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Email Varie - 23.11.2007
#1 Silvio
Oggetto: GRANDE
Ciao mi chiamo Silvio ho 32 anni e ti voglio dire che sei
un GRANDE, finalmente so di non essere pazzo, dato che delle
volte mi sono perso pure una conclusione di serata perchè
osavo sfatare il luogo comune che la donna oggi è ancora oppressa
e che deve sottomersi al maschio, io sarò di parte ma vedo
solo favori, a cominciare dalle quote rosa, dai vantaggi sui
test per i concorsi nelle forze armate sia per entrarci sia
una volta dentro, a quelle pubblicità finanziate anche coi
soldi di noi maschi, su "Occhio donna a cosa firmi" e altre
amenità del genere. Purtroppo quello che mi scandalizza non
è tanto che le donne pensino di essere sempre svantaggiate
ma il fatto che molti maschi credano sia vero, ed applaudono
a scelte anche anti democratiche, come quella delle quote
rosa, salvo poi non lasciare mai la propria poltrona, tanto
è L'UOMO comune che ci rimette a noi cosa frega, basta solo
vedere la cause di divorzio come sono spudoratamente a favore
della donna. Voglio solo ribadirti i miei complimenti e di
continuare così e se hai in mente qualche azione per far conoscere
maggiormente il sito e poter aprire la mente a tanti altri.
Complimenti e ci sentiamo presto.
Silvio.
#2
Silverback
Oggetto:
un'altra "vittima" della società "maschilista"
Anche questa prof sarà sicuramente "vittima" della "sporca società
maschilista" che le impone di smutandarsi per strada e parimenti
di speculare sugli ormoni maschili. Una volta o l'altra, voglio
provare anch'io a spogliarmi in autobus e poi a mettermi a girare
per strada e in metropolitana tutto nudo, così, tanto per vedere
cosa succede... Sicuramente mi arresterebbero dopo un nanosecondo,
con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico, per non parlare
del fatto che i mass media mi bollerebbero come maniaco sessuale.
Eh sì, è proprio strana la società "maschilista" nella quale
viviamo... verrebbe quasi da pensare che tutto è meno che maschilista...
Ciao.
Silverback
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/porno-prof/porno-prof/porno-prof.html
CRONACA
Anna Ciriani insegna in una scuola di Pordenone.
I suoi alunni tappezzarono i bagni con le sue immagini hard
trovate sul web
Prof di giorno, pornodiva di notte
Madameweb tra blog e polemiche
Alla fiera dell'eros di Berlino, a fine ottobre, è stata
un'attrazione
e il video che testimonia il suo successo è finito su YouTube
di ROBERTO CALABRO'
SI FA CHIAMARE Madameweb, come un personaggio dell'Uomo Ragno,
ed è una vera signora della Rete: sono a decine i siti per
adulti che parlano di lei. E in cui la si vede in azione.
Fin qui nulla di strano. Se non fosse che Madameweb non è
soltanto una delle icone hard della rete, ma anche un'insegnante
di Lettere in una scuola media di Pordenone. Una "porno-prof",
insomma.
Cinque
anni fa alcuni alunni avevano scoperto su internet le foto
hard della loro insegnante e, dopo averle stampate, avevano
pensato bene di tappezzare i bagni della scuola con commenti
non proprio edificanti. Da lì nacque una querelle, anche legale,
che si trascinò fino all'anno scorso quando i genitori dei
ragazzi, venuti a conoscenza che la professoressa era stata
assegnata nuovamente allo stesso istituto, tempestarono di
telefonate il dirigente scolastico minacciando di non mandare
più a scuola i propri figli. Alla fine lo scandalo fu messo
a tacere con un trasferimento "diplomatico" dell'insegnante
ai corsi serali per adulti delle 150 ore, in un Istituto della
provincia.
