Novembre 2008
 
   
Analisi dei Media


















 
 

Le "vittime sul lavoro" secondo i mass media
15.10.2007

Le pietre dello scandalo sono segnate in rosso:


Infortuni sul lavoro: meno incidenti, più morti

Pubblicato il: 14.10.07 - L'Unità

Nei primi sette mesi del 2007 il numero degli incidenti mortali sul lavoro è salito dell'1,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente a quota 719 vittime, a fronte del calo (-2,37%) del numero degli incidenti 537.910 avvenuti sul luogo di lavoro. Sono i dati forniti dall'Anmil, secondo la quale il costo sociale degli incidenti ammonta a 35 miliardi all'anno.

Nel 2006 i morti per infortunio sul lavoro sono stati 1.320, cioè il 2,2% in più rispetto al 2005, a cui vanno a sommarsi le 250 vittime per malattia professionale. Solo lo scorso anno a causa degli incidenti, sono state perse 16.060.232 giornate di lavoro. Un elevato numero di vittime è rappresentato da donne (circa 8 decessi al mese nel 2006) e i giovani di età compresa fra i 17 e i 34 anni (lo scorso anno sono state 8.474 le denunce di infortunio fino a 17 anni e 350.751 fra i 18 e i 34 anni).

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della «57/ma Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro», ha inviato al Presidente dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, Pietro Mercandelli, il seguente messaggio:


«La Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, rappresenta un momento di doveroso omaggio ai caduti sul lavoro, di solidarietà nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro e di vicinanza alle loro famiglie ed alle comunità colpite, ma anche un'occasione significativa di riflessione sull'attuale, e ancora drammatico, tema della sicurezza della salute sul lavoro».

«Importanti risposte - prosegue Napolitano - sono già venute e stanno venendo da più parti, nè sono mancati primi significativi risultati, ma per contrastare con efficacia gli infortuni sul lavoro occorrono un costante livello di attenzione e un forte impegno civile al fine di diffondere la più ampia consapevolezza della gravità del fenomeno e di promuovere una comune, operante cultura della sicurezza».

Per il presidente della Camera Fausto Bertinotti l'iniziativa «contribuisce a rompere il muro del silenzio e della disattenzione sulla drammatica realtà degli infortuni e dei morti sul lavoro ed a restituire dignità e centralità al tema della sicurezza e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici».

Indennizzi sempre più leggeri a causa dell' euro e dell' inflazione, difficoltà enormi per ritrovare un' occupazione, una cultura della sicurezza che non dà ancora i frutti sperati. Sono queste le principali lamentele che l' Associazione nazionale mutilati e invalidi (Anmil) ha ribadito con forza.

Da Torino, dove sono intervenuti il ministro Cesare Damiano e il presidente dell' Inail Vincenzo Mungari, il presidente dell'Anmil, Piero Mercandelli, ha affermato «anche la finanziaria 2008 dimentica le vittime del lavoro» e annunciato «una grande manifestazione nazionale».

[ FONTE: L'Unità ]


Da TeleRadioErre:


57^ Giornata vittime del Lavoro

FOGGIA, domenica 14 ottobre 2007 - ORE 12.04

Una corona d'alloro per ricordare le vittime del lavoro. Si mobilita l'Italia intera nella 57^ edizione della giornata in memoria di coloro che hanno perso la vita sul luogo di lavoro. Anche a Foggia manifestazioni commemorative partite in piazza della Libertà proprio dinanzi al monumento dedicato ai Caduti. Una iniziativa organizzata l'Anmil, che riunisce oltre 470 mila iscritti, da oltre 60 anni si occupa delle vittime della ''guerra del lavoro''.

Una drammatica realtà contraddistinta dall'elevato numero di infortunati sia donne che giovani lavoratori. Basti pensare che nel solo 2006 le denunce di infortunio di lavoratori al di sotto dei 17 anni sono state 8.474 mentre tra i 18 e i 34 anni il dato si aggira intorno ai 350 mila. Oltre alla gravità del fenomeno che non accenna a diminuire, e che continua a far contare 4 morti al giorno, resta anche drammatica la condizione delle vittime che sono costretti a vivere con risarcimenti inadeguati, assistenza carente e danni psicologici che nessuno riconosce.

Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affermando che 'la Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, rappresenta un momento di doveroso omaggio ai caduti sul lavoro, di solidarietà nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro e di vicinanza alle loro famiglie, ma anche un'occasione significativa _ ha continuato il Presidente Napolitano - di riflessione sull'attuale, e ancora drammatico, tema della sicurezza della salute sul lavoro'. I dati Inail confermano, infine, che nel 2006 i morti sul lavoro sono stati 1302, ossia 28 persone in più rispetto all'anno precedente con un aumento pari al 2.2%.

-Tatiana Bellizzi

[ FONTE: TeleRadioErre ]


Da RaiNews24:


Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, oltre 1300 morti l'anno

Roma | 14 ottobre 2007 - RaiNews 24

Oggi in tutta Italia si celebra la Giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro.

Le cifre della ''guerra del lavoro''
L’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro), che riunisce oltre 470 mila iscritti, da oltre 60 anni si occupa delle vittime della ''guerra del lavoro''. Una drammatica realtà contraddistinta dall’elevato numero di infortunati sia donne che giovani lavoratori. Basti pensare che nel solo 2006 le denunce di infortunio di lavoratori al di sotto dei 17 anni sono state 8.474 mentre tra i 18 e i 34 il dato si aggira intorno ai 350 mila.

Vittime ovunque
Ultimo caso, in ordine di tempo, quello di un operaio morto in un incidente all'interno del cimitero di Cavriago, nel reggiano. L'uomo, Giordano Corradini, 39 anni, del luogo, stava lavorando sotto un porticato alla manutenzione di un montacarichi idraulico, del tipo usato per sollevare le bare. Il montacarichi si e' abbassato repentinamente, schiacciandolo.

La manifestazione di Torino
A Torino partecipano alla giornata il Ministro del Lavoro Cesare Damiano, il Presidente nazionale dell’Inail Vincenzo Mungari, il Segretario generale CISL Raffaele Bonanni, il Segretario confederale di Cgil Paola Agnello Modica, della Uil Paolo Carcassi e il Presidente del Civ Inail Giovanni Guerisoli.

Napolitano: serve una costante attenzione
"La Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro, rappresenta un momento di doveroso omaggio ai caduti sul lavoro, di solidarietà nei confronti dei mutilati ed invalidi del lavoro e di vicinanza alle loro famiglie ed alle comunità colpite, ma anche un'occasione significativa di riflessione sull'attuale, e ancora drammatico, tema della sicurezza della salute sul lavoro".

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della "57 Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro", ha inviato al Presidente dell'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro, Pietro Mercandelli, un messaggio.

"Importanti risposte - scrive napolitano - sono gia' venute e stanno venendo da più parti, né sono mancati primi significativi risultati, ma per contrastare con efficacia gli infortuni sul lavoro occorrono un costante livello di attenzione e un forte impegno civile al fine di diffondere la piu' ampia consapevolezza della gravità del fenomeno e di promuovere una comune, operante cultura della sicurezza.

L'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro, che celebra da 57 anni la giornata odierna, contribuisce a tale impegno con le numerose iniziative promosse in tante province d'Italia che, oltre a costituire un momento unitario di informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica, richiamano l'attenzione delle istituzioni su quanto resta da fare per garantire livelli sempre piu' alti di prevenzione e tutela".

Lo spot
Per sottolineare l’attenzione alla manifestazione, l’Anmil ha promosso lo spot ''Il prezzo'' realizzato da Enrico Saccà, tra i finalisti del concorso promosso dall’associazione dal titolo ''CortoSicuro''.

