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Preti femministi e in malafede
4.4.2010
Quando una persona, un gruppo di persone, o anche solo delle idee sono sotto attacco, si ha tutta una serie di modalità di risposta che possono costituire la possibile difesa. Una di queste, probabilmente la più onesta, è di rispondere direttamente agli attacchi, dimostrando la loro infondantezza, esagerazione o tendenziosità.
Un'altra è quella di sviare, tirando in ballo altri "soggetti" che nella questione non c'entrano niente per sfangarsela alla bell'e meglio. Questa modalità di difesa, oltre ad essere viscida e meschina, spesso si traduce anche in autentiche figure di merda, da peracottari goffi e imbarazzanti.
Negli ultimi giorni è esploso sui giornali il solito scandalo pedofilia che coinvolge la Chiesa, con accuse e controaccuse e l'usuale teatrino fra accusatori scandalizzati e accusati mestamente silenziosi. Cosa poteva fare la Chiesa, oltre a dire che i preti sono "esseri umani", e tra di loro ci saranno pure i pedofili, come nel resto della società ? Poteva non aggiungere altro, proprio per evitare di fare figure da peracottari, e vigilare affinchè certi suoi rappresentanti non sconfinassero nell'imbarazzante, come poi puntualmente è avvenuto.
Tale Raniero Cantalamessa, un prete molto in vista (numerose le sue "apparizioni" in RAI), durante la predica del Venerdì Santo nella Basilica di San Pietro, ha visto bene di difendere l'operato della Chiesa dapprima sviando sull'argomento principe degli sviatori, ovvero la "sofferenza della Donna" per mano del "(porco) maschio", per terminare poi paragonando le accuse contro la Chiesa all'antisemitismo e alle persecuzioni contro gli ebrei.
Quest'ultimo accostamento è stato subito attaccato dalla Comunità Ebraica, che chiaramente non vuole diluire il potere diffamatorio che l'etichetta di "antisemita" ha raggiunto nella società, dandola in comodato d'uso ai loro "fratelli minori" (e spesso minorati, visto l'ingenuità di certi elementi). Sdegnati dall'appropriazione indebita che Cantalamessa ha fatto della Sacra Etichetta Diffamante, alcuni esponenti di spicco della Comunità Ebraica l'hanno subito messo in riga, costringendolo alle scuse immediate.
Il punto sotto accusa della predica di Cantalamessa è stato infatti la parte iniziale di una lettera mandatagli da un suo "amico ebreo", che il Prete Rai ha letto durante il suo pistolotto morale nella Basilica di San Pietro. Questa la parte che ha destato scandalo:
| "Sto seguendo con disgusto l'attacco violento e concentrico contro la Chiesa, il Papa e tutti i fedeli da parte del mondo intero. L'uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo." |
La cosa ironica, è che le parole dell'amico di Cantalamessa, per quanto sono giuste andrebbero scolpite sulla pietra e messe in ogni piazza del mondo come eterno monito per tutta l'umanità. Quelli che l'amico di Cantalamessa descrive come gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo, sono in comune con gli aspetti di varie ideologie, come il razzismo, il femminismo, etc.etc. [1]
Peccato però che quelle stesse parole non siano entrate bene nel cervello di Cantalamessa.
Infatti, invece di seguire il saggio consiglio dell'amico, durante la sua predica ha deciso di fare esattamente l'opposto. Ha cioè tirato in ballo "stereotipi", ha tramutato la "responsabilità e colpa personale" in colpa "collettiva", per poi spalare merda sul Genere Maschile.
Ecco infatti alcuni passi della sua predica:
| "Ma c’è una violenza ancora più grave e diffusa di quella dei giovani negli stadi e nelle piazze. Non parlo qui della violenza sui bambini, di cui si sono macchiati sciaguratamente non pochi elementi del clero; di essa si parla già abbastanza fuori di qui. Parlo della violenza sulle donne. Questa è una occasione per far comprendere alle persone e alle istituzioni che lottano contro di essa che Cristo è il loro migliore alleato." |
Tecnica base di sviamento: perchè parlare della "violenza sui bambini" (di cui molti preti della Chiesa sono accusati), cercando di difendersi dall'accusa in modo diretto, quando si può tranquillamente sviare tirando in ballo il Nemico Metafisico ("i maschi") e la Vittima Metafisica ("la Donna") ?
Cantalamessa dice che essendoci una "violenza più grave" di quella sui bambini (che, casualmente, è proprio quella di cui è accusata la Chiesa), dovremmo smettere di parlare di questa e salire tutti sul Carro Femminista per infangare il Genere Maschile. Il messaggio è chiaro: non attaccate la Chiesa, attaccate invece "i maschi".
Continuiamo con il predicozzo di Cantalamessa:
| "Si tratta di una violenza tanto più grave in quanto si svolge spesso al riparo delle mura domestiche, all’insaputa di tutti, quando addirittura essa non viene giustificata con pregiudizi pseudo-religiosi e culturali. Le vittime si ritrovano disperatamente sole e indifese. Solo oggi, grazie al sostegno e all’incoraggiamento di tante associazioni e istituzioni, alcune trovano la forza di uscire allo scoperto e denunciare i colpevoli." |
Sembra la descrizione perfetta delle vittime di pedofilia, di cui la Chiesa è accusata.
Il prete però ribalta il tutto facendo entrare in campo la Donna e spedendo in panchina i Bambini: il ruolo tanto è sempre lo stesso, quello di "vittima".
