Novembre 2008
 
   
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Spot Campagna "Io Voto Donna", 2004

Questo è il famigerato spot pubblicitario della campagna "Io Voto Donna" trasmesso dalle reti televisive italiane nel 2004.

Lo spot, voluto, ideato nonchè prodotto (con i soldi dei cittadini italiani, maschi compresi...)
dal Ministero per le "Pari" Opportunità -a quel tempo presieduto da Stefania Prestigiacomo- faceva parte di una più ampia campagna pubblicitaria esplicitamente sessista e discriminatoria che consigliava agli elettori di votare una donna per le imminenti elezioni europee.

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Si potrebbero spendere molte parole per commentare questo spot televisivo,
ma probabilmente ogni cosa detta non avrebbe la stessa efficacia di questo post, scritto da una donna nel suo blog, riferito alla campagna "Io Voto Donna":




E se anche delle donne prendono le distanze dal "Ministero per le Pari Opportunità" allora una domanda sorge spontanea: chi dovrebbe rappresentare tale Ministero ?

...


Note
[1] La donna che ha scritto il post sopra dice: "Togliete quella pubblicità che mi offende."

Eh sì , perchè il Ministero per le Pari Opportunità, oltre ad essere sessista e discriminatorio contro i maschi, offende anche le femmine stesse, presentando un'immagine della donna non troppo dissimile dall'immagine che si ha dei ritardati mentali (senza offesa per queste persone, che in ogni caso se messe a capo del Min.Par.Opp. farebbero comunque un lavoro migliore delle attuali "consigliere"...), come già detto in questo articolo :

"L'intera modalità con cui le donne vengono rappresentate come delle ritardate mentali, da questi enti femministi, dovrebbe quantomeno far riflettere le donne stesse se intendono continuare ad essere rappresentate da queste istituzioni ed associazioni che mettono in giro un'immagine della donna non troppo dissimile dall'immagine di una persona incapace di intendere e di volere e con grossissimi limiti mentali."

"E forse sarebbe anche il caso che le donne stesse iniziassero a prendere le distanze da questa massa di burocrati femministe, a meno che non intendano continuare ad essere rappresentate come delle ingenue, delle creature incapaci di intendere e di volere, o ancor peggio come delle ritardate mentali."