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Lettera
pubblicata dal Corriere della Sera il 4 Maggio 2001:
Svezia, toilette discriminanti
Gentile Severgnini, mi capita molto
spesso, dal mio punto di osservazione privilegiato
di "esiliato", di sentire esaltare, talora con toni
quasi estasiati, la capacità dei paesi nordici di
sovvertire il costume con riforme ardite, che, contrariamente
a quanto avverrebbe nel nostro disgraziato paese,
sarebbero accolte con entusiasmo e disciplina dalle
popolazioni a cui sono rivolte.
Un esempio recente. Gruppi femministi dell'Università
di Stoccolma hanno stabilito che sarebbe opportuno
rimuovere dalle toilettes dell'Università tutti gli
urinatoi "per uomini" in quanto intrinsecamente discriminatori.
Compiere ...gli atti per i quali tali apparati sono
concepiti da una "posizione eretta" costituirebbe
un'espressione di arroganza intollerabile da parte
del sesso maschile.
In termini più banali, il fatto che un sesso possa
fare pipì in un modo diverso da un altro costituisce
una violazione dell'eguaglianza tra gli esseri umani,
un obbrobrio che, puritanamente, bisogna cercare di
rendere invisibile, ad esempio tramite interventi
architettonici (già da ora i bagni dell'università
di Stoccolma hanno tutti le dimensioni di un salotto
per renderli agibili agli handicappati, peraltro rarissimi).
Dopo aver commentato con un certo sgomento questa
notizia con un collega svedese, ho appreso che, con
gli stessi argomenti, negli asili viene insegnato
ai maschietti a fare pipì seduti. Sarebbe (a detta
degli esperti) "più igienico", dunque più rispettoso,
nei confronti delle femminuccie.
Metto i piedi nel piatto e chiedo (retoricamente):
tra questo tipo di interventi (come quello che
consiste ad imporre ai bambini dell'asilo di trastullarsi
con bamboli e giocattoli "rosa", per renderli meno
'macho'), e la legge svedese sulla parità, che
stabilisce che, per non so quale esigenza metafisica,
assicurare che al Parlamento, come in ogni assemblea
eletta, i due sessi siano rappresentati nella stessa
misura, sarebbe una necessità vitale per la democrazia,
vi è una differenza di merito, o solo di misura?
-Piero Colla, pcolla@europarl.eu.int
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La
richiesta [1] di rimuovere gli urinali dalle toilette
degli uomini è stata avanzata non solo dalle femministe
svedesi ma anche dalle loro "sorelle" americane
e australiane. E simili richieste si sono avute anche in Germania,
dove è stato commercializzato un congegno chiamato
"WC Ghost", che si installa nella tavoletta del
gabinetto ed emette degli "allarmi vocali" ogni
qual volta qualcuno alza la tavoletta per cercare di urinare
in piedi. Questi "allarmi vocali" sono sotto forma
di rimprovero (come si fa con i bambini, i maschietti...).
Nella versione tedesca uno dei rimproveri è il seguente:
"Hey, urinare in piedi non è permesso qui,
e verrà adeguatamente punito, quindi se non vuoi guai
è meglio che ti sieda...". In Germania son
stati venduti oltre 2 milioni di WC Ghost nel 2004, e la compagnia
che li produce, la Patentwert, ha esportato tale "gadget"
anche in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Il
giornalista Jasper Gerard, del Guardian, ha riferito che le
femministe svedesi hanno chiesto la rimozione degli urinali
dai bagni degli uomini perchè "un uomo che
urina in piedi viene considerato come trionfante nella
propria maschilità, e quindi, per estensione, degradante
per le donne". Infatti, a quanto pare (a quanto dicono
le femministe), un uomo fiero della propria maschilità
è "degradante per le donne". Per usare le
stesse parole di una donna:
"Ho raggiunto un punto in cui non
sono più spaventata o irritata da quegli uomini che sono fieri
della loro maschilità" --Trille Nielsen
Quindi c'è stato un periodo (durato 30 o 40 anni) in
cui la Nielsen era irritata e spaventata dagli uomini fieri
della loro maschilità. Il perchè di questa
attitudine mentale resta un mistero (anche se Sigmund Freud
probabilmente svelò buona parte di quel mistero). Resta
il fatto che le femministe sono "irritate" dalla
maschilità e dalla virilità quando
un uomo non solo non rigetta queste sue caratteristiche peculiari,
ma addirittura le abbraccia con fierezza.
