"Primo incontro della Commissione Pari Opportunità
del Sindacato dei Giornalisti della Calabria per
l'istituzione di uno sportello di supporto legale
e psicologico alle giornaliste.
L'inaugurazione avverrà il 21 settembre nei locali
dello stesso sindacato a Reggio Calabria."
La Commissione Pari Opportunità ha istituito, con i
soldi dei bamboccioni
maschi italiani [1],
uno sportello
per il "supporto legale e psicologico"
delle giornaliste. Cioè
di opinioniste/scrittrici/intellettuali il cui principale
rischio lavorativo è di versarsi sulle
dita il caffè bollente appena preparato, o
ancor peggio veder il proprio lavoro di poche ore andare in
fumo in seguito ad un crash improvviso di sistema.
In vista di simili drammi, è giustificata quindi l'istituzione
di uno sportello che fornisca a queste intrepide guerriere
della carta stampata un adeguato supporto psicologico. Gli
operai maschi che lavorano in fabbrica, nei cantieri o nelle
miniere invece non hanno bisogno di "supporto psicologico",
anche perchè i morti
son difficili da rincuorare. Certo, ci sarebbero anche le
decine di migliaia di feriti... mutilati, ciechi, sordi, etc.etc.
Ma costoro non vengono rappresentati come un dramma e tantomeno
come un'emergenza sociale. Per la verità non vengono
rappresentati in alcun modo, dato che la TV non ne parla e
quindi per l'italiano medio questo problema non esiste.
E
che dire del fenomeno dei suicidi
? In Italia ogni giorno 7 uomini si tolgono la vita, eppure
ad oggi il "Ministero per le Pari Opportunità"
non ha mai pensato di affrontare questo problema.
Dopotutto, i nostri politici (e giornalisti scodinzolanti
al seguito) sono troppo impegnati ad occuparsi dei problemi
veri del paese, come i lavavetri (vera piaga sociale
del ventunesimo secolo) o
questioni di similare importanza.
Ma
andiamo avanti ad analizzare quest'ultima trovata gentilmente
ragalataci dal mirabolante Ministero per le Pari Opportunità.
Nel video, al minuto 1:11, ecco spuntare qualche altro dettaglio
su questa iniziativa:
"Almeno
uno due o tre giorni al mese,
manderà un avvocato quì... donna...
a ricevere tutte le giornaliste in difficoltà"
La
signora ben ha fatto a specificare il genere di appartenenza
dell'avvocato che dovrà prendersi cura di queste derelitte
amazzoni dell'informazione italiana. Praticamente questi gruppuscoli
pari-opportunosi si stanno organizzando in piccole tribù,
sparse per tutto il territorio italiano, e il cui tratto caratteristico
è quello di essere composte interamente da donne, con
qualche volta la rara eccezione di ammettere tra le proprie
fila anche un maschio geneticamente modificato, cioè
un maschietto o un femminuccio.
Queste tribù rosa, pur non sedendo in Parlamento, rappresentano
comunque un formidabile sistema di contropotere che si è
ormai sparso come un tumore in tutto il Bel Paese, con le
appartenenti che danno la loro fedeltà ad un progetto
comune
per la
"discriminazione positiva" verso il
proprio genere di appartenenza. Detto in parole povere, fanno
i loro interessi (gli interessi esclusivi del Genere Femminile),
utilizzando i soldi dei contribuenti, e cioè anche
(e soprattutto) i soldi dei cittadini di sesso maschile.
Avanti
con l'analisi del servizio:
"Un
confronto da cui sono scaturite nuove proposte da
concretizzare nel prossimo futuro: corsi di formazione
sulle problematiche di discriminazione
in ambito lavorativo per le giornaliste..."
Chiunque
stia tenendo d'occhio la situazione negli Stati Uniti, per
quanto concerne il femminismo, non può che sorridere
di fronte a queste iniziative italiote, se non altro perchè
sono la scopiazzatura diretta delle politiche femministe messe
in atto negli USA.
I "corsi di formazione sulle problematiche di discriminazione
in ambito lavorativo per le giornaliste" altro non
sono che corsi d'indottrinamento femminista nei quali s'insegna
alle "allieve" su come diventare delle vere spine
nel fianco di qualsiasi collega di sesso maschile e trasformare
l'ambiente di lavoro in un campo minato. Cioè insegnano
la nozione radicale secondo cui l'assenza di privilegi
in campo lavorativo equivale ad un diritto negato.
