Novembre 2008
 
   
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Mozioni sul ruolo della donna nelle trasmissioni televisive
7.11.2007


Il 13 Settembre sono state presentate ed approvate dal Senato due mozioni
[1], la numero 61 e la 136, sul ruolo della donna nelle trasmissioni televisive. La mozione 61 è stata presentata dalla senatrice Allegrini (Alleanza Nazionale), mentre la 136 dalla senatrice Franco (Ulivo).

In questo articolo verrà descritto a grandi linee il contenuto di queste due mozioni, assieme ad alcune riflessioni sull'incapacità (disinteresse) dei politici di tutelare -assieme alla figura femminile- anche quella maschile, e di come questa diversità di trattamento faccia parte di un preciso progetto perseguito in modo trasversale dalla componente femminile della classe politica italiana.

Per introdurre l'argomento, ecco un video riassuntivo della seduta in cui sono state presentate le due mozioni:


Video from AntiFeminist on Vimeo.
[Clicca sull'immagine per far partire il video]


Dunque passiamo ad analizzare prima alcune dichiarazioni fatte in Aula e poi quelle contenute nei testi delle due mozioni.

Anzitutto una premessa: le "senatrici", nel giochetto che hanno messo in piedi, fanno bene a preoccuparsi di tutelare l'immagine femminile e la dignità delle donne in televisione o altrove. Fanno bene perchè
così facendo non si limitano ad occuparsi semplicemente dei propri interessi personali ma pensano anche a come "migliorare" (secondo loro...) la situazione delle loro "sorelle" che non stanno nelle "stanze del potere". O per meglio dire, non ci stanno ufficialmente.

All'inizio del filmato la senatrice Allegrini parla di "scadimento dell'immagine femminile in televisione", facendo un ovvio riferimento all'abbondanza di tette e culi messi in mostra nei vari programmi televisivi e nei cartelloni pubblicitari visionabili ovunque. Dello scadimento dell'immagine maschile in televisione invece non viene fatta alcuna menzione, per sottintendere che la perenne rappresentazione degli uomini come dei "bambinoni ritardati" non è una violazione della loro dignità bensì una fedele rappresentazione della realtà.

Si prosegue proponendo l'istituzione di una struttura denominata "Rai Donna", che dovrebbe interessarsi a produrre trasmissioni tutte incentrate sul "protagonismo femminile" e quindi con l'obiettivo -dichiarato- di usare il mezzo televisivo come piattaforma propagandistica per migliorare l'autostima delle giovani generazioni femminili. Le senatrici si preoccupano delle bambine, delle ragazze e delle giovani donne, chiedendo che venga messo in piedi questo apparato per "formare" le loro giovani menti e rafforzarne il carattere e l'identità.

Mentre si persegue questo progetto, si decide nel frattempo di ignorare l'autostima delle giovani generazioni maschili. Per loro va bene proporre il modello Homer Simpson, il padre pasticcione dotato di cervello microscopico che non ne imbrocca mai una giusta. Secondo i vari critici e le varie critiche televisive Homer rappresenta bene i "maschietti" del ventunesimo secolo.

Questa scelta non è un caso, qualsiasi idiota è infatti in grado di capire le
future implicazioni di un simile disegno: l'utilizzo del più potente mezzo propagandistico della storia (la TV) per aumentare l'autostima e il potere di una fetta della popolazione, e nel frattempo la demolizione tout court della dignità e dell'autostima di un'altra fetta della popolazione, altro non farà che creare una vera e propria Dittatura (dichiarata o no...) dei primi sui secondi.

Prosegue la senatrice Allegrini, descrivendo cosa dovrebbe propagandare, tra le altre cose, la nuova struttura "Rai Donna":

"La acquisizione della normalità della compresenza storica (delle donne) in campo artistico culturale scientifico politico e sociale..."

Le femministe hanno passato gli ultimi 120 anni a descrivere la storia del Genere Umano come un lunghissimo e ininterrotto racconto dell'orrore in cui le donne venivano "oppresse" (solo loro, gli uomini invece se la spassavano) e di come questa "oppressione" abbia loro precluso l'ingresso nel campo dell'arte, della cultura, della scienza etc.etc. Questa lagna falsa e fuorviante, definita da alcuni storici come il più grave crimine intellettuale del ventesimo secolo, è servita come propellente propagandistico per far avanzare la causa femminista, senza trovare praticamente nessun ostacolo.

