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Sulla femminilizzazione delle scuole
[contributo di ScienziatoApocrifo]
7.7.2007
ScienziatoAprocrifo, un lettore di questo sito, ha inviato
come contributo questi
due interessanti articoli che riprendono il tema della femminilizzazione
della scuola [1].
In provincia di Reggio Emilia
Per insegnargli a non morsicare le compagne maestra
d'asilo morde bimbo
30 Maggio 2007
Asilo
nido "Peter Pan", un nome che da solo ispira tranquillità.
In quello che dovrebbe essere uno dei luoghi più
sicuri cui affidare i propri figli, ecco invece
accadere un episodio quantomeno singolare. Siamo
in uno dei due "nido" di San Martino in Rio, piccolo
centro di 2 mila anime a 20 chilometri da Reggio
Emilia. Durante l'orario scolastico, mentre i
bimbi stanno giocando normalmente, uno di loro,
due anni e mezzo appena, morde il braccino di
una compagna: la piccola scoppia in lacrime.
Fin
qui tutto regolare, cose che capitano,
senonchè una delle maestre, stando
alla testimonianza di una collega e alla ricostruzione
dei carabinieri, avrebbe deciso di far capire
al bimbo quanto male avesse procurato alla bambina.
Come ? Mordendolo a sua volta. Peccato che il
morso sia stato più forte del necessario,
forse una "disattenzione" dell'incauta, o perchè
il bimbo ha cercato di divincolarsi: il piccolo
ha così riportato una vistosa ecchimosi. Il fatto
è avvenuto il 17 maggio scorso ma è venuto fuori
solo ieri, anche in seguito alla denuncia fatta
dai genitori dell'alunno.
La maestra, una 32enne di Campogalliano, dovrà
rispondere di abuso di mezzi di correzione e lesioni
personali. Il bambino, giudicato guaribile in
8 giorni dai medici del nosocomio di Reggio Emilia,
dove è stato refertato, è tornato a scuola il
giorno dopo, apparentemente senza ulteriori conseguenze,
ma, stando al racconto dei genitori, avrebbe manifestato
gravi sintomi di turbamento, proprio a causa di
quel morso. A carico della maestra si profila,
così anche una querela per lesioni psicologiche.
Sull'episodio sono state aperte due indagini,
una interna all'istituto scolastico comunale che
ha portato all'immediata sospensione dall'incarico
della maestra, peraltro dimessasi all'indomani
dell'episodio, e una condotta dai Carabinieri
di San Martino.
I genitori di altri piccoli ospitati dall'asilo
si sono detti preoccupati, ma non manca certo
la sorpresa. La giovane maestra, a detta degli
stessi genitori, è sempre stata benvoluta e non
si era mai verificato prima nulla di simile. Il
sindaco e le autorità cittadine hanno subito preso
posizione, dichiarando che di fronte a un fatto
di simile gravità è necessaria la massima fermezza.
:::STRANE PUNIZIONI:::
LEGATO CON LO SCOTCH
-Ottobre 2006. In una scuola di Roma, una insegnante
pescarese viene denunciata per aver legato, con
del nastro adesivo, un bimbo di 9 anni alla sedia:
lo ha fatto, si difende, per placarlo.
LINGUA TAGLIATA
-Febbraio 2007. In una elementare dell'hinterland
milanese, una maestra ferisce con delle forbici
la lingua di Walid, 7 anni, di origine tunisina:
voleva farlo stare zitto ma è stato un incidente,
è la versione della donna.

[ CONTRIBUTO DI: ScienziatoApocrifo
]
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Da notare come il giornalista cerca di difendere la maestra
in questione
(che ricordiamolo, ha morso un bambino di appena 2
anni):
"Peccato
che il morso sia stato più forte del necessario,
forse una "disattenzione" dell'incauta, o perchè il
bimbo ha cercato di divincolarsi: il piccolo ha
così riportato una vistosa ecchimosi."
Una
"disattenzione" o piuttosto stava sfogando la sua
rabbia/frustrazione repressa sul piccoletto ? Se poi il bimbo
ha "cercato di divincolarsi", se la "morsa"
fosse stata leggera non avrebbe provocato nessuna ecchimosi.
