentiere) il rapporto
di uomini e donne dev'essere di "piena uguaglianza",
cioè 50-50. Per fare ciò, dato che gli esseri
umani sono miscele di diversi vissuti, pulsioni, capacità
e per quanto riguarda maschi e femmine di diverse biologie
e attitudini, non si può far altro che mettere in piedi
un colossale apparato burocratico di coercizione che sfavorisca
con metodi discriminatori una parte, e ne favorisca l'altra.
In questo caso la parte da favorire sarebbe il Genere Femminile,
e la parte da "ostacolare" e "frenare"
sarebbe il Genere Maschile. Tutto questo in nome delle "Pari
Opportunità" (secondo il neo-linguaggio di Regime),
ovvero della discriminazione anti-maschile.
"...per prevenire e punire
le varie forme di violenza di genere..."
Ecco di nuovo il neo-linguaggio femminista.
Punire le varie forme di "Violenza di Genere":
ovvero della violenza sulle donne. La questione della "violenza
di genere" si basa su due presupposti errati:
1) che esista una sistematica violenza dei maschi
diretta contro le femmine (pensiero esaurientemente esposto
dalle varie ideologhe femministe).
2) che la violenza commessa sulle donne sia più
grave della violenza commessa sugli uomini (o sui bambini).
Partendo da premesse sbagliate, cioè le due
riportate qui sopra, non si può far altro che arrivare
a conclusioni sbagliate. E le "Ministre per le
Pari Opportunità" ci stanno legiferando sopra
queste conclusioni.
Ancora:
•Per il 2007 è previsto lo stanziamento
di 1 milione di euro finalizzato alle iniziative e
alle attività previste nell’ambito dell’Anno europeo
delle Pari Opportunità per tutti.
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Un
altro, ulteriore milione di euro finalizzato alle tasche
delle Ministre per le Pari Opportunità.
• Art. 17 – gli interventi dell’Agenzia
del demanio e degli enti territoriali rivolti allo
sviluppo locale dovranno perseguire con priorità politiche
di Pari Opportunità.
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Altri
enti ed agenzie sottoposte al "capriccio" e alla
coercizione femminista delle priorità anti-maschili
del "Ministero delle Pari Opportunità". E
per finire:
• Art. 193 – Piano per gli asili nido. Verranno
stanziati 300 milioni di euro nel triennio per una
nuova rete di servizi alla prima infanzia. L’obiettivo
è di aumentare i posti disponibili negli asili nido
dell’attuale 9.9% a 33% entro il 2010, in linea
con quanto fissato dall’Agenda di Lisbona. Il Piano
straordinario per i servizi socio-educativi sarà realizzato
dal Ministero della Famiglia di concerto con il Ministero
della Pubblica Istruzione, quello della Solidarietà
Sociale e il Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità.
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Il
"piano per gli asili nido" è un progetto
da anni nel cantiere delle femministe italiane. In parole
povere si cerca un luogo dove sbattere i bambini piccoli per
10 ore al giorno nel mentre che le madri giocano a fare la
"donna in carriera" lavorando a tempo pieno proprio
nel momento, l'infanzia, in cui i figli hanno maggior bisogno
della presenza materna per una crescita sana ed equilibrata.
Anche se forse questo ultimo articolo non è poi così
male, i bambini piccoli invece di venir uccisi, maltrattati
o buttati nei bidoni della spazzatura dalle madri verranno
solamente molestati e indottrinati dalle Maestre Femministe
degli asili nido.
Tra i vari detti popolari sui figli, è famoso il detto
Napoletano che dice "i figli so' piezz'e core".
Evidentemente per le moderne "donne in carriera"
i figli sono soltanto degli ostacoli da "parcheggiare"
in asili-lager per mezza giornata affinchè le loro
preziosissime carriere non vengano "intaccate".
"Affinchè i bambini vengano
cresciuti con parità, dobbiamo
portarli via dalle famiglie e crescerli in comuni appositi"
[Dr.Mary Jo Bane, femminista e assistente professore di educazione
al Wellesley College]
In
assenza dei "comuni appositi", anche gli asili-lager
andranno benissimo.
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