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Aprile 2011
 
   
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L'andropausa non esiste
29.4.2011




 

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso parlare di una cosa chiamata "andropausa", che secondo gli "esperti" sarebbe lo speculare maschile della "menopausa", ovvero quell'evento fisiologico che nelle donne segna la fine del ciclo mestruale. Nonostante non esista negli uomini -come poi verrà ben spiegato da Sergio in questo articolo- un evento fisiologico simile, sempre più spesso si sentono illustri teste vuote (maschi e femmine), utilizzare questo termine a mo' di "rivincita" per le battutine di spirito che ruotano attorno al termine "menopausa".

Pare proprio che durante le Dittature Ideologiche (in questo caso "femminista"), la "scienza" si pieghi ai fanatici dell'ideologia nel tentativo folle di "far quadrare il cerchio", e di inventare dei fenomeni che nella realtà non esistono, con lo scopo di assecondare la realtà virtuale che prolifera invece nelle teste bacate dei fanatici di qualsivoglia ideologia. In questo caso stiamo parlando delle fanatiche femministe, che periodicamente si inventano qualche vaginata che non esiste nella realtà, e testardamente fanno un'incessante azione di lobby per convincere la società dell'esistenza di quella cosa che nei fatti esiste solo nelle loro teste bacate.

Nel caso dell'andropausa -oltre al dileggio costante delle "sessuologhe" femministe sulla "crisi sessuale del maschio", sulla cosiddetta "impotenza maschile", "eiaculazione precoce", "ansia da prestazione" e tutta un'altra serie di scemenze con cui queste teste vuote si trastullano abitualmente in salotti televisivi come Porta a Porta, fra un sorrisino e qualche compiaciuto starnazzamento- si è deciso di inventare dal niente questa parolina per "contrattaccare" le sporadiche e innocue battute di spirito sulle donne in menopausa, dando così un'arma (spuntata, come vedremo) alle femmine che così tutte gonfie e tronfie potranno rispondere "ma gli uomini hanno l'andropausa".

Si ritorna cioè al vecchio motivo di tutta la propaganda femminista, che ha come scopo principale quello di "proteggere" e "tutelare" la fragilissima autostima delle femmine, e nel frattempo di "demolire" e "distruggere" l'autostima maschile. Arma fallimentare, l'invenzione dell'andropausa, perchè ora ad una femmina che la dovesse tirar fuori, oltre alla battutina di spirito sulla menopausa, la si potrà anche accusare -dati alla mano- di crassa ignoranza.


Perchè l'andropausa non esiste
di Sergio Gialdini

Cercherò di spiegare secondo le attuali conoscenze mediche, perché il termine andropausa non ha ragione di esistere. L’ Andropausa non solo non esiste da un punto di vista clinico e biologico, ma è un termine errato se posto a confronto con il termine menopausa.

Se Andro vuole dire uomo e Gino vuole dire donna, andro-pausa significherebbe pausa dell’uomo, mentre gino-pausa, pausa della donna e non pausa delle mestruazioni.

Di fatto con il termine meno-pausa ”Meno= mese o ciclicità mensile dei catameni” si indica il momento in cui cessano le mestruazioni nella donna ed in cui esiste una pausa effettiva della capacità riproduttiva.

Non si usa invece giustamente il termine di ginopausa, perché non esiste una pausa nell’essere donna.

Il termine andropausa (pausa dell’essere uomo), invece viene utilizzato nonostante ”non esista una pausa” nella capacità riproduttiva.

A rigor di logica se questa pausa esistesse davvero come avviene nella donna, potremo parlare  non di andropausa, ma di spermatopausa. Già la semantica la dice lunga sulla provenienza di questa falsa informazione maligna e stupidamente faziosa.

Ma veniamo al dunque:

Una donna va in menopausa  e con essa incontro alla sospensione irreversibile delle capacità riproduttive, inesorabilmente tra i 45 e i 55 anni. Tale fenomeno è dovuto all’atrofia dell’ovaio tale da non permettere più l’ovulazione e tutti gli ovociti residui nell’ovaio vanno incontro a necrobiosi.

Nella donna non sempre la menopausa rispecchia un corrispondente invecchiamento fisico esterno e femminile almeno nei primi anni, ma in essa è compromessa per sempre l’attività riproduttiva.