E' esattamente per questo motivo che negli USA hanno tanto
successo le
magliettine della David&Goliath, dove si dice che
i "bambini maschi sono stupidi". Identico discorso
vale per l'imponente massa di telefilm e spot televisivi dove
gli uomini vengono rappresentati come degli esseri inetti
e stupidi, dei bamboccioni scemi in cui non s'intravede il
benchè minimo segno di una maschilità fiera
o di una virilità sana ed orgogliosa. Al contrario
ai maschi di oggi è stato insegnato di prendersi in
giro oltre misura ed a comportarsi come delle parodie di sè
stessi. Maschietti plastificati che sono per prima cosa falsi
con sè stessi, e poi falsi con le altre persone (donne
in primis).
Non sorprende quindi che uomini occidentali (come sono gli
Svedesi) subiscano senza reagire umiliazioni come quella di
urinare da seduti perchè altrimenti "offenderebbero
le donne".
Il
motivo di simili assurdità è che secondo le
argute femministe un uomo che urina in "posizione eretta"
sta in realtà facendo sfoggio di una virilità
"maschilista-misogina-patriarcale" che offenderebbe
"le donne". Quindi, dato che in Occidente
vige la "parità" tra uomo e donna, ciò
che non può fare una femmina (cioè urinare in
piedi) non può farlo nemmeno un maschio, perchè
ogni manifestazione di diversità esistente tra
maschi e femmine deve subito venir coperta per far
si che nelle menti del popolino credulone non s'insinui
l'idea che forse, in fondo in fondo, maschi e femmine sono
irrimediabilmente diversi. Una volta insinuata questa
idea nel popolino, allora forse altre storture femministe
come le Quote Rosa, o la Discriminazione Favorevole, non verrebbero
più accettate di buon grado come invece avviene adesso.
Così come non verrebbe più accettato di buon
grado il fatto che le femmine per entrare nell'esercito debbano
affrontare prove fisiche a standard ribassato (inferiori rispetto
a quelle che devono affrontare i maschi).
Sulla questione delle femministe svedesi, e le loro assurde
richieste, scrisse un articolo anche il professore Walter
E. Williams, della George Mason University. Vale la pena leggere
alcuni significativi estratti dell'articolo:
"Molto
onestamente, il comportamento di certe donne è
sfuggito di mano ed è diventato incontrollabile,
e questo perchè noi uomini siamo diventati
dei codardi e delle mammolette.
Più
noi uomini siamo disposti a subire questi doppi-standard,
queste ridicole richieste e queste assurdità
totali, e più queste donne continueranno ad
avanzare assurde pretese."
"Al
Today Show [ndr. un programma televisivo] dello scorso
Novembre, Katie Couric ha per un istante deviato dalla
sua usuale vivacità ed ha chiesto ad una sposina
abbandonata, riferendosi all'uomo che l'aveva lasciata,
'Hai
mai preso in considerazione di castrarlo ?'.
Non c'è stata nessuna bufera di proteste, e
la vivace Katie continua a rimanere nel libro paga
della NBC.[2]
Fred
Hayward, un attivista per i diritti degli uomini,
ha dichiarato
'Immaginate quale sarebbe stata la reazione se
Matt Lauer [ndr. un presentatore televisivo americano]
avesse chiesto ad uno sposo abbandonato la seguente
domanda, 'Hai mai preso in
considerazione di mutilarle l'utero ?'.
Matt Lauer sarebbe stato licenziato in tronco."
"...Fino
a poco tempo fa la compagnia 3M commercializzava dei
blocchetti post-it con stampata la frase:
'Gli
uomini hanno solo due colpe: tutto quello che dicono
e tutto quello che fanno'.