Adesso che la meta è raggiunta, e si può levare il velo della menzogna, questa lagna le femministe se la ritirano indietro: non è vero, non eravamo oppresse, dobbiamo adesso propagandare la normalità della compresenza storica delle donne in campo artistico, culturale, scientifico, politico e sociale...
Quando si voleva raggiungere una certa meta, allora andava bene raccontare la storia dell'Oppressione Millenaria: appena la meta è stata raggiunta, e ci si sente abbastanza sicuri della stabilità della propria posizione, allora si può rigirare la frittata e dire che no, in realtà anche nel passato il "protagonismo femminile" la faceva da padrone. E la fa da padrone adesso, nel presente, e di conseguenza nel futuro, perchè come recitava uno degli slogan del Partito del Grande Fratello, dal romanzo di Orwell, "chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato". E il passato non è fermo, immutabile e cristallizzato nel tempo: può venir modificato a piacimento, qualora tornasse comodo a questo o a quell'altro gruppo di potere. E lo si può modificare e stravolgere anche più volte nel corso di poche decine di anni, l'importante è fare ciò quando ormai si è ottenuto quel che si voleva ottenere, e indietro non si può più tornare.

Proseguiamo con l'analisi del video, e in particolare questa frase della senatrice Franco:

"Il modo in cui la TV rappresenta la donna ha un effetto enorme sia su come lei percepisce sè stessa in rapporto agli uomini e al contesto sociale, sia sulla percezione che delle donne hanno gli uomini e i minori."

Questa frase conferma ulteriormente quanto detto precedentemente e in altri articoli del sito: le femministe sanno bene che è la TV ormai a svolgere il principale ruolo educativo (o diseducativo) dei bambini, degli adolescenti e via di seguito. Adesso, come spesso si è fatto in altri articoli del sito, leggiamo la stessa identica frase cambiando però "donna" con "uomo" e "donne" con "uomini":

"Il modo in cui la TV rappresenta l'uomo ha un effetto enorme sia su come lui percepisce sè stesso in rapporto alle donne e al contesto sociale, sia sulla percezione che degli uomini hanno le donne e i minori."

Che effetto, enorme, potranno mai avere negli uomini i tanti film e telefilm americani dove essi vengono descritti come dei poveri cretini ritardati mentali, incapaci persino di avvitare una lampadina o di fare qualsiasi cosa senza combinare un pasticcio ? Con una rappresentazione della realtà che vede da una parte un Idiota Maschio, e dall'altra parte una Divinità Femmina, in che modo un uomo percepirà sè stesso in rapporto alle donne ?

Un giovane uomo che cresce osservando questi esempi, percepirà sè stesso come:
psicologicamente ed emotivamente inferiore alle donne,
psicologicamente ed emotivamente schiavo delle donne,
patologicamente bisognoso delle donne o della presenza femminile,
fisicamente inferiore alle donne, moralmente inferiore alle donne,
umanamente, biologicamente, intellettualmente e spiritualmente deficitario rispetto alle donne.

E, pochi giri di parole: le ministre del Bene Femminista è esattamente a questo che puntano. Queste Ministre della Propaganda della 'Donna Protagonista del Nuovo Millennio' hanno bisogno di sminuire, disprezzare e insultare l'altra metà del cielo per promuovere il loro decantato "protagonismo femminile". L'utilizzo di termini quali "maschietti" per descrivere uomini di 20, 30 o 40 anni serve proprio a questo: prendervi per il culo. I talk-show con le opinioniste teste-vuote, mogli di politici teste-vuote, che sghignazzano sul fatto che "non ci sono più gli uomini di una volta" (a proposito, ma non erano 'oppressori neanderthaliani' gli uomini di una volta ?) fanno tutti parte di un sistematico programma d'insulti teso a demolire l'autostima degli uomini e dei bambini maschi. E' inutile che quando fate zapping in TV, o leggete un giornale, o sentite qualcuno/a al bar parlare di quanto "stupidi sono i maschietti", di quanto "deboli e tonti sono i maschietti", di quanto "codardi sono i maschietti", di quanto "eiaculatori precoci sono i maschietti"... è inutile che cambiate canale sbuffando, in preda alla confusione più assoluta, o voltate pagina, o fate finta di non sentire. E' tutto orchestrato, è un'operazione programmata, è sistematico, non è la "stupidità degli anni 2000". C'è qualcuno, o qualcuna, che ha scelto il bersaglio, e lo sta bombardando di insulti ormai ininterrottamente da oltre 30 anni. Questo qualcuno, o qualcuna, ha dato legittimità a questa campagna d'odio mimetizzandola con espressioni vuote e fuorvianti quali 'Pari Opportunità' o 'Parità', e dietro queste espressioni nasconde il vero significato della sua "lotta", che niente ha a che fare con le "pari opportunità" o con la "parità".

