La violenza "buona" della
propaganda femminista 12.7.2007
Spot televisivo prodotto dalla fondazione "Pangea Onlus"
e in onda in questi giorni su RaiNews24:
[Nota: per vedere il video senza il
logo "YouTube" in basso a destra clicca
qui]
Gli
uomini (o per usare il linguaggio corrente, i "maschietti")
sarebbero dunque delle creature sporche, che vagano nei campi,
nudi e con lo sguardo da animali feroci, a divorare erba,
arbusti vari e persino fiori, brancolando a quattro zampe
come delle bestie immonde.
Senza un briciolo di umanità e senza mostrare un qualsiasi
segno di civiltà.
Poi alla fine dello spot, ecco apparire Lei, la candida salvezza
sotto forma di Donna:
una ragazza bionda, vestita con una tunica bianca come fosse
la profetessa di una Nuova Era, e rappresentata -ovviamente-
da una modella molto carina (i produttori di questo
spot si sono visti bene dall'usare una ragazza grassa o poco
attraente).
In poche parole, la rappresentazione televisiva di ciò
che la società occidentale sta cercando di far passare
come la nuova razza ariana.
Alla fine dello spot, appare il balordo slogan di sciovinismo
femminista: "La vita riparte da una donna".
La fondazione "Pangea Onlus", che ha prodotto questo
video, è un'organizzazione il cui principale scopo
-si legge nel loro sito- è di aiutare le donne "vittime
di violenza" in ogni parte del mondo.
E per combattere la "violenza contro le donne",
non hanno trovato niente di meglio che fare della violenza
loro stessi, in questo caso violenza psicologica, e della
più odiosa che esista.
Già, perchè ciò che l'autore di quello
spot è riuscito così magistralmente a produrre,
sotto forma di "arte figurativa", è niente
di meno che la deumanizzazione
dell'intero Genere Maschile:
"Quand'è
che l'uomo può aggredire?
Quand'è che può torturare, può diventare violento, distruttivo?
Quando riduce l'altro a oggetto,
quando in sostanza deumanizza l'altro.
Se fate attenzione, tutte le propagande di guerra sono volte
a deumanizzare l'altro.
Cioè l'altro viene mostrato come
un mostro, come una bestia, come un essere che non ha nulla
o pochissimo di umano. Questo perché si sa benissimo
che se noi riconosciamo nell'altro una persona come noi, non
l'aggrediamo più." [1]
Deumanizzazione
che appare molto spesso nelle parole di diverse esponenti
del femminismo, come si può leggere nella pagina dedicata
alle famose
citazioni femministe.
Deumanizzazione che -guarda caso, proprio come nello spot-
ricorre sempre alla raffigurazione/rappresentazione degli
uomini come
delle "bestie". Sono
passati solo pochi mesi da quando Ireen von Wachenfeldt, una
ex esponente del partito svedese 'Iniziativa Femminista',
durante un'intervista televisiva disse "tutti i maschi
sono degli animali".
Oltre alla deumanizzazione di tutti gli appartenenti
al Genere Maschile, nello spot della Pangea Onlus viene anche
proposta l'onnipresente "soluzione" alla
barbarie maschile: le Donne (solo quelle carine però,
come suggerisce lo spot).
Quando si tratta di deumanizzare un qualche gruppo umano infatti,
assieme al "problema" viene sempre presentata la
"soluzione":
soluzione che è indispensabile e base di partenza stessa
alla deumanizzazione del "nemico", perchè
questo vizietto del Genere Umano non verrebbe accettato dalle
masse se di volta in volta alla propaganda deumanizzante non
si aggiungesse anche un messaggio tipo "ma questa
volta è diverso, loro sono davvero delle bestie e noi
la Beata Soluzione a tutti i mali".
Semplicemente, in un paese civile
un simile spot non avrebbe avuto spazio. [2]
E non perchè ci dovrebbe essere un qualche "censore"
che si occupa di decidere cosa viene reso pubblico nei mass-media
e cosa no,
ma perchè la coscienza stessa delle
persone di un paese civile
dovrebbe essere in grado da sola di riconoscere quando si
passa il limite di "messaggio provocatorio"
e si va a sconfinare in vera e propria offesa sessista e razzista.
Il livello di civiltà
di una nazione non si misura nel numero dei grattacieli o
della tecnologia che è capace di produrre, ma
dalla capacità delle
persone di indignarsi quando qualcosa di palesemente
sbagliato come la deumanizzazione di un intero
gruppo umano inizia a diventare molto simile ad una propaganda
di guerra ossessiva e pervasiva.
Lo
spot della "Pangea Onlus" invece sembra quasi essere
passato inosservato.
Non si è sollevato nessun polverone e nessuno ha chiesto
che non venisse più mandato in onda.
E pensare che secondo molti "benpensanti", in Italia
regnerebbe la 'misoginia'.
Misandria, questa
è la parola.
Iniziamo ad impararne il significato, guardando lo spot della
Pangea Onlus.
Note [1]Citazione: conferenza di Silvia
Bonino dal titolo "Adulti in pace Educatori di pace";
p. 48 e s. [2]
Ad oggi, 12 Luglio 2007, questo offensivo e razzista
spot televisivo è ancora in onda.
Ricordate il DDL promosso dal Ministero Pari Opportunità
cosa diceva all'articolo 4:
"E’
vietato utilizzare in modo vessatorio o discriminatorio
a fini pubblicitari l’immagine della donna
o i riferimenti
all’orientamento sessuale della persona o alla identità
di genere.”
L'immagine
dell'uomo invece ? Credete forse che al "Ministero
per le Pari Opportunità" ci sia anche
una singola ministra a cui possa fregare qualcosa
dell'immagine dell'uomo veicolata dai mass-media ?
...
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