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Come si costruisce nei
mass media un caso di "misoginia"
12.10.2007
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Il
fatto è un pò vecchio, risale al 2004, ma è
un buon esempio di come i mass media -sotto la cappa di un
regime culturale femminista- siano in grado di costruire ad
arte un caso di "misoginia" e poi buttarlo in pasto
all'opinione pubblica per rinvigorire, qualora ce ne fosse
ancora bisogno, l'idea che viviamo in una società Maschilista™
e Misogina™.
Il caso in questione riguarda alcune dichiarazioni che Rocco
Buttiglione fece durante un convegno a Sant Vincent, pochi
giorni dopo aver scatenato un'altra polemica per aver definito
l'omosessualità un "disordine morale". Questa
volta però gli omosessuali non c'entravano niente,
infatti l'obiettivo di Buttiglione era puntato sulle "donne"
(sempre secondo la ricostruzione fatta dai mass media...),
e più in particolare sulle madri single, che definì
"madri non buone".
Come sempre accade in questi casi, un'opinione -discutibile
o meno- che prende di mira le "donne" non per adularle
ma per criticarle, scatena subito la furia selvaggia della
società civile e dei mass media in maniera totalmente
acritica.
Le frasi misandriche e denigratorie delle politicanti di sesso
femminile nei confronti di altri uomini, politici o non, in
genere si perdono invece nel marasma quotidiano (la Santanchè
qualche mese fa disse che "i maschi di AN hanno
le palle di velluto"), e mai creano scandalo o polemiche.
Ma veniamo al caso specifico di Rocco Buttiglione e le sue
esternazioni sulle "madri single".
Ecco come pubblicarono la notizia i due quotidiani più
letti d'Italia:

(da
La Repubblica, 14 Ottobre 2004)

(dal
Corriere della Sera, 16 Ottobre 2004)
I
titoli degli articoli, cioè l'unica cosa che
l'italiano medio legge nei giornali e nei siti d'informazione
(compreso questo), presentano il caso come se Buttiglione
avesse offeso solamente le madri single, omettendo il resto
della frase che invece era molto più offensiva per
gli uomini -denigrati sia come "padri single" che
come "maschi"- di quanto la prima parte non lo fosse
verso le donne.
La frase completa pronunciata da Rocco Buttiglione, poi riportata
nel testo degli articoli, era questa:
"I
bambini che hanno solo una madre e non hanno padre sono
figli di una madre non molto buona. E
i bambini che hanno solo un padre non sono bambini perché
un uomo da solo può fare un robot. Ma non può fare bambini."
La
prima parte della frase può venir condannata, a seconda
dei punti di vista, per il suo carattere generalizzante
della categoria "madri single". Infatti l'insieme
"madri single" contiene vari sottoinsiemi in cui
si può trovare la donna a cui è morto il marito,
la donna che si è trovata "single" dopo una
separazione etc.etc. Quella
condannabile è invece la "single" che sceglie
di "comprarsi" un bambino come fosse un gadget all'ultima
moda, per puro e semplice egoismo personale, e formare una
"famiglia" privando sistematicamente
il bambino dei suoi diritti di avere anche un padre. Quì
si può parlare di "madri non molto buone".
Perlomeno una simile critica non dovrebbe fare tanto
scalpore ma dovrebbe essere accolta in modo civile, e poi
casomai divenire oggetto di discussione.
Buttiglione
presumibilmente si riferiva (forse ?) alle donne lesbiche
che ricorrono all'inseminazione artificiale o altri metodi
simili per avere un bambino, anche se poi specificò
che le sue esternazioni non riguardavano solo i gay ma anche
gli etero, quindi padri e madri single di orientamento eterosessuale.
Poco importa comunque, quello che intendeva veramente,
quello che conta è come le sue parole siano state "manipolate"
dai giornalisti per creare titoloni ad effetto.
Ma veniamo alla seconda parte della frase, quella omessa dai
titoli del Corriere e La Repubblica:
"E
i bambini che hanno solo un padre non sono bambini..."
Quindi
i bambini che hanno solo un padre non
esistono.
Sono proiezioni olografiche prodotte da qualche misterioso
macchinario di origine aliena. Questi non-bambini quando si
guardano allo specchio non vedono la propria immagine riflessa,
non vedono niente, non hanno nemmeno l'ombra, non esistono.
Andiamo avanti:
"...perché
un uomo da solo può fare un robot. Ma non può fare
bambini."
E'
vero che un uomo può fare un robot, e da solo non può
fare un bambino, ma anche una donna -senza l'aiuto della scienza-
non può fare da sola un bambino: produce al massimo
tampax sporchi. Non bambini. C'è bisogno del seme maschile
per far nascere un marmocchio dal ventre della donna in modo
naturale. Per come sta andando avanti la scienza poi, tra
non molto i bambini si potranno fare anche senza bisogno del
corpo femminile, tramite macchinari come l'utero artificiale
e congegni
simili (attualmente in fase di
progettazione in USA e Cina).
La frase di Rocco Buttiglione fu quindi offensiva prima di
tutto verso l'intero Genere Maschile, poi verso i padri single,
poi verso i figli dei padri single, e per finire offensiva
nei confronti di una parte dell'insieme "madri
single".
La presunta "misoginia" è affiorata ed ha
invaso le prime pagine dei giornali trasformandosi in titoli
ad effetto a forte impatto emotivo. La "misandria"
invece è stata sotterrata, con nessun commento di sorta,
nel corpo degli articoli. Cioè quella componente dei
giornali che la maggior parte degli italiani non si prende
la briga di leggere, per mancanza di tempo o scarsa voglia.
Son bastati i titoli, e l'indignazione generale (e televisiva)
per il presunto carattere "misogino" della frase
di Buttiglione ha fatto il resto. Per l'offesa "misogina"
si son sprecate analisi e condanne di giornalisti vari (anche
dell'allora Ministra per le Pari Opportunità, la Prestigiacomo),
per l'offesa misandrica invece non si è levata una
sola voce di condanna.
Per cui, ricapitolando: da una frase molto più offensiva
per gli uomini che per le donne, i mass media son riusciti
a concentrare tutta l'attenzione sulla presunta offesa alle
donne, usando i titoli dei giornali come cartelloni pubblicitari,
ed evitando completamente di parlare dell'offesa nei confronti
degli uomini.
Una lancia a favore dei giornalisti che spesso si occupano
di questi casi bisogna però spezzarla: sessuologhe,
opinioniste, pseudo-para-psicologhe e compagnia cantante,
sono molto spesso di un'ignoranza e superficialità
bestiale.
Sarebbe troppo aspettarsi da questa gente di conoscere il
significato del termine "misandria".
Figuriamoci essere in grado di analizzare il fenomeno quando
si verifica.
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