[ FONTE: Rai News 24 ]


Da 'Il Quotidiano':


57ª Giornata nazionale per le vittime del lavoro

domenica 14/10/2007 - ilQuotidiano.it

L'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro (ANMIL) che da oltre 60 anni si occupa della tutela delle vittime del lavoro e raccoglie circa 470.000 iscritti, Domenica 14 ottobre promuoverà, contemporaneamente in tutte le province d'Italia, manifestazioni per celebrare la 57ª edizione della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, istituzionalizzata su richiesta dell'ANMIL con direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1998 e alla quale sono stati conferiti l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed il Patrocinio del Segretariato Sociale RAI con il sostegno attraverso una campagna di sensibilizzazione.

Per quanto riguarda la Sezione di Ascoli Piceno, quest'anno le celebrazioni si svolgeranno a Fermo con l'incontro dei rappresentanti alle pre 9.00 in viale Trento, la celebrazione della santa messa e la deposizione di una corona di alloro ai piedi del Monumento ai caduti sul lavoro. Alla cerimonia religiosa seguirà quella civile che si terrà alle 11.30 presso il Centro Congressi "San Martino" di Fermo.

I dati INAIL confermano che nel 2006 i morti sul lavoro sono stati 1.302, ossia 28 persone in più rispetto all'anno precedente, un aumento del 2,2%. Questa è la drammatica realtà di fronte alla quale occorre che le istituzioni, le forze sociali ed i mezzi di informazione continuino a tenere in grande attenzione il fenomeno degli infortuni sul lavoro. Alle celebrazioni sul resto del territorio presenziano numerosi Sindaci, Assessori, autorità locali e Parlamentari e si mobilitano più di 200.000 infortunati sul lavoro e loro familiari: infatti oltre alla gravità del fenomeno che non accenna a diminuire e continua a far contare 4 morti al giorno, resta il problema delle condizioni delle vittime (infortunati, vedove, orfani e coloro che contraggono malattie professionali) che sono costrette a vivere con risarcimenti inadeguati, assistenza carente e danni psicologici che nessuno riconosce.

Quello degli incidenti sul lavoro rappresenta un fenomeno drammatico che, tra quelli evitabili, è secondo solo agli incidenti stradali e dove un elevato numero di vittime è rappresentato da donne (i primi dati accertati fanno contare 8 decessi al mese nel 2006) e giovani lavoratori tra i 17 e i 34 anni (nel 2006 sono state 8.474 le denunce di infortunio fino a 17 anni e 350.751 tra i 18 e i 34 anni). Una strage che potrebbe essere fortemente dimensionata se ci fosse una più diffusa cultura della prevenzione e venissero maggiormente rispettate le norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per sottolineare l'attenzione sulla manifestazione, l'ANMIL ha promosso lo spot "Il prezzo" realizzato da uno dei finalisti del nostro Concorso "CortoSicuro", Enrico Saccà, che può essere visionato all'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=DK8uDckmU3w.

Ulteriori informazioni sulla Giornata nonché sulle presenze di rilievo ad oggi confermate nelle manifestazioni locali, oltre all'immagine scelta per questa 57ª edizione, sono reperibili sul sito www.anmil.it

[ FONTE: il Quotidiano.it ]


Normalmente, quando si analizzano i numeri di una qualsiasi tragedia, se questa colpisce in modo maggioritario una certa categoria di persone, allora si evidenzia il fatto per far capire chi maggiormente è stato colpito da tale tragedia...

Nella questione delle morti sul lavoro invece non si mette in evidenza il fatto che la stragrande maggioranza delle vittime (il 92%) sono uomini. Al contrario, si punta l'attenzione sulla condizione delle donne, che rappresentano a malapena l'8% delle vittime.

Questo perchè se in genere viene data la precedenza al numero dei morti di una data categoria (più morti=più risalto), adesso si sta dando la precedenza alla qualità dei morti.
L'8% di vittime donne, essendo di "qualità" superiore, hanno allora la precedenza sul 92% di vittime di sesso maschile.

Per essere più precisi, in questo caso il valore della vita di una persona dipende dall'apparato genitale di quella persona.

