Mozioni sul ruolo della donna nelle
trasmissioni televisive 7.11.2007
Il 13 Settembre sono state presentate ed approvate dal Senato
due mozioni [1],
la numero 61 e la 136, sul ruolo della donna nelle trasmissioni
televisive. La mozione 61 è stata presentata dalla
senatrice Allegrini (Alleanza Nazionale), mentre la 136 dalla
senatrice Franco (Ulivo).
In questo articolo verrà descritto a grandi linee il
contenuto di queste due mozioni, assieme ad alcune riflessioni
sull'incapacità (disinteresse) dei politici di tutelare
-assieme alla figura femminile- anche quella maschile, e di
come questa diversità di trattamento faccia parte di
un preciso progetto perseguito in modo trasversale dalla componente
femminile della classe politica italiana.
Per introdurre l'argomento, ecco un video riassuntivo della
seduta in cui sono state presentate le due mozioni:
Dunque passiamo ad analizzare prima alcune dichiarazioni fatte
in Aula e poi quelle contenute nei testi delle due mozioni.
Anzitutto una premessa: le "senatrici", nel
giochetto che hanno messo in piedi, fanno bene a preoccuparsi
di tutelare l'immagine femminile e la dignità delle
donne in televisione o altrove. Fanno bene perchè così
facendo non si limitano ad occuparsi semplicemente dei propri
interessi personali ma pensano anche a come "migliorare"
(secondo loro...) la situazione delle loro "sorelle"
che non stanno nelle "stanze del potere". O per
meglio dire, non ci stanno ufficialmente.
All'inizio del filmato la senatrice Allegrini parla di "scadimento
dell'immagine femminile in televisione", facendo
un ovvio riferimento all'abbondanza di tette e culi messi
in mostra nei vari programmi televisivi e nei cartelloni pubblicitari
visionabili ovunque. Dello scadimento dell'immagine maschile
in televisione invece non viene fatta alcuna menzione, per
sottintendere che la perenne rappresentazione degli uomini
come dei "bambinoni ritardati" non è
una violazione della loro dignità bensì una
fedele rappresentazione della realtà.
Si prosegue proponendo l'istituzione di una struttura denominata
"Rai Donna", che dovrebbe interessarsi a produrre
trasmissioni tutte incentrate sul "protagonismo femminile"
e quindi con l'obiettivo -dichiarato- di usare il mezzo televisivo
come piattaforma propagandistica per migliorare l'autostima
delle giovani generazioni femminili. Le senatrici si preoccupano
delle bambine, delle ragazze e delle giovani donne, chiedendo
che venga messo in piedi questo apparato per "formare"
le loro giovani menti e rafforzarne il carattere e l'identità.
Mentre si persegue questo progetto, si decide nel frattempo
di ignorare l'autostima delle giovani generazioni maschili.
Per loro va bene proporre il modello Homer Simpson, il padre
pasticcione dotato di cervello microscopico che non ne imbrocca
mai una giusta. Secondo i vari critici e le varie critiche
televisive Homer rappresenta bene i "maschietti"
del ventunesimo secolo.
Questa scelta non è un caso, qualsiasi idiota
è infatti in grado di capire le future
implicazioni di un simile disegno:
l'utilizzo del più potente mezzo propagandistico della
storia (la TV) per aumentare l'autostima e il potere di una
fetta della popolazione, e nel frattempo la demolizione tout
court della dignità e dell'autostima di un'altra
fetta della popolazione, altro non farà che creare
una vera e propria Dittatura (dichiarata o no...) dei
primi sui secondi.
Prosegue la senatrice Allegrini, descrivendo cosa dovrebbe
propagandare, tra le altre cose, la nuova struttura "Rai
Donna":
"La
acquisizione della normalità della compresenza
storica (delle
donne) in campo artistico
culturale scientifico politico e sociale..."
Le
femministe hanno passato gli ultimi 120 anni a descrivere
la storia del Genere Umano come un lunghissimo e ininterrotto
racconto dell'orrore in cui le donne venivano "oppresse"
(solo loro, gli
uomini invece se la spassavano)
e di come questa "oppressione" abbia loro precluso
l'ingresso nel campo dell'arte, della cultura, della scienza
etc.etc. Questa lagna falsa e fuorviante, definita da alcuni
storici come il più grave crimine intellettuale
del ventesimo secolo, è servita come propellente
propagandistico per far avanzare la causa femminista, senza
trovare praticamente nessun ostacolo.
