Novembre 2008
 
   
L'Opinione dei Lettori


















 
 

Email Varie - 18.11.2007



#1 Paolo

Era da troppo tempo che credevo di essere politicamente solo, nel senso di essere il solo a notare o pensare certe cose.

Grazie al vostro sito, segnalato da un pò di sano spam di un vostro simpatizzante, ho scoperto che le cose stavano diversamente.

Guardate un pò la notizia qui di sotto, fresca come una rosa: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo388244.shtml

ve lo immaginate, se fosse stato un maschio di 15 anni a prendere a sberle la professoressa?

Vive cordialità

Paolo



#2 Vartox
Vi segnalo questa ennesima ridicola "ricerca".
Sempre sconcertanti sono i commenti dei giornalisti "maschi", totalmente incapaci di spendere una parola in difesa degli uomini comuni. Ci credo che poi le donnette si sentono autorizzate a dire quel che gli pare: non esiste alcuna reale opposizione maschile a livello mediatico (e non solo).
"a quando l'affermazione di locali in cui gli uomini non sono i benvenuti?"
Paolo Ligammari


Ricerca: negli Stati Uniti il gentil sesso bistrattato al bancone
Prima le donne? No se si tratta del caffè
Nei bar americani privilegiati gli uomini: in media le donne vengono servite 20 secondi dopo


Nei bar americani le donne vengono bistrattate e servite, in media, venti secondi dopo. Succede anche in Italia?

NEW YORK – A giudicare dal gran numero di maschi che affollano i bar americani sembrerebbe che le donne non amino il caffè e il cappuccino quanto gli uomini. Ma non fatevi ingannare. Non è una questione di gusti. E' che le donne, almeno in America, al bar vengono trattate peggio: una sorta di mobbing da bancone, con richieste che vengono soddisfatte con ritardo e noncuranza e una preferenza continua e neanche tanto strisciante accordata ai clienti maschi. Alla lunga, per evitare irritazione e scherno, le donne rinuncerebbero del tutto alla pausa caffè.

LA RICERCA - La scoperta è di una economista americana, Caitlin Knowles Myers, del college di Middlebury, nel Vermont, che ha messo i suoi studenti a caccia di prove in otto bar di Boston: il risultato della ricerca è che gli uomini vengono serviti in media venti secondi prima delle signore. Lo studio è stato recensito sulla rivista economica americana Slate da Tom Harford, economista sui generis e controcorrente, per alcuni addirittura eretico, noto soprattutto per la rubrica «Caro economista» che appare sul Financial Times. E che analizza piccoli grandi temi economici che partono dalla vita quotidiana. Proprio come la preferenza dei baristi per i clienti maschi.

ECCENTRICHE – A ben vedere, nota Harford, la colpa della discriminazione è anche del gentil sesso: le donna presentano frequentemente ordinazioni eccentriche, mentre gli uomini sono, al solito, più scontati nelle loro preferenze e ordinano bevande più semplici. Tanto per fare un esempio, più consono alle nostre abitudini, caffè (maschio) contro caffè macchiato-marocchino-con spolverata di cacao- orzo in tazza piccola-orzo in tazza grande-con un’ombra di cannella, grazie (femmina). Come dire, forse anche in America, come osserva l’economista, le donne esagerano un tantino con le richieste pretenziose. E così vengono ignorate dei baristi.

MINORANZE - Ma c’è dell’altro, evidentemente, visto che dalla ricerca emerge che anche i neri devono aspettare più dei bianchi per essere serviti, i giovani più degli anziani e persino i brutti d’aspetto più dei belli (anche se nei casi citati il tempo d’attesa è statisticamente meno significativo). Ma insomma, di discriminazione vera e propria si tratta, persino davanti a una tazzina del caffè.

CONCORRENZA – Come da abitudine, da buon «economista del quotidiano», Harford riesce a imbastire una morale economica anche da questo caso di discriminazione al bancone. Come in tutte le attività economiche, osserva l’editorialista dell’Ft, la concorrenza metterà le cose a posto. E i locali che discriminano il gentil sesso saranno spazzati via da bar politicamente corretti e inappuntabili nel servizio. Del resto, le società occidentali ci hanno abituato a cambiamenti repentini dei costumi: in pochi decenni si è passati dai gentlemen’s club e dai pub dominati dai maschi ai coffee shop frequentati, malgrado le attese, anche dalle donne; a quando l’affermazione di locali in cui gli uomini non sono i benvenuti?

Paolo Ligammari
13 novembre 2007



#3 Giosuè
Salute a tutti voi di antifemminista.
Volevo sapere se è vero quello che ho sentito dire:la donna può
disconoscere il bambino, ma l'uomo no. Se lo hanno fatto in due,
perchè non hanno gli stessi diritti?
Saluti a tuttI


#4 Claudio V.
[email inviata a info@sinistraeuropea.it]
Gentili signori,
noto con molto dispiacere che anche nel vostro partito si segue la odiosa moda di trattare le questioni di genere con sfacciata parzialità, la quale lascia trasparire il messaggio che le donne sono il bene e gli uomini il male assoluto.

La versione di ogni argomento è sempre quella delle signore, le quali, sapendo che tanto a nessuno è consentito contrariarle, sono libere di sparare tutto quello che passa per la loro testa, strafregandosene altamente se qualcuno potrebbe offendersi.

Io sono assolutamente stufo di essere sempre condannato perché di sesso maschile.

Ma che senso ha condannare chi fomenta all'odio verso gli immigrati e poi tollerare chi fa la stessa cosa nei nostri confronti?

Un partito che si definisce "contro ogni pregiudizio" e "contro ogni razzismo" dovrebbe farla finita di rifilarci i soliti arrugginiti slogan, luoghi comuni e pregiudizi femministi, altrimenti non è un partito serio ma qualcos'altro.

Claudio V.


RISPOSTE:

#1

Si sarebbe parlato di "terribile violenza sulle donne".
In questo caso invece si parla di "girl power", con femministe e maschietti-coglioncelli che ridacchiano stupidamente.

#2

Urgono Quote Rosa in ogni bar del paese: 50% di baristi maschi e 50% di femmine.
Anzi, per essere più femministi: quote rosa non per i baristi, ma per i proprietari del bar.
E solamente di "quelli belli che fanno soldi", per le bettole di periferia niente Quote Rosa.

#3
Disconoscimento di paternità
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#4
Il Signor Claudio non ha specificato i motivi della sua bella email, anche se si possono intuire.

-AntiFeminist Online Journal