Ma,
a quanto pare, Madameweb non ha rinunciato al gusto della
trasgressione. Ed è scoppiato un nuovo putiferio a causa della
sua ultima "impresa": la provocante "porno prof" ha partecipato
all'ultima edizione di "Venus", la fiera dell'Eros tenutasi
a Berlino dal 18 al 21 ottobre scorsi. Secondo quanto raccontano
gli addetti ai lavori, la performance estemporanea di Madameweb
è stata uno dei momenti più bollenti della rassegna. E il
successo di pubblico ottenuto in occasione della fiera è stato
poi amplificato a dismisura dalla Rete. Su YouTube impazza
un video di cinque minuti che riprende l'esplosiva professoressa
completamente nuda sull'autobus, in metropolitana, mentre
cammina per strada. E poi in fiera dove Madameweb si fa fotografare
e accarezzare da un gruppo sempre più folto di occasionali
fans.
LE
FOTO DAL FILMATO
La partecipazione alla fiera dell'erotismo e la conseguente
esposizione mediatica hanno creato un nuovo caso ripreso,
non senza morbosità, dai quotidiani locali. E anche sul web
il tam-tam è ripreso. Un
collega della professoressa nel suo blog ha sollevato
la questione dell'etica degli insegnanti: "La vita privata",
scrive il prof-blogger, "conta, e conta eccome. Conta per
le famiglie. Conta per la Scuola. Conta per il ruolo che lei
ha nei confronti degli alunni. Conta per le istituzioni, e
anche per chi le ruota attorno".
La
risposta di Madameweb non si è fatta attendere. Con un post
chilometrico. "Il mio comportamento a scuola è sempre stato
estremamente professionale e integerrimo", ha risposto al
collega, sottolineando di non indossare mai abiti provocanti
e di mantenere con tutti un atteggiamento distaccato. Madameweb
poi difende a spada tratta il proprio operato di insegnante:
"Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione
culturale nonché una crescita e maturazione dell'individuo.
L'educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente
dai genitori o dai tutori dei ragazzi. Non possiamo sostituirci
a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da
seguire".
E
in un passaggio successivo rivendica la libertà delle proprie
scelte nella sfera privata: "E' vero sono una professoressa,
ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare
ciò che sono a scuola e viceversa. Io non pubblico le mie
foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori
in cui consenzientemente s'incontrano e discutono persone
che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali".
E, alla fine del post, in un estremo atto di coraggio, la
"porno prof" svela la sua identità firmandosi con nome e cognome:
Anna Ciriani. In arte Madameweb.
(21 novembre 2007)
#3
Silverback
Oggetto:
la tenerezza delle femmine...
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=14634
#4
Vartox
Oggetto:
donne che pagano gli uomini
Ma
quando a farlo sono gli uomini, non si parla di "sfruttamento
del corpo femminile" ? E non si diceva pure che un uomo che
paga una donna è uno "sfigato" che "non ci sa fare" con le
donne?
CORRIERE DELLA SERA 22-11-2007
L'antropologa: tendenza che deriva dalla nuova indipendenza
femminile
Gb: è boom per «l'uomo in affitto»
Spopolano tra le donne in carriera gli accompagnatori,
rigorosamente no-sex.
Le esperienze di Joanna e Jennifer
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Affittereste un uomo per farvi
accompagnare a una festa? Debra Messing lo faceva in «Wedding
date - Un amore in prestito», film del 2005 dove la protagonista
si presentava al matrimonio della sorella con un fidanzato
da urlo, che in realtà aveva scelto su un catalogo e pagato
un mucchio di sterline.
Due
anni fa sembrava solo un copione da Hollywood, con immancabile
lieto fine di lei che si innamora di lui e tanti saluti all’agenzia
in affitto.
