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Dal
sito di Repubblica, 17 dicembre 2006:
"Le immagini della nuova campagna d'informazione lanciata
a Vienna.
Lo slogan è "Vienna, guarda la differenza".
Modificata parte della cartellonistica stradale e dei trasporti
nel nome del gentil sesso."
[Fonte: Repubblica.it
]
Evidentemente l'esempio
spagnolo si sta deliziosamente diffondendo in tutta Europa.
C'è però un problema (a dire
il vero, ben più di uno):
La prima immagine si commenta da sola, non ci sarebbe nemmeno
bisogno di sottolineare che le manovali di sesso femminile
si contano sulle punta delle dita, e che anche in Austria
-come in Italia- la stragrande maggioranza di coloro che fanno
questo genere di lavori sono maschi e non femmine.
Quindi, già qui c'è la mistificazione
della realtà attraverso un'immagine simbolica clamorosamente
falsa. E questo è un classico della propaganda
femminista.
Ma andiamo oltre, e vediamo come viene rappresentato
questo mitologico manovale di sesso femminile: con
la gonna. Alla mistificazione si aggiunge dunque
il ridicolo.
Ma c'è un altro particolare, nella figura,
che differisce dal segnale in cui è presente "l'uomo"
(anche se in realtà il primo segnale è sempre
stato inteso come unisex): se notate nell'angolo in basso
a sinistra sopra il cumulo di terra c'è la sagoma di
quel che tanto sembra un fiore.
Al ridicolo si aggiunge il grottesco. Fiore che peraltro
manca, ovviamente, nell'immagine dell'uomo. Possibili spiegazioni
del perchè si è deciso di differenziare le due
immagini in questo modo è
meglio evitarle.
Sulla terza e quarta immagine poi, ci sarebbe
da dire qualcosa.
Ovvero che se è il "politicamente corretto"
che si ricerca ad ogni costo, allora entrambe le immagini
potrebbero essere interpretate come razziste, perchè
entrambe le figure rappresentate nei segnali sono di colore
bianco. Andrebbero affiancate, per essere corretti fino
in fondo, con altrettante figure di colore nero, per
non fare torto alle minoranze etniche che potrebbero sentirsi
"discriminate".
Ma visto che ci siamo, andrebbe anche sottolineato che le
figure rappresentate in tutti questi segnali stradali rappresentano
persone con una linea un pò troppo "snella":
le persone obese potrebbero sentirsi offese. A tali
segnali ne andrebbero aggiunti altri con figure un pò
più in carne. E poi, non si vorrà mica alimentare
un'immagine anoressica delle donne ?
L'immagine della donna con i capelli lunghi
poi, potrebbe offendere quelle donne lesbiche che li portano
corti, e che quindi potrebbero sentirsi "discriminate"
dal fatto che si cerca di stereotipare l'immagine femminile
tramite "imposizioni estetiche di natura Patriarcale".
Idem per quanto riguarda la gonna.
Ma c'è dell'altro ancora, i segnali in questione potrebbero
discriminare i transessuali, i quali potrebbero non riconoscersi
in categorie sessuali "nette" come appunto gli "uomini"
o le "donne".
Tali segnali discriminano anche le persone affette da handicap,
costrette a muoversi in sedia a rotelle: costoro non possono
camminare, e rappresentare l'intera umanità con una
figura che cammina in posizione eretta sarebbe discriminante
verso i disabili.
Oltretutto vengono discriminate anche quelle
persone affette da nanismo, le quali certamente non si riconosceranno
in quelle figure alte e slanciate: ecco un'altra discriminazione.
E così vale per tante altre categorie di persone che
potrebbero sentirsi "discriminate" o "stereotipate"
da questo tipo di segnali.
Quindi dai segnali stradali unisex si è
passati a dei segnali che, nelle intenzioni -oltre a mistificare
la realtà come nel primo segnale- dovrebbero essere
"più politicamente corretti", ma dopo una
veloce analisi si rivelano invece essere: razzisti,
xenofobi, sessisti, omofobici, inneggianti
all'anoressia, etc.etc.etc.
Proprio una gran bella idea, non c'è che dire.
"La società
Occidentale è talmente ossessionata con le donne da
aver raggiunto un punto di nevrosi di massa..."
[da "Spreading Misandry", di Paul
Nathanson e Katherine Young]
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