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Anonimo, Marco, Simone - 3.4.2009
#1 Anonimo
Oggetto: basta femminismo
Complimenti per il tuo canale.
Basta con questo femminismo non se ne può più! Intanto in tv si riferiscono alle femmine solo con il termine DONNE mentre gli uomini sono sempre chiamati con disprezzo MASCHI (come gli animali). Chi ci chiama maschi ci offende, ci devono chiamare UOMINI e non maschi. Basta poi con la favola che le femmine sono discriminate sul lavoro. In tutti i posti, privati o pubblici, ci sono molte più femmine e agli uomini sono lasciati solo i lavori più sporchi e faticosi e sono pagati anche di meno.
Non parliamo poi della situazione sessuale. L'uomo non ha più diritto all'iniziativa sessuale: se corteggia una ragazza rischia la denuncia per molestia sessuale (un ragazzo è stato denunciato perchè guardava una signora sul treno), se la sfiora può essere arrestato per VIOLENZA SESSUALE, se va con una prostituta viene ugualmente ARRESTATO e se infine esasperato violenta una femmina riceve l'ERGASTOLO (ma ci sono anche proposte di STERILIZZAZIONE). Si può fare sesso solo quando e se vogliono le femmine. Siamo oggetti, cose nelle mani delle femmine.
BASTA FEMMINISMO!
#2 Marco
Oggetto: (nessun oggetto)
Sono un lettore dichiaratamente di sinistra,quindi di sicuro nè conservatore,nè reazionario,nè tantomeno veteromaschilista ma volevo dirvi che sostengo l'iniziativa di un luogo di incontro online come quello creato da voi,in primis per ritrovare tra noi uomini quella stessa solidarietà di genere che nella sua versione femminile ha reso possibile alla follia drastico/separatista di umiliare la nostra soggettività,umiliandoci come se ci dovessimo sentire in colpa della nostra condizione di uomini ed etero.
E di questo inquinamento della società in tutti i liveli sembra che se ne stia accorgendo ora anche qualche donna,che comincia a sentire la mancanza del modello maschile che con così tanta perseveranza si sono accaniti nel perseguitare.
è ora di cominciare una battaglia culturale trasversale per affermare il nostro diritto all'esistenza,sia come uomini che come etero,senza nulla togliere a chi fa altre libere scelte certo,ma senza nulla dover subire noi per quelle scelte.
Avete tutto il mio sostegno continuate così
#3 Simone
Oggetto: Discriminazioni verso l'uomo
Salve vorrei esprimere la mia opinione su uno dei piu’ grossi problemi che affligge l’Italia e molti altri paesi come l’Italia e cioe’ il fatto che le donne si lamentano ancora dei loro diritti negati quando invece gli unici che si possono lamentare sono gli uomini.Per spiegare bene questa situazione vorrei prendere come punto di partenza un evento che a molti sembra di poca importanza mentre secondo me ha un grosso significato:
avete notato che per l’8 marzo, cioe’ la festa della donna, in televisione hanno parlato continuamente dei diritti negati alle donne,violenze subite dalle donne,discriminazioni verso le donne,ecc…. mentre per il 19 marzo, cioe’ la festa del papa’, nessuno ha detto niente neanche un accenno! Eppure di padri con grossi problemi di diritti negati ce ne sono una marea. Questa e’ una prova plateale di quello che penso e dico gia’ da tanto e cioe’ che in questa societa’ femminista c’e’ una forte volonta’ di dare valore esclusivamente alle donne mentre l’uomo di fronte una donna non deve valere piu’ niente. Infatti i mass media parlano ormai tutti i giorni