ACCOMPAGNATORE - Oggi, invece, andare ai party o agli
eventi mondano-lavorativi in compagnia di un fusto niente
male e magari capace pure di reggere una conversazione brillante
sta diventando una consuetudine soprattutto fra le donne in
carriera, che non hanno tempo da perdere alla ricerca di un
potenziale fidanzato, ma anche fra le single di ritorno, ancora
scottate da esperienze sentimentali andate male. Anche perché,
a differenza del film, in questo caso a fine serata, si paga
il dovuto (dalle 350 sterline – 487 euro in su) e tanti saluti,
senza rischi di imbarazzanti extra. In altre parole, niente
sesso o coinvolgimento emotivo, ma solo una normale transazione
d’affari.
JOANNA - Joanna Whiteley, 36enne arredatrice di Winchester,
divorziata da sei anni e con due figli, ha scoperto l’esistenza
degli “uomini in affitto” tre anni fa, in occasione di un
ballo: ci doveva andare perchè era una faccenda di lavoro,
ma di presentarsi da sola neanche a parlarne. Così, quasi
per ridere, le amiche le hanno suggerito di provare con l’escort
a pagamento. «Come donna di successo e single, considero questi
eventi sociali molto difficili da affrontare – ha raccontato
al quotidiano britannico “Daily Mail” – e quando un’amica
mi ha detto di aver letto un articolo dove si parlava di questi
accompagnatori maschili usati come chaperon, ho cominciato
a rifletterci sopra e l’ho trovata la soluzione perfetta ai
miei problemi». Joanna si è così buttata alla ricerca del
suo “uomo in affitto” su internet, scoprendo che il confine
fra il servizio che lei cercava e la prostituzione era davvero
sottile. Stava quasi per lasciar perdere, quando finalmente
ha trovato quello che voleva: un’agenzia rigorosamente “no-sex”
che offriva accompagnatori di standard elevato a oltre 1000
donne fra i 30 e i 55 anni. «Cercavo un uomo più o meno della
mia età, capace di conversare amabilmente, di stare in pubblico
e di reggere la parte del “vecchio amico”. Il sesso non era
in agenda, perché erano solo affari». E così la scelta è caduta
sul trentenne consulente Steve. E’ stato lui ad accompagnarla
al famoso ballo. «Al primo appuntamento, ero molto nervosa,
perché temevo di aver fatto una pessima scelta. Invece, Steve
non mi ha deluso sotto alcun punto di vista. E’ un professionista
intelligente e capace, che lavora come accompagnatore la sera
per conoscere gente. Abbiamo parlato mezz’ora al bar e abbiamo
concordato una storia su come ci eravamo conosciuti, quindi
siamo andati al ballo. L’ho presentato come “un mio buon amico”
e ci sono cascati tutti. Lui è stato davvero fantastico e
mentre parlava con gli altri ospiti, continuava ad interessarmi
a me e a chiedermi come stavo, se volevo da bere… Quando poi
siamo andati in pista, ho sentito chiaramente l’invidia delle
altre donne». A fine serata, una stretta di mano, qualche
commento di circostanza su quanto si fossero divertiti e 350
sterline in meno nel portafoglio di Joanna che, da allora,
è ricorsa svariate volte ai “compagni in affitto”, con la
carriera e i figli a fare da scusa al suo scarso interesse
per le relazioni convenzionali. «Non posso perdere tempo con
gli appuntamenti galanti e poi alla maggior parte degli uomini,
le donne come me, concentrate sulla carriera, non vanno giù.
Per la stessa ragione, non posso preoccuparmi del sesso. Non
sono una da “una notte e via”, ma non ho nemmeno voglia di
perdermi dietro a tutte quelle complicazioni che di solito
ci sono in una relazione. Quindi, affitto un uomo che mi accompagni
dove devo andare e sono a posto». Solo la sua migliore amica,
però, è a conoscenza del segreto. «Una parte di me non vuole
dirlo a nessuno perché la morale sociale stigmatizzerebbe
quello che faccio, ma un’altra parte di me vorrebbe alzarsi
in piedi a una cena e dire a tutti: “Che diavolo! Ho affittato
un uomo”. Ma non sono sicura che troverei il coraggio di farlo».
