Novembre 2008
 
   
L'Opinione dei Lettori


















 
 

Email Varie - 23.11.2007


#1 Silvio
Oggetto: GRANDE


Ciao mi chiamo Silvio ho 32 anni e ti voglio dire che sei un GRANDE, finalmente so di non essere pazzo, dato che delle volte mi sono perso pure una conclusione di serata perchè osavo sfatare il luogo comune che la donna oggi è ancora oppressa e che deve sottomersi al maschio, io sarò di parte ma vedo solo favori, a cominciare dalle quote rosa, dai vantaggi sui test per i concorsi nelle forze armate sia per entrarci sia una volta dentro, a quelle pubblicità finanziate anche coi soldi di noi maschi, su "Occhio donna a cosa firmi" e altre amenità del genere. Purtroppo quello che mi scandalizza non è tanto che le donne pensino di essere sempre svantaggiate ma il fatto che molti maschi credano sia vero, ed applaudono a scelte anche anti democratiche, come quella delle quote rosa, salvo poi non lasciare mai la propria poltrona, tanto è L'UOMO comune che ci rimette a noi cosa frega, basta solo vedere la cause di divorzio come sono spudoratamente a favore della donna. Voglio solo ribadirti i miei complimenti e di continuare così e se hai in mente qualche azione per far conoscere maggiormente il sito e poter aprire la mente a tanti altri.

Complimenti e ci sentiamo presto.

Silvio.



#2 Silverback
Oggetto: un'altra "vittima" della società "maschilista"


Anche questa prof sarà sicuramente "vittima" della "sporca società maschilista" che le impone di smutandarsi per strada e parimenti di speculare sugli ormoni maschili. Una volta o l'altra, voglio provare anch'io a spogliarmi in autobus e poi a mettermi a girare per strada e in metropolitana tutto nudo, così, tanto per vedere cosa succede... Sicuramente mi arresterebbero dopo un nanosecondo, con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico, per non parlare del fatto che i mass media mi bollerebbero come maniaco sessuale. Eh sì, è proprio strana la società "maschilista" nella quale viviamo... verrebbe quasi da pensare che tutto è meno che maschilista...

Ciao.
Silverback

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/porno-prof/porno-prof/porno-prof.html


CRONACA
Anna Ciriani insegna in una scuola di Pordenone.
I suoi alunni tappezzarono i bagni con le sue immagini hard trovate sul web

Prof di giorno, pornodiva di notte
Madameweb tra blog e polemiche

Alla fiera dell'eros di Berlino, a fine ottobre, è stata un'attrazione
e il video che testimonia il suo successo è finito su YouTube
di ROBERTO CALABRO'


SI FA CHIAMARE Madameweb, come un personaggio dell'Uomo Ragno, ed è una vera signora della Rete: sono a decine i siti per adulti che parlano di lei. E in cui la si vede in azione. Fin qui nulla di strano. Se non fosse che Madameweb non è soltanto una delle icone hard della rete, ma anche un'insegnante di Lettere in una scuola media di Pordenone. Una "porno-prof", insomma.

Cinque anni fa alcuni alunni avevano scoperto su internet le foto hard della loro insegnante e, dopo averle stampate, avevano pensato bene di tappezzare i bagni della scuola con commenti non proprio edificanti. Da lì nacque una querelle, anche legale, che si trascinò fino all'anno scorso quando i genitori dei ragazzi, venuti a conoscenza che la professoressa era stata assegnata nuovamente allo stesso istituto, tempestarono di telefonate il dirigente scolastico minacciando di non mandare più a scuola i propri figli. Alla fine lo scandalo fu messo a tacere con un trasferimento "diplomatico" dell'insegnante ai corsi serali per adulti delle 150 ore, in un Istituto della provincia.

Ma, a quanto pare, Madameweb non ha rinunciato al gusto della trasgressione. Ed è scoppiato un nuovo putiferio a causa della sua ultima "impresa": la provocante "porno prof" ha partecipato all'ultima edizione di "Venus", la fiera dell'Eros tenutasi a Berlino dal 18 al 21 ottobre scorsi. Secondo quanto raccontano gli addetti ai lavori, la performance estemporanea di Madameweb è stata uno dei momenti più bollenti della rassegna. E il successo di pubblico ottenuto in occasione della fiera è stato poi amplificato a dismisura dalla Rete. Su YouTube impazza un video di cinque minuti che riprende l'esplosiva professoressa completamente nuda sull'autobus, in metropolitana, mentre cammina per strada. E poi in fiera dove Madameweb si fa fotografare e accarezzare da un gruppo sempre più folto di occasionali fans.

