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Luglio 2009
 
   
Contributi e Segnalazioni



















 
 

Telefonata al call-center "antiviolenza donna"
30.7.2009








Email di un lettore del sito, e la sua telefonata al call-center "antiviolenza donna":


Stalking + registrazione 1522

Cari amici
vi invio una mia esperienza diretta, peccato che non sono un giornalista ! (in questo caso ….si intende!!)

DAL SITO DEL DIPARTIMENTO DELLE PARI OPPORTUNITA’ il giorno 29/7/09 alle ore 13,17.

Contro lo stalking: al via la nuova campagna di comunicazione

"Il Ministro Carfagna lancia la campagna istituzionale sullo stalking, il reato di atti persecutori introdotto nel nostro ordinamento dal febbraio scorso. Migliaia le segnalazioni al 1522, numero antiviolenza e antistalking, mentre aumentano le denunce. Le vittime sono donne e uomini diventati oggetto di molestie insistenti e continue, costretti dalla paura in una prigione soffocante. Lo stalker rischia la reclusione da sei mesi a quattro anni "

( ….Qui il ministro ha corretto il tiro considerando astutamente e peraltro giustamente che le vittime dello Stalking possono appartenere ai due sessi ) .

L’articolo prosegue quindi :

"L'attenzione che si trasforma in ossessione. Molestie quotidiane, silenziose, difficili da individuare e arrestare. E il sospetto diventa paura, erode la libertà fino a costringersi in una prigione soffocante. Questo è lo stalking: comportamenti reiterati di sorveglianza, controllo, contatto pressante e minaccia che invadono con insistenza la vita di una persona per toglierle la quiete e l’autonomia. Gli atti persecutori sono ora un reato ben definito, punito con condanne da sei mesi a quattro anni di reclusione.

Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking, il 25 febbraio scorso, è emerso un fenomeno dalle dimensioni allarmanti, portando alla luce centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime.

Se i numeri impressionano per la loro crudezza, è ancor più sconcertante la casistica che l'introduzione del reato, fortemente voluta dal Ministro Carfagna, ha reso finalmente visibile. Con la possibilità di intervenire: le vittime possono querelare subito lo stalker o chiederne prima l'ammonimento. Una risposta concreta ai cittadini, dopo un lungo oblio normativo.

I comportamenti persecutori sono riconducibili a molestie reiterate, sia sessuali che psicologiche, tali da causare uno stato di prostrazione che induce la vittima a modificare il modo di vivere quotidiano. Nello specifico, la legge dispone la condanna da sei mesi a quattro anni, e le pene sono aggravate se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona legata alla vittima da relazione affettiva, se avviene a danno di un minore, di una donna incinta, di una persona disabile. Il reo è punito con l'ergastolo se, nell'escalation di atti persecutori accertati, uccide la vittima. "

Per una prima assistenza è attivo 24 ore su 24 il numero gratuito antiviolenza e antistalking 1522, che a breve sarà in grado di mettere in collegamento diretto le vittime con le questure, offrendo anche supporto psicologico e giuridico.

( ……e qui non si fa menzione di donne o uomini ).

Da marzo, inoltre, è operativo presso il Dipartimento per le Pari Opportunità il Nucleo Carabinieri - Sezione Atti Persecutori, composto da 13 carabinieri tra criminologi, psicologi, sociologi, biologi e informatici, al lavoro per monitorare il fenomeno e individuare i profili psicosociali di molestatori. L'obiettivo finale è quello di realizzare un vademecum di riconoscimento per tutti gli operatori investigativi e di giustizia che si confrontano con la nuova tipologia di reato.

Nonostante il Video fortemente tendenzioso e di orribile viscidità pubblicitaria, non si parla di 1522 come riferimento per le vittime esclusivamente donne, quindi può essere plausibile ,che un povero disgraziato ,disperato possa chiedere almeno un consiglio a loro.

…… A quanto pare le cose non sono così !!!

Vi allego la registrazione…

Saluti



Ecco la registrazione della telefonata:


 



Il call-center 1522 "Antiviolenza Donna" è il parto (o l'aborto, a seconda dei punti di vista) del "Progetto Arianna", un piano d'azione nazionale attivato nel 2006 dal Dipartimento per le Pari Opportunità per combattere la "violenza sulle donne".

Nel miglior stile di carattere orwelliano di questo dipartimento, possiamo facilmente notare come le azioni di questo organismo vadano sempre nella direzione diametralmente opposta rispetto agli slogan e alle espressioni fuorvianti che utilizzano per dare legittimità morale alla loro lotta ideologica femminista.

Non deve stupire quindi che il "Ministero per le Pari Opportunità" istituisca un call-center che si occupa solamente delle vittime di stalking o violenza dotate di Vagina.

Le fondamenta ideologiche del call-center "Antiviolenza Donna" sono da ricercare nella teoria della "violenza di genere", questo sì l'aborto spontaneo delle più brillanti menti femministe.

La teoria funziona più o meno così:

Donna subisce violenza per mano di un uomo ---> Violenza di Genere
Uomo subisce violenza per mano di una donna ---> Violenza e basta...

Bambina subisce violenza per mano di un uomo ---> Violenza di Genere
Bambino subisce violenza per mano di una donna ---> Violenza e basta...

Ci son poi dei punti oscuri nella teoria che ancora oggi le femministe non son riuscite a risolvere, ad esempio questi:

Donna subisce violenza per mano di una donna ---> Violenza... (?)
Bambina subisce violenza per mano di una donna ---> Violenza... (?)

Le più audaci "pensatrici" femministe teorizzano che la violenza femminile sulle donne sia anche questa da mettere nel pesante bagaglio di colpe del Genere Maschile, dato che "vivendo in una società maschilista, le femmine stesse assimilano la misoginia maschile e commettono violenza su altre donne".

Grazie a questa teoria demenziale son state messe le basi che hanno portato alla creazione del telefono "Antiviolenza Donna", un call-center sponsorizzato dal Ministero per le Pari Opportunità (quindi pagato anche con le tasse dei contribuenti di sesso maschile), che però si occupa solamente delle vittime di sesso femminile.

Immaginatevi se il famoso Telefono Azzurro adottasse la stessa demente teoria delle femministe, ci ritroveremmo con un call-center che discrimina le vittime dividendole per sessi, sulla base teorica secondo cui quando è un maschio a subire violenza trattasi di "violenza e basta", mentre quando a subire violenza è una donna è "violenza di genere".

In uno scenario simile, al Telefono Azzurro potrebbero chiamare solo le bambine, perchè la violenza contro i bambini maschi verrebbe declassata a "violenza e basta" e quindi di importanza ben minore rispetto alla ben pubblicizzata "violenza di genere".

Se si iniziasse a dire che la "violenza di genere" non esiste, ma esiste solo ed esclusivamente la "violenza e basta", iniziative come il call-center "Antiviolenza Donna" verrebbero bloccate sul nascere, perchè sarebbe chiaro a tutti la discriminazione in atto verso le vittime di sesso maschile.

E se si iniziasse anche a dire che il "Ministero per le Pari Opportunità" è in realtà il Ministero per il Femminismo, qualcuno potrebbe obiettare sulla legittimità costituzionale di un simile apparato, e chiederne, a ragion veduta, la sua chiusura immediata.

...


Note
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