Adesso che la meta è raggiunta, e si può levare
il velo della menzogna, questa lagna le femministe se la ritirano
indietro: non è vero, non eravamo oppresse, dobbiamo
adesso propagandare la normalità della compresenza
storica delle donne in campo artistico, culturale, scientifico,
politico e sociale...
Quando si voleva raggiungere una certa meta, allora andava
bene raccontare la storia dell'Oppressione Millenaria: appena
la meta è stata raggiunta, e ci si sente abbastanza
sicuri della stabilità della propria posizione,
allora si può rigirare la frittata e dire che no,
in realtà anche nel passato il "protagonismo
femminile" la faceva da padrone. E la fa da padrone
adesso, nel presente, e di conseguenza nel futuro, perchè
come recitava uno degli slogan del Partito del Grande Fratello,
dal romanzo di Orwell, "chi controlla il passato controlla
il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato".
E il passato non è fermo, immutabile e cristallizzato
nel tempo: può venir modificato a piacimento, qualora
tornasse comodo a questo o a quell'altro gruppo di potere.
E lo si può modificare e stravolgere anche più
volte nel corso di poche decine di anni, l'importante è
fare ciò quando ormai si è ottenuto quel che
si voleva ottenere, e indietro non si può più
tornare.
Proseguiamo con l'analisi del video, e in particolare questa
frase della senatrice Franco:
"Il
modo in cui la TV rappresenta la donna ha un effetto
enorme sia su come lei percepisce sè stessa in
rapporto agli uomini e al contesto sociale, sia sulla
percezione che delle donne hanno gli uomini e i minori."
Questa
frase conferma ulteriormente quanto detto precedentemente
e in altri articoli del sito: le femministe sanno bene che
è la TV ormai a svolgere il principale ruolo educativo
(o diseducativo) dei bambini, degli adolescenti e via di seguito.
Adesso, come spesso si è fatto in altri articoli del
sito, leggiamo la stessa identica frase cambiando però
"donna" con "uomo" e "donne"
con "uomini":
"Il
modo in cui la TV rappresenta l'uomo
ha un effetto enorme sia su come lui percepisce sè
stesso in rapporto alle donne e al contesto sociale,
sia sulla percezione che degli
uomini hanno le donne e i minori."
Che
effetto, enorme, potranno mai avere negli uomini i tanti film
e telefilm americani dove essi vengono descritti come dei
poveri cretini ritardati mentali, incapaci persino
di avvitare una lampadina o di fare qualsiasi cosa senza combinare
un pasticcio ? Con una rappresentazione della realtà
che vede da una parte un Idiota Maschio, e dall'altra
parte una Divinità Femmina, in che modo un uomo
percepirà sè stesso in rapporto alle donne ?
Un giovane uomo che cresce osservando questi esempi, percepirà
sè stesso come:
psicologicamente
ed emotivamente inferiore alle donne,
psicologicamente ed emotivamente schiavo delle donne,
patologicamente
bisognoso delle donne o della presenza femminile,
fisicamente inferiore alle donne, moralmente inferiore
alle donne,
umanamente, biologicamente, intellettualmente e spiritualmente
deficitario rispetto alle donne.
E, pochi giri di parole: le ministre
del Bene Femminista è esattamente a questo che puntano.
Queste Ministre della Propaganda della 'Donna Protagonista
del Nuovo Millennio' hanno bisogno di sminuire, disprezzare
e insultare l'altra metà del cielo per promuovere il
loro decantato "protagonismo femminile". L'utilizzo
di termini quali "maschietti" per descrivere uomini
di 20, 30 o 40 anni serve proprio a questo: prendervi per
il culo. I talk-show con le opinioniste teste-vuote, mogli
di politici teste-vuote, che sghignazzano sul fatto che "non
ci sono più gli uomini di una volta" (a proposito,
ma non erano 'oppressori neanderthaliani' gli uomini di una
volta ?) fanno tutti parte di un sistematico programma
d'insulti teso a demolire l'autostima degli uomini e dei bambini
maschi. E' inutile che quando fate zapping in TV, o leggete
un giornale, o sentite qualcuno/a al bar parlare di quanto
"stupidi sono i maschietti", di quanto
"deboli e tonti sono i maschietti",
di quanto "codardi sono i maschietti",
di quanto "eiaculatori precoci sono i maschietti"...
