Novembre 2008
 
   
Analisi dei Media


















 
 

Giornaliste e Pari Opportunità
10.10.2007


"Primo incontro della Commissione Pari Opportunità del Sindacato dei Giornalisti della Calabria per l'istituzione di uno sportello di supporto legale e psicologico alle giornaliste. L'inaugurazione avverrà il 21 settembre nei locali dello stesso sindacato a Reggio Calabria."



La Commissione Pari Opportunità ha istituito, con i soldi dei bamboccioni maschi italiani
[1], uno sportello per il "supporto legale e psicologico" delle giornaliste. Cioè di opinioniste/scrittrici/intellettuali il cui principale rischio lavorativo è di versarsi sulle dita il caffè bollente appena preparato, o ancor peggio veder il proprio lavoro di poche ore andare in fumo in seguito ad un crash improvviso di sistema.

In vista di simili drammi, è giustificata quindi l'istituzione di uno sportello che fornisca a queste intrepide guerriere della carta stampata un adeguato supporto psicologico. Gli operai maschi che lavorano in fabbrica, nei cantieri o nelle miniere invece non hanno bisogno di "supporto psicologico", anche perchè i morti son difficili da rincuorare. Certo, ci sarebbero anche le decine di migliaia di feriti... mutilati, ciechi, sordi, etc.etc. Ma costoro non vengono rappresentati come un dramma e tantomeno come un'emergenza sociale. Per la verità non vengono rappresentati in alcun modo, dato che la TV non ne parla e quindi per l'italiano medio questo problema non esiste.
E che dire del fenomeno dei suicidi ? In Italia ogni giorno 7 uomini si tolgono la vita, eppure ad oggi il "Ministero per le Pari Opportunità" non ha mai pensato di affrontare questo problema.

Dopotutto, i nostri politici (e giornalisti scodinzolanti al seguito) sono troppo impegnati ad occuparsi dei problemi veri del paese, come i lavavetri (vera piaga sociale del ventunesimo secolo) o
questioni di similare importanza.

Ma andiamo avanti ad analizzare quest'ultima trovata gentilmente ragalataci dal mirabolante Ministero per le Pari Opportunità. Nel video, al minuto 1:11, ecco spuntare qualche altro dettaglio su questa iniziativa:

"Almeno uno due o tre giorni al mese,
manderà un avvocato quì... donna...
a ricevere tutte le giornaliste in difficoltà
"

La signora ben ha fatto a specificare il genere di appartenenza dell'avvocato che dovrà prendersi cura di queste derelitte amazzoni dell'informazione italiana. Praticamente questi gruppuscoli pari-opportunosi si stanno organizzando in piccole tribù, sparse per tutto il territorio italiano, e il cui tratto caratteristico è quello di essere composte interamente da donne, con qualche volta la rara eccezione di ammettere tra le proprie fila anche un maschio geneticamente modificato, cioè un maschietto o un femminuccio.

Queste tribù rosa, pur non sedendo in Parlamento, rappresentano comunque un formidabile sistema di contropotere che si è ormai sparso come un tumore in tutto il Bel Paese, con le appartenenti che danno la loro fedeltà ad un progetto comune
per la "discriminazione positiva" verso il proprio genere di appartenenza. Detto in parole povere, fanno i loro interessi (gli interessi esclusivi del Genere Femminile), utilizzando i soldi dei contribuenti, e cioè anche (e soprattutto) i soldi dei cittadini di sesso maschile.

Avanti con l'analisi del servizio:

"Un confronto da cui sono scaturite nuove proposte da concretizzare nel prossimo futuro: corsi di formazione sulle problematiche di discriminazione in ambito lavorativo per le giornaliste..."

Chiunque stia tenendo d'occhio la situazione negli Stati Uniti, per quanto concerne il femminismo, non può che sorridere di fronte a queste iniziative italiote, se non altro perchè sono la scopiazzatura diretta delle politiche femministe messe in atto negli USA.

