Novembre 2008
 
   
Analisi dei Media


















 
 

Discorso alla Nazione, 31 Dicembre 2006

Il 31 Dicembre 2006 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto il tradizionale discorso alla nazione. E come al solito non potevano mancare i classici riferimenti al bistrattato Universo Femminile e la proverbiale caratterizzazione "neutra" delle problematiche che invece affliggono l'Universo Maschile.

Ecco quindi i passi "interessanti" del discorso del Presidente:

"Bisogna incoraggiare gli uni e gli altri: guardando con particolare sensibilitā a chi lavora in condizioni pesanti e per salari inadeguati, a cominciare dagli operai dell' industria."

A cominciare dai maschi, che fanno tutti i lavori più pericolosi e pesanti e che rappresentano il 95% di tutte le morti sul posto di lavoro in Italia (circa 1'400 morti ogni anno).

Ma dato che in questo caso gli "sfortunati" appartengono al Genere Maschile, non è "politicamente corretto" menzionare il loro Genere di appartenenza.


"E non si può tollerare la minaccia e la frequenza degli infortuni cui č esposta la sicurezza, e addirittura la vita, di troppi occupati, specie di chi, italiano o immigrato, lavora in nero."

Ancora nessun riferimento al fatto che il 95% delle persone che muoiono sul posto di lavoro sono maschi. Sia mai che tale dato venga sottolineato o anche solo accennato: poi la gente potrebbe iniziare a pensare che le favolette che ascoltano alla TV e leggono sui giornali, ovvero che per gli uomini la vita è una festa continua e per le donne una sofferenza ininterrotta, siano in realtà solo un mucchio di falsità.


"E alla vigilia dell' Anno europeo delle pari opportunitā..."

Cioè dell'Anno europeo per il Femminismo...


"...voglio sottolineare come in Italia tra le riserve preziose su cui contare ci sia quella, ancora così poco valorizzata, dei talenti e delle energie femminili. Vedete, ho conosciuto e ascoltato un mese fa a Napoli due donne."

Fa davvero senso e impressione leggere di un maschio che dalla Vetta della Montagna ha il coraggio di guardare in basso e rimproverare implicitamente agli altri maschi, quelli che non hanno nessun potere e non ne hanno mai avuto, di essere colpevoli di "valorizzare poco i talenti e le energie femminili".

Ci vuole davvero una gran forza, una volta che si è in cima e si è raggiunto il "Potere", a dire a quelli che stanno sotto di "farsi indietro".

Chi si sarebbe dovuto fare indietro, quando gli fu proposta la carica di Capo dello Stato, se proprio era coerente e voleva fare un gesto in favore dei "talenti femminili", sarebbe dovuto essere proprio l'attuale Presidente della Repubblica. Dopo che si ottiene il "posto di potere", e si è di sesso maschile, poi le predicozze pro-donne non valgono più niente.

E questo discorso vale per qualsiasi politico di sesso maschile che una volta raggiunto il potere ha il coraggio di fare "ramanzine politicamente-femminil-corrette" ai sudditi maschi accusandoli -implicitamente- di voler frenare "l'avanzata femminile".

Costoro dovrebbero dimettersi e lasciare il proprio posto ad una donna.
Oppure, come gesto di coerenza con le loro affermazioni, non accettare proprio certe cariche.



"La prima, madre di un ragazzo che si stava perdendo nelle trappole della malavita, ci ha raccontato come abbia combattuto per salvarlo, per recuperarlo alla scuola e come ci sia riuscita con l' aiuto della scuola."

Una storia di così cataclismatica importanza che sicuramente meritava posto nel breve discorso annuale che il Presidente dedica ai cittadini (maschi e femmine) della nazione.


"La seconda, una giovane che ha studiato con successo giungendo alla laurea e al dottorato, lavora ora a un progetto avanzato di ricerca genetica, per mille euro al mese - e si considera fortunata -, con un contratto che scade nel maggio prossimo, ma 'non ci penso - ha detto - perche' ho un lavoro bellissimo."

Accidenti che martire.

Una storia così incredibile e piena di "sofferenza al femminile" non si poteva certo non includere nel Discorso alla Nazione di fine anno. Gli uomini, nel frattempo, se la spassano:






E per finire in bellezza:

"Ecco, due casi così diversi: ma che ci dicono entrambi quale forza morale anima tante donne e può diventare fattore essenziale di progresso civile e di crescita dell' economia e della societā."

Forza morale che, però, era magicamente assente, o non visibile all'orizzonte, quando un anno fa un certo qualcuno ha accettato la carica di Capo dello Stato.

In quel momento, nessuna "remora", nessun discorsetto di circostanza sulla "forza morale delle donne"
, niente di niente. Un anno fa le donne erano sprovviste di "forza morale".

Ecco perchè oggi, in Italia, il Capo dello Stato è un maschio.