LE FOTO DAL FILMATO

La partecipazione alla fiera dell'erotismo e la conseguente esposizione mediatica hanno creato un nuovo caso ripreso, non senza morbosità, dai quotidiani locali. E anche sul web il tam-tam è ripreso. Un collega della professoressa nel suo blog ha sollevato la questione dell'etica degli insegnanti: "La vita privata", scrive il prof-blogger, "conta, e conta eccome. Conta per le famiglie. Conta per la Scuola. Conta per il ruolo che lei ha nei confronti degli alunni. Conta per le istituzioni, e anche per chi le ruota attorno".

La risposta di Madameweb non si è fatta attendere. Con un post chilometrico. "Il mio comportamento a scuola è sempre stato estremamente professionale e integerrimo", ha risposto al collega, sottolineando di non indossare mai abiti provocanti e di mantenere con tutti un atteggiamento distaccato. Madameweb poi difende a spada tratta il proprio operato di insegnante: "Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione culturale nonché una crescita e maturazione dell'individuo. L'educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente dai genitori o dai tutori dei ragazzi. Non possiamo sostituirci a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da seguire".

E in un passaggio successivo rivendica la libertà delle proprie scelte nella sfera privata: "E' vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa. Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s'incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali". E, alla fine del post, in un estremo atto di coraggio, la "porno prof" svela la sua identità firmandosi con nome e cognome: Anna Ciriani. In arte Madameweb.

(21 novembre 2007)



#3 Silverback
Oggetto: la tenerezza delle femmine...


http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=14634



#4 Vartox
Oggetto: donne che pagano gli uomini


Ma quando a farlo sono gli uomini, non si parla di "sfruttamento del corpo femminile" ? E non si diceva pure che un uomo che paga una donna è uno "sfigato" che "non ci sa fare" con le donne?

CORRIERE DELLA SERA 22-11-2007
L'antropologa: tendenza che deriva dalla nuova indipendenza femminile
Gb: è boom per «l'uomo in affitto»
Spopolano tra le donne in carriera gli accompagnatori, rigorosamente no-sex.
Le esperienze di Joanna e Jennifer


LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Affittereste un uomo per farvi accompagnare a una festa? Debra Messing lo faceva in «Wedding date - Un amore in prestito», film del 2005 dove la protagonista si presentava al matrimonio della sorella con un fidanzato da urlo, che in realtà aveva scelto su un catalogo e pagato un mucchio di sterline.

Due anni fa sembrava solo un copione da Hollywood, con immancabile lieto fine di lei che si innamora di lui e tanti saluti all’agenzia in affitto.

ACCOMPAGNATORE - Oggi, invece, andare ai party o agli eventi mondano-lavorativi in compagnia di un fusto niente male e magari capace pure di reggere una conversazione brillante sta diventando una consuetudine soprattutto fra le donne in carriera, che non hanno tempo da perdere alla ricerca di un potenziale fidanzato, ma anche fra le single di ritorno, ancora scottate da esperienze sentimentali andate male. Anche perché, a differenza del film, in questo caso a fine serata, si paga il dovuto (dalle 350 sterline – 487 euro in su) e tanti saluti, senza rischi di imbarazzanti extra. In altre parole, niente sesso o coinvolgimento emotivo, ma solo una normale transazione d’affari.