è inutile che cambiate canale sbuffando, in preda alla
confusione più assoluta, o voltate pagina, o fate finta
di non sentire. E' tutto orchestrato, è un'operazione
programmata, è sistematico, non è
la "stupidità degli
anni 2000". C'è qualcuno, o qualcuna,
che ha scelto il bersaglio, e lo sta bombardando di insulti
ormai ininterrottamente da oltre 30 anni. Questo qualcuno,
o qualcuna, ha dato legittimità a questa campagna d'odio
mimetizzandola con espressioni vuote e fuorvianti quali 'Pari
Opportunità' o 'Parità', e dietro queste espressioni
nasconde il vero significato della sua "lotta",
che niente ha a che fare con le "pari opportunità"
o con la "parità".
Ma passiamo alla seconda parte della frase:
"Il
modo in cui la TV rappresenta l'uomo
ha un effetto
enorme ... sulla percezione
che degli uomini hanno le donne"
Qual'è
la percezione che la donna media ha degli uomini ?
La percezione è che, tolti pochi casi, il Genere Maschile
è popolato da poveri cretini. Inutile che scuoti
la testa pensando "no no", caro bamboccione,
la tua ragazza potrà anche sopportarti per qualche
mese, o anno, ma l'opinione che la donna media ha del Genere
Maschile è molto bassa. Estremamente bassa,
quasi sottoterra. E buona parte di questa opinione deriva
dal "modo in cui la tv rappresenta l'uomo",
e dal modo in cui tutta una certa cultura proveniente dagli
USA ha deciso di rimodellare il rapporto fra i sessi non più
in senso cooperativo,
ma in senso competitivo.
Il giochetto però non funziona sempre bene, e spesso
finisce per procurare più danni (alle femmine) che
benefici. Ad esempio una ragazza che cresce sentendosi dire
che è "fisicamente uguale agli uomini", e
quindi in grado di competere alla pari con gli uomini anche
nelle competizioni sportive, poi finirà per cadere
nella più tetra frustrazione quando si accorgerà
che la realtà descritta in TV è ben diversa
dalla realtà di tutti i giorni. Questa triste constatazione
la farà sentire comese qualcuno si fosse
preso gioco di lei, perchè le dicevano una cosa
e invece poi ha scoperto che quella cosa era palesemente falsa.
E l'autore dell'imbroglio, guarda caso, lo identificherà
nel "Genere Maschile", e nel "Patriarcato"
e nella "Discriminazione delle Donne" etc.etc. Non
nella "bugia iniziale", nella propaganda isterica
e uterina del "girl power" che pone maschi e femmine
come rivali nella cosiddetta "Guerra tra i Sessi".
Andiamo oltre, per esaminare in dettaglio alcune parti del
testo delle due mozioni:
"...nei
programmi di intrattenimento il conduttore è quasi
sempre un uomo (58%)"
Il
conduttore quindi nel 58% dei casi è un uomo. Ne deriva
che nel restante 42% è una donna. Per cui l'espressione
"quasi sempre" non si capisce cosa dovrebbe significare,
visto che c'è solo un 8% di differenza tra i conduttori
maschi e le femmine.
Ma
andiamo avanti:
"...nei
programmi di informazione la donna compare soprattutto
all’interno di servizi di cronaca nera (67,8%), protagonista
di vicende drammatiche in cui appare o come vittima di
violenze, stupri e prevaricazioni, o come «carnefice»
(basti pensare a tutta la serie di «madri assassine» di
cui la cronaca ha parlato negli ultimi anni), vicende
in cui i particolari piu` macabri o scabrosi sono dati
in pasto al pubblico in una difesa ipocrita del «diritto
di cronaca»..."
Notare
come la parola carnefice sia stata messa fra virgolette.
Questi sono piccoli dettagli che la dicono lunga sull'ideologia
che domina le menti di queste persone. Un uomo che stupra
o uccide è un carnefice,
una donna che uccide i figli invece è una "carnefice",
e se i dettagli degli stupri (o presunti stupri) possono venir
messi nella pubblica piazza (per provocare sdegno contro "tutti
i maschi"), stessa cosa non si può dire delle
assassine di sesso femminile. Lì il "diritto di
cronaca" smette di esistere. Non si può far cronaca
sul "male"
fatto dalle donne, ma solo sul male
fatto dagli uomini.
"...paradossalmente
sono le fiction ad offrire un’immagine più realistica
della donna: le protagoniste delle storie sono donne che
si sono realizzate nel mondo del lavoro (donne medico,
magistrato, avvocato, commissari di polizia) o dotate
di grandi qualità umane, capaci di assumersi importanti
responsabilita` nell’ambito del contesto in cui operano;..."
