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Le "vittime sul lavoro" secondo
i mass media
15.10.2007
Le
pietre dello scandalo sono segnate in rosso:
Infortuni sul lavoro: meno incidenti, più morti
Pubblicato il: 14.10.07 - L'Unità
Nei
primi sette mesi del 2007 il numero degli incidenti
mortali sul lavoro è salito dell'1,7% rispetto
allo stesso periodo dell'anno precedente a quota
719 vittime, a fronte del calo (-2,37%) del
numero degli incidenti 537.910 avvenuti sul
luogo di lavoro. Sono i dati forniti dall'Anmil,
secondo la quale il costo sociale degli incidenti
ammonta a 35 miliardi all'anno.
Nel 2006 i morti per infortunio sul lavoro sono
stati 1.320, cioè il 2,2% in più rispetto al
2005, a cui vanno a sommarsi le 250 vittime
per malattia professionale. Solo lo scorso anno
a causa degli incidenti, sono state perse 16.060.232
giornate di lavoro. Un
elevato numero di vittime è rappresentato da
donne (circa 8 decessi al mese nel 2006)
e i giovani di età compresa fra i 17 e i 34
anni (lo scorso anno sono state 8.474 le denunce
di infortunio fino a 17 anni e 350.751 fra i
18 e i 34 anni).
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
in occasione della «57/ma Giornata per le vittime
degli incidenti sul lavoro», ha inviato al Presidente
dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi
del Lavoro, Pietro Mercandelli, il seguente
messaggio:
«La
Giornata per le vittime degli incidenti sul
lavoro, rappresenta un momento di doveroso omaggio
ai caduti sul lavoro, di solidarietà nei confronti
dei mutilati ed invalidi del lavoro e di vicinanza
alle loro famiglie ed alle comunità colpite,
ma anche un'occasione significativa di riflessione
sull'attuale, e ancora drammatico, tema della
sicurezza della salute sul lavoro».
«Importanti risposte - prosegue Napolitano -
sono già venute e stanno venendo da più parti,
nè sono mancati primi significativi risultati,
ma per contrastare con efficacia gli infortuni
sul lavoro occorrono un costante livello di
attenzione e un forte impegno civile al fine
di diffondere la più ampia consapevolezza della
gravità del fenomeno e di promuovere una comune,
operante cultura della sicurezza».
Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti
l'iniziativa «contribuisce a rompere il muro
del silenzio e della disattenzione sulla drammatica
realtà degli infortuni e dei morti sul lavoro
ed a restituire dignità e centralità al tema
della sicurezza e dei diritti dei lavoratori
e delle lavoratrici».
Indennizzi sempre più leggeri a causa dell'
euro e dell' inflazione, difficoltà enormi per
ritrovare un' occupazione, una cultura della
sicurezza che non dà ancora i frutti sperati.
Sono queste le principali lamentele che l' Associazione
nazionale mutilati e invalidi (Anmil) ha ribadito
con forza.
Da Torino, dove sono intervenuti il ministro
Cesare Damiano e il presidente dell' Inail Vincenzo
Mungari, il presidente dell'Anmil, Piero Mercandelli,
ha affermato «anche la finanziaria 2008 dimentica
le vittime del lavoro» e annunciato «una grande
manifestazione nazionale».
[
FONTE: L'Unità
]
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Da TeleRadioErre:
57^ Giornata vittime del Lavoro
FOGGIA, domenica 14 ottobre 2007
- ORE 12.04
Una
corona d'alloro per ricordare le vittime del
lavoro. Si mobilita l'Italia intera nella 57^
edizione della giornata in memoria di coloro
che hanno perso la vita sul luogo di lavoro.
Anche a Foggia manifestazioni commemorative
partite in piazza della Libertà proprio dinanzi
al monumento dedicato ai Caduti. Una iniziativa
organizzata l'Anmil, che riunisce oltre 470
mila iscritti, da oltre 60 anni si occupa delle
vittime della ''guerra del lavoro''.
Una
drammatica realtà contraddistinta dall'elevato
numero di infortunati sia donne che giovani
lavoratori. Basti pensare che nel
solo 2006 le denunce di infortunio di lavoratori
al di sotto dei 17 anni sono state 8.474 mentre
tra i 18 e i 34 anni il dato si aggira intorno
ai 350 mila. Oltre alla gravità del fenomeno
che non accenna a diminuire, e che continua
a far contare 4 morti al giorno, resta anche
drammatica la condizione delle vittime che sono
costretti a vivere con risarcimenti inadeguati,
assistenza carente e danni psicologici che nessuno
riconosce.