Hallmark
si spinse pure oltre commercializzando delle cartoline
d'auguri con scritto 'Gli
uomini sono feccia... Scusatemi. Per un secondo mi
son sentita generosa'. Poi
c'è la cartolina della American Greeting Cards,
che dice:
'Gli uomini si stanno sempre lamentando perchè
li soffochiamo,' e
all'interno si legge,
'Personalmente, penso che se ancora li senti
lamentarsi, significa che non stai premendo il cuscino
abbastanza forte'. Cosa
sarebbe successo se una compagnia avesse lanciato
una campagna pubblicitaria dove si scherza sull'omicidio
delle donne ?".
"Persino
i bambini maschi non vengono risparmiati dall'aggressione
femminista. In
una scuola elementare di Boston nessuno protestò
quando le bambine indossavano magliette con scritto
"Le Bambine Comandano" o quando molestavano
i bambini con un canto che fa "I bambini maschi
vanno a Giove e diventano più stupidi; le bambine
vanno al college e diventano più erudite"
[ndr. in inglese: Boys go to Jupiter to get more Stupider
- Girls go to college to get more knowledge].
Ma quando un bambino maschio
indossò una maglietta con su scritto "Boys
Are Good" [ndr. "i bambini maschi sono bravi"]
, ci furono delle proteste. Una delle insegnanti che
protestava indossò una spilla con su scritto,
"Così tanti uomini, così poca intelligenza".
"Le
donne possono dire qualsiasi cosa di degradante, umiliante
e cattiva agli uomini e la passano liscia, invece
gli uomini finiscono nei guai anche quando fanno il
più innocente dei complimenti.
Questo
è successo a Seth Shaw, un consulente di una
scuola elementare di Forth Worth, nel Texas.
Seth disse "Ciao, bellezza" ad
una nuova impiegata, e fu accusato di molestie sessuali
e venne sospeso per 20 giorni senza paga."[3]
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Il
professor Walter E. Williams concluse il suo articolo con
la seguente frase:
"Non so cosa ne pensiate voi, ma se io non dico alle
donne che devono urinare in piedi, loro non devono permettersi
di dire a me di urinare da seduto."
Nel
frattempo, sempre in Svezia, Gudrun Schyman (una delle femministe
fondatrici del partito Feminist Initiative) ha proposto una
"tassa sul pene", ovvero una tassa speciale aggiuntiva
che solo i maschi dovrebbero pagare. E le femministe americane
già parlano e teorizzano leggi sullo "stupro emotivo",
sullo "stupro visivo" e altre assurdità simili.
Il
tutto senza che gli uomini (o forse sarebbe meglio dire "i
maschietti") proferiscano una sola parola di disappunto.
Note
[1] Richiesta immediatamente
accolta, gli urinali son stati rimossi dai bagni maschili dell'Università
di Stoccolma e da altre scuole e istituti.
[2] Qualche mese
fa fece il giro del mondo la notizia di un'altra giornalista
americana, Kyra Phillips, che per un errore tecnico venne mandata
in onda, a sua insaputa, durante un discorso di G.W.Bush alla
nazione. La Phillips stava discutendo con la sua collega, e
disse che "all men are assholes" (Traduzione:
"tutti gli uomini sono dei coglioni"). In seguito
la CNN, la Phillips e tutti i responsabili si scusarono per
il "piccolo" incidente tecnico. Nessuna scusa però
venne dalla Phillips riguardo le sue parole sessiste e offensive
nei confronti degli uomini. Cosa sarebbe accaduto se un giornalista
maschio, mandato in onda a sua insaputa, avesse detto "tutte
le donne sono delle stronze" ? Sarebbe stato licenziato
immediatamente.
[3] In quel "meraviglioso"
[...] paese che sono gli Stati Uniti d'America il concetto di
"molestie sessuali" è stato allargato a tal
punto che adesso anche un'occhiata non desiderata da parte di
un uomo ad una donna può costituire la base per un'accusa
di molestie sessuali. D'altronde, in un paese dove le poliziotte
più avvenenti si travestono da prostitute per cercare
di adescare clienti maschi e poi arrestarli, c'è da aspettarsi
questo ed altro.
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