I "corsi di formazione sulle problematiche di discriminazione in ambito lavorativo per le giornaliste" altro non sono che corsi d'indottrinamento femminista nei quali s'insegna alle "allieve" su come diventare delle vere spine nel fianco di qualsiasi collega di sesso maschile e trasformare l'ambiente di lavoro in un campo minato. Cioè insegnano la nozione radicale secondo cui l'assenza di privilegi in campo lavorativo equivale ad un diritto negato. Negato a loro, donne "discriminate" proprio perchè donne.

Insegnano inoltre che attraverso la lagna, per quanto ridicola o lunatica essa sia, si può raggiungere qualsiasi cosa. E se la lagna non funziona, insegnano loro su come utilizzare i ricatti a sfondo sessuale nei confronti dei colleghi e/o capi che non si piegano di fronte alla lagna: "esaudisci questa mia richiesta, oppure dico che mi hai molestata". Auguri, poi, all'uomo accusato, a dimostrare che non ha dato una pacca sul sedere alla collega, o non ha fatto una battuta pesante sul suo decoltè.

Quando nel 2005 l'uragano Katrina devastò New Orleans, creando orde di sfollati e bisognosi, vecchi, bambini e persone malate, intere squadre di vigili del fuoco accorsi per prestare soccorso vennero bloccate nelle sale di alcuni alberghi per prendere parte a "corsi di formazione" sulle molestie sessuali e le pari opportunità sul posto di lavoro. I corsi duravano intere giornate, mentre fuori impazzava l'inferno, con gente bisognosa che moriva per strada e bande di sciacalli che prendevano d'assalto i negozi.

La differenza principale che c'è tra l'Italia e gli USA, in fatto di femminismo, è che nel nostro paese le femmine non hanno ancora preso pienamente coscienza del potere che hanno, e del grado di impunità con cui potrebbero usarlo. E' per questo che certe situazioni, certe storie dell'orrore, che negli USA sono entrate a far parte dell'ordinario, quì in Italia ancora non si verificano nè con la stessa frequenza e né con lo stesso livello di follia.

Questi "corsi di formazione" servono per dare alle femmine italiane (ancora troppo ingenue) questa nuova consapevolezza, servono per far prendere loro coscienza di questa situazione e di come sarebbe facile utilizzarla per i propri scopi. Anche la TV, ovviamente, sta contribuendo a questo indottrinamento.

Ma andiamo oltre, sempre dal video:

"...una tessera rosa che permetta di usufruire di agevolazioni economiche in svariati ambiti, dagli acquisti ai servizi culturali"

Mica sceme, queste 'amazzoni' delle tribù femministe italiote: si fanno le "tessere rosa" per usufruire di "agevolazioni economiche in svariati ambiti", per comprare libri, film, andare al teatro oppure al cinema. E si fanno anche i taxi rosa con tariffe agevolate, gli alberghi con piano riservato alle sole donne, le pink card per pagare di meno, le agevolazioni finanziarie per le imprenditrici e tra non molto anche i vagoni treno riservati al Gentil Sesso (in Giappone esistono già da anni). E tutto quanto alla vostra faccia, cari bamboccioni.

E per finire, dato che al peggio non c'è mai fine [2]:

"Al via dal 21 settembre lo sportello di supporto legale e psicologico per le giornaliste calabresi. L'iniziativa è stata presentata dalla coordinatrice regionale, Catia Acquesta, negli stessi locali del sindacato, alla presenza del segretario regionale, Carlo Parisi, e delle componenti della commissione pari opportunità."

"Abbiamo già inviato un questionario nelle varie relazioni per raccogliere qual'è la situazione reale delle donne... il questionario è anonimo quindi la donna si sente libera di poter rispondere sinceramente in base a quello che le accade in ambito lavorativo"

Il questionario è anonimo, ragion per cui, la donna risponde sinceramente.
In un mondo alla rovescia, forse. Nel mondo reale un questionario anonimo può anche dare l'opportunità di non rispondere sinceramente, specie quando si presenta la possibilità di tradurre in politiche di favore alle presunte vittime la lagna rappresentata dalle risposte al suddetto questionario.

Lagna non verificabile, a meno che il questionario cessi di essere anonimo e ogni singola rimostranza venga investigata per bene. In questo modo invece si possono creare mostri fittizi, virtuali, che possono poi venir usati come propellente propagandistico-mediatico per far approvare norme o leggi anti-costituzionali di stampo femminista.

