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Maggio 2009
 
   
Analisi dei Media


















 
 

Ancora una volta "prima le donne e i bambini"
29.5.2009



 




Già qualche anno fa si era parlato in un apposito articolo dell'anacronistico regolamento secondo cui a salvarsi la pelle, in casi di emergenza, dovrebbero essere "prima le donne e i bambini", e di come questa palese violazione del concetto di "parità sessuale" generasse nelle poco coerenti femministe poco più che uno sbadiglio.

Che i bambini vengano salvati per primi, in questi casi, è ovviamente sacrosanto, ma la stessa cosa non si può dire per le donne. In questi giorni il problema si ripropone per via dell'incidente avvenuto sul traghetto "Florio" della Tirrenia, dove è divampato un incendio che ha costretto all'evacuazione con le scialuppe di salvataggio i 490 passeggeri a bordo della nave. Tra questi passeggeri, anche l'attore siciliano Sergio Friscia, che ricordando gli attimi di panico vissuti, ha raccontato:

«Sembrava di stare sul Titanic. Nessuno seguiva le indicazioni dell’equipaggio, che volevano fare scendere prima i bambini e le donne. Non si capiva più niente. C’era una ressa incredibile».

Questo è già un buon segno che forse le cose stanno cambiando, se i passeggeri (presumibilmente molti uomini) hanno deciso di non obbedire a questa stupida, sessista e misandrica regola. Infatti non c'è motivo alcuno per cui in casi di emergenza debba venir data la precedenza alle "donne", quando a sentire femministe e femministi in giornali e televisioni quest'ultime sarebbero "il vero sesso forte" (leggi notizia [1]). Per non parlare della "parità" che si ricerca in modo spasmodico e ossessivo in ogni ambito della società. Facciamo parte della Civiltà che più di ogni altra si affanna a dire che "maschi e femmine sono uguali", e che quindi ogni discriminazione basata sul genere di appartenenza è da abolire, però dove conviene a lor signore e signorine si ridiventa di colpo "diversi". Le femmine sono "uguali" (anzi, più forti) dei maschi quando decidono di entrare nell'esercito (peraltro tramite test fisici inferiori rispetto a quelli affrontati dagli uomini), però ridiventano magicamente "diverse" quando si trovano con l'acqua alla gola in una nave che sta affondando.

Così non va. Come già detto più volte in vari articoli di questo sito, viviamo in una società che da un lato propugna la menzogna sulla "parità sessuale", e dall'altro chiude un occhio su tutta una serie di piccoli grandi privilegi femminili che sono la negazione stessa di questa presunta "parità" che si andrebbe perseguendo. A rimetterci, in questa farsa che è l'ideologia della "parità sessuale", sono solo ed esclusivamente gli uomini.

Lo scorso 15 Gennaio aveva fatto il giro del pianeta la notizia di un volo della US Airways, che per problemi tecnici causati da alcuni uccelli che si infilarono nei motori del velivolo, finì per fare un ammaraggio di fortuna sul fiume Hudson, a New York. Le immagini di quella storia vennero trasmesse dalle Tv di tutto il mondo, e il comandante del volo venne lodato per la bravura e la freddezza con cui portò a termine le manovre di emergenza.

La rete televisiva americana NBC raccontò un dettaglio, sicuramente ignorato dai più, secondo cui anche in quel caso si sarebbero levate le strilla del "prima le donne e i bambini", sia da parte dell'equipaggio che da parte di alcuni passeggeri maschi, e che i passeggeri maschi vennero costretti a raggrupparsi nella coda in fondo all'aereo mentre le femmine venivano fatte passare davanti e salvate per prime. Eppure, sono proprio gli Stati Uniti, più di ogni altro paese, che si ritengono essere il faro nel mondo per quel che riguarda la "parità sessuale". Ma discriminare gli uomini, utilizzando una regola di chiaro stampo sessista, poco si concilia con l'idea di "parità sessuale".

Si concilia invece con l'assunto secondo cui la vita di un uomo varrebbe meno della vita di una donna, un'idea delirante che purtroppo fa parte del modo di pensare anche di tantissimi maschi, ominidi emotivamente ritardati che si costruiscono una finta "identità virile" sulla base della svalutazione di se stessi e di una esaltazione parossistica del Genere Femminile.