Sul
tema è intervenuto anche il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano affermando che
'la Giornata per le vittime degli incidenti
sul lavoro, rappresenta un momento di doveroso
omaggio ai caduti sul lavoro, di solidarietà
nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro
e di vicinanza alle loro famiglie, ma anche
un'occasione significativa _ ha continuato il
Presidente Napolitano - di riflessione sull'attuale,
e ancora drammatico, tema della sicurezza della
salute sul lavoro'. I dati Inail confermano,
infine, che nel 2006 i morti sul lavoro sono
stati 1302, ossia 28 persone in più rispetto
all'anno precedente con un aumento pari al 2.2%.
-Tatiana Bellizzi
[
FONTE: TeleRadioErre
]
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Da RaiNews24:
Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro,
oltre 1300 morti l'anno
Roma | 14 ottobre 2007 - RaiNews
24
Oggi
in tutta Italia si celebra la Giornata nazionale
delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Le
cifre della ''guerra del lavoro''
L’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati ed
Invalidi del Lavoro), che riunisce oltre 470
mila iscritti, da oltre 60 anni si occupa delle
vittime della ''guerra del lavoro''. Una
drammatica realtà contraddistinta dall’elevato
numero di infortunati sia donne che giovani
lavoratori. Basti pensare che nel
solo 2006 le denunce di infortunio di lavoratori
al di sotto dei 17 anni sono state 8.474 mentre
tra i 18 e i 34 il dato si aggira intorno ai
350 mila.
Vittime ovunque
Ultimo caso, in ordine di tempo, quello di un
operaio morto in un incidente all'interno del
cimitero di Cavriago, nel reggiano. L'uomo,
Giordano Corradini, 39 anni, del luogo, stava
lavorando sotto un porticato alla manutenzione
di un montacarichi idraulico, del tipo usato
per sollevare le bare. Il montacarichi si e'
abbassato repentinamente, schiacciandolo.
La manifestazione di Torino
A Torino partecipano alla giornata il Ministro
del Lavoro Cesare Damiano, il Presidente nazionale
dell’Inail Vincenzo Mungari, il Segretario generale
CISL Raffaele Bonanni, il Segretario confederale
di Cgil Paola Agnello Modica, della Uil Paolo
Carcassi e il Presidente del Civ Inail Giovanni
Guerisoli.
Napolitano: serve una costante attenzione
"La Giornata per le vittime degli incidenti
sul lavoro, rappresenta un momento di doveroso
omaggio ai caduti sul lavoro, di solidarietà
nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro
e di vicinanza alle loro famiglie ed alle comunità
colpite, ma anche un'occasione significativa
di riflessione sull'attuale, e ancora drammatico,
tema della sicurezza della salute sul lavoro".
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
in occasione della "57 Giornata per le vittime
degli incidenti sul lavoro", ha inviato al Presidente
dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi
del Lavoro, Pietro Mercandelli, un messaggio.
"Importanti risposte - scrive napolitano - sono
gia' venute e stanno venendo da più parti, né
sono mancati primi significativi risultati,
ma per contrastare con efficacia gli infortuni
sul lavoro occorrono un costante livello di
attenzione e un forte impegno civile al fine
di diffondere la piu' ampia consapevolezza della
gravità del fenomeno e di promuovere una comune,
operante cultura della sicurezza.
L'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi
sul Lavoro, che celebra da 57 anni la giornata
odierna, contribuisce a tale impegno con le
numerose iniziative promosse in tante province
d'Italia che, oltre a costituire un momento
unitario di informazione e sensibilizzazione
dell'opinione pubblica, richiamano l'attenzione
delle istituzioni su quanto resta da fare per
garantire livelli sempre piu' alti di prevenzione
e tutela".
Lo spot
Per sottolineare l’attenzione alla manifestazione,
l’Anmil ha promosso lo spot ''Il prezzo'' realizzato
da Enrico Saccà, tra i finalisti del concorso
promosso dall’associazione dal titolo ''CortoSicuro''.