Evidentemente la "maestra" stava stringendo parecchio.
Ma d'altronde stiamo parlando di una Donna, non di un "maschio",
quindi parlare di mostri o di orchi in questo
caso non sarebbe politicamente corretto.
Il secondo articolo parla invece di uno studio condotto da
Thomas Dee, un professore dello Swarthmore College e della
Stanford University, dove si affronta il tema del sesso dell'insegnante,
e di come questo influenzi l'apprendimento degli alluni.
Il sesso dell'insegnante influisce sull'insegnamento
Ben Feller, Associated Press, 28 Agosto 2006
Tra
tutte le differenze tra i sessi, ce n'è una che
potrebbe stimolare il dibattito nel campo dell'insegnamento:
i ragazzi imparano meglio dagli uomini e le ragazze
imparano meglio dalle donne.
Questa
è la conclusione di uno studio provocatorio [2]
di
Thomas Dee, un professore associato di economia
allo Swarthmore College e professore supplente
alla Stanford University. Il suo studio è stato
pubblicato lunedì in "Education Next", una rivista
trimestrale pubblicata dall'Hoover Institution.
Esaminato ed approvato dalle recensioni dei colleghi,
la ricerca di Dee sta ora affrontando una battaglia
per essere accettato. Alcuni educatori ritengono
controverse le sue conclusioni ed il modo in cui
le ha ottenute.
Ma Dee dice che la sua ricerca dimostra che il
genere ha la sua importanza quando si parla d'insegnamento.
Per la precisione, avere un insegnante di sesso
opposto disturba il progresso accademico di uno
studente.
"Dovremmo pensare con più attenzione sul perchè",
egli dice.
Dee avverte di non arrivare a conclusioni affrettate
basandosi sul suo lavoro. Non vuole sostenere
delle politiche di educazione basate sulla divisione
per sesso o cose simili.
Piuttosto spera che il suo lavoro stimoli nuove
ricerche sull'effetto delle questioni di genere
e su come affrontarlo.
I suoi studi partivano dalla constatazione che
la proporzione di insegnanti maschi ha raggiunto
il livello più basso degli ultimi 40 anni.
Approssimativamente l'80% degli insegnanti in
USA sono femmine.
Lo studio di Dee è basato sull'osservazione di
un campione nazionale rappresentativo di quasi
25000 studenti, condotta dal dipartimento dell'educazione
nel 1998. Benchè datata, questa è la più completa
indagine eseguita tra gli studenti delle scuole
medie, quando cioè emergono più chiaramente le
differenze sessuali.
Dee ha esaminato i punteggi dei test e le valutazioni
fatte dagli insegnanti e dagli studenti.
Dee ha scoperto che avere un'insegnante femmina
anzichè maschio, accresce i risultati delle ragazze
ed abbassa quello dei ragazzi nelle scienze, negli
studi sociali e in inglese.
D'altra parte, quando era un uomo ad insegnare,
i ragazzi andavano meglio e le ragazze peggio.
Lo studio ha scoperto che scambiare gli insegnanti
può davvero ridurre le differenze di rendimento
tra ragazzi e ragazze, ma un genere guadagnerà
alle spese dell'altro.
Dee asserisce quindi che il genere influenza le
attitudini.
Per esempio, con un'insegnante femmina, i ragazzi
erano più facilmente visti come disfattisti.
Le ragazze erano considerate con minor probabilità
distratte o disordinate.
In una classe in cui ad insegnare c'era un uomo,
le ragazze giudicavano più frequentemente la materia
come inutile per il loro futuro. Erano meno interessate
a seguire le lezioni o a fare domande.
"I dati che ha presentato sono lontani dall'essere
convincenti", ha detto Marcia Greenberger, co-presidente
del National Women's Law Center, che lavora per
favorire i progressi delle donne.
Greenberger dice che ha trovato le conclusioni
di Dee discutibili ed inconsistenti. Più in generale,
dice, i ragazzi e le ragazze beneficiano nell'avere
insegnanti maschi e femmine come modelli guida.
"Non penso che ci siano molti genitori o studenti
che guardando indietro nelle loro carriere scolastiche,
non siano stati ispirati da insegnanti del genere
opposto".