Una cosa dovrebbe
ormai essere ben chiara a tutti quanti, e cioè che il Ministero Pari Opportunità, assieme a tutte le sue estensioni tentacolari, altro non è che una lobby femminista il cui unico interesse è favorire le donne come Genere, sfavorendo nel frattempo il Genere Maschile, che vedono come "nemico" ed ingiusto usurpatore di chissà quali diritti che ancora oggi verrebbero "negati" alle donne.

Il loro concetto di "pari opportunità" ha ormai
perso qualsiasi significato.

Le pari opportunità, per queste femministe, significa che se ci sono due persone, e una è più alta dell'altra di 20 centimetri, allora per farli apparire "uguali" (ed eliminare l'invidia che il basso proverebbe verso l'alto) bisogna scavare una fossa di 20 centimetri e metterci dentro la persona alta. Oppure non scavare nessuna fossa e prendere uno sgabello di 20 centimetri per dare alla persona bassa la falsa illusione di essere alta quanto lo spilungone che ha al suo fianco. E in questo caso, si parla di maschi e femmine, non di alti e bassi, la sensazione di invidia, di rancore e di risentimento è stata istillata artificialmente dall'ideologia femminista e da tutta la propaganda americanoide del "girl power", che ha preso il modello maschile come punto di riferimento universale, eliminando quello femminile, ed illudendo le femmine di poter diventare esse stesse degli "uomini", cercando di scimmiottare malamente -supportate da propaganda mediatica hollywoodiana, effetti speciali, sciovinismo femminista e politiche di discriminazione positiva- il modello maschile che, è stato detto loro, è l'unico modello "vincente" e "forte" possibile in questa società. Così facendo, hanno negato la specificità femminile e la differenza tra i due modelli, creando invidia e risentimento verso il modello "unico" maschile inteso come l'unico che possa essere degno di rispetto e ammirazione.

Pari opportunità non significa pari risultato.

Se i maschi ad esempio riescono meglio delle femmine nelle materie scientifiche, hanno ben poco da fare le "consigliere per le pari opportunità" ad offrire borse studio alle ragazze incitandole ad entrare in massa nelle facoltà scientifiche.

E hanno anche ben poco da lagnarsi se ai vertici di molte aziende ci sono uomini, e non c'è una parità 50-50. Oggi, anno 2007, Italia, le donne -se vogliono- hanno le stesse "pari opportunità" di raggiungere la posizione che preferiscono. E se non si raggiunge una parità perfetta del 50-50 in tutti i luoghi di potere non significa che le donne sono discriminate.

Una parità matematica del 50-50, d'altro canto, si può raggiungere solamente con la discriminazione di uno dei due gruppi. Cioè scavare una piccola fossa sotto un gruppo, oppure dare lo sgabello all'altro gruppo.

Fosse o sgabelli non sarebbero
necessari, se solo si smettesse di fomentare l'invidia e il risentimento, entrambi artificiali, verso il Genere Maschile.

...


Note
[1] Avete visto, cari bamboccioni ? Adesso anche i politici maschi vi prendono per il culo. Devono essere entrati nella festosa atmosfera misandrica della TV e dei mass media, tra un pò vi chiameranno "maschietti" e disquisiranno allegramente su quanto siete impotenti e/o eiaculatori precoci. E nel frattempo, loro, stanno anche meditando leggi per mandarvi multe a casa qualora vi beccassero in strada con una prostituta. Loro, si cuccano le prostitute d'alto bordo, quelle da 300 euro all'ora, magari dopo essersi sniffati qualche riga di coca, a voi invece vi mandano le multe a casa, per aver pagato 50 euro una mignotta di periferia. Dopotutto, se lo possono permettere, questi sono maschi-alpha, capi-branco che inneggiano al "più potere alle donne", mentre voi, bamboccioni, vi beccate le loro multe e i loro sberleffi.

[2]
Da notare, poi, la fine del servizio: la ragazza che parla va in corto circuito e ripete per due volte la stessa frase. Forse è vero, hanno urgente bisogno di supporto psicologico.