Negato a loro, donne "discriminate" proprio
perchè donne.
Insegnano inoltre che attraverso la lagna, per quanto
ridicola o lunatica essa sia, si può raggiungere qualsiasi
cosa. E se la lagna non funziona, insegnano loro su come utilizzare
i ricatti a sfondo sessuale nei confronti dei colleghi
e/o capi che non si piegano di fronte alla lagna: "esaudisci
questa mia richiesta, oppure dico che mi hai molestata".
Auguri, poi, all'uomo accusato, a dimostrare che non ha dato
una pacca sul sedere alla collega, o non ha fatto una battuta
pesante sul suo decoltè.
Quando nel 2005 l'uragano Katrina devastò New Orleans,
creando orde di sfollati e bisognosi, vecchi, bambini e persone
malate, intere squadre di vigili del fuoco accorsi per prestare
soccorso vennero bloccate nelle sale di alcuni alberghi
per prendere parte a "corsi di formazione" sulle
molestie sessuali e le
pari opportunità sul posto
di lavoro. I corsi duravano intere giornate,
mentre fuori impazzava l'inferno, con gente bisognosa che
moriva per strada e bande di sciacalli che prendevano d'assalto
i negozi.
La differenza principale che c'è tra l'Italia e gli
USA, in fatto di femminismo, è che nel nostro paese
le femmine non hanno ancora preso pienamente coscienza del
potere che hanno, e del grado di impunità con cui potrebbero
usarlo. E' per questo che certe situazioni, certe storie dell'orrore,
che negli USA sono entrate a far parte dell'ordinario, quì
in Italia ancora non si verificano nè con la stessa
frequenza e né con lo stesso livello di follia.
Questi "corsi di formazione" servono per dare alle
femmine italiane (ancora troppo ingenue) questa nuova consapevolezza,
servono per far prendere loro coscienza di questa situazione
e di come sarebbe facile utilizzarla per i propri scopi. Anche
la TV, ovviamente, sta contribuendo a questo indottrinamento.
Ma
andiamo oltre, sempre dal video:
"...una
tessera rosa che permetta
di usufruire di agevolazioni
economiche in svariati ambiti, dagli acquisti
ai servizi culturali"
Mica
sceme, queste 'amazzoni' delle tribù femministe italiote:
si fanno le "tessere rosa" per usufruire
di "agevolazioni economiche in svariati ambiti",
per comprare libri, film, andare al teatro oppure al cinema.
E si fanno anche i taxi
rosa con tariffe agevolate, gli alberghi
con piano riservato alle sole donne, le pink
card per pagare di meno, le agevolazioni finanziarie per
le imprenditrici e tra non molto anche i vagoni treno riservati
al Gentil Sesso (in Giappone esistono già da
anni). E tutto quanto alla vostra faccia, cari bamboccioni.
E
per finire, dato che al peggio non c'è mai fine [2]:
"Al
via dal 21 settembre lo sportello di supporto
legale e psicologico per le giornaliste
calabresi. L'iniziativa è stata presentata dalla
coordinatrice regionale, Catia Acquesta, negli stessi
locali del sindacato, alla presenza del segretario
regionale, Carlo Parisi, e delle componenti della
commissione pari opportunità."
"Abbiamo
già inviato un questionario nelle varie relazioni
per raccogliere qual'è la situazione reale delle
donne... il questionario è anonimo quindi
la donna si sente libera di poter rispondere sinceramente
in base a quello che le accade in ambito lavorativo"
Il
questionario è anonimo, ragion
per cui, la donna risponde sinceramente.
In un mondo alla rovescia, forse. Nel mondo reale un questionario
anonimo può anche dare l'opportunità di non
rispondere sinceramente, specie quando si presenta la possibilità
di tradurre in politiche di favore alle presunte vittime
la lagna rappresentata dalle risposte al suddetto questionario.
Lagna non verificabile, a meno che il questionario
cessi di essere anonimo e ogni singola rimostranza venga investigata
per bene. In questo modo invece si possono creare mostri fittizi,
virtuali, che possono poi venir usati come propellente propagandistico-mediatico
per far approvare norme o leggi anti-costituzionali di stampo
femminista.