"E molti hanno avuto delle infelici esperienze
con insegnanti dello stesso genere. Dobbiamo stare
attenti a fare troppe generalizzazioni", ha detto
Greenberger.
Il profitto degli studenti non può essere ridotto
al sesso dell'insegnante, ha detto Reg Weaver,
presidente della National Educational Association,
la più grande associazione d'insegnanti del paese.
Insegnanti esperti, buoni libri di testo, classi
più ridotte ed attrezzature più moderne influenzano
quanto i ragazzi e le ragazze fanno in classe,
dice Weaver.
Dee sostiene che la sua ricerca pone validi quesiti.
Non dovrebbero gli insegnanti fare più pratica
sul tipo d'insegnamento adatto per i ragazzi e
per le ragazze? Non gli dovrebbe essere insegnato
a combattere i pregiudizi su cosa si aspettano
dai ragazzi e dalle ragazze?
La questione del genere e dell'insegnamento rientra
nel dibattito natura-cultura.
[
FONTE: DISCOVERY.com
]
[ TRADUZIONE: ScienziatoApocrifo
]
|
Tratto
dall'articolo:
"I
dati che ha presentato sono lontani dall'essere convincenti",
ha detto Marcia Greenberger, co-presidente del National
Women's Law Center, che lavora per favorire i progressi
delle donne."
Una
donna, co-presidentessa
del 'Centro Legale Nazionale per le Donne',
e che 'lavora per favorire i progressi delle donne',
giudica
"poco convincente" una ricerca -con tanto di dati-
che
ha scoperto che i bambini maschi apprendono meglio quando
alla cattedra c'è un insegnante maschio.
Questa evidente e palese malafede, da parte di queste
"menefreghiste femministe" (a cui interessa solo
ed esclusivamente il benessere delle donne), dovrebbe far
capire una volta per tutte che questi gruppi e gruppuscoli
parassitari di femministe, tutti tenuti in piedi con le tasse
dei cittadini, lavorano attivamente per cercare di sfavorire
con ogni possibile modalità il progresso e benessere
degli uomini, in questo caso dei bambini maschi.
La realtà nuda e cruda, è che queste parassite
ci sguazzano al solo pensiero che i maschi siano ormai irrimediabilmente
scivolati dietro le femmine per quanto riguarda l'istruzione
scolastica, sin dalle elementari fino all'università.
Quando qualche ministra del Ministero per le Pari Opportunità
parla della situazione nelle scuole non fa mai mancare -tronfia
e gonfia- il riferimento al fatto che le ragazze prendano
voti migliori e che adesso sono anche la maggioranza delle
iscritte all'università [3].
Che una nuova ricerca metta in risalto, con tanto di dati,
il fatto che i bambini maschi imparano meglio quando l'insegnante
è un uomo, va contro gli interessi delle attiviste
femministe, le quali subito intravedono una qualche "minaccia"
alla supremazia femminile in ambito scolastico.
Sia mai, che questi prepotenti esserini maschi
scoprano che ormai stanno scivolando fuori
dal sistema scolastico e cerchino soluzioni per rientrarci
dentro a pieno diritto.
Studenti maschi che prendono buoni voti, e che magari vedono
il loro insegnante uomo come un modello maschile positivo
da seguire, sono un pericolo per la "sognata supremazia
rosa" che tanto eccita le testoline depravate delle
parassite femministe.
...
Note
[1]
Questi
i links agli altri articoli della serie:
••••••••
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•
•
[2]
Per
quale motivo lo studio in questione sarebbe provocatorio,
perchè per una volta uno studioso osa prendere le difese
degli studenti maschi e s'interessa al loro benessere ?
[3]
"Basta guardarsi attorno.
Sempre più spesso, sono le ragazze a primeggiare.
Sono le più capaci, le più preparate."
-Barbara Pollastrini (Pres. Min. Pari Opp.), 8-3-2007
"Due giorni fa era il Primo Maggio.
E ormai si sa, le ragazze corrono come frecce,
studiano in tempi più brevi e con esiti migliori."
-Barbara Pollastrini (Pres. Min. Pari Opp.), 3-5-2007
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