Novembre 2008
 
   
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Coloreria Italiana - Spot anti-maschili
25.5.2007


'Coloreria Italiana', nota azienda di prodotti per la colorazione dei tessuti, ha da poco rilasciato due spot televisivi dove i maschi vengono descritti come "poveri cretini" e le femmine come "perennemente insoddisfatte" di questi cretini.

Ecco i due spot anti-maschili di Coloreria Italiana
:






Nel
primo spot il protagonista maschile è rappresentato da un ragazzo magrolino, in mutande, non particolarmente attraente e con la "faccia da scemo", che tenta un goffo approccio "sexy" con la sua fidanzata, la quale ovviamente è invece rappresentata da una ragazza carina, ben vestita ed evidentemente insoddisfatta del suo fidanzato "cretino".

Questa coppia rappresenterebbe la ormai classica "sopportazione femminile" che ultimamente va molto di moda negli spot e nei telefilm occidentali: la ragazza/moglie perfettina che "sopporta con sofferenza" il ragazzo/marito cretino.

Il ragazzo cretino si avvicina dunque alla ragazza perfettina, allorchè questa decide di afferrarlo con grande forza e sbatterlo dentro la lavatrice. Quel che ne esce dalla lavatrice è un ragazzo di colore, muscoloso e sorridente, che rappresenta invece tutto l'opposto del fidanzato cretino, ovvero proprio quel classico "macho" palestrato che per anni è stato criticato da orde di femministe come "modello maschile rozzo e patriarcale".

Nel secondo spot invece, che dovrebbe rappresentare la "rivincita maschile", lo stesso 'ragazzo cretino' del primo spot mette la fidanzata (un pò sciatta) dentro la lavatrice, sperando che ne esca qualcosa di meglio.

Invece anche qui ne esce fuori un ragazzo nero muscoloso, che con il solo flettere dei bicipiti fa sudare freddo il 'ragazzo cretino'. Alla fine dello spot appare la scritta in rosa "What Women Want" (traduzione: "Quello che le donne vogliono").

A questo punto una persona normale si chiederebbe per quale motivo se la ragazza voleva un uomo nero e muscoloso, è invece andata a mettersi con uno bianco e magrolino. Comunque sia, entrambi gli spot sono scaricabili dal sito della Coloreria Italiana (www.coloreria.it).


A proposito della rappresentazione della figura femminile in tv ecco cosa propose un anno fa la ministra Pollastrini:

"La ministra (Pollastrini), il 27 luglio scorso, durante un colloquio con il presidente ed il direttore generale della Rai, aveva già espresso la necessità di un osservatorio di parità per monitorare la progressione di carriera delle professioniste Rai, e l'immagine della donna, veicolata dai programmi del servizio pubblico."


E il 22 Dicembre 2006 è stato varato un DDL contro la "violenza sulle donne", in cui all'Art.4 comma 2 si può leggere:

"2. E’ vietato utilizzare in modo vessatorio o discriminatorio a fini pubblicitari l’immagine della donna o i riferimenti all’orientamento sessuale della persona o alla identità di genere.”

Quindi abbiamo un disegno di legge discriminatorio, femminista e sessista che invece di preoccuparsi della tutela dell'immagine sia dell'uomo che della donna si preoccupa invece solo della tutela della donna.

E di seguito c'è poi il comma 3, sempre dell'Art.4, che recita:

"3. Il Ministro per i diritti e le pari opportunità, anche su denuncia del pubblico, di associazioni ed organizzazioni, nonché ogni altra pubblica amministrazione che ne abbia interesse in relazione ai propri compiti istituzionali possono chiedere all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, istituita dall’articolo 10 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, che siano inibiti gli atti di pubblicità in contrasto con il divieto di cui al comma 2, che sia inibita la loro continuazione e che ne siano eliminati gli effetti."


Perciò se viene trasmesso in TV uno spot pubblicitario lesivo dell'immagine della donna, la Ministra del Ministero per il Femminismo ha il potere di chiederne l'immediata interruzione, e che "ne siano eliminati gli effetti".

Tradotto in parole povere significa che gli effetti provocati da uno spot televisivo che lede la dignità delle donne (ad esempio problemi di autostima nelle femmine) vanno eliminati.

E come andrebbero eliminati questi "effetti" ?

Ad esempio finanziando ancora di più il Ministero per il Femminismo, e promuovendo campagne (anche televisive) di sciovinismo femminista (o come direbbero gli americani, di 'women empowerment') dove le donne vengono rappresentate come 'Creature Sovrannaturali' e gli uomini come dei 'Poveri Cretini'.

Evidentemente al Ministero Pari Opportunità non interessa un granchè invece dell'immagine dell'uomo veicolata dai programmi del servizio pubblico. Anzi, è probabile che qualcuno/a pensi che "bastonare" per bene l'immagine maschile nei mass-media possa essere utile per indebolire l'autostima delle giovani generazioni maschili, producendo così una massa di "maschietti" deboli, impauriti, con poco amor proprio e in costante bisogno di conferme e approvazione da parte delle femmine.

Che poi questa campagna d'odio misandrico non sempre ottenga gli effetti desiderati
[1], qualcuno dovrebbe riferirlo sia alle "ministre per le pari opportunità" sia a tutte quelle associazioni governative o non-governative che si son messe in testa di "rieducare" a suon di misandria e pestaggio anti-maschile le giovani generazioni maschili.

Il male-bashing nei mass media sarebbe quindi lo strumento principale per plasmare a proprio piacimento le nuove generazioni maschili, cercando di renderle più "insicure", "deboli", e con grossi problemi di autostima. Per quanto riguarda le femmine invece il processo che si sta cercando di attuare è esattamente l'opposto.

Nella nostra Società Femminista l'autostima delle femmine va preservata, quella dei maschi demolita.

Finchè dura, questo rovinoso giochetto.



Note
[1] Un'email ricevuta recentemente da un giovane lettore di questo sito - le "Ministre" ed i
tanti "operatori sociali" femministi stiano attente/i ad una cosa chiamata 'effetto boomerang':

"Complimenti per il sito.....Lo seguo da un po' di tempo e sono davvero
contento che ci siano siti che ci difendono e raccontano la cattiveria,
stupidità e furbizia delle donne.
"
-**********86@alice.it

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