Ma passiamo alla seconda parte della frase:

"Il modo in cui la TV rappresenta l'uomo ha un effetto
enorme
... sulla percezione che degli uomini hanno le donne"

Qual'è la percezione che la donna media ha degli uomini ?
La percezione è che, tolti pochi casi, il Genere Maschile è popolato da poveri cretini. Inutile che scuoti la testa pensando "no no", caro bamboccione, la tua ragazza potrà anche sopportarti per qualche mese, o anno, ma l'opinione che la donna media ha del Genere Maschile è molto bassa. Estremamente bassa, quasi sottoterra. E buona parte di questa opinione deriva dal "modo in cui la tv rappresenta l'uomo", e dal modo in cui tutta una certa cultura proveniente dagli USA ha deciso di rimodellare il rapporto fra i sessi non più in senso cooperativo, ma in senso competitivo. Il giochetto però non funziona sempre bene, e spesso finisce per procurare più danni (alle femmine) che benefici. Ad esempio una ragazza che cresce sentendosi dire che è "fisicamente uguale agli uomini", e quindi in grado di competere alla pari con gli uomini anche nelle competizioni sportive, poi finirà per cadere nella più tetra frustrazione quando si accorgerà che la realtà descritta in TV è ben diversa dalla realtà di tutti i giorni. Questa triste constatazione la farà sentire come se qualcuno si fosse preso gioco di lei, perchè le dicevano una cosa e invece poi ha scoperto che quella cosa era palesemente falsa. E l'autore dell'imbroglio, guarda caso, lo identificherà nel "Genere Maschile", e nel "Patriarcato" e nella "Discriminazione delle Donne" etc.etc. Non nella "bugia iniziale", nella propaganda isterica e uterina del "girl power" che pone maschi e femmine come rivali nella cosiddetta "Guerra tra i Sessi".

Andiamo oltre, per esaminare in dettaglio alcune parti del testo delle due mozioni:

"...nei programmi di intrattenimento il conduttore è quasi sempre un uomo (58%)"

Il conduttore quindi nel 58% dei casi è un uomo. Ne deriva che nel restante 42% è una donna. Per cui l'espressione "quasi sempre" non si capisce cosa dovrebbe significare, visto che c'è solo un 8% di differenza tra i conduttori maschi e le femmine.

Ma andiamo avanti:

"...nei programmi di informazione la donna compare soprattutto all’interno di servizi di cronaca nera (67,8%), protagonista di vicende drammatiche in cui appare o come vittima di violenze, stupri e prevaricazioni, o come «carnefice» (basti pensare a tutta la serie di «madri assassine» di cui la cronaca ha parlato negli ultimi anni), vicende in cui i particolari piu` macabri o scabrosi sono dati in pasto al pubblico in una difesa ipocrita del «diritto di cronaca»..."

Notare come la parola carnefice sia stata messa fra virgolette. Questi sono piccoli dettagli che la dicono lunga sull'ideologia che domina le menti di queste persone. Un uomo che stupra o uccide è un carnefice, una donna che uccide i figli invece è una "carnefice", e se i dettagli degli stupri (o presunti stupri) possono venir messi nella pubblica piazza (per provocare sdegno contro "tutti i maschi"), stessa cosa non si può dire delle assassine di sesso femminile. Lì il "diritto di cronaca" smette di esistere. Non si può far cronaca sul "male" fatto dalle donne, ma solo sul male fatto dagli uomini.

"...paradossalmente sono le fiction ad offrire un’immagine più realistica della donna: le protagoniste delle storie sono donne che si sono realizzate nel mondo del lavoro (donne medico, magistrato, avvocato, commissari di polizia) o dotate di grandi qualità umane, capaci di assumersi importanti responsabilita` nell’ambito del contesto in cui operano;..."