di diritti delle donne e situazioni in cui le donne vengono maltrattate, ma di diritti negati agli uomini non accennano minimamente eppure ce ne sono tante di situazioni in cui e’ l’uomo la vittima (per quando riguarda i padri separati per esempio penso che non ci sia niente da ridire su chi sono le vittime); in televisione l’uomo compare solo quando e’ lui il colpevole facendolo apparire quindi sempre come violento, aggressivo e discriminatorio (non fa per niente piacere sentire discorsi in alcune trasmissioni televisive dove si diceva che tutti gli uomini sono violenti e stupratori dentro, penso sia abbastanza ingiurioso e offensivo per la dignita’ dell’uomo e quindi da censurare), ci sono un’abbondanza di casi in cui sono le donne ad essere violente, aggressive, e discriminatorie ma questi casi non vengono mai esternati da nessuno, e se qualche volta (per sbaglio) capita di sentirli in televisione o sui giornali comunque la donna viene sempre scusata perche’ affetta da una qualche forma di patologia (depressione, ansia, problemi mentali in genere, autodifesa, ecc…) mentre nel caso dell’uomo non gli viene mai riconosciuta nessuna scusante e gli viene attribuito sempre l’appellativo di mostro,delinquente,bastardo, ecc…, ditemi voi se questa non e’ discriminazione verso l’uomo? Anzi spesso un comportamento violento di un uomo e’ dato dall’esasperazione perche’ costretto a sopportare un comportamento altrettanto malvagio di una donna o forse piu’ malvagio perche’ in molti casi gratuito.
A proposito di questo argomento vorrei menzionare un articolo del 7/5/2007 comparso su PARINFORMA giornale di pari opportunita’ della provincia di lecco, nel quale si parlava del convegno tenutosi a Roma su: “Aspetti psicologici, legali e criminologi”, dove si affrontava proprio il discorso dell’uomo vittima di maltrattamenti da parte della donna confermando nettamente quello che ho detto prima. Le donne non sono per niente quelle povere creature indifese che ci vogliono far credere, anzi la societa’,le istituzioni e persino la legge sono esclusivamente dalla loro parte, piu’ difese di cosi’? Senza contare tutte quelle organizzazioni come: associazioni in difesa della donna, centri di assistenza per le donne, telefono rosa, telefono antistupro, eventi e manifestazioni varie per la donna e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. C’e’ qualcosa del genere per l’uomo? Ovviamente no,eppure mica e’ d’acciao, e’ di carne e ossa come la donna e quindi soggetto ad ingiustizie come la donna. Nella societa’ di oggi un uomo deve stare attento anche solo a smuovere un capello che rischia di avere tutti contro mentre una donna puo’ fare tutto quello che vuole tanto chi la ferma? Tanto per dirne una per esempio, un uomo che offre soldi ad una donna in cambio di prestazioni sessuali e’ facile che venga denunciato mentre una donna puo’ chiedere soldi in cambio di prestazioni sessuali e non avere nessuna conseguenza e diventare addirittura famosa com’e’ successo recentemente ad una certa show-girl della televisione che ovviamente ora conosciamo tutti;ditemi voi se anche questa non e’ prostituzione? Non e’ contrattare prestazioni sessuali a pagamento? Non dovrebbe essere denunciata? La risposta alla domanda e’ semplice: ”no perche’ e’ una donna e quindi puo’ fare tutto”. Anzi la denuncia la prenderebbe sicuramente chi gli venisse in mente di dire che questo e’ un comportamento da prostituta.