Nell’uomo succede qualcosa di diverso, la produzione di spermatozoi continua tutta la vita fino alla morte, nonostante il calo fisiologico dovuto all’invecchiamento (cosidetto climaterio generale) che avviene nella sfera sessuale come in qualsiasi altro sistema ed apparato.

In altri termini nell’uomo non esiste ”una pausa”, ma con l’invecchiamento esiste ”una riduzione della spermatogenesi e della potenza sessuale” che non viene comunque quasi mai annullata del tutto e può talora esacerbarsi in taluni momenti e con opportune stimolazioni.

Tale riduzione delle funzioni sessuali peraltro inizia in maniera variabile, talora dopo i 45 anni, talora dopo i 55, ma talora anche dopo i 75 ed in alcuni casi mai, a seconda delle condizioni di salute psico-fisica del soggetto e del tipo di vita che conduce.

C’è da dire inoltre che spesso in determinate condizioni di stimolo, si notano fenomeni di ”ringaluzzimento“ anche in uomini di età avanzata.

Si può concludere che mentre nella donna si arriva ad una atrofia totale delle ovaie con riduzione pressoché completa nella produzione di estrogeni e progesterone e talora completa scomparsa persino della libido, nell’uomo si può arrivare tutto al più ad una ipotrofia dei testicoli con riduzione del testosterone circolante, in maniera direttamente proporzionale al grado di invecchiamento biologico e non anagrafico, nonché allo stato di salute del soggetto.

Esistono ovviamente malattie che comportano la completa atrofia del testicolo, ma non sono la regola.

Come ci testimonia la Bibbia e la storia dei faraoni Egiziani l’uomo può avere una potenza erigendi  nonché fecondante anche dopo gli 80 anni. (es: gli oltre 150 figli di Ramsess II, avuti anche con figlie e nipoti).

Lo stato di salute dell’individuo negativo (diabete, cardiopatie, endocrinopatie, tumori, stati depressivi ect.) può influire negativamente sulle funzioni sessuali maschili, pur non riducendole quasi mai del tutto.

Lo stato di salute positivo (sport, viaggi, nuovi eccitamenti sessuali, stati euforici) può incrementare invece positivamente le funzioni sessuali in qualsiasi età.

Fatto questo preambolo si può passare ora ad alcuni cenni sulla fisiologia dell’Ovaio e quella del Testicolo.

Vediamo la fisiologia dell’ovaio.

L’ovaio al termine del suo sviluppo embrionale presenta un numero determinato di cellule uovo primordiali (ovogoni) che possono essere di alcuni milioni.

Di tutte queste cellule immature ¾ muoiono prima della pubertà, altre continuano a morire nel periodo che intercorre tra il menarca e la menopausa. Dopo la pubertà gli ovogoni  maturano in ovociti, ma presentano un arresto delle riproduzioni, che dura fino a fecondazione avvenuta.

Tutti i mesi una cellula uovo viene espulsa con l’ovulazione (più raramente 2-3) e si rende disponibile per la fecondazione. Le cellule non destinate all’ovulazione tendono a invecchiare ad aver anomalie cromosomiche sempre più frequenti e apoptosi, dimostrando tralaltro il perché con l’aumentare dell’età i rischi di difetti congeniti nei nascituri aumentano. La cellula uovo a differenza dello spermatozoo non si riproduce più fino a dopo la fecondazione, cioè la formazione dello zigote (contenente i 23 cromosomi materni e i 23 cromosomi paterni) che ha sua volta evolve in morula e quindi in blastocisti (in cui si formano i 3 foglietti embrionali, ectoderma, mesoderma e entoderma).

Dopo la menopausa  le restanti cellule uovo sopravissute vanno incontro a apoptosi concomitante alla progressiva atrofia dell’ovaio.

La menopausa è un evento dovuto alla perdita della funzione di controllo ciclica dell’ipofisi sull’ovaio per atrofia di quest’ultimo, per cui avviene la ”pausa“ delle mestruazioni e di conseguenza la “pausa“ delle capacità riproduttive, che coincidono purtroppo anche con l’arresto definitivo delle su citate funzioni.

Essendo l’ovaio privo della possibilità di dare origine a ulteriori cellule uovo da rimpiazzare le perdite, fa una politica di risparmio ed elimina una sola cellula uovo nel periodo dell’ovulazione rendendola così disponibile per una eventuale fecondazione.

In altri termini parlando secondo la teoria evoluzionistica l’ovaio tende a lottare per la sopravvivenza e cioè a trasmettere il proprio materiale genetico, soltanto con la cellula uovo che cede durante l’ovulazione.