Più che "immagine realistica", si tratta di un'immagine che si vuol far passare come realistica. Dato che la realtà è composta, oltre che da donne competenti e responsabili, anche da donne incapaci e inette. Nella fiction italiana invece sono tutte rappresentate come mostri di perfezione, e i "maschi" come dei poveri scemi. Ma questo, come già detto, fa parte del piano. Quindi la fiction va benissimo.

E ancora:

"...impegna il Governo: ad assumere le iniziative necessarie affinchè il sistema radiotelevisivo pubblico, che rappresenta lo strumento principale di diffusione della conoscenza, svolga un’opera di sensibilizzazione al rispetto della diversità di genere e della dignità delle donne, finalizzata ad una corretta rappresentazione della figura e del ruolo delle donne ad alla rimozione di espressioni di discriminazione e degli stereotipi, lesivi della dignità delle stesse;..."

La dignità delle donne va rispettata, quella degli uomini invece si può allegramente infangare nei talk-show e nella fiction.

"...e ad adottare campagne di sensibilizzazione nelle scuole, in particolare nella scuola secondaria, per aiutare i giovani a difendersi dai messaggi discriminatori nei confronti delle donne e per evitare così il perpetuarsi di stereotipi che danneggiano le donne e il ruolo femminile nella società;..."

Si, ci vorrebbero davvero campagne per aiutare i giovani a difendersi dai messaggi discriminatori, quelli però nei confronti degli uomini, per evitare così il perpetuarsi di stereotipi che danneggiano gli uomini e il ruolo maschile nella società.

Ma gli stereotipi che danneggiano gli uomini e il ruolo maschile nella società sono invece parte del piano, e l'intero giochetto del portare acqua al proprio mulino non funziona se non si sottrae acqua al mulino "nemico". Per cui per i "maschietti" va bene Homer Simpson come modello da prendere ad esempio, lo stereotipo del maschio-cretino che si vuole consolidare è esattamente quello. Dall'altra parte c'è invece Lara Croft ad offrire "un'immagine realistica della donna".

Proseguendo:

"...a promuovere l’acquisizione di poteri e di responsabilità da parte delle donne (empowerment) in tutti i settori della vita produttiva e sociale, in particolare nell’ambito dei media, con azioni antidiscriminatorie mirate, per il reale accesso delle donne alle posizioni dirigenziali nel sistema radiotelevisivo pubblico al fine di favorire la presenza femminile nelle posizioni apicali delle testate giornalistiche televisive pubbliche, e, più in generale, del sistema radiotelevisivo pubblico, in modo da incidere sulle scelte editoriali e di palinsesto e quindi sull’immagine complessiva delle donne offerta dalla televisione pubblica."

Promuovere l'acquisizione di poteri, in tutti i settori... con azioni antidiscriminatorie.
Un bellissimo esempio di linguaggio orwelliano:
la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza, l'odio misandrico è amore femminile, e la discriminazione è antidiscriminazione. La discriminazione è favorevole, è positiva. Quella contro gli uomini è discriminazione buona.
Tutto il resto è uno sciorinare incessante di richieste di potere potere potere, posizioni dirigenziali, posizioni apicali, empowerment, acquisizione di poteri, potere potere potere.

"...eventuali espressioni di discriminazione in base alla differenza di sesso e di genere risultano particolarmente gravi quando si manifestano all’interno del sistema dei media, considerato il loro ruolo decisivo nel processo di costruzione e diffusione dei modelli di vita e comportamenti individuali e collettivi e che, in tale processo, al servizio pubblico sono affidate più penetranti responsabilità;..."

Proprio questa gravità della situazione ha fatto si che invece di presentare delle mozioni per tutelare la dignità sia delle donne che degli uomini, hanno deciso invece di chiedere che venga tutelata solo quella delle donne. I "giovani maschietti" si divertano con Homer Simpson, che come modello maschile va più che bene.

Per concludere:

"...In molte trasmissioni si parla delle donne ma non si dà loro la parola, specie nell’ambito di programmi culturali e politici. Un modello stereotipato, che riflette una concezione patriarcale dei rapporti tra i sessi, oltre ad essere lesivo della dignità femminile, riduce le opportunità di accesso a ruoli apicali ed ha effetti devastanti nel mondo giovanile."