Per quando riguarda le discriminazioni sul lavoro poi non e’ assolutamente vero che la donna e’ discriminata anzi e’ tutto il contrario. Per prima cosa trovatemi un lavoro dove la donna e l’uomo svolgono le stesse funzioni e la donna viene pagata meno, a me non e’ ancora capitato di vederlo. Seconda cosa non e’ vero che la donna ha piu’ difficoltà a trovare lavoro anzi e’ il contrario perche’ ci sono molti lavori (buoni) riservati solo alle donne mentre di lavori riservati all’uomo o non ce ne sono o sono quei pochi schifosissimi e faticosissimi lavori che la donna non gli passerebbe neanche per l’anticamera del cervello di fare (per esempio avete mai incontrato una donna che vorrebbe fare il carpentiere?). Infatti se ci sono donne che non trovano lavoro e’ perche’ molti lavori non li vogliono proprio fare. E se a volte succede,come si sente in giro (ma sicuramente sono solo voci senza nessun riscontro nella realta’), che qualcuno non vuole assumere delle donne per il discorso della maternita’, e’ perche’ molte se ne approfittano e cioe’ rimangono incinta di proposito dopo che hanno trovato un lavoro proprio per usufruire della maternita’ portando un danno grosso a chi le assume;ma comunque penso che siano solo voci altrimenti le donne giovani non lavorerebbero nessuno e non mi sembra che sia cosi’; e se anche fosse vero che qualche donna non viene assunta per il discorso della maternita’ per contro molte donne trovano lavoro solo perche’ sono donne e specialmente se sono belle mentre un uomo il lavoro se lo deve sempre meritare con il sudore, quindi il discorso delle donne non assunte per la maternita’ e’ sicuramente una loro scusa per ottenere qualsiasi lavoro vogliano; con questa scusa le donne dicono che se non ottengono un lavoro e’ perche’ sono state discriminate così un datore di lavoro e’ costretto ad assumerle anche se non sono idonee invece se il lavoro non lo ottiene un uomo e’ perche’ non se lo ha meritato(un mio amico gli e’ stato detto ad un colloquio di lavoro che non era idoneo perche’ era uomo).
Per non parlare di quelle donne che di lavorare non ci pensano neanche e si fanno mantenere dagli uomini (ma di questo ovviamente nessuno dice niente anzi viene considerata una cosa normale se invece dovesse capitare qualche caso raro in cui e’ l’uomo a volersi far mantenere da una donna, tutti hanno da ridire).
Inoltre dovete spiegarmi il discorso delle quote rosa; nessuno impedisce alle donne di assumere un qualsiasi ruolo di potere quindi se ci sono piu’ uomini e’ perche’ ci sono meno donne che si sono meritate quel ruolo, allora perche’ mettere le quote rosa? Volete forse che una donna assuma un ruolo di poter anche se non se lo e’ meritato ma solo perche’ e’ donna e magari ci sono molti altri uomini piu’ idonei di lei? Mi sembra anche questa una bella discriminazione verso l’uomo. Se mettiamo le quote rosa in politica perche’ ci sono piu’ uomini, allora mettiamo le quote azzurre in quei lavori dove la maggioranza sono donne (avete notato che le quote rosa le pretendono solo per i posti di potere con la scusa della maggiore presenza di uomini? Se il problema e’ la differenza tra la presenza di uomini e donne, anche in molti altri lavori c’e’ questa differenza allora perche’ non pretendono le quote rosa per esempio per andare a fare i muratori o i meccanici e gli imbianchini o gli idraulici ecc… eppure in questi lavori ci sono solo uomini!).
Vorrei far notare anche, rimanendo nel discorso della politica, che gli uomini che ci governano pensano all’Italia nel suo insieme mentre le donne che stanno in politica pensano solo ai diritti delle donne facendo leggi solo per le donne (altra discriminazione verso l’uomo) allora mi chiedo se e’ giusto farci governare da qualcuno che pensa solo a dare diritti e privilegi a una parte dell’Italia (cioe’ alla parte femminile). Per ultima cosa, per quanto riguarda il discorso lavoro, non capisco proprio perche’ c’e’ da ridire sul fatto che le donne devono andare in pensione a 65 anni come gli uomini visto anche che in media vivono molto piu’ degli uomini. Anzi non capisco perche’ non ci si sia pensato prima. Anche questa non e’ discriminazione verso l’uomo?
Penso che le donne non lottano per la parita’(gia’ raggiunta da moltissimi anni) ma per la supremazia sull’uomo infatti pensano solo ai loro diritti e ai propri vantaggi e privilegi mentre dei loro doveri se ne fregano.