[
FONTE: Rai
News 24 ]
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Da 'Il Quotidiano':
57ª Giornata nazionale per le vittime del lavoro
domenica 14/10/2007 - ilQuotidiano.it
L'Associazione
Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro (ANMIL)
che da oltre 60 anni si occupa della tutela
delle vittime del lavoro e raccoglie circa 470.000
iscritti, Domenica 14 ottobre promuoverà, contemporaneamente
in tutte le province d'Italia, manifestazioni
per celebrare la 57ª edizione della Giornata
Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul
Lavoro, istituzionalizzata su richiesta dell'ANMIL
con direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri nel 1998 e alla quale sono stati conferiti
l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
ed il Patrocinio del Segretariato Sociale RAI
con il sostegno attraverso una campagna di sensibilizzazione.
Per quanto riguarda la Sezione di Ascoli Piceno,
quest'anno le celebrazioni si svolgeranno a
Fermo con l'incontro dei rappresentanti alle
pre 9.00 in viale Trento, la celebrazione della
santa messa e la deposizione di una corona di
alloro ai piedi del Monumento ai caduti sul
lavoro. Alla cerimonia religiosa seguirà quella
civile che si terrà alle 11.30 presso il Centro
Congressi "San Martino" di Fermo.
I dati INAIL confermano che nel 2006 i morti
sul lavoro sono stati 1.302, ossia 28 persone
in più rispetto all'anno precedente, un aumento
del 2,2%. Questa è la drammatica realtà di fronte
alla quale occorre che le istituzioni, le forze
sociali ed i mezzi di informazione continuino
a tenere in grande attenzione il fenomeno degli
infortuni sul lavoro. Alle celebrazioni sul
resto del territorio presenziano numerosi Sindaci,
Assessori, autorità locali e Parlamentari e
si mobilitano più di 200.000 infortunati sul
lavoro e loro familiari: infatti oltre alla
gravità del fenomeno che non accenna a diminuire
e continua a far contare 4 morti al giorno,
resta il problema delle condizioni delle vittime
(infortunati, vedove, orfani e coloro che contraggono
malattie professionali) che sono costrette a
vivere con risarcimenti inadeguati, assistenza
carente e danni psicologici che nessuno riconosce.
Quello degli incidenti sul lavoro rappresenta
un fenomeno drammatico che, tra quelli evitabili,
è secondo solo agli incidenti stradali e
dove un elevato numero di vittime è rappresentato
da donne (i primi dati accertati fanno contare
8 decessi al mese nel 2006) e giovani
lavoratori tra i 17 e i 34 anni (nel 2006 sono
state 8.474 le denunce di infortunio fino a
17 anni e 350.751 tra i 18 e i 34 anni). Una
strage che potrebbe essere fortemente dimensionata
se ci fosse una più diffusa cultura della prevenzione
e venissero maggiormente rispettate le norme
in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per sottolineare l'attenzione sulla manifestazione,
l'ANMIL ha promosso lo spot "Il prezzo" realizzato
da uno dei finalisti del nostro Concorso "CortoSicuro",
Enrico Saccà, che può essere visionato all'indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=DK8uDckmU3w.
Ulteriori informazioni sulla Giornata nonché
sulle presenze di rilievo ad oggi confermate
nelle manifestazioni locali, oltre all'immagine
scelta per questa 57ª edizione, sono reperibili
sul sito www.anmil.it
[
FONTE: il
Quotidiano.it ]
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Normalmente, quando si analizzano i numeri di una qualsiasi
tragedia, se questa colpisce in modo maggioritario una certa
categoria di persone, allora si evidenzia
il fatto per far capire chi maggiormente è stato colpito
da tale tragedia...
Nella questione delle morti sul lavoro invece non si mette
in evidenza il fatto che la stragrande maggioranza delle
vittime (il 92%) sono uomini. Al contrario, si punta l'attenzione
sulla condizione delle donne, che rappresentano a malapena
l'8% delle vittime.
Questo perchè se in genere viene data la precedenza al numero
dei morti di una data categoria (più morti=più risalto),
adesso si sta dando la precedenza alla qualità dei morti.
L'8% di vittime donne, essendo di "qualità" superiore, hanno
allora la precedenza sul 92% di vittime di sesso maschile.
Per
essere più precisi, in questo caso il valore della
vita di una persona dipende dall'apparato genitale di quella
persona.