Sul sito del Corriere, un tale "picopico1972", ha commentato la notizia dell'incidente al traghetto della Tirrenia in questo modo:

"Il prima donne e bambini è ovvio. Chi è donna può portare avanti la specie anche senza uomo."

La donna non si riproduce ancora per partenogenesi, quindi non può portare avanti la specie "anche senza uomo". Per di più, la popolazione mondiale sta per raggiungere quota 7 miliardi, la specie umana non è sull'orlo dell'estinzione, non c'è motivo di implementare simili regolamenti sessisti antimaschili. E' palese ed evidente la confusione mentale che caratterizza questi ominidi emotivamente ritardati, totalmente incapaci di formulare un concetto indipendente senza farsi influenzare dalla propria degenerata sfera emotiva. L'ominide in questione ha concluso poi il suo "pensiero" (si può definire così, quella cosa ?), con una "minaccia":

"E chi non li ha fatti passare per primi, fortunatamente al giudizio divino passerà ben dopo tutti gli altri."

Un altro commento sul sito del Corriere è venuto da una tale "fran0473", che scrive:

"Io sono una donna, ma concordo con chi dice che non è giusto che le donne debbano sempre avere la precedenza, a meno che non siano madri di famiglia. Seppur a fin di bene, anche questa è una discriminazione!! In ogni caso, l'importante è che tutti si siano salvati, a prescindere dal sesso e dell'età!"

Un tale "MAX1985GM", evidentemente un fiero "padano", uno di quelli che fanno del mantra "proteggiamo le nostre donne" la propria ragione di vita, ha commentato:

"Secondo me l'incidente di per se non è da commentare, incidenti del genere possono capitare e il fatto che non ci sia stato nessun ferito grave, significa chei piani di emergenza hanno funzionato correttamente. La cosa scandalosa e che è da commentare è la mancanza di civiltà di alcuni nostri cittadini che vivono in meridione. Perchè dobbiamo sempre farci notare per la nostra inciviltà (tutti volevano scendere e non facevano passare donne e bambini). Vado spesso all'estero e noto con dispiacere che sono sempre i "meridionali" quelli che fanno caos o non rispettano le file nelle attese. Se non vogliamo farci deridere sempre all'estero e anche qui in Italia incominciamo a prendere lezioni di civiltà!!!"

Quindi, anche "all'estero", coloro che "provocano il caos e non rispettano le file" sarebbero sempre ammucchiati nel "meridione" (per qualche motivazione magico-esoterica che al momento ci sfugge): nel sud della Germania, nel sud dell'Inghilterra o del Giappone... ovunque sia andato questo giovane padano, ha potuto verificare la costante secondo cui i "casinisti" sarebbero riuniti tutti nel "sud" del proprio paese. Ci sarebbe da ridere, se non fosse che questa gente, che sragiona e spara cazzate e vaginate a profusione, gode del favore di buona parte di questo paese.

Mentre "elmocia" (non si capisce se si tratta di un maschio o una femmina, ma a questo punto cambia poco), ha scritto:

"Sembrava di stare sul Titanic, nessuno voleva far passare prima bimbi e donne". In realtà sul Titanic il comportamento dei passeggeri fu esemplare e non ci furono scene di panico. Questo caso e il commento di kantkant sono è emblematici dello spirito dei tempi che si respira da noi. Mors tua vita mea. Perfettamente d'accordo con Pfra64. Saluti"

Lo spirito dei tempi, lo zeitgeist che si respira da noi, è quello di uomini che forse stanno incominciando a capire che in questa società si viene denigrati a prescindere in quanto appartenenti al Genere Maschile, e che certi "gesti cavallereschi" devono assolutamente essere aboliti, perchè sono diventati inutili e dannosi per gli uomini stessi.

Prima che ciò avvenga, però, i maschi devono farsi un bel viaggetto introspettivo e individuare e poi demolire tutte quelle falsità sul rapporto fra i sessi, e specialmente sulle femmine, che son state inculcate loro fin dall'infanzia per tenerli prigionieri di una falsa coscienza che li rende poco più che degli schiavi.

...