RISPOSTE:
#1
Hai colto in pieno una delle tante tattiche linguistiche che vengono usate per sminuire gli uomini, e cioè riferirsi a questi come "maschi" (o "maschietti") e nel frattempo riferirsi alle femmine come "donne".
Il motivo ha a che fare anche con la fonetica: "maschi" suona più sinistro, stridente, più torvo, mentre "uomini" fila via più liscio e melodico. Il termine "femmine" viene invece evitato come la peste, ricordo infatti qualche anno fa che un politico riferendosi alle donne le aveva chiamate "femmine", e una giornalista aveva segnalato questa come una "grave offesa" nei confronti delle donne.
Eppure sono proprio loro, le giornaliste per prime, a fare abbondante uso di parole come "maschi", "maschietti", "maschiotti", "maschiettini", "ometti" etc.etc., sempre affiancate dalla parola "donne".
Purtroppo, anche se non si vorrebbe, siamo in una situazione tale in cui dobbiamo per forza abbassarci al loro livello, e risparargli indietro le loro stesse bassezze tali e quali: quindi invece di parlare di "donne", si deve assolutamente parlare di "femmine", e in presenza di femmine che parlano di "maschietti e ometti", bisogna parlare di "femminucce e donnette". Dobbiamo, cioè, rendere pan per focaccia.
#2
Ciao Marco, grazie per l'email.
Della solidarietà di genere maschile, se mai è esistita, oggi vediamo solo le macerie fumanti. Gli uomini si scannano per ogni minima cazzata quando di mezzo ci sono le femmine, spegnendo il cervello e delegando ogni ragionamento al proprio pene. Una battaglia culturale trasversale è senz'altro auspicabile, ma nella sua attesa, dobbiamo mettere in campo -ognuno di noi individualmente- tutte le poche armi che abbiamo a nostra disposizione, come il boicottaggio del matrimonio.
#3
Ciao, hai messo molta carne sul fuoco con questa tua email, dici cose molto condivisibili e che ormai fanno parte delle "classiche" rivendicazioni che si muovono contro la Società Femminista: denigrazione degli uomini sui mass-media, propaganda incessante sui presunti "diritti negati" alle femmine, bugie sul fatto che le donne a parità di mansione lavorativa con gli uomini vengono pagate di meno, quote rosa per i posti di potere ma non per quelli dove si suda e spesso ci si lascia la pelle, diversità di trattamento in caso di pensione, con le femmine che ci vanno a 60 anni e gli uomini a 65 nonostante questi ultimi vivano in media 7 anni di meno, eccetera eccetera eccetera...
Le tue conclusioni sono esatte: la "lotta femminista" non è per la parità, ma per la sopraffazione. Il termine "parità" (o anche "pari opportunità") è un telo mimetico posto sopra il vero obiettivo del femminismo, e cioè prendere il sopravvento sulla società e quindi sugli uomini, creando un "nuovo ordine" basato sui dettami della velenosa ideologia femminista.
Con le femministe vale lo stesso discorso che si fa con i politici, gli affabulatori e gli imbroglioni vari: non stare a sentire quello che dicono, ma guarda quello che fanno.
E quello che hanno prodotto le femministe, dalla fine del 1800 ad oggi, è sotto gli occhi di tutti:
-guerra civile fra i sessi,
-distruzione del matrimonio,
-sradicamento della figura paterna perchè ormai "inutile",
-svilimento della femminilità per appiattirla sul modello maschile,
-demonizzazione della sessualità maschile,
-sogni deliranti di partenogenesi e autoriproduzione femminile,
-svalutazione delle qualità e dei punti di forza maschili,
(salvo poi esaltarli quando si "presentano" in qualche femmina dopata)
-...eccetera, eccetera, eccetera.
Questi sono i frutti: ognuno di noi può vederli.
C'è qualcuno che pensa che una pianta che produce simili disgrazie non sia da estirpare completamente, fin dalle sue radici ?
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