Più
che "immagine realistica", si tratta di un'immagine
che si vuol far passare come realistica. Dato che la
realtà è composta, oltre che da donne competenti
e responsabili, anche da donne incapaci e inette. Nella fiction
italiana invece sono tutte rappresentate come mostri di perfezione,
e i "maschi" come dei poveri scemi. Ma questo, come
già detto, fa parte del piano. Quindi la fiction va
benissimo.
E ancora:
"...impegna
il Governo: ad assumere le iniziative necessarie affinchè
il sistema radiotelevisivo pubblico, che rappresenta lo
strumento principale di diffusione della conoscenza, svolga
un’opera di sensibilizzazione al rispetto della diversità
di genere e della dignità delle donne, finalizzata
ad una corretta rappresentazione della figura e del ruolo
delle donne ad alla rimozione di espressioni di discriminazione
e degli stereotipi, lesivi della dignità delle
stesse;..."
La
dignità delle donne va rispettata, quella degli uomini
invece si può allegramente infangare nei talk-show
e nella fiction.
"...e
ad adottare campagne di sensibilizzazione nelle scuole,
in particolare nella scuola secondaria, per aiutare i
giovani a difendersi dai messaggi discriminatori nei confronti
delle donne e per evitare così il perpetuarsi di
stereotipi che danneggiano le donne e il ruolo femminile
nella società;..."
Si,
ci vorrebbero davvero campagne per aiutare i giovani a difendersi
dai messaggi discriminatori, quelli però nei confronti
degli uomini, per evitare così il perpetuarsi
di stereotipi che danneggiano gli uomini e il ruolo
maschile nella società.
Ma gli stereotipi che danneggiano
gli uomini e il ruolo
maschile nella società sono invece parte
del piano, e l'intero giochetto del portare acqua al proprio
mulino non funziona se non si sottrae acqua al mulino "nemico".
Per cui per i "maschietti" va bene Homer Simpson
come modello da prendere ad esempio, lo stereotipo del maschio-cretino
che si vuole consolidare è esattamente quello. Dall'altra
parte c'è invece Lara Croft ad offrire "un'immagine
realistica della donna".
Proseguendo:
"...a
promuovere l’acquisizione di poteri
e di responsabilità da parte delle donne (empowerment)
in tutti i settori della vita produttiva
e sociale, in particolare nell’ambito dei media,
con azioni antidiscriminatorie
mirate, per il reale accesso delle donne alle posizioni
dirigenziali nel sistema radiotelevisivo pubblico
al fine di favorire la presenza femminile nelle posizioni
apicali delle testate giornalistiche televisive
pubbliche, e, più in generale, del sistema radiotelevisivo
pubblico, in modo da incidere sulle scelte editoriali
e di palinsesto e quindi sull’immagine complessiva delle
donne offerta dalla televisione pubblica."
Promuovere
l'acquisizione di poteri, in tutti i settori... con azioni
antidiscriminatorie.
Un bellissimo esempio di linguaggio orwelliano:la
guerra è pace, la libertà è schiavitù,
l'ignoranza è forza, l'odio misandrico è amore
femminile, e la discriminazione è
antidiscriminazione. La discriminazione è
favorevole, è positiva.Quella
contro gli uomini è discriminazione buona.
Tutto il resto è uno sciorinare incessante di richieste
di potere potere potere, posizioni dirigenziali, posizioni
apicali, empowerment, acquisizione di poteri, potere potere
potere.
"...eventuali
espressioni di discriminazione in base alla differenza
di sesso e di genere risultano particolarmente gravi quando
si manifestano all’interno del sistema dei media, considerato
il loro ruolo decisivo nel processo di costruzione e diffusione
dei modelli di vita e comportamenti individuali e collettivi
e che, in tale processo, al servizio pubblico sono affidate
più penetranti responsabilità;..."
Proprio
questa gravità della situazione ha fatto si che invece
di presentare delle mozioni per tutelare la dignità
sia delle donne che degli uomini, hanno deciso invece
di chiedere che venga tutelata solo quella delle donne. I
"giovani maschietti" si divertano con Homer Simpson,
che come modello maschile va più che bene.
Per concludere:
"...In
molte trasmissioni si parla delle donne ma non si dà
loro la parola, specie nell’ambito di programmi culturali
e politici. Un modello stereotipato, che riflette una
concezione patriarcale dei rapporti tra i sessi, oltre
ad essere lesivo della dignità femminile, riduce
le opportunità di accesso a ruoli
apicali ed ha effetti devastanti nel mondo giovanile."
