Novembre 2008
 
   
Analisi dei Media


















 
 

Come si costruisce nei mass media un caso di "misoginia"
12.10.2007

 
 

Il fatto è un pò vecchio, risale al 2004, ma è un buon esempio di come i mass media -sotto la cappa di un regime culturale femminista- siano in grado di costruire ad arte un caso di "misoginia" e poi buttarlo in pasto all'opinione pubblica per rinvigorire, qualora ce ne fosse ancora bisogno, l'idea che viviamo in una società Maschilista™ e Misogina™.

Il caso in questione riguarda alcune dichiarazioni che Rocco Buttiglione fece durante un convegno a Sant Vincent, pochi giorni dopo aver scatenato un'altra polemica per aver definito l'omosessualità un "disordine morale". Questa volta però gli omosessuali non c'entravano niente, infatti l'obiettivo di Buttiglione era puntato sulle "donne" (sempre secondo la ricostruzione fatta dai mass media...), e più in particolare sulle madri single, che definì "madri non buone".

Come sempre accade in questi casi, un'opinione -discutibile o meno- che prende di mira le "donne" non per adularle ma per criticarle, scatena subito la furia selvaggia della società civile e dei mass media in maniera totalmente acritica.

Le frasi misandriche e denigratorie delle politicanti di sesso femminile nei confronti di altri uomini, politici o non, in genere si perdono invece nel marasma quotidiano (la Santanchè qualche mese fa disse che "i maschi di AN hanno le palle di velluto"), e mai creano scandalo o polemiche.

Ma veniamo al caso specifico di Rocco Buttiglione e le sue esternazioni sulle "madri single".

Ecco come pubblicarono la notizia i due quotidiani più letti d'Italia:


(da La Repubblica, 14 Ottobre 2004)


(dal Corriere della Sera, 16 Ottobre 2004)

I titoli degli articoli, cioè l'unica cosa che l'italiano medio legge nei giornali e nei siti d'informazione (compreso questo), presentano il caso come se Buttiglione avesse offeso solamente le madri single, omettendo il resto della frase che invece era molto più offensiva per gli uomini -denigrati sia come "padri single" che come "maschi"- di quanto la prima parte non lo fosse verso le donne.

La frase completa pronunciata da Rocco Buttiglione, poi riportata nel testo degli articoli, era questa:

"I bambini che hanno solo una madre e non hanno padre sono figli di una madre non molto buona. E i bambini che hanno solo un padre non sono bambini perché un uomo da solo può fare un robot. Ma non può fare bambini."

La prima parte della frase può venir condannata, a seconda dei punti di vista, per il suo carattere generalizzante della categoria "madri single". Infatti l'insieme "madri single" contiene vari sottoinsiemi in cui si può trovare la donna a cui è morto il marito, la donna che si è trovata "single" dopo una separazione etc.etc. Quella condannabile è invece la "single" che sceglie di "comprarsi" un bambino come fosse un gadget all'ultima moda, per puro e semplice egoismo personale, e formare una "famiglia" privando sistematicamente il bambino dei suoi diritti di avere anche un padre. Quì si può parlare di "madri non molto buone". Perlomeno una simile critica non dovrebbe fare tanto scalpore ma dovrebbe essere accolta in modo civile, e poi casomai divenire oggetto di discussione.

Buttiglione presumibilmente si riferiva (forse ?) alle donne lesbiche che ricorrono all'inseminazione artificiale o altri metodi simili per avere un bambino, anche se poi specificò che le sue esternazioni non riguardavano solo i gay ma anche gli etero, quindi padri e madri single di orientamento eterosessuale. Poco importa comunque, quello che intendeva veramente, quello che conta è come le sue parole siano state "manipolate" dai giornalisti per creare titoloni ad effetto.

Ma veniamo alla seconda parte della frase, quella omessa dai titoli del Corriere e La Repubblica:

"E i bambini che hanno solo un padre non sono bambini..."

Quindi i bambini che hanno solo un padre non esistono.
Sono proiezioni olografiche prodotte da qualche misterioso macchinario di origine aliena. Questi non-bambini quando si guardano allo specchio non vedono la propria immagine riflessa, non vedono niente, non hanno nemmeno l'ombra, non esistono.

Andiamo avanti:

"...perché un uomo da solo può fare un robot. Ma non può fare bambini."

E' vero che un uomo può fare un robot, e da solo non può fare un bambino, ma anche una donna -senza l'aiuto della scienza- non può fare da sola un bambino: produce al massimo tampax sporchi. Non bambini. C'è bisogno del seme maschile per far nascere un marmocchio dal ventre della donna in modo naturale. Per come sta andando avanti la scienza poi, tra non molto i bambini si potranno fare anche senza bisogno del corpo femminile, tramite macchinari come l'utero artificiale e congegni simili (attualmente in fase di progettazione in USA e Cina).

La frase di Rocco Buttiglione fu quindi offensiva prima di tutto verso l'intero Genere Maschile, poi verso i padri single, poi verso i figli dei padri single, e per finire offensiva nei confronti di una parte dell'insieme "madri single".

La presunta "misoginia" è affiorata ed ha invaso le prime pagine dei giornali trasformandosi in titoli ad effetto a forte impatto emotivo. La "misandria" invece è stata sotterrata, con nessun commento di sorta, nel corpo degli articoli. Cioè quella componente dei giornali che la maggior parte degli italiani non si prende la briga di leggere, per mancanza di tempo o scarsa voglia.

Son bastati i titoli, e l'indignazione generale (e televisiva) per il presunto carattere "misogino" della frase di Buttiglione ha fatto il resto. Per l'offesa "misogina" si son sprecate analisi e condanne di giornalisti vari (anche dell'allora Ministra per le Pari Opportunità, la Prestigiacomo), per l'offesa misandrica invece non si è levata una sola voce di condanna.

Per cui, ricapitolando: da una frase molto più offensiva per gli uomini che per le donne, i mass media son riusciti a concentrare tutta l'attenzione sulla presunta offesa alle donne, usando i titoli dei giornali come cartelloni pubblicitari, ed evitando completamente di parlare dell'offesa nei confronti degli uomini.

Una lancia a favore dei giornalisti che spesso si occupano di questi casi bisogna però spezzarla: sessuologhe, opinioniste, pseudo-para-psicologhe e compagnia cantante, sono molto spesso di un'ignoranza e superficialità bestiale.

Sarebbe troppo aspettarsi da questa gente di conoscere il significato del termine "misandria".
Figuriamoci essere in grado di analizzare il fenomeno quando si verifica.