[Aggiornamento 30.5.2009]

Un brano tratto da La Repubblica, del 13 settembre 2003, si parla dell'incidente alla Moby Magic della Tirrenia, di cui si era già accennato in questo vecchio articolo. Anche in quel caso l'equipaggio imbarcò nelle scialuppe prima le donne e i bambini. Questa è la testimonianza di uno dei passeggeri/esseri umani di serie B (un maschio):

La scialuppa era bloccata, ho pensato. Affondiamo

Donne e bambini erano in salvo, noi aspettavamo di salire sulle ultime scialuppe.
La nave ha ondeggiato a lungo come un’amaca e si è appoggiata sul fianco sinistro. Qualcuno
ha incominciato a urlare. Ho guardato gli uomini dell’equipaggio, le facce erano diventate
scure. “State calmi, state calmi” hanno incominciato a dirci. Ho pensato: ecco stiamo
affondando”.
Alberto era sul Moby Magic. “Sicuro che quei secondi li saprò raccontare esattamente per
qualche decennio” dice.
“Mentre la nave ondeggiava anche la luce si abbassava e si rialzava, mancava solo il
sottofondo musicale” racconta Alberto. “Era una bellissima giornata di sole, una ventilazione
leggera. Ero in un terrazzo, sul lato destro della prua a guardare le ultime propaggini della
Corsica e i primi lembi della Sardegna. Ho sentito uno scossone, come un vuoto d’aria.
È scattato l’allarme, sette fischi consecutivi, all’altoparlante il capitano ha quasi subito iniziato
a parlare di un guasto al motore e ha invitato tutti a raggiungere il meeting-point. C’era del
fumo che saliva dalla nave. I primi ad avvertire il pericolo sono stati i bambini e due cani: i
piccoli piangevano e gli animali abbaiavano senza pausa”. Che la situazione fosse più delicata
di quanto l’equipaggio desse a pensare, Alberto lo ha capito un attimo dopo:
“Al bar ci hanno distribuito salvagenti, da bere e da mangiare. Il personale di bordo ci ha
spiegato che eravamo in attesa di un rimorchiatore. La gente ha ripreso a leggere e a
scherzare, ma mezz’ora dopo la scena è cambiata come in un brutto film.
L’equipaggio ha chiamato prima le donne e i bambini per imbarcarsi sulle scialuppe.
E il rimorchiatore?
Mi sono domandato e risposto da solo:non c’è tempo stiamo affondando!
Quando le donne e i bambini erano già stati calati in mare sulle scialuppe, la situazione è
precipitata e la nave ha iniziato a ondeggiare, prima di appoggiarsi da un lato

Alberto continua: “Sono salito sulla scialuppa, che però non ne voleva sapere di lasciarsi
calare in acqua, era malferma, malsicura, scendeva a singhiozzo. La corda si è bloccata e la
scialuppa è rimasta appesa su un fianco.
Qualcuno ha urlato di paura”. “Serve un’ascia, serve un’ascia!” ha chiesto un marinaio.
“Guardavo il mare - continua Alberto – pensavo che saremmo precipitati in acqua. Poi invece
la fune è tornata a scivolare, ma si è di nuovo bloccata. Ecco adesso ci rovesciamo, mi son
detto. E, invece, ce l’abbiamo fatta. Stavamo stretti sulle scialuppe, in tutto ne ho visto
quattro o cinque al massimo.
Cosa sarebbe successo se fossimo stati un migliaio come nei giorni di ferragosto? Per dieci
minuti, sulle scialuppe, siamo rimasti in balia delle onde alte, poi ci ha raccolto una
motovedetta”




[1]
Ringrazio Antonio per avermi segnalato la notizia, e riporto qui le sue considerazioni:

"Non credo assolutamente alle conclusioni di questa stupida ricerca, che contraddice in modo eclatante l'evidenza empirica, una ricerca fatta sulla pelle dei poveri topi con l'inganno della vivisezione e che promette terribili conseguenze sulla pelle, o meglio, sulle palle degli uomini. Eppure una domanda la voglio porre: se la medicina allopatica tirerà fuori farmaci per uomini a base di estrogeni e alcuni Stati ne permetteranno la produzione, confermando così che le donne sono il sesso forte, questi stessi stati agiranno anche di conseguenza, togliendo la coscrizione obbligatoria e i lavori pesanti al povero debole maschio, per trasferirla alla forte e aitante donna? Oppure si continuerà a considerare forte il maschio finché farà comodo, per considerarlo debole sempre quando farà comodo ?"

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