Fino
a qualche mese fa andava in onda su RaiDue un programma intitolato
"Donne", dove appunto delle donne (e qualche uomo-femmina)
avevano ampia libertà di parola. Questo è più
o meno quel che ne è venuto fuori: Insegnamenti
Femministi.Insulti su insulti. E ancora insulti.Quella trasmissione non era forse lesiva della dignità
maschile ? E non potrebbe aver avuto "effetti devastanti
nel mondo giovanile" ? (sia nei maschi che nelle
femmine che la vedevano, per i motivi elencati prima).Ma la tutela della dignità maschile, come già
detto, non rientra fra i piani. Altrimenti le mozioni presentate
avrebbero parlato anche di "dignità maschile",
e non solo di "dignità delle donne".
A
questo punto, le strade che si aprono sono due: considerato
che ormai è evidente la volontà di recare danno
in ogni modo ad una certa parte della popolazione, e nel frattempo
incrementare senza limiti il potere di un'altra parte della
popolazione, bisogna iniziare a chiedersi
se sia meglio che questo progetto venga portato avanti da
un parlamento per la maggior parte composto da uomini, ma
comandati a bacchetta da donne, oppure che questi politici
maschi si levino dalle palle una volta per tutte e diano senza
ipocrisie il potere formale in mano alle politicanti dotate
di vagina.
Tanto la minestra non cambia, la situazione è destinata
ugualmente a peggiorare, ma almeno ci sarebbe la soddisfazione
di vedere un Parlamento privo di presunti "maschi-alpha",
di questi ridacchianti e untuosi politici maschietti che si
curano esclusivamente dei propri interessi, si fanno
le leggi per gli amici, altri presunti "maschi-alpha",
e desertano le discussioni parlamentari dove si discute dei
restanti 30 milioni di cittadini maschi di questo paese. Scrollando
le spalle pensano, probabilmente, che "non sono affari
loro". E davvero non lo sono, "affari loro".
Il loro potere gli permette di creare problemi al 99% degli
uomini di questo paese e nel frattempo non soffrirne loro
stessi le conseguenze.
Le
parlamentari femmine rappresentano per davvero l'elettorato
femminile. Fanno azione di lobby, puntano i piedi per far
passare questa o quella legge, s'impegnano, lentamente ma
con costanza, per far avanzare le loro "sorelle" in questo
o quel campo, e s'impegnano, vistosamente, per tutelare l'immagine
dell'intero Genere Femminile. Alla faccia della presunta inesistenza
della "solidarietà di genere" femminile.
Noi, invece, non abbiamo nessuno che ci rappresenti realmente
nella scena politica.
Potrebbero allora anche non presentarsi più alle elezioni
i politici maschi, dato che non si ha memoria di uno solo
di questi "maschi-alpha" che negli ultimi anni abbia
mostrato il minimo interesse per fare qualcosa anche per il
proprio elettorato maschile. Usano un linguaggio viscido e
untuoso, "care amiche e cari amici", dicono che
loro "ovviamente sono d'accordo con le senatrici",
parlano di dare "più potere alle donne",
sostengono di essere "amici delle donne",
però poi continuano ad avere le chiappe incrostate
nelle poltrone del potere. E fanno bene, perchè loro
sanno perfettamente che la situazione che hanno creato
per l'uomo comune sta iniziando a diventare invivibile,
e qualora venissero improvvisamente estromessi dalla Casta,
e costretti a vivere la vita dell'uomo comune, proverebbero
sulla loro pelle cosa significa non godere di stipendi da
decine di migliaia di euro al mese e non avere tesserini da
parlamentare da esibire ovunque.
Ben vengano allora le Quote Rosa in politica.
Ma non del 50%, possibilmente del 100%, per mandare
a casa una volta per tutte l'intera Casta di politicanti "maschi-alpha"
che non rappresentano l'elettorato maschile ma solo ed esclusivamente
sè stessi e i propri interessi. E men che meno servono
a rappresentare l'elettorato femminile, ovviamente.
A quello già ci pensano, in modo egregio, le "senatrici".
...
Note [1]
Dichiarazioni di voto:
1. Sen. NEGRI Magda (Aut) - favorevole a nome del gruppo
2. Sen. PELLEGATTA Maria Agostina (IU-Verdi-Com) - favorevole
a nome del gruppo
3. Sen. PISA Silvana (SDSE) - favorevole a nome del gruppo
4. Sen. CAPELLI Giovanna (RC-SE) - favorevole a nome del gruppo
5. Sen. BONFRISCO Anna Cinzia (FI) - favorevole a nome del gruppo
6. Sen. ALLEGRINI Laura (AN) - favorevole a nome del gruppo
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