E’ questo il meccanismo fondamentale unico attraverso il quale l’ovaio si garantisce  la possibilità di conservare la specie e di trasmettere i propri geni.

L’ovaio non può sperperare i propri geni perché sono contenuti in un numero esiguo di cellule uovo non sostituibili.

Per tale motivo l’ovaio avrebbe ed ha tutti i diritti di decidere, quando, come e da quale spermatozoo debba essere fecondata la sua cellula uovo in modo da non sprecare inutilmente i propri geni.

Veniamo ora alla fisiologia del testicolo.

Il testicolo contiene anch’esso alla nascita cellule germinali che iniziano a riprodursi e maturare con la pubertà e continuano poi  riprodursi per tutta la vita.

In altri termini gli spermatogoni si riproducono inizialmente solo come spermatogoni, quindi come spermatozoi dopo la pubertà.

Dalla pubertà in poi gli spermatozoi vengano prodotti per tutta la vita, anche nonostante il calo fisiologico presente nell’invecchiamento. A differenza degli ovociti, che sono in numero prefissato e si riproducono solamente se fecondati.

La caduta della produzione di spermatozoi è un fatto lento, così come la produzione di testosterone e delle funzioni sessuali del maschio in generale.

Inoltre va considerato che la riduzione della spermatogenesi e delle funzioni sessuali, non è un fatto uguale per tutti, in quanto può iniziare in età diverse a partire dai 50-60 anni, ma anche in età molto più avanzata.

Ne consegue che il maschio per tutta la sua vita mantiene, se pur non come dai 20 ai 40 anni, la sua funzione sessuale e riproduttiva.

In altri termini non esiste una “pausa“ come invece avviene nelle donne.

Col passare degli anni anche nelle cellule della linea germinale maschile possono aumentare le anomalie cromosomiche e genetiche, ma in minor misura rispetto alle cellule uovo che rimangono le stesse dalla nascita e presentano un arresto maturativo e riproduttivo fino alla fecondazione avvenuta.

La produzione continua di spermatozoi, in certo qual modo protegge dalle mutazioni casuali, in quanto crea continuamente elementi giovani, le cellule alterate e mutate morirebbero prima di giungere a maturazione, quindi verrebbe già effettuata una selezione naturale. Questa potrebbe essere una spiegazione per cui i difetti congeniti sono più influenzati dall’eccessiva età della madre, che non da quella del padre. Dopo la fecondazione le anomalie cromosomiche incompatibili con la vita verrebbero eliminate con l’aborto spontaneo, e quest’ultima è una ulteriore difesa a posteriori a livello uterino.  

Tenendo presente che in 1 ml di liquido spermatico sono presenti oltre 20 milioni di spermatozoi e ogni spermatozoo potrebbe essere potenzialmente in grado di fecondare una cellula uovo, la facilità alla trasmissione dei propri geni è di gran lunga molto più facile per il testicolo che per l’ovaio. Si dice che 1ml di sperma circa può essere in grado di fecondare due volte tutta la popolazione femminile fertile di una città come Los Angeles.

Quindi il testicolo, trovandosi in netto vantaggio rispetto all’ovaio in termini di possibilità di tramandare i propri geni nella lotta per l’esistenza, si troverà invece in svantaggio compensatorio per la scarsa disponibilità di cellule uovo disposte a scegliere i suoi spermatozoi e quindi costretto alla dispersione del materiale genetico.

In altri termini fra i numerosi spermatozoi che corrono alla fecondazione, solo uno, il più fortunato, il più prestante, il più veloce verrà “scelto” dalla cellula uovo per la propria fecondazione (raramente più di uno).

Già a livello cellulare si può notare il comportamento maschile (spermatozoo), finalizzato alla ricerca della femmina (cellula uovo), in competizione con gli altri maschi (altri spermatozoi), vince il più veloce e quindi il più forte.

Il comportamento femminile (cellula uovo ) è quello dell’attesa, che questo sciame di maschi eccitati (spermatozoi), si proponga.

Avviene quindi la scelta da parte della femmina (cellula uovo) del maschio più prestante (lo spermatozoo più veloce e prestante).

Ovviamente da quanto detto si possono dedurre numerose conclusioni che stanno alla base del comportamento e spesso della guerra tra i generi.

di Sergio Gialdini

[AntiFeminist, 29 Aprile 2011]


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