Home Archivio Notizie Risorse Statistiche Boicottaggio Links Contatti Settembre 2006  
Notizie dal Mondo


















 
 

Arbitressa con le mestruazioni ?

Cose incredibili che succedono in un campo di calcio. Questa volta è successo l'impensabile durante una partita in Brasile. Ad arbitrare la partita una femmina, Silvia Regina de Oliveira :


Il raccattapalle segna un gol, l'arbitro convalida


Nel calcio ne succedono tante ma una cosa così non si era mai vista:

il raccattapalle recupera il pallone finito dietro la rete e, invece di restituirlo al portiere, lo butta in porta. L'arbitro donna Silvia Regina de Oliveira, convalida il gol.

E' accaduto domenica scorsa in Brasile durante un incontro per la Coppa FPF tra Santacruzense e il Clube Atletico Sorocaba, vittima dell'episodio incredibile. Ovviamente è scoppiato il finimondo con i calciatori che hanno accerchiato la terna arbitrale, schiere di tifosi che inseguivano il raccattapalle malandrino e altri sugli spalti che se le davano di santa ragione. Questa la sintesi, ma il video che testimonia il fatto è senz'altro più eloquente.

[ FONTE: Tiscali.it ]

Ecco l'arbitressa "sbadata" Silvia Regina de Oliveira :



Non si capisce poi per quale motivo una partita di calcio della lega maschile debba essere arbitrata da una femmina.

O addirittura da tre femmine:





In un Occidente sempre più femminilizzato, dove ormai l'umiliazione della figura maschile (o di un gruppo di uomini) è diventata cosa comune, non deve stupire che qualcuno nelle sfere alte (probabilmente un maschio) decida di far arbitrare una partita di calcio maschile a tre femmine.

Così come non stupisce che all'interno dell'esercito gli uomini muoiano in prima linea combattendo, e nel frattempo i posti di comando vengono dati a femminucce di 50kg scarsi con malcelate aspirazioni dittatoriali. Sta succedendo ovunque, dai commissariati di polizia all'esercito e quindi anche nei banalissimi campi di calcio. La richiesta delle "quote rosa" soltanto nei posti di potere altro non è che la prova più tangibile della Dittatura Rosa che avanza.

Alcuni anni fa Luciano Gaucci, l'ex presidente del Perugia, cercò di far giocare nella sua squadra di calcio una donna, tale Birgit Prinz, una tedesca di 26 anni che ha vinto il premio come miglior giocatrice FIFA nel 2003, 2004 e 2005. La Prinz già nel 2003 era considerata dunque la più forte giocatrice di calcio femminile al mondo, tant'è che portò la Germania alla vittoria del campionato mondiale femminile proprio nello stesso anno. Va detto anche che proprio nello stesso anno la Germania di Birgit Prinz perse una partita amichevole contro la squadra Under-16 maschile... Nonostante ciò Gaucci cercò in ogni modo di portare la Prinz in Italia e tesserarla nel Perugia, senza rinunciare all'ormai immancabile pestaggio anti-maschile :

"Le donne sono più intelligenti degli uomini, si sono fatte valere in ogni campo, perchè non dovrebbe accadere nel calcio ?", affermò Gaucci durante un'intervista.

Patrizia Panico, considerata una delle più forti calciatrici del calcio femminile italiano, commentò l'idea di Gaucci di portare una donna nella Serie A maschile con queste parole :

"Se ci fosse una regola uniforme che prevede, per esempio ad alti livelli in serie A, che ci sia una tesserata per tutte le squadre iscritte al campionato potrebbe avere anche un senso, ma in casi isolati per me è un fenomeno da baraccone"
.

Detta in parole povere: portare le Quote Rosa persino nello sport. La "Discriminazione Favorevole" nei campetti di calcio di tutta Italia. E poi da lì allargare questa democraticissima pratica ad ogni sport: basket, pallavolo, rugby. Tranne nel nuoto sincronizzato però, lì le donne sono dominatrici in solitaria. Laddove son le donne a comandare, non serve nessuna "discriminazione favorevole" (...).

Birgit Prinz alla fine rifiutò l'offerta di Gaucci, e dunque non se ne fece niente.
E' solo una questione di tempo però, prima o poi qualche altro maschietto ci ritenterà ed avrà più fortuna.

Quando c'è da umiliare, mortificare e avvilire l'Universo Maschile -o semplicemente invadere e minacciare la sacralità degli spazi maschili (dallo sport all'esercito)- i maschi sono sempre in prima linea. Seguiti a ruota dalle femministe.