Una cosa dovrebbe ormai essere
ben chiara a tutti quanti, e cioè che il Ministero
Pari Opportunità, assieme a tutte le sue estensioni
tentacolari, altro non è che una lobby femminista il
cui unico interesse è favorire le donne come Genere,
sfavorendo nel frattempo il Genere Maschile, che vedono come
"nemico" ed ingiusto usurpatore
di chissà quali diritti che ancora oggi verrebbero
"negati" alle donne.
Il loro concetto di "pari opportunità" ha
ormai perso
qualsiasi significato.
Le pari opportunità, per queste femministe, significa
che se ci sono due persone, e una è più alta
dell'altra di 20 centimetri, allora per farli apparire "uguali"
(ed eliminare l'invidia che il basso proverebbe verso l'alto)
bisogna scavare una fossa di 20 centimetri e metterci dentro
la persona alta. Oppure non scavare nessuna fossa e prendere
uno sgabello di 20 centimetri per dare alla persona bassa
la falsa illusione di essere alta quanto lo spilungone
che ha al suo fianco. E in questo caso, si parla di maschi
e femmine, non di alti e bassi, la sensazione di invidia,
di rancore e di risentimento è stata istillata artificialmente
dall'ideologia femminista e da tutta la propaganda americanoide
del "girl power", che ha preso il modello maschile
come punto di riferimento universale, eliminando quello femminile,
ed illudendo le femmine di poter diventare esse stesse degli
"uomini", cercando di scimmiottare malamente -supportate
da propaganda mediatica hollywoodiana, effetti speciali, sciovinismo
femminista e politiche di discriminazione positiva- il modello
maschile che, è stato detto loro, è l'unico
modello "vincente" e "forte" possibile
in questa società. Così facendo, hanno negato
la specificità femminile e la differenza tra i due
modelli, creando invidia e risentimento verso il modello "unico"
maschile inteso come l'unico che possa essere degno di rispetto
e ammirazione.
Pari opportunità non significa pari risultato.
Se i maschi ad esempio riescono meglio delle femmine nelle
materie scientifiche, hanno ben poco da fare le "consigliere
per le pari opportunità" ad offrire borse
studio alle ragazze incitandole ad entrare in massa nelle
facoltà scientifiche.
E hanno anche ben poco da lagnarsi se ai vertici di molte
aziende ci sono uomini, e non c'è una parità
50-50. Oggi, anno 2007, Italia, le donne -se vogliono- hanno
le stesse "pari opportunità" di raggiungere
la posizione che preferiscono. E se non si raggiunge una parità
perfetta del 50-50 in tutti i luoghi di potere non
significa che le donne sono discriminate.
Una parità matematica del 50-50, d'altro canto, si
può raggiungere solamente con la discriminazione
di uno dei due gruppi. Cioè scavare una piccola fossa
sotto un gruppo, oppure dare lo sgabello all'altro gruppo.
Fosse o sgabelli non sarebbero necessari,
se solo si smettesse di fomentare l'invidia
e il risentimento, entrambi artificiali, verso il Genere Maschile.
...
Note [1] Avete
visto, cari bamboccioni ? Adesso anche i politici maschi vi
prendono per il culo. Devono essere entrati nella festosa atmosfera
misandrica della TV e dei mass media, tra un pò vi chiameranno
"maschietti" e disquisiranno allegramente su quanto
siete impotenti e/o eiaculatori precoci. E nel frattempo, loro,
stanno anche meditando leggi per mandarvi multe a casa qualora
vi beccassero in strada con una prostituta. Loro, si cuccano
le prostitute d'alto bordo, quelle da 300 euro all'ora, magari
dopo essersi sniffati qualche riga di coca, a voi invece vi
mandano le multe a casa, per aver pagato 50 euro una mignotta
di periferia. Dopotutto, se lo possono permettere, questi sono
maschi-alpha, capi-branco
che inneggiano al "più potere alle donne",
mentre voi, bamboccioni, vi beccate le loro multe e i
loro sberleffi.
[2]
Da
notare, poi, la fine del servizio: la ragazza che parla va in
corto circuito e ripete per due volte la stessa frase. Forse
è vero, hanno urgente bisogno di supporto psicologico.
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