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Giugno 2009
 
   
Contributi e Segnalazioni


















 
 

Spogliatoi maschili e magliette misandriche
2.6.2009








Il primo contributo è di Simone, che ci parla del trattamento discriminatorio che gli uomini devono subire negli spogliatoi della piscina del Foro Italiaco [1].


Spogliatoi
di Simone

Una questione di poco conto può portare alla luce qualcosa che nel sentire comune proprio non va.

Recentemente sono stati unificati gli spogliatoi della piscina del Foro Italico a Roma. A causa dei lavori in vista dei prossimi Mondiali di Nuoto, sono stati chiusi alcuni locali: in pratica se prima c'erano quattro spogliatoi (uomini, donne, bambini e bambine), ora ce ne sono due (maschi e femmine).

Il problema deriva dal fatto che la direzione consente alle mamme (o comunque ad accompagnatrici donne) di entrare nello spogliatoio maschile, e questo senza che nessuno si lamenti o comunque trovi la cosa sufficientemente stravagante da poterla considerare oggetto di discussione.

Ci sarebbe poco da eccepire se alle donne fosse permesso di assistere le bambine nello spogliatoio femminile e agli uomini di assistere i bambini in quello maschile. E solo questo.

Ma quando c'è una mamma con il suo bambino o un papà con la sua bambina come si fa? Mi risulta che questo problema sia avvertito anche in altri impianti, visto che altrove due soli spogliatoi sono la regola e non l'eccezione.

La soluzione più logica e radicale sarebbe quella di negare l'accesso a qualsiasi accompagnatore esterno, uomo o donna che sia: se il bambino o la bambina non sa far da sè, non utilizza lo spogliatoio e si arrangia a casa sua.

Ove proprio si ritenga irrinunciabile l'ingresso di assistenti adulti, per come la vedo io dovrebbe essere il loro sesso a determinare la scelta dello spogliatoio da utilizzare, non quello degli assistiti. Vale a dire: mamma con bambino nello spogliatoio femminile e papà con bambina in quello maschile. Lo trovo decisamente più sensato.

Ma evidentemente il senso comune è diverso dal mio. Tanto che qualche genio in direzione ha fatto affiggere degli avvisi che recitano: "tutti gli atleti adulti negli orari concomitanti ad attività con bambini sono pregati di fare la doccia in costume" e "tutti gli atleti adulti sono pregati di osservare i più elementari accorgimenti nel rispettto [sic] dell'intimità". Passi il primo (che pure non mi piace), ma il secondo è davvero assurdo. Come dire: tu stai nel tuo spogliatoio e non ti puoi spogliare. E se lo fai sei tu la bestia indecente e disumana che contravviene alle regole più ovvie del convivere civile; sei tu il miserabile esibizionista da biasimare ed emarginare.

L'elemento più fastidioso in tutto questo è che non c'è simmetria: posto che donne adulte hanno facoltà di entrare nello spogliatoio maschile per assistere i bambini, non si capisce perchè uomini adulti non possano entrare in quello femminile per assistere le bambine.

Ma no, non sia mai! Questa è una bassa provocazione che non puoi neanche provare a sussurrare timidamente, senza esser considerato un maniaco sessuale o un pedofilo pervertito.

Bene che vada ti raccontano idiozie tipo: le bambine sono più mature e sanno arrangiarsi da sole, mentre i bambini, notoriamente più vivaci, più maldestri, più mammoni, più distratti e meno coscienziosi (tutti eufemismi per sostenere che sarebbero intrinsecamente meno dotati: dei piccoli deficienti ritardati insomma) hanno bisogno dell'assistenza di un adulto (meglio ancora di un'adulta, considerata più affidabile).

Di fatto, questa è la situazione attuale: le bambine e le donne hanno diritto a spogliarsi in un luogo apposito e riservato, di loro pertinenza esclusiva. I bambini possono sì spogliarsi, ma in un luogo promiscuo. Gli uomini non possono farlo, se non ricorrendo ad equilibrismi col telo da spiaggia.

Ed è solo la più recente manifestazione di un doppio standard al quale siamo ormai assuefatti: lo spogliatoio femminile è sacro e inviolabile, come se custodisse chissà cosa; quello maschile può essere senza porte, esposto a vani di passaggio promiscuo e popolato da personale femminile anche in orari di esercizio.

Definirei ridicolo tutto ciò, se non fosse che basta andare poco oltre col pensiero per accorgersi che purtroppo non c'è nulla da ridere.

spogliatoi




Il secondo contributo è di Ysela:

"Ciao volevo inviarti una foto che ho scattato in un negozio di abbigliamento a Chieti, ho scelto di inviarlo a te perchè il sito antifeminist è il migliore in assoluto che tratta con accuratezza le discriminazioni contro il genere maschile in tutto il mondo. COMPLIMENTI!"

 


[1]
La risposta all'email di Simone:

La questione che hai toccato è molto profonda, e si potrebbe scrivere parecchio proprio sui vari casi di violazione dell'intimità maschile (espressione che andrebbe messa fra virgolette, dato che per la morale comune sembra che nei "maschi" non ci sia niente di inviolabile), avvenuti nelle modalità più eclatanti negli USA, a partire dagli spogliatoi della NFL fino a quelli della NBA (ma ricordo personalmente anche alcuni casi minori qui in Italia).

Oltre alla violazione dell'intimità maschile, che viene vista non solo come accettabile e normale, ma come gesto "progressista" per svilire gli uomini, si lancia in modo subdolo anche il messaggio secondo cui tutti gli uomini sarebbero potenziali pedofili, che non si lasciano andare ai loro sfoghi più animaleschi e bestiali solamente perchè limitati nelle occasioni (vedere anche l'articolo sulla British Airways che vieta ai passeggeri maschi di sedersi di fianco a dei bambini). Questo messaggio, oltre che falso e dannoso per gli uomini, lo è anche per la salute dei bambini, a cui viene insegnato fin da piccoli a diffidare dei "maschi adulti" perchè potenziali pedofili.

Note
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