JENNIFER - Comunque, quello di Joanna non è certo un
caso isolato, come conferma Jennifer Hallam, altra 36enne
sedotta dal fenomeno “maschio a pagamento” che sei settimane
fa ha pagato 400 sterline (circa 550 euro) per la compagnia
di James. «Sono consulente gestionale, il che significa molti
viaggi per lavoro, e quel giorno mi trovavo a Newcastle, dove
non c’ero mai stata e non conoscevo nessuno, ma la prospettiva
di passare la serata in hotel a guardare la tv mi deprimeva.
Così, ho fatto un giro su internet e ho trovato una società
che forniva “escort” a pagamento, ma senza sesso. James mi
sembrava perfetto: trent’anni, alto e ben educato. Decisi
di affittarlo per mostrarmi le attrazioni della città. Ovviamente,
ero un po’ nervosa, ma solo perché l’idea mi sembrava un tantino
strana e, comunque, non vorrei mai pagare qualcuno per fare
sesso con me. Sarebbe troppo umiliante. Ma perchè negarmi
il piacere di stare in compagnia di un ragazzo carino per
qualche ora? In fondo, sono single e non ho né tempo né voglia
per una relazione sentimentale con un uomo. Così sono andata
con James ed è stato davvero un bel modo di trascorrere il
tempo”. Da che mondo è mondo, sono stati proprio gli uomini
i primi a cercare compagnia a pagamento, quindi perché sorprendersi
se le donne ne seguono l’esempio?»
ANTROPOLOGA - «Questa nuova tendenza deriva dalla crescente
indipendenza femminile – suggerisce l’antropologa Jean Smith,
per nulla sconvolta dal fenomeno – e tanto più le donne hanno
successo nel lavoro, tanto più vogliono avere il controllo
anche della loro vita amorosa. Ecco perché l’affitto di “chaperon”
è in aumento: in questo modo, si può avere il meglio della
compagnia maschile, senza complicazioni legate al sesso o
all’amore e senza dover litigare su chi porta fuori la spazzatura….».
#5
Vartox
Oggetto:
le femministe e il topless
Ma
lo smutandamento femminile non era segno di "oppressione maschile"
?
Ad esempio, nel nostro paese non si fa altro che sostenere
che in tv e sui giornali ci sono troppe donne nude - veline,
attrici, ecc. - e che questo sarebbe da ricondurre al "potere
maschile" che umilierebbe le esponenti del cosiddetto gentil
sesso, indirettamente e invisibilmente indotte dagli uomini
a mostrare le proprie nudità.
La stessa pornografia sarebbe - sempre secondo le femministe
- un altro strumento maschile per opprimere le donne, ma al
tempo stesso lo sarebbe pure il burka...
I casi sono tre:
1- Queste femministe sono pazze.
2- Queste femministe sono in malafede.
3- Queste femministe sono affette da una fortissima misandria.
Mi chiedo: quand'è che "i maschi alpha occidentali" cominceranno
ad alzare la voce contro queste pazze?
SVEZIA, creata un'associazione che organizza blitz in monokini
negli impianti
Le femministe: sì al topless in piscina
Le donne svedesi hanno intentato causa alle strutture che
impediscono di fare il bagno a seno nudo
TOCCOLMA (SVEZIA) - Le donne svedesi lottano per fare
il bagno nelle piscine pubbliche a seno nudo. Per rivendicare
questo, che loro definiscono un diritto, hanno fatto causa
alle piscine coperte che glielo impediscono e si sono presentate
in topless in diverse strutture del paese.