E' ormai sentire comune che la vita di una donna valga più
di quella di un uomo.
Basta ascoltare nei TG le notizie provenienti dalle zone
di guerra, per rendersene conto: "in seguito
al bombardamento sono state uccise 30 persone. Tra di loro
anche 2 donne".
Se alla vita degli uomini venisse dato lo stesso valore
che viene dato a quella delle donne, i giornalisti riporterebbero
tali notizie in questo modo: "in seguito al bombardamento
sono stati uccisi 28 uomini e 2 donne".
Invece, attualmente, le "28 persone uccise" sembrano
quasi non avere sesso. O comunque il loro sesso sembra non
avere alcun valore. Di contro, le due donne uccise non sono
"semplici persone", ma sono prima di tutto Donne.
Cioè fanno parte del Genere-Non-Sacrificabile, e
quando una di loro muore va specificato questo dettaglio
di non poca importanza.
Ad esempio, prendiamo una frase scritta nell'articolo pubblicato
da L'Unita:
"Un
elevato numero di vittime è rappresentato da donne
(circa 8 decessi al mese nel 2006)..."
Secondo
il giornalista che ha scritto il pezzo, l'8% di vittime
donne rappresenta un "elevato numero" se
messo in confronto al 92% di vittime di sesso maschile.
Come detto prima, la regola "più morti=più
risalto" non ha più valore, e viene sostituita
invece da "qualità dei morti=più risalto".
In questo contesto, allora, ha senso scrivere che l'8% di
vittime donne rappresenta un "elevato numero".
Cioè un numero di qualità superiore
rispetto al restante 92% di uomini morti.
Nell'articolo viene poi scritto che muoiono 8
donne al mese sul posto di lavoro.
Un dato che fa impressione, o almeno può fare impressione
se messo così fuori dal contesto. Infatti il giornalista
de L'Unità ha visto bene di decontestualizzare quella
statistica non mostrando invece l'intera faccia del problema:
muoiono 101 uomini al mese
sul posto di lavoro.
Lo striminzito 8 presentato nell'articolo de L'Unità
sfigurerebbe se messo di fianco ai 101 uomini morti
al mese. Per questo motivo il giornalista ha deciso di omettere
questo "insignificante dettaglio".
Tutti questi piccoli giochetti linguistici, mezze verità
e trucchetti dozzinali, vanno però a creare e rinforzare
quel sentire comune che vede le donne come "categoria
vittima" sempre e comunque, e che quindi va "tutelata"
con leggi a favore o di carattere femminista e anti-maschile.
Chissà quante persone, maschi e femmine, leggendo
la frase ad effetto "8 donne morte al mese..."
hanno istintivamente pensato che le donne lavoratrici, poverine,
stanno soffrendo. E altrettanto istintivamente avranno
contrapposto a questa immagine quella di qualche imprenditore
maschio con la Porsche o la Ferrari che fa la "bella
vita".
Cioè si crea il quadretto, molto stereotipato, della
"femmina oppressa" e del "maschio
sfruttatore".
La responsabilità di questa falsa rappresentazione
della realtà cade innanzitutto sull'intera categoria
dei giornalisti, scaltri ed abili nel manipolare le notizie
(e il linguaggio) per provocare nel lettore certe reazioni
emotive piuttosto che altre. Giornalisti che spesso seguono
semplicemente "l'onda" (femminista e misandrica),
e quindi possono in qualche modo essere portati sulla retta
via, almeno per quanto riguarda la modalità con cui
fanno informazione. Per i giornalisti in malafede invece
c'è ben poco da fare.
E' buona cosa, quindi, inviare email di pacata protesta
a questi giornalisti (o ancor meglio, ai loro direttori,
specificando nell'email anche il nome del giornalista "incriminato"),
ogni volta che notate trucchetti linguistici di bassa lega
nei loro articoli.
Dovrebbe essere già chiaro a molti, infatti, che
proprio nel campo del linguaggio le femministe
stanno combattendo buona parte della loro guerra al Genere
Maschile. Essere in grado di leggere un messaggio non solo
nel contenuto, ma anche e soprattutto nella
forma, per individuare in essa quegli elementi
criptici che rappresentano la vera essenza del messaggio,
è un ottimo metodo per smascherare le tecniche propagandistiche
usate dalle militanti femministe.
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