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Email Varie - 18.11.2007
#1 Paolo
Era da
troppo tempo che credevo di essere politicamente solo, nel
senso di essere il solo a notare o pensare certe cose.
Grazie al vostro sito, segnalato da un pò di sano spam di
un vostro simpatizzante, ho scoperto che le cose stavano diversamente.
Guardate un pò la notizia qui di sotto, fresca come una rosa:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo388244.shtml
ve lo immaginate, se fosse stato un maschio di 15 anni a prendere
a sberle la professoressa?
Vive cordialità
Paolo
#2
Vartox
Vi segnalo questa ennesima ridicola "ricerca".
Sempre sconcertanti sono i commenti dei giornalisti "maschi",
totalmente incapaci di spendere una parola in difesa degli uomini
comuni. Ci credo che poi le donnette si sentono autorizzate
a dire quel che gli pare: non esiste alcuna reale opposizione
maschile a livello mediatico (e non solo).
"a quando l'affermazione di locali in cui gli uomini non
sono i benvenuti?"
Paolo Ligammari
Ricerca: negli Stati Uniti il gentil sesso bistrattato al
bancone
Prima le donne? No se si tratta del caffè
Nei bar americani privilegiati gli uomini: in media le donne
vengono servite 20 secondi dopo
Nei bar americani le donne vengono bistrattate e servite, in
media, venti secondi dopo. Succede anche in Italia?
NEW YORK – A giudicare dal gran numero di maschi che
affollano i bar americani sembrerebbe che le donne non amino
il caffè e il cappuccino quanto gli uomini. Ma non fatevi ingannare.
Non è una questione di gusti. E' che le donne, almeno in America,
al bar vengono trattate peggio: una sorta di mobbing da bancone,
con richieste che vengono soddisfatte con ritardo e noncuranza
e una preferenza continua e neanche tanto strisciante accordata
ai clienti maschi. Alla lunga, per evitare irritazione e scherno,
le donne rinuncerebbero del tutto alla pausa caffè.
LA RICERCA - La scoperta è di una economista americana,
Caitlin Knowles Myers, del college di Middlebury, nel Vermont,
che ha messo i suoi studenti a caccia di prove in otto bar di
Boston: il risultato della ricerca è che gli uomini vengono
serviti in media venti secondi prima delle signore. Lo studio
è stato recensito sulla rivista economica americana Slate da
Tom Harford, economista sui generis e controcorrente, per alcuni
addirittura eretico, noto soprattutto per la rubrica «Caro economista»
che appare sul Financial Times. E che analizza piccoli grandi
temi economici che partono dalla vita quotidiana. Proprio come
la preferenza dei baristi per i clienti maschi.
ECCENTRICHE – A ben vedere, nota Harford, la colpa della
discriminazione è anche del gentil sesso: le donna presentano
frequentemente ordinazioni eccentriche, mentre gli uomini sono,
al solito, più scontati nelle loro preferenze e ordinano bevande
più semplici. Tanto per fare un esempio, più consono alle nostre
abitudini, caffè (maschio) contro caffè macchiato-marocchino-con
spolverata di cacao- orzo in tazza piccola-orzo in tazza grande-con
un’ombra di cannella, grazie (femmina). Come dire, forse anche
in America, come osserva l’economista, le donne esagerano un
tantino con le richieste pretenziose. E così vengono ignorate
dei baristi.
MINORANZE - Ma c’è dell’altro, evidentemente, visto che
dalla ricerca emerge che anche i neri devono aspettare più dei
bianchi per essere serviti, i giovani più degli anziani e persino
i brutti d’aspetto più dei belli (anche se nei casi citati il
tempo d’attesa è statisticamente meno significativo). Ma insomma,
di discriminazione vera e propria si tratta, persino davanti
a una tazzina del caffè.
CONCORRENZA – Come da abitudine, da buon «economista
del quotidiano», Harford riesce a imbastire una morale economica
anche da questo caso di discriminazione al bancone. Come in
tutte le attività economiche, osserva l’editorialista dell’Ft,
la concorrenza metterà le cose a posto. E i locali che discriminano
il gentil sesso saranno spazzati via da bar politicamente corretti
e inappuntabili nel servizio. Del resto, le società occidentali
ci hanno abituato a cambiamenti repentini dei costumi: in pochi
decenni si è passati dai gentlemen’s club e dai pub dominati
dai maschi ai coffee shop frequentati, malgrado le attese, anche
dalle donne; a quando l’affermazione di locali in cui gli uomini
non sono i benvenuti?
Paolo Ligammari
13 novembre 2007
#3
Giosuè
Salute a tutti voi di antifemminista.
Volevo sapere se è vero quello che ho sentito dire:la donna
può
disconoscere il bambino, ma l'uomo no. Se lo hanno fatto in
due,
perchè non hanno gli stessi diritti?
Saluti a tuttI
#4
Claudio V.
[email inviata a info@sinistraeuropea.it]
Gentili
signori,
noto con molto dispiacere che anche nel vostro partito si
segue la odiosa moda di trattare le questioni di genere con
sfacciata parzialità, la quale lascia trasparire il messaggio
che le donne sono il bene e gli uomini il male assoluto.
La versione di ogni argomento è sempre quella delle signore,
le quali, sapendo che tanto a nessuno è consentito contrariarle,
sono libere di sparare tutto quello che passa per la loro
testa, strafregandosene altamente se qualcuno potrebbe offendersi.
Io sono assolutamente stufo di essere sempre condannato perché
di sesso maschile.
Ma che senso ha condannare chi fomenta all'odio verso gli
immigrati e poi tollerare chi fa la stessa cosa nei nostri
confronti?
Un partito che si definisce "contro ogni pregiudizio" e "contro
ogni razzismo" dovrebbe farla finita di rifilarci i soliti
arrugginiti slogan, luoghi comuni e pregiudizi femministi,
altrimenti non è un partito serio ma qualcos'altro.
Claudio V.
RISPOSTE:
#1
Si sarebbe parlato di "terribile violenza sulle donne".
In questo caso invece si parla di "girl power",
con femministe e maschietti-coglioncelli che ridacchiano stupidamente.
#2
Urgono Quote Rosa in ogni bar del paese: 50% di baristi maschi
e 50% di femmine.
Anzi, per essere più femministi: quote rosa non per
i baristi, ma per i proprietari del bar.
E solamente di "quelli belli che fanno soldi",
per le bettole di periferia niente Quote Rosa.
#3
•
Disconoscimento
di paternità
•
Il
disconoscimento di paternità
•
Mariti
traditi: più facile disconoscere la paternità
•
Disconoscimento
di paternità: giudizio e prova dell’adulterio
•
Sempre
ammissibili le prove genetiche per il disconoscimento della
paternità
•
Disconoscimento
della paternità: sulla decorrenza del termine per la domanda
•
Disconoscimento
della paternità: esami genetici senza previa prova dell’adulterio
•
Disconoscimento
di paternità: test del dna è subordinato alla prova dell'adulterio?
#4
Il Signor Claudio non ha specificato i motivi della sua bella
email, anche se si possono intuire.
-AntiFeminist
Online Journal
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