DIBATTITO
- «Vogliamo andare in piscina, prendere
il sole e fare il bagno in monokini. Anche gli uomini hanno
seni e capezzoli, ma nessuno li obbliga a coprirli», ha spiegato
in un'intervista al quotidiano svedese "Kvällsposten", Ragnhild
Larlsson. La ventiduenne è portavoce del gruppo "Bara Bröst",
letteralmente "seni nudi", creato da una cinquantina di femministe
svedesi qualche mese fa, dopo il caso di due donne allontanate
a settembre da una piscina pubblica di Uppsala nei pressi
di Stoccolma che si sono rifiutate di coprirsi i seni. La
curiosa, quanto seria vicenda ha acceso un vivace dibattito
in tutto il Paese.
INCURSIONI
- «E' una questione di uguaglianza. Vogliamo
che il seno sia considerata una parte del corpo come le altre»,
ha aggiunto la Larlsson. Per sensibilizzare l'opinione pubblica
e montare il caso è partita nei giorni scorsi dal sud della
Svezia una protesta alquanto originale: diverse decine di
donne compiono infatti a turno delle vere e proprie incursioni
in topless nelle piscine pubbliche, dalle quali vengono sistematicamente
scoperte e cacciate. Nel frattempo l'associazione ha ingaggiato
una schiera di avvocati per intentare una causa legale contro
i gestori che impongono questi "divieti". Per le femministe
«viene leso il principio fondamentale dell'uguaglianza tra
uomo e donna». In un dibattito televisivo l'associazione svedese
dei bagnini ha dichiarato di non voler sostenere l'iniziativa
di "Bara Bröst". «Nei mei trent'anni di lavoro questo non
è mai stato un problema», ha detto Bengt Nielsen, della piscina
pubblica Kockums di Malmö. «Se il difensore civico ritiene
tuttavia che le donne possano fare il bagno anche in topless,
semplicemente ci atterremo alle regole».
Elmar
Burchia
22 novembre 2007
RISPOSTE:
#1
Ciao Silvio, ricambio i complimenti e fa piacere sapere che
il sito è apprezzato.
Per far conoscere il sito puoi fare pubblicità nei
vari forum o blog in rete oppure stampare questo
giornalino e diffonderlo in giro (ad esempio: nei treni
o negli autobus). Nei prossimi giorni verrà pubblicato
una sorta di manifesto del sito, sarebbe utile stampare anche
quello e diffonderlo in giro.
#2
Mi ricorda quell'altra ragazza che qualche mese fa fece uno
spogliarello nel metrò, oppure quella femmina che
si spogliò davanti a tutti e fece
il bagno nella fontana di Trevi. Dietro tutti questi casi
dev'esserci qualche "orrendo maschio padre-padrone"
che le ha obbligate a puttaneggiare in giro
per la città...
#3
In tema con l'imminente manifestazione del 25 Novembre contro
la violenza delle donne.
Ops! sulle donne...
#4
Esatto, la storiella femministoide recita proprio così:
quando l'uomo paga per fare del sesso è uno sfigato.
Quando è la donna a pagare è emancipata.
Idem con patate per quanto riguarda il cosiddetto "turismo
sessuale". Sono i simpatici doppi-standard di questa
società femminista.
#5
Quando avvenne questo caso qualche mese fa, i giornali svedesi
riportarono anche la notizia che alcune delle ragazze che
fecero il bagno in topless avrebbero successivamente fatto
richiesta che l'obbligo del "bikini" venisse esteso
anche agli uomini. Le ragazze erano studentesse di 20 anni,
e una disse che "se le ragazze sono obbligate ad indossare
il bikini, allora anche i ragazzi dovrebbero avere lo stesso
obbligo".
A New York successe qualcosa di simile alcuni anni fa, quando
un gruppetto di donne avanzò la pretesa di poter andare
in giro a seno scoperto. Dissero che se gli uomini possono
andare in giro a petto nudo (d'estate e nei parchi...) allora
anche le donne dovrebbero poter fare lo stesso.
D'altronde maschi e femmine sono uguali, anche fisicamente...
o no ?
-AntiFeminist
Online Journal
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