E' ormai sentire comune che la vita di una donna valga più di quella di un uomo.
Basta ascoltare nei TG le notizie provenienti dalle zone di guerra, per rendersene conto: "in seguito al bombardamento sono state uccise 30 persone. Tra di loro anche 2 donne".
Se alla vita degli uomini venisse dato lo stesso valore che viene dato a quella delle donne, i giornalisti riporterebbero tali notizie in questo modo: "in seguito al bombardamento sono stati uccisi 28 uomini e 2 donne".

Invece, attualmente, le "28 persone uccise" sembrano quasi non avere sesso. O comunque il loro sesso sembra non avere alcun valore. Di contro, le due donne uccise non sono "semplici persone", ma sono prima di tutto Donne. Cioè fanno parte del Genere-Non-Sacrificabile, e quando una di loro muore va specificato questo dettaglio di non poca importanza.

Ad esempio, prendiamo una frase scritta nell'articolo pubblicato da L'Unita:

"Un elevato numero di vittime è rappresentato da donne
(circa 8 decessi al mese nel 2006)..."

Secondo il giornalista che ha scritto il pezzo, l'8% di vittime donne rappresenta un "elevato numero" se messo in confronto al 92% di vittime di sesso maschile. Come detto prima, la regola "più morti=più risalto" non ha più valore, e viene sostituita invece da "qualità dei morti=più risalto".

In questo contesto, allora, ha senso scrivere che l'8% di vittime donne rappresenta un "elevato numero". Cioè un numero di qualità superiore rispetto al restante 92% di uomini morti.

Nell'articolo viene poi scritto che muoiono 8 donne al mese sul posto di lavoro.
Un dato che fa impressione, o almeno può fare impressione se messo così fuori dal contesto. Infatti il giornalista de L'Unità ha visto bene di decontestualizzare quella statistica non mostrando invece l'intera faccia del problema: muoiono 101 uomini al mese sul posto di lavoro.

Lo striminzito 8 presentato nell'articolo de L'Unità sfigurerebbe se messo di fianco ai 101 uomini morti al mese. Per questo motivo il giornalista ha deciso di omettere questo "insignificante dettaglio".

Tutti questi piccoli giochetti linguistici, mezze verità e trucchetti dozzinali, vanno però a creare e rinforzare quel sentire comune che vede le donne come "categoria vittima" sempre e comunque, e che quindi va "tutelata" con leggi a favore o di carattere femminista e anti-maschile.

Chissà quante persone, maschi e femmine, leggendo la frase ad effetto "8 donne morte al mese..." hanno istintivamente pensato che le donne lavoratrici, poverine, stanno soffrendo. E altrettanto istintivamente avranno contrapposto a questa immagine quella di qualche imprenditore maschio con la Porsche o la Ferrari che fa la "bella vita".

Cioè si crea il quadretto, molto stereotipato, della "femmina oppressa" e del "maschio sfruttatore".

La responsabilità di questa falsa rappresentazione della realtà cade innanzitutto sull'intera categoria dei giornalisti, scaltri ed abili nel manipolare le notizie (e il linguaggio) per provocare nel lettore certe reazioni emotive piuttosto che altre. Giornalisti che spesso seguono semplicemente "l'onda" (femminista e misandrica), e quindi possono in qualche modo essere portati sulla retta via, almeno per quanto riguarda la modalità con cui fanno informazione. Per i giornalisti in malafede invece c'è ben poco da fare.

E' buona cosa, quindi, inviare email di pacata protesta a questi giornalisti (o ancor meglio, ai loro direttori, specificando nell'email anche il nome del giornalista "incriminato"), ogni volta che notate trucchetti linguistici di bassa lega nei loro articoli.

Dovrebbe essere già chiaro a molti, infatti, che proprio nel campo del linguaggio le femministe stanno combattendo buona parte della loro guerra al Genere Maschile. Essere in grado di leggere un messaggio non solo nel contenuto, ma anche e soprattutto nella forma, per individuare in essa quegli elementi criptici che rappresentano la vera essenza del messaggio, è un ottimo metodo per smascherare le tecniche propagandistiche usate dalle militanti femministe.