Novembre 2008
 
   
Analisi dei Media


















 
 

Vienna politicamente corretta

Dal sito di Repubblica, 17 dicembre 2006:

"Le immagini della nuova campagna d'informazione lanciata a Vienna.
Lo slogan è "Vienna, guarda la differenza".
Modificata parte della cartellonistica stradale e dei trasporti nel nome del gentil sesso
."
[Fonte: Repubblica.it ]







Evidentemente l'esempio spagnolo si sta deliziosamente diffondendo in tutta Europa.

C'è però un problema (a dire il vero, ben più di uno):
La prima immagine si commenta da sola, non ci sarebbe nemmeno bisogno di sottolineare che le manovali di sesso femminile si contano sulle punta delle dita, e che anche in Austria -come in Italia- la stragrande maggioranza di coloro che fanno questo genere di lavori sono maschi e non femmine.


Quindi, già qui c'è la mistificazione della realtà attraverso un'immagine simbolica clamorosamente falsa. E questo è un classico della propaganda femminista.

Ma andiamo oltre, e vediamo come viene rappresentato questo mitologico manovale di sesso femminile: con la gonna. Alla mistificazione si aggiunge dunque il ridicolo.

Ma c'è un altro particolare, nella figura, che differisce dal segnale in cui è presente "l'uomo" (anche se in realtà il primo segnale è sempre stato inteso come unisex): se notate nell'angolo in basso a sinistra sopra il cumulo di terra c'è la sagoma di quel che tanto sembra un fiore.
Al ridicolo si aggiunge il grottesco. Fiore che peraltro manca, ovviamente, nell'immagine dell'uomo. Possibili spiegazioni del perchè si è deciso di differenziare le due immagini in questo modo
è meglio evitarle.

Sulla terza e quarta immagine poi, ci sarebbe da dire qualcosa.
Ovvero che se è il "politicamente corretto" che si ricerca ad ogni costo, allora entrambe le immagini potrebbero essere interpretate come razziste, perchè entrambe le figure rappresentate nei segnali sono di colore bianco. Andrebbero affiancate, per essere corretti fino in fondo, con altrettante figure di colore nero, per non fare torto alle minoranze etniche che potrebbero sentirsi "discriminate".

Ma visto che ci siamo, andrebbe anche sottolineato che le figure rappresentate in tutti questi segnali stradali rappresentano persone con una linea un pò troppo "snella": le persone obese potrebbero sentirsi offese. A tali segnali ne andrebbero aggiunti altri con figure un pò più in carne. E poi, non si vorrà mica alimentare un'immagine anoressica delle donne ?


L'immagine della donna con i capelli lunghi poi, potrebbe offendere quelle donne lesbiche che li portano corti, e che quindi potrebbero sentirsi "discriminate" dal fatto che si cerca di stereotipare l'immagine femminile tramite "imposizioni estetiche di natura Patriarcale". Idem per quanto riguarda la gonna.

Ma c'è dell'altro ancora, i segnali in questione potrebbero discriminare i transessuali, i quali potrebbero non riconoscersi in categorie sessuali "nette" come appunto gli "uomini" o le "donne".

Tali segnali discriminano anche le persone affette da handicap, costrette a muoversi in sedia a rotelle: costoro non possono camminare, e rappresentare l'intera umanità con una figura che cammina in posizione eretta sarebbe discriminante verso i disabili.


Oltretutto vengono discriminate anche quelle persone affette da nanismo, le quali certamente non si riconosceranno in quelle figure alte e slanciate: ecco un'altra discriminazione. E così vale per tante altre categorie di persone che potrebbero sentirsi "discriminate" o "stereotipate" da questo tipo di segnali.

Quindi dai segnali stradali unisex si è passati a dei segnali che, nelle intenzioni -oltre a mistificare la realtà come nel primo segnale- dovrebbero essere "più politicamente corretti", ma dopo una veloce analisi si rivelano invece essere: razzisti, xenofobi, sessisti, omofobici, inneggianti all'anoressia, etc.etc.etc.

Proprio una gran bella idea, non c'è che dire.


"La società Occidentale è talmente ossessionata con le donne da aver raggiunto un punto di nevrosi di massa..."
[da "Spreading Misandry", di Paul Nathanson e Katherine Young]