'Coloreria
Italiana', nota azienda di prodotti per la colorazione dei
tessuti, ha da poco rilasciato due spot televisivi dove i
maschi vengono descritti come "poveri cretini"
e le femmine come "perennemente insoddisfatte"
di questi cretini.
Ecco i due spot anti-maschili di Coloreria Italiana:
Nel
primo spot il protagonista maschile è rappresentato
da un ragazzo magrolino, in mutande, non particolarmente
attraente e con la "faccia da scemo", che
tenta un goffo approccio "sexy" con la sua
fidanzata, la quale ovviamente è invece rappresentata
da una ragazza carina, ben vestita ed evidentemente
insoddisfatta del suo fidanzato "cretino".
Questa coppia rappresenterebbe la ormai classica "sopportazione
femminile" che ultimamente va molto di
moda negli spot e nei telefilm occidentali: la ragazza/moglie
perfettina che "sopporta con sofferenza"
il ragazzo/marito cretino.
Il ragazzo cretino si avvicina dunque alla ragazza
perfettina, allorchè questa decide di afferrarlo
con grande forza e sbatterlo dentro la lavatrice. Quel
che ne esce dalla lavatrice è un ragazzo di colore,
muscoloso e sorridente, che rappresenta invece tutto
l'opposto del fidanzato cretino, ovvero proprio
quel classico "macho" palestrato che per anni
è stato criticato da orde di femministe come
"modello maschile rozzo e patriarcale".
Nel secondo spot invece, che dovrebbe rappresentare
la "rivincita maschile", lo stesso 'ragazzo
cretino' del primo spot mette la fidanzata (un pò
sciatta) dentro la lavatrice, sperando che ne esca qualcosa
di meglio.
Invece anche qui ne esce fuori un ragazzo nero muscoloso,
che con il solo flettere dei bicipiti fa sudare freddo
il 'ragazzo cretino'. Alla fine dello spot appare
la scritta in rosa "What Women Want" (traduzione:
"Quello che le donne vogliono").
A questo punto una persona normale si chiederebbe per
quale motivo se la ragazza voleva un uomo nero e muscoloso,
è invece andata a mettersi con uno bianco
e magrolino. Comunque sia, entrambi gli spot sono
scaricabili dal sito della Coloreria Italiana (www.coloreria.it).
A proposito della rappresentazione della figura femminile
in tv ecco cosa propose un anno fa la ministra Pollastrini:
"La
ministra (Pollastrini), il 27 luglio scorso, durante
un colloquio con il presidente ed il direttore generale
della Rai, aveva già espresso la necessità di un
osservatorio di parità per monitorare la progressione
di carriera delle professioniste Rai, e l'immagine
della donna, veicolata dai programmi del servizio
pubblico."
E il 22 Dicembre 2006 è stato varato un DDL contro
la "violenza sulle donne", in cui all'Art.4
comma 2 si può leggere:
"2.
E’ vietato utilizzare in modo vessatorio o discriminatorio
a fini pubblicitari l’immagine della donna
o i riferimenti all’orientamento sessuale della
persona o alla identità di genere.”
Quindi
abbiamo un disegno di legge discriminatorio, femminista
e sessista che invece di preoccuparsi della tutela dell'immagine
sia dell'uomo che della donna si preoccupa invece
solo della tutela della donna.
E di seguito c'è poi il comma 3, sempre dell'Art.4,
che recita:
"3.
Il Ministro per i diritti e le pari opportunità,
anche su denuncia del pubblico, di associazioni
ed organizzazioni, nonché ogni altra pubblica
amministrazione che ne abbia interesse in relazione
ai propri compiti istituzionali possono chiedere
all'Autorità garante della concorrenza e del mercato,
istituita dall’articolo 10 della legge 10 ottobre
1990, n. 287, che siano inibiti gli atti di pubblicità
in contrasto con il divieto di cui al comma 2, che
sia inibita la loro continuazione e che ne siano
eliminati gli effetti."
Perciò se viene trasmesso in TV uno spot pubblicitario
lesivo dell'immagine della donna, la Ministra
del Ministero per il Femminismo ha il potere di chiederne
l'immediata interruzione, e che "ne siano
eliminati gli effetti".
Tradotto in parole povere significa che gli effetti
provocati da uno spot televisivo che lede la dignità
delle donne (ad esempio problemi di autostima nelle
femmine) vanno eliminati.
E come andrebbero eliminati questi "effetti"
?
Ad esempio finanziando ancora di più il Ministero
per il Femminismo, e promuovendo campagne (anche televisive)
di sciovinismo femminista (o come direbbero gli
americani, di 'women empowerment') dove le donne
vengono rappresentate come 'Creature Sovrannaturali'
e gli uomini come dei 'Poveri Cretini'.
Evidentemente al Ministero Pari Opportunità non
interessa un granchè invece dell'immagine dell'uomo
veicolata dai programmi del servizio pubblico. Anzi,
è probabile che qualcuno/a pensi che "bastonare"
per bene l'immagine maschile nei mass-media possa essere
utile per indebolire l'autostima delle giovani generazioni
maschili, producendo così una massa di "maschietti"
deboli, impauriti, con poco amor proprio e in costante
bisogno di conferme e approvazione da parte delle femmine.
Che poi questa campagna d'odio misandrico non
sempre ottenga gli effetti desiderati [1],
qualcuno
dovrebbe riferirlo sia alle "ministre per le pari
opportunità" sia a tutte quelle associazioni
governative o non-governative che si son messe in testa
di "rieducare" a suon di misandria e pestaggio
anti-maschile le giovani generazioni maschili.
Il male-bashing nei mass media sarebbe quindi lo strumento
principale per plasmare a proprio piacimento le nuove
generazioni maschili, cercando di renderle più
"insicure", "deboli", e con grossi
problemi di autostima. Per quanto riguarda le femmine
invece il processo che si sta cercando di attuare è
esattamente l'opposto.
Nella nostra Società Femminista l'autostima delle
femmine va preservata, quella dei maschi
demolita.
Finchè dura, questo rovinoso giochetto.
Note [1] Un'email ricevuta recentemente da
un giovane lettore di questo sito - le "Ministre"
ed i
tanti "operatori sociali" femministi stiano
attente/i ad una cosa chiamata 'effetto boomerang':
"Complimenti per il sito.....Lo seguo da
un po' di tempo e sono davvero
contento che ci siano siti che ci difendono e
raccontano la cattiveria,
stupidità e furbizia delle donne."
-**********86@alice.it
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