JOANNA - Joanna Whiteley, 36enne arredatrice di Winchester, divorziata da sei anni e con due figli, ha scoperto l’esistenza degli “uomini in affitto” tre anni fa, in occasione di un ballo: ci doveva andare perchè era una faccenda di lavoro, ma di presentarsi da sola neanche a parlarne. Così, quasi per ridere, le amiche le hanno suggerito di provare con l’escort a pagamento. «Come donna di successo e single, considero questi eventi sociali molto difficili da affrontare – ha raccontato al quotidiano britannico “Daily Mail” – e quando un’amica mi ha detto di aver letto un articolo dove si parlava di questi accompagnatori maschili usati come chaperon, ho cominciato a rifletterci sopra e l’ho trovata la soluzione perfetta ai miei problemi». Joanna si è così buttata alla ricerca del suo “uomo in affitto” su internet, scoprendo che il confine fra il servizio che lei cercava e la prostituzione era davvero sottile. Stava quasi per lasciar perdere, quando finalmente ha trovato quello che voleva: un’agenzia rigorosamente “no-sex” che offriva accompagnatori di standard elevato a oltre 1000 donne fra i 30 e i 55 anni. «Cercavo un uomo più o meno della mia età, capace di conversare amabilmente, di stare in pubblico e di reggere la parte del “vecchio amico”. Il sesso non era in agenda, perché erano solo affari». E così la scelta è caduta sul trentenne consulente Steve. E’ stato lui ad accompagnarla al famoso ballo. «Al primo appuntamento, ero molto nervosa, perché temevo di aver fatto una pessima scelta. Invece, Steve non mi ha deluso sotto alcun punto di vista. E’ un professionista intelligente e capace, che lavora come accompagnatore la sera per conoscere gente. Abbiamo parlato mezz’ora al bar e abbiamo concordato una storia su come ci eravamo conosciuti, quindi siamo andati al ballo. L’ho presentato come “un mio buon amico” e ci sono cascati tutti. Lui è stato davvero fantastico e mentre parlava con gli altri ospiti, continuava ad interessarmi a me e a chiedermi come stavo, se volevo da bere… Quando poi siamo andati in pista, ho sentito chiaramente l’invidia delle altre donne». A fine serata, una stretta di mano, qualche commento di circostanza su quanto si fossero divertiti e 350 sterline in meno nel portafoglio di Joanna che, da allora, è ricorsa svariate volte ai “compagni in affitto”, con la carriera e i figli a fare da scusa al suo scarso interesse per le relazioni convenzionali. «Non posso perdere tempo con gli appuntamenti galanti e poi alla maggior parte degli uomini, le donne come me, concentrate sulla carriera, non vanno giù. Per la stessa ragione, non posso preoccuparmi del sesso. Non sono una da “una notte e via”, ma non ho nemmeno voglia di perdermi dietro a tutte quelle complicazioni che di solito ci sono in una relazione. Quindi, affitto un uomo che mi accompagni dove devo andare e sono a posto». Solo la sua migliore amica, però, è a conoscenza del segreto. «Una parte di me non vuole dirlo a nessuno perché la morale sociale stigmatizzerebbe quello che faccio, ma un’altra parte di me vorrebbe alzarsi in piedi a una cena e dire a tutti: “Che diavolo! Ho affittato un uomo”. Ma non sono sicura che troverei il coraggio di farlo».

JENNIFER - Comunque, quello di Joanna non è certo un caso isolato, come conferma Jennifer Hallam, altra 36enne sedotta dal fenomeno “maschio a pagamento” che sei settimane fa ha pagato 400 sterline (circa 550 euro) per la compagnia di James. «Sono consulente gestionale, il che significa molti viaggi per lavoro, e quel giorno mi trovavo a Newcastle, dove non c’ero mai stata e non conoscevo nessuno, ma la prospettiva di passare la serata in hotel a guardare la tv mi deprimeva. Così, ho fatto un giro su internet e ho trovato una società che forniva “escort” a pagamento, ma senza sesso. James mi sembrava perfetto: trent’anni, alto e ben educato. Decisi di affittarlo per mostrarmi le attrazioni della città. Ovviamente, ero un po’ nervosa, ma solo perché l’idea mi sembrava un tantino strana e, comunque, non vorrei mai pagare qualcuno per fare sesso con me. Sarebbe troppo umiliante. Ma perchè negarmi il piacere di stare in compagnia di un ragazzo carino per qualche ora? In fondo, sono single e non ho né tempo né voglia per una relazione sentimentale con un uomo. Così sono andata con James ed è stato davvero un bel modo di trascorrere il tempo”. Da che mondo è mondo, sono stati proprio gli uomini i primi a cercare compagnia a pagamento, quindi perché sorprendersi se le donne ne seguono l’esempio?»

ANTROPOLOGA - «Questa nuova tendenza deriva dalla crescente indipendenza femminile – suggerisce l’antropologa Jean Smith, per nulla sconvolta dal fenomeno – e tanto più le donne hanno successo nel lavoro, tanto più vogliono avere il controllo anche della loro vita amorosa. Ecco perché l’affitto di “chaperon” è in aumento: in questo modo, si può avere il meglio della compagnia maschile, senza complicazioni legate al sesso o all’amore e senza dover litigare su chi porta fuori la spazzatura….».


#5 Vartox
Oggetto: le femministe e il topless

Ma lo smutandamento femminile non era segno di "oppressione maschile" ?
Ad esempio, nel nostro paese non si fa altro che sostenere che in tv e sui giornali ci sono troppe donne nude - veline, attrici, ecc. - e che questo sarebbe da ricondurre al "potere maschile" che umilierebbe le esponenti del cosiddetto gentil sesso, indirettamente e invisibilmente indotte dagli uomini a mostrare le proprie nudità.
La stessa pornografia sarebbe - sempre secondo le femministe - un altro strumento maschile per opprimere le donne, ma al tempo stesso lo sarebbe pure il burka...

I casi sono tre:
1- Queste femministe sono pazze.
2- Queste femministe sono in malafede.
3- Queste femministe sono affette da una fortissima misandria.

