Novembre 2008
 
   
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La violenza "buona" della propaganda femminista
12.7.2007


Spot televisivo prodotto dalla fondazione "Pangea Onlus" e in onda in questi giorni su RaiNews24:


[Nota: per vedere il video senza il logo "YouTube" in basso a destra clicca qui]


Gli uomini (o per usare il linguaggio corrente, i "maschietti") sarebbero dunque delle creature sporche, che vagano nei campi, nudi e con lo sguardo da animali feroci, a divorare erba, arbusti vari e persino fiori, brancolando a quattro zampe come delle bestie immonde.

Senza un briciolo di umanità e senza mostrare un qualsiasi segno di civiltà.

Poi alla fine dello spot, ecco apparire Lei, la candida salvezza sotto forma di Donna:
una ragazza bionda, vestita con una tunica bianca come fosse la profetessa di una Nuova Era, e rappresentata -ovviamente- da una modella molto carina (i produttori di questo spot si sono visti bene dall'usare una ragazza grassa o poco attraente).

In poche parole, la rappresentazione televisiva di ciò che la società occidentale sta cercando di far passare come la nuova razza ariana.

Alla fine dello spot, appare il balordo slogan di sciovinismo femminista: "La vita riparte da una donna".

La fondazione "Pangea Onlus", che ha prodotto questo video, è un'organizzazione il cui principale scopo -si legge nel loro sito- è di aiutare le donne "vittime di violenza" in ogni parte del mondo.

E per combattere la "violenza contro le donne", non hanno trovato niente di meglio che fare della violenza loro stessi, in questo caso violenza psicologica, e della più odiosa che esista.

Già, perchè ciò che l'autore di quello spot è riuscito così magistralmente a produrre, sotto forma di "arte figurativa", è niente di meno che la deumanizzazione dell'intero Genere Maschile:

"Quand'è che l'uomo può aggredire?
Quand'è che può torturare, può diventare violento, distruttivo?
Quando riduce l'altro a oggetto, quando in sostanza deumanizza l'altro.
Se fate attenzione, tutte le propagande di guerra sono volte a deumanizzare l'altro.
Cioè l'altro viene mostrato come un mostro, come una bestia, come un essere che non ha nulla o pochissimo di umano. Questo perché si sa benissimo che se noi riconosciamo nell'altro una persona come noi, non l'aggrediamo più.
"
[1]

Deumanizzazione che appare molto spesso nelle parole di diverse esponenti del femminismo, come si può leggere nella pagina dedicata alle famose citazioni femministe.

Deumanizzazione che -guarda caso, proprio come nello spot- ricorre sempre alla raffigurazione/rappresentazione degli uomini come
delle "bestie". Sono passati solo pochi mesi da quando Ireen von Wachenfeldt, una ex esponente del partito svedese 'Iniziativa Femminista', durante un'intervista televisiva disse "tutti i maschi sono degli animali".

Oltre alla deumanizzazione di tutti gli appartenenti al Genere Maschile, nello spot della Pangea Onlus viene anche proposta l'onnipresente "soluzione" alla barbarie maschile: le Donne (solo quelle carine però, come suggerisce lo spot).

Quando si tratta di deumanizzare un qualche gruppo umano infatti, assieme al "problema" viene sempre presentata la "soluzione"
: soluzione che è indispensabile e base di partenza stessa alla deumanizzazione del "nemico", perchè questo vizietto del Genere Umano non verrebbe accettato dalle masse se di volta in volta alla propaganda deumanizzante non si aggiungesse anche un messaggio tipo "ma questa volta è diverso, loro sono davvero delle bestie e noi la Beata Soluzione a tutti i mali".

Semplicemente, in un paese civile un simile spot non avrebbe avuto spazio.
[2]

E non perchè ci dovrebbe essere un qualche "censore" che si occupa di decidere cosa viene reso pubblico nei mass-media e cosa no,
ma perchè la coscienza stessa delle persone di un paese civile dovrebbe essere in grado da sola di riconoscere quando si passa il limite di "messaggio provocatorio" e si va a sconfinare in vera e propria offesa sessista e razzista.

Il livello di civiltà di una nazione non si misura nel numero dei grattacieli o della tecnologia che è capace di produrre, ma dalla capacità delle persone di indignarsi quando qualcosa di palesemente sbagliato come la deumanizzazione di un intero gruppo umano inizia a diventare molto simile ad una propaganda di guerra ossessiva e pervasiva.

Lo spot della "Pangea Onlus" invece sembra quasi essere passato inosservato.
Non si è sollevato nessun polverone e nessuno ha chiesto che non venisse più mandato in onda.


E pensare che secondo molti "benpensanti", in Italia regnerebbe la 'misoginia'.

Misandria, questa è la parola.

Iniziamo ad impararne il significato, guardando lo spot della Pangea Onlus.



Note
[1] Citazione: conferenza di Silvia Bonino dal titolo "Adulti in pace Educatori di pace"; p. 48 e s.
[2] Ad oggi, 12 Luglio 2007, questo offensivo e razzista spot televisivo è ancora in onda.
Ricordate il DDL promosso dal Ministero Pari Opportunità cosa diceva all'articolo 4:

"E’ vietato utilizzare in modo vessatorio o discriminatorio
a fini pubblicitari l’immagine della donna o i riferimenti
all’orientamento sessuale della persona o alla identità di genere.

L'immagine dell'uomo invece ? Credete forse che al "Ministero per le Pari Opportunità" ci sia anche una singola ministra a cui possa fregare qualcosa dell'immagine dell'uomo veicolata dai mass-media ? ...