Andiamo avanti perchè ora entriamo in campo umoristico:
| "Molta di questa violenza è a sfondo sessuale. È il maschio che crede di dimostrare la sua virilità infierendo contro la donna, senza rendersi conto che sta dimostrando solo la sua insicurezza e vigliaccheria." |
Serve un prete a Zelig ? Per Cantalamessa la microscopica percentuale di uomini che commette violenza sessuale lo fa per "dimostrare la sua virilità infierendo contro la donna", e non invece perchè si tratta di uomini con evidenti turbe psichiche, di personalità profondamente malate, di squilibrati.
Tralasciamo poi l'insensatezza della "insicurezza e vigliaccheria" degli stupratori: essendo queste persone malate di mente, la psicologia da seconda elementare del "se fai così sei vigliacco" utilizzata da Cantalamessa è chiaramente inservibile.
Da notare poi il linguaggio usato, tipicamente femminista: il "maschio" e la "donna". Non il "maschio e la femmina" o "l'uomo e la donna". Il termine maschio viene qui usato anzitutto per segnare una sorta di Gerarchia d'Umanità dei due soggetti: il "maschio" messo in relazione alla "donna" è un sottile e subdolo riferimento alla presunta minore umanità del primo nei confronti della seconda.
Continua il prete:
| "La violenza contro la donna non è mai così odiosa come quando si annida là dove dovrebbe regnare il reciproco rispetto e l’amore, nel rapporto tra marito e moglie." |
Non esistendo alcuna "violenza contro la donna", ma solo la "violenza e basta", compresa quella delle donne contro uomini e bambini (e contro altre donne), la violenza è odiosa sempre.
Andiamo avanti:
| "È vero che la violenza non è sempre e tutta da una parte sola, che si può essere violenti anche con la lingua, non solo con le mani, ma nessuno può negare che nella stragrande maggioranza dei casi la vittima è la donna." |
Nella "stragrande maggioranza dei casi" di violenza verbale "la vittima è la donna" ?
Questo può pensarlo solo un extraterrestre o chi finge di non vedere e non sentire perchè ha la mente obnubilata dall'ideologia (femminista).
| "Ci sono famiglie dove ancora l’uomo si ritiene autorizzato ad alzare la voce e le mani sulle donne di casa. Moglie e figli vivono a volte sotto la costante minaccia dell’”ira di papà”." |
-Statistiche violenza domestica non diffuse dai media
-Statistiche violenza sui minori
Continua il predicozzo:
| "A questi tali bisognerebbe dire amabilmente: “Cari colleghi uomini, creandoci maschi, Dio non ha inteso darci il diritto di arrabbiarci e pestare i pugni sul tavolo per ogni minima cosa. La parola rivolta a Eva dopo la colpa: “Egli (l’uomo) ti dominerà” (Gen 3,16), era una amara previsione, non una autorizzazione." |
Dalla Bibbia Versione CEI, 1974:
"Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà".
Sull'amarezza della previsione ci sarebbe da discutere. Forse era una previsione e basta ?
E adesso veniamo al momento clou della predica di Cantalamessa:
| "Giovanni Paolo II ha inaugurato la pratica delle richieste di perdono per torti collettivi." |
Hmm... ma l'amico ebreo non gli aveva detto che "l'uso dello stereotipo, il passaggio dalla responsabilità e colpa personale a quella collettiva mi ricordano gli aspetti più vergognosi dell'antisemitismo" ?
Se esiste solo la colpa personale, nessuno deve fare richieste di perdono per "torti collettivi".
Ma evidentemente per i "maschi" questa regola non funziona, infatti continua Cantalamessa:
| "Una di esse, tra le più giuste e necessarie, è il perdono che una metà dell’umanità deve chiedere all’altra metà, gli uomini alle donne." |
Nessuno deve chiedere scusa a nessuno perchè la colpa è sempre individuale e mai collettiva, per questo motivo, se vuole, può iniziare Cantalamessa a chiedere scusa alle donne: e deve farlo da solo, come individuo, senza tirare in ballo altri uomini innocenti che non devono chiedere scusa a nessuno/a.
Inoltre, sappia il Cantalamessa, che nessuno l'ha eletto come Portavoce del Genere Maschile, e che i "processi sommari" e i "linciaggi mediatici del maschio" provocheranno nei decenni a venire un gradevole effetto boomerang, con gli uomini stanchi e con le palle a stracci che con le richieste di "scuse collettive alle donne" ci si spazzoleranno allegramente il culo.
| "Essa non deve rimanere generica e astratta. Deve portare, specie chi si professa cristiano, a concreti gesti di conversione, a parole di scusa e di riconciliazione all’interno delle famiglie e della società." |
Chi si professa cristiano dovrebbe anzitutto comportarsi come tale, e quando viene attaccato rispondere in modo diretto senza usare sotterfugi o cercando di suggerire all'aggressore "nuovi bersagli" nella speranza che questo molli la presa.
...
Note
[1] Questa è una regola universale, che gli onesti applicano a qualsiasi gruppo umano, mentre i disonesti sono pronti a demonizzare interi gruppi umani di milioni, centinaia di milioni, o addirittura miliardi di persone, salvo poi chiedere "garanzie" affinchè il gruppo umano di cui loro fanno parte non venga attaccato con le stesse tecniche di demonizzazione.
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