Mi chiedo: quand'è che "i maschi alpha occidentali" cominceranno ad alzare la voce contro queste pazze?

SVEZIA, creata un'associazione che organizza blitz in monokini negli impianti
Le femministe: sì al topless in piscina
Le donne svedesi hanno intentato causa alle strutture che impediscono di fare il bagno a seno nudo


TOCCOLMA (SVEZIA) - Le donne svedesi lottano per fare il bagno nelle piscine pubbliche a seno nudo. Per rivendicare questo, che loro definiscono un diritto, hanno fatto causa alle piscine coperte che glielo impediscono e si sono presentate in topless in diverse strutture del paese.

DIBATTITO - «Vogliamo andare in piscina, prendere il sole e fare il bagno in monokini. Anche gli uomini hanno seni e capezzoli, ma nessuno li obbliga a coprirli», ha spiegato in un'intervista al quotidiano svedese "Kvällsposten", Ragnhild Larlsson. La ventiduenne è portavoce del gruppo "Bara Bröst", letteralmente "seni nudi", creato da una cinquantina di femministe svedesi qualche mese fa, dopo il caso di due donne allontanate a settembre da una piscina pubblica di Uppsala nei pressi di Stoccolma che si sono rifiutate di coprirsi i seni. La curiosa, quanto seria vicenda ha acceso un vivace dibattito in tutto il Paese.

INCURSIONI - «E' una questione di uguaglianza. Vogliamo che il seno sia considerata una parte del corpo come le altre», ha aggiunto la Larlsson. Per sensibilizzare l'opinione pubblica e montare il caso è partita nei giorni scorsi dal sud della Svezia una protesta alquanto originale: diverse decine di donne compiono infatti a turno delle vere e proprie incursioni in topless nelle piscine pubbliche, dalle quali vengono sistematicamente scoperte e cacciate. Nel frattempo l'associazione ha ingaggiato una schiera di avvocati per intentare una causa legale contro i gestori che impongono questi "divieti". Per le femministe «viene leso il principio fondamentale dell'uguaglianza tra uomo e donna». In un dibattito televisivo l'associazione svedese dei bagnini ha dichiarato di non voler sostenere l'iniziativa di "Bara Bröst". «Nei mei trent'anni di lavoro questo non è mai stato un problema», ha detto Bengt Nielsen, della piscina pubblica Kockums di Malmö. «Se il difensore civico ritiene tuttavia che le donne possano fare il bagno anche in topless, semplicemente ci atterremo alle regole».

Elmar Burchia
22 novembre 2007


RISPOSTE:

#1

Ciao Silvio, ricambio i complimenti e fa piacere sapere che il sito è apprezzato.
Per far conoscere il sito puoi fare pubblicità nei vari forum o blog in rete oppure stampare questo giornalino e diffonderlo in giro (ad esempio: nei treni o negli autobus). Nei prossimi giorni verrà pubblicato una sorta di manifesto del sito, sarebbe utile stampare anche quello e diffonderlo in giro.

#2

Mi ricorda quell'altra ragazza che qualche mese fa fece uno spogliarello nel metrò, oppure quella femmina che si spogliò davanti a tutti e fece il bagno nella fontana di Trevi. Dietro tutti questi casi dev'esserci qualche "orrendo maschio padre-padrone" che le ha obbligate a puttaneggiare in giro per la città...

#3
In tema con l'imminente manifestazione del 25 Novembre contro la violenza delle donne.
Ops! sulle donne...

#4
Esatto, la storiella femministoide recita proprio così: quando l'uomo paga per fare del sesso è uno sfigato. Quando è la donna a pagare è emancipata. Idem con patate per quanto riguarda il cosiddetto "turismo sessuale". Sono i simpatici doppi-standard di questa società femminista.

#5
Quando avvenne questo caso qualche mese fa, i giornali svedesi riportarono anche la notizia che alcune delle ragazze che fecero il bagno in topless avrebbero successivamente fatto richiesta che l'obbligo del "bikini" venisse esteso anche agli uomini. Le ragazze erano studentesse di 20 anni, e una disse che "se le ragazze sono obbligate ad indossare il bikini, allora anche i ragazzi dovrebbero avere lo stesso obbligo".
A New York successe qualcosa di simile alcuni anni fa, quando un gruppetto di donne avanzò la pretesa di poter andare in giro a seno scoperto. Dissero che se gli uomini possono andare in giro a petto nudo (d'estate e nei parchi...) allora anche le donne dovrebbero poter fare lo stesso.
D'altronde maschi e femmine sono uguali, anche fisicamente... o no ?

-AntiFeminist Online Journal