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Arbitressa con le mestruazioni ?
Cose incredibili
che succedono in un campo di calcio. Questa volta è
successo l'impensabile durante una partita in Brasile. Ad
arbitrare la partita una femmina, Silvia Regina de Oliveira
:
Il raccattapalle segna un gol, l'arbitro convalida
Nel calcio ne succedono tante ma una cosa così non
si era mai vista:
il
raccattapalle recupera il pallone finito dietro la
rete e, invece di restituirlo al portiere, lo butta
in porta. L'arbitro donna Silvia
Regina de Oliveira, convalida il gol.
E'
accaduto domenica scorsa in Brasile durante un incontro
per la Coppa FPF tra Santacruzense e il Clube Atletico
Sorocaba, vittima dell'episodio incredibile. Ovviamente
è scoppiato il finimondo con i calciatori che hanno
accerchiato la terna arbitrale, schiere di tifosi
che inseguivano il raccattapalle malandrino e altri
sugli spalti che se le davano di santa ragione. Questa
la sintesi, ma il video che testimonia il fatto è
senz'altro più eloquente.
[ FONTE: Tiscali.it ]
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Ecco l'arbitressa
"sbadata" Silvia Regina de Oliveira :
Non si capisce poi per quale motivo una partita di calcio
della lega maschile debba essere arbitrata da una femmina.
O addirittura da tre femmine:

In un Occidente sempre più femminilizzato, dove ormai
l'umiliazione della figura maschile (o di un gruppo di uomini)
è diventata cosa comune, non deve stupire che qualcuno
nelle sfere alte (probabilmente un maschio) decida
di far arbitrare una partita di calcio maschile a tre femmine.
Così come non stupisce che all'interno dell'esercito
gli uomini muoiano in prima linea combattendo, e nel frattempo
i posti di comando vengono dati a femminucce di 50kg
scarsi con malcelate aspirazioni dittatoriali. Sta succedendo
ovunque, dai commissariati di polizia all'esercito e quindi
anche nei banalissimi campi di calcio. La richiesta delle
"quote rosa" soltanto nei posti di potere
altro non è che la prova più tangibile della
Dittatura Rosa che avanza.
Alcuni
anni fa Luciano Gaucci, l'ex presidente del Perugia, cercò
di far giocare nella sua squadra di calcio una donna, tale
Birgit Prinz, una tedesca di 26 anni che ha vinto il premio
come miglior giocatrice FIFA nel 2003, 2004 e 2005. La Prinz
già nel 2003 era considerata dunque la più forte
giocatrice di calcio femminile al mondo, tant'è che
portò la Germania alla vittoria del campionato mondiale
femminile proprio nello stesso anno. Va detto anche che proprio
nello stesso anno la Germania di Birgit Prinz perse una
partita amichevole contro la squadra Under-16 maschile...
Nonostante ciò Gaucci cercò in ogni modo di
portare la Prinz in Italia e tesserarla nel Perugia, senza
rinunciare all'ormai immancabile pestaggio anti-maschile :
"Le donne sono più intelligenti
degli uomini, si sono fatte valere in ogni campo, perchè non
dovrebbe accadere nel calcio ?", affermò
Gaucci durante un'intervista.
Patrizia Panico, considerata una delle più forti calciatrici
del calcio femminile italiano, commentò l'idea di Gaucci
di portare una donna nella Serie A maschile con queste parole
:
"Se ci fosse una regola uniforme
che prevede, per esempio ad alti livelli in serie A, che ci
sia una tesserata per tutte le squadre iscritte al campionato
potrebbe avere anche un senso, ma in casi isolati per me è
un fenomeno da baraccone".
Detta in parole povere: portare le Quote Rosa persino
nello sport. La "Discriminazione Favorevole" nei
campetti di calcio di tutta Italia. E poi da lì allargare
questa democraticissima pratica ad ogni sport: basket, pallavolo,
rugby. Tranne nel nuoto sincronizzato però, lì
le donne sono dominatrici in solitaria. Laddove son le donne
a comandare, non serve nessuna "discriminazione favorevole"
(...).
Birgit Prinz alla fine rifiutò l'offerta di Gaucci,
e dunque non se ne fece niente.
E'
solo una questione di tempo però, prima o poi qualche
altro maschietto ci ritenterà ed avrà
più fortuna.
Quando
c'è da umiliare, mortificare e avvilire l'Universo
Maschile -o semplicemente invadere e minacciare la sacralità
degli spazi maschili (dallo sport all'esercito)- i maschi
sono sempre in prima linea. Seguiti
a ruota dalle femministe.
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