Fino a qualche mese fa andava in onda su RaiDue un programma intitolato "Donne", dove appunto delle donne (e qualche uomo-femmina) avevano ampia libertà di parola. Questo è più o meno quel che ne è venuto fuori: Insegnamenti Femministi. Insulti su insulti. E ancora insulti. Quella trasmissione non era forse lesiva della dignità maschile ? E non potrebbe aver avuto "effetti devastanti nel mondo giovanile" ? (sia nei maschi che nelle femmine che la vedevano, per i motivi elencati prima). Ma la tutela della dignità maschile, come già detto, non rientra fra i piani. Altrimenti le mozioni presentate avrebbero parlato anche di "dignità maschile", e non solo di "dignità delle donne".

A questo punto, le strade che si aprono sono due: considerato che ormai è evidente la volontà di recare danno in ogni modo ad una certa parte della popolazione, e nel frattempo incrementare senza limiti il potere di un'altra parte della popolazione, bisogna iniziare a chiedersi se sia meglio che questo progetto venga portato avanti da un parlamento per la maggior parte composto da uomini, ma comandati a bacchetta da donne, oppure che questi politici maschi si levino dalle palle una volta per tutte e diano senza ipocrisie il potere formale in mano alle politicanti dotate di vagina.

Tanto la minestra non cambia, la situazione è destinata ugualmente a peggiorare, ma almeno ci sarebbe la soddisfazione di vedere un Parlamento privo di presunti "maschi-alpha", di questi ridacchianti e untuosi politici maschietti che si curano esclusivamente dei propri interessi, si fanno le leggi per gli amici, altri presunti "maschi-alpha", e desertano le discussioni parlamentari dove si discute dei restanti 30 milioni di cittadini maschi di questo paese. Scrollando le spalle pensano, probabilmente, che "non sono affari loro". E davvero non lo sono, "affari loro". Il loro potere gli permette di creare problemi al 99% degli uomini di questo paese e nel frattempo non soffrirne loro stessi le conseguenze.

Le parlamentari femmine rappresentano per davvero l'elettorato femminile. Fanno azione di lobby, puntano i piedi per far passare questa o quella legge, s'impegnano, lentamente ma con costanza, per far avanzare le loro "sorelle" in questo o quel campo, e s'impegnano, vistosamente, per tutelare l'immagine dell'intero Genere Femminile. Alla faccia della presunta inesistenza della "solidarietà di genere" femminile.

Noi, invece, non abbiamo nessuno che ci rappresenti realmente nella scena politica.
Potrebbero allora anche non presentarsi più alle elezioni i politici maschi, dato che non si ha memoria di uno solo di questi "maschi-alpha" che negli ultimi anni abbia mostrato il minimo interesse per fare qualcosa anche per il proprio elettorato maschile. Usano un linguaggio viscido e untuoso, "care amiche e cari amici", dicono che loro "ovviamente sono d'accordo con le senatrici", parlano di dare "più potere alle donne", sostengono di essere "amici delle donne", però poi continuano ad avere le chiappe incrostate nelle poltrone del potere. E fanno bene, perchè loro sanno perfettamente che la situazione che hanno creato per l'uomo comune sta iniziando a diventare invivibile, e qualora venissero improvvisamente estromessi dalla Casta, e costretti a vivere la vita dell'uomo comune, proverebbero sulla loro pelle cosa significa non godere di stipendi da decine di migliaia di euro al mese e non avere tesserini da parlamentare da esibire ovunque.

Ben vengano allora le Quote Rosa in politica.
Ma non del 50%, possibilmente del 100%, per mandare a casa una volta per tutte l'intera Casta di politicanti "maschi-alpha" che non rappresentano l'elettorato maschile ma solo ed esclusivamente sè stessi e i propri interessi. E men che meno servono a rappresentare l'elettorato femminile, ovviamente.
A quello già ci pensano, in modo egregio, le "senatrici".

...


Note
[1] Dichiarazioni di voto:
1. Sen. NEGRI Magda (Aut) - favorevole a nome del gruppo
2. Sen. PELLEGATTA Maria Agostina (IU-Verdi-Com) - favorevole a nome del gruppo
3. Sen. PISA Silvana (SDSE) - favorevole a nome del gruppo
4. Sen. CAPELLI Giovanna (RC-SE) - favorevole a nome del gruppo
5. Sen. BONFRISCO Anna Cinzia (FI) - favorevole a nome del gruppo
6. Sen. ALLEGRINI